Sun 1 Jan 2012
Chiatte
Posted by simone under Uncategorized
[93] Comments

Un ulivo da piantare, mani gelate, cuore pieno di azione. E soprattutto, un progetto. Il Maestrale, il signore dei venti del Mediterraneo, il grande nemico dello Scirocco oggi è gonfio e spietato. Dove il sudest è malmostoso e cupo, tutto intento a annebbiare e confondere, il Maestrale spinge e scuote. Due uomini e un progetto vanno d’accordo col Maestrale.
Il primo albero di Filippo, del suo progetto “Un albero per amico”, è in terra. Abbiamo scavato, trascinato l’albero con la benna, infossato, coperto, spalato. Ora lo vedi se arrivi al suo stazzu. E’ in cima alla collina. E’ bello. Sarà l’ulivo Perotti, lo seguiranno alberi dedicati ad altri amici, una foresta pulsante di gente che ha senso che stia qui, dove il nordovest pettina l’anima.
Scendendo abbiamo riso. Ci è venuta in mente, nello stesso momento, la pubblicità di un amaro. “La band era in difficoltà. Il loro barcone era in avaria, dovevamo andare a prenderli….” La scena dello spot, per chi va per mare come me e Filippo, fa ridere, fa arrabbiare. Quella che chiamano “barcone” è una chiatta, non ha timoneria, non ha motore, non può navigare neanche volendo. E’ una fetta inerte di terraferma, e là dove si trova può esserci finita solo al traino. Non può essere in avaria più di quanto non si possa dire che un tronco d’albero ha dovuto effettuare un atterraggio di fortuna. Filippo è stato un art director a Milano, conosce la pubblicità. Ora fa l’agricoltore in Gallura. Ne parliamo con disgusto.
Finisce l’anno, ancora con troppe chiatte chiamate barconi. Stavolta era sul mare, e l’ho notato. Ma quante altre volte non sapevo, non sono stato capace di capire? Inizia un nuovo anno, e sarà un grande anno. Sarà popolato di ulivi col nome di chi li ha piantati, di chiatte che non si muoveranno mai, felici della loro stasi, di amici da andare a trovare in cima al mondo, dovunque essi si trovino, e di balle da rifiutare, emendare, criticare, disprezzare. Un anno di gente che dovrà vergognarsi delle sue bugie, delle sue frodi, dei suoi trucchi. Un anno di cose vere, per quel che di vero hanno mai le cose in questa vita. Poche cose, forse, ma possibilmente vere.
Grazie, Simone, per le belle persone che scrivono sul tuo blog.
Le parole di Pietro mi hanno commossa.
Un altro mondo è possibile…
Lo stiamo costruendo tutti noi, persone comuni, ogni giorno.
Persone che fanno la differenza.
Non smettiamo mai di sognare…
Ricordate le parole di Vittorio Arrigoni
http://www.youtube.com/watch?v=kY0yobjA–o&feature=related
Carla
Bah, un vero downshifter gli ulivi li semina.
Link per gli insaputelli. Non faccio nomi.
http://www.hartley-botanic.co.uk/safer-gardening/posture.html
Eheheh!!! E magari una volta se ti chiamavano “contadino” ti inalberavi…
Però ora mi stai sfidando, eh!
Via alle iscrizioni per il primo campionato di spalamento?
Mauro ma ti pare?! Una manica di sedentari che critica come tengo la pala in mano, io… ma vorrei vederli. Tsz!
Bravo Simone….Fatti sentire
vale e voi tutti: prima che spaliate tanto quanto ho spalato e spalo io, cari voi… altro che impiegato di banca! ma guarda tu che irriverenti…
Comandante, occhio a non scarrocciare quando vai di bolina con la vanga in mano!!!
Bella la lezione di “1light” per un uso corretto della vanga… è proprio un blog a 360°!!!!
In aiuto il piede lo si usa anche con il badile o pala che sia,specie se il materiale da spalare è compatto, come la neve.
Oh capitano capitano…
LUCIA, mi hai piegato dalle risate!
Me ne ero accorto pure io della posizione del capitano con in mano il badile…
Sembra un impiegato di banca alle prese con un attrezzo da lavoro.
Senza offesa, attento all’ ernia giovanotto,
con gli attrezzi non si scherza.
ho l’ impressione che sei più abile con attrezzatura nautica.
Vai capitano ridici sopra!!!
Vale
Al commento precedente manca il NON.
Mi scuso ancora con tutti, non è mia abitudine usare blog per fare pubblicità ad eventi, volevo solo avere un contatto con Simone, pensando che prima della pubblicazione ci fosse il filtro del moderatore.
Complimenti Simone sei veramente grande, ciao
Scusa Simone,
Pensavo che venisse subito pubblicato .
Carissimo Simone,
Tra i downshifters che non sapevano l’entità del movimento ci siamo anche noi, pietro 45 ed ernani 49 ti ho già scritto un paio di volte ( pietro) per complimentarmi del libro e per sapere come stavi nei gg dell’alluvione.
Premetto che mi riferisco al tuo libro avanti tutta e che ho letto qualche tua intervista e blog, non sono uno che consuma tutto ciò che una persona ha detto o scritto, mi do tempo per conoscere un’opinione.
Non riesco a seguire il blog, leggo i tuoi post che li trovo sempre pertinenti, non seguo assiduamente nessun blog. Ernani non sfiora nemmeno una tastiera.
vivendo più a contatto con la natura e con il tempo si acquisisce una visine comune di tante cose che l’opinione pubblica non sa più valutare, abitiamo a varigotti, solo in inverno, non ci possiamo permettere i prezzi estivi, sverniamo qui anzichè in paesi esotici, trovo che sia corretto, specialmente se si percepisco a volte sussidi.
Vengo al sodo, organizzerò a finale ligure, bar ubuntu, realtà unica in liguria, bar aperto dalla cooperativa del mercato equosolidale quelli delle botteghe altromercato, si offrono solo prodotti equosolidali o a km 0 a parte ciò si fanno vari incontri, ci piacerebbe invitarti, il bar accoglie iniziative a costo zero, magari con il tempo, se vorrai qui c’è uno spazio bello con volontari, se avrai l’occasione di passare ne vale la pena, la veste del bar è bella.
Io pensavo dovendo presentare in una nostra serata che ricalca nuovi stili di vita, la nostra esperienza, ho iniziato i mio percorco nel 1999, rafforzato negli anni, oggi vivo sono con poche cose che stanno in una valigia, un cane , non ho l’auto dal 2001 , affitto case, media 4 all’anno , ad intermittenza lavoro come receptionist, mentre ernani ha iniziato nel 2002.
Pensavo di parlare durante la serata anche del tuo libro, citandone dei pezzi, a queste serate mettiamo anche un banchetto con i libri, ma il punto non è la vendita, ma l’uso che farò del tuo testo.
Non ho mai fatto una cosa del genere, parlare in pubblico è sempre stato il mio dilemma, oggi penso che sia ora di lasciare questo timore, abbiamo esperienze molto belle che vanno manifestate.
Sarà un punto sulla difficoltà di vivere fuori dal sistema, e sulle paure, poi un excursus di esperienze varie.
Alcuni consigli e più che altro esempi pratici, il bilancio, l’organizzazione del tempo, avrò come pubblico la gente del mondo della cooperazine, quelli che tu chiami impegnati, però spero di fare una sorte di sondaggio per vedere i punti di vista.
L’incontro verrà messo in calendario l’ultima domenica di gennaio tardo pomeriggio.
Mi sembrava giusto fartelo sapere, se poi ti sarà possibile ritornare nel savonese ed organizzare un dibattito avrai uno spazio per l’incontro, ne saremo molto felici, oppure se ti viene in mente qualcosa d’altro accetto consigli.
Ciao e buon 2012
Pietro ed Ernani
http://www.barequoubuntu.com/
Schietto Simone, le tue parole “Un anno di gente che dovrà vergognarsi delle sue bugie, delle sue frodi, dei suoi trucchi. Un anno di cose vere, per quel che di vero hanno mai le cose in questa vita. Poche cose, forse, ma possibilmente vere” ben si allineano con un pensiero di Gramellini: “un anno in cui non ci sarà posto per pigri e vigliacchi”; ringrazio ambedue perchè spero che le vostre parole mi aiuteranno a cambiare, a diventare una persona “con le palle”, quella persona che non sono mai stato e che non avrebbe perso amore e amici come invece e successo. Avessi letto prima i tuoi libri e quelli di Bianciardi, Mercalli, Gramellini stesso ora sarei un uomo migliore, grazie comunque.
..la vita intendo dire, è tutto nelle mani dell’artista.
cara 1light, grazie delle spiegazioni. si dà il caso che stessi facendo proprio questo, in più di bolina, contro maestrale. se non faccio forza come si deve con la coscia, col mal di schiena che c’ò, mi spezzo in due. e quella era una pala, non una vanga, dunque niente piede… bleh!
Concordo con Primo Dell’Anno. E’ un dipinto, naturalmente olio su tela.
E’ a mio avviso un quadro di grande complessità, a raffigurare un rapporto di forze, quasi una Batracomiomachia.
Da un lato la forza meccanica che sorregge a contrappeso, come deve essere, dall’altra quella umana, sostenuta dalla voluntas, al centro, non a caso, a far da pacifico raccordo, se in armonia col tutto, la forza della natura, l’ago della bilancia seppur rappresentato da un imponente ulivo dalle mobili radici.
E poi il grande assente, apparentemente, alla percezione sensoriale del fruitore: il vento. Infatti, come raffigurare il vento se non attraverso gli effetti che provoca sui soggetti che da esso vengono investiti?
Se non è un’opera d’arte questa allora cos’è?
Giada: a proposito di olivi e di Pizzetti, con un pò d’orgoglio ti racconto che abbiamo lavorato con lui ad un giardino una quindicina d’anni fa. Eravamo all’inizio e fu un’esperienza importante. Ci fece piantare una quarantina di olivi belli come quello della foto. E poi volle portare una ventina di cachi da Faenza fin qui nel trevigiano, ma senza potarli. Dovemmo organizzare un trasporto eccezionale di dieci camion col cassone basso e largo, con tanto di scorta della polizia!!!
Simo, quando ti rivedo ti spiego che quando carichi la terra con la vanga devi stare bello dritto, appoggiare la punta della lama sul mucchio, con un’angolazione di circa 45°, appoggiarci sopra il centro dello scarpone e calciare verso il basso con decisione. Poi, quando la devi alzare, pieghi la gamba e fai leva col manico sull’interno coscia. Contemporaneamente sposti un pò la mano davanti verso il peso, con quella dietro tieni giù per far da contrappeso.
Ieri in un sms un amico/collega abruzzese mi ha citato un vecchio detto popolare: “il contadino è sempre un piccolo re”. Mi è piaciuto molto e lo condivido insieme ai miei auguri per un decrescente 2012 a tutta la ciurma di piccolo cabotaggio.
Giada,
Sarebbe bellissimo.
Io sono già in Sardegna. Posso andare in qualsiasi periodo. Fammi sapere.
Felice Mercoledì
Carla
chiedetele a filippo magri (su facebook). non so che bosco sarà. giada ti aspetto il 19, certo. grazie! ciao!
Infatti efrem, niente in contrario con gli ulivi in Gallura…anzi.
Sono solo curiosa di sapere se sarà un oliveto o un bosco misto. Magari andrò a vedere di persona (Carla,andiamo insieme? )
Buona giornata a tutti
Giada
Simone, il 19 ci sarò. Se sei d’accordo, ti porto quel libro di cui ti ho parlato qualche post fa.
efrem, ricordati che io il 18 vado giù, perché presento i miei libri a Roma il 19, in via nazionale, da MelBookstore. vieni se puoi. ciao!
guarda, forse sono di passaggio il 16 gennaio…spero di riuscire coi tempi a fare un salto a salutarti.
per il resto… ho capito a cosa si riferiscono amina e sara, un tuo post di qualche tempo fa…ma vedete, la mia osservazione non vuole entrare nel personale, di ciò che si dovrebbe o meno fare…ognuno viva le esperienze che gli capitano o che ritiene più opportune seguendo le proprie convinzioni. Piuttosto è sul tema filo conduttore del blog(il ds)che l’immagine del post sembra lanciare un messaggio fuori dalle righe. Senza il contesto particolare dove qualcuno ti ha gentilmente offerto trasportato e ospitato il tuo ulivo di 50 anni, il messaggio diventa inevitabilmente: che bello trapiantare un’ulivo semi-secolare da 500euro + 100 di trasporto + 80 di affitto motoescavatore…il che equivale come dicevo ad almeno 60 ulivi di due anni da 10euro cad, pronti da trapiatare a mano e a cui poter dare tutti i nomi degli amici che vogliamo. a me pare sia così…ma che ognuno scavi e trapianti cio che meglio crede. ciao!
Vergognarsi delle loro bugie? Ma per favore, Simone!
La vergogna è un sentimento nobile. Questi qui, al massimo, possono solo procurarsi una fiala di curaro o al massimo – ma solo i più arditi tra loro – puntarsi una pistola alla tempia…
E l’auspicio è che in quell’attimo di paralisi estatica, ferma e immutabile come in un paradosso di Zenone, possano almeno per una volta… avvedersi, illuminarsi! Possano intuire, ma quando ormai non si può tornare indietro (e qui sta, la Punizione!), quanto sia inebriante un ulivo piantato in un campo. O un muro di sasso costruito con le proprie mani. O il sorriso di un bimbo…
Buon 2012, Simone! E a tutti voi!
Andrea
(una volta, l’unica volta che ti ho scritto, mi sono firmato CrazyHeart, ma da quando ho anch’io il mio blog, ho abbandonato gli pseudonimi…!)
Quello è Perotti? Sembra pietrificato dal basilisco!
Mi associo al post di Amina…
Amina
I luoghi e le situazioni sono determinati per svegliare un’intuizione, un’illuminazione, scoprire che si desidera realizzare un progetto.
Vado spesso (relativamente) in Gallura, terra stupenda, dove la densità degli abitanti è a misura di meditazione; nel mese di giugno vado in un campeggio sul mare, faccio passeggiate sulla meravigliosa costa e per ore non incontro nessuno, rigenero le mie motivazioni, mi associo alla natura, mi misuro con la grandezza del mare, mi distacco dalle regole.
Impossibile vivere tutto ciò ad Agosto!!
L’ulivo in Gallura…e perchè no?
Buon anno a tutti.
Giancarlo
Ho trovato tutto il film:
Cuba Feliz !
http://www.youtube.com/watch?v=EHV3ODfFcgE
Mauro
Per chi si vuole rifare le orecchie e l’anima condivido questo bellissimo video tratto dal documentario musicale “Cuba Feliz”
http://www.youtube.com/watch?v=tozhe0yTAqo
Hasta la victoria !
Mauro
Non dovresti trapiantare ulivi. Men che meno usare la benna. Anzi sì, forse puoi, ma solo se sono un regalo, se arrivano da vicino e se li trasporti a dorso di mulo. La pala la puoi usare, ma per essere coerente devi averla forgiata tu da solo. Anno nuovo, vita…??
Sì Efrem portamelo! anche mezzo litro, io ne ho di vari tipi diversi. ciao! (l’ulivo viene da pochi chilometri da qui, un regalo tra coltivatori, e la benna ha lavorato due minuti, dunque qualche centesimo di euro di costo carburante).
ahahah…oddio non avevo mai visto questa pubblicità…ma è autoironica…almeno spero…
Anche secondo me, come diceva Mauro, forse è un po fuori dalle righe sto ulivo gigante… e che lavorone per trapiantarlo, con la benna…ve possino, con la stessa spesa ci si trapianta un’uliveto intero!
ciao fratello Simone, buon 2012!
bella idea quella di Filippo, anche se …oddio, una volta si usava piantare un albero in ricordo di qualcuno scomparso…va beh… in compenso io a natale ho regalato ai miei nipoti giovani alberi da frutta da trapiantare in giardino…quanto dureranno?
a Simò, scusa ma questa foto mentre spali la terra ha un non so che di comico, mi fa spaccare dalle risate…
A proposito, il mio nuovo vecchio uliveto ha prodotto i primi 40 litri di ottimo olio…che fatica…ma che soddisfazione!
quando passo in zona te ne porto un po, contento?
a presto, un saluto.
ciao!
Simone, perché l’ulivo? L’hai scelto tu o Filippo? E gli alberi degli altri amici…saranno ulivi o ognuno potrà scegliere l’albero che vuole?
@Mauro, anch’io non amo i trapianti, soprattutto quando ad essere trapiantato è un simbolo di una terra, di un’identità culturale specifica, come i bellissimi ulivi secolari di Puglia. Allo stesso modo non amo i finti prati inglesi in Gallura piuttosto che in Sicilia (o anche a Roma)…i quali, a differenza degli ulivi, invece che trapiantati sono impiantati in terreni e in condizioni improbabili per soddisfare i gusti di altrettanto improbabili amanti dei giardini…
Sono sicura che l’ulivo di Simone provenga o da un terreno lì vicino o dalla sua terra (o terreno). Non può essere diversamente…solo così può avere coerentemente un senso.
Ciao
Giada
Ho… avevo una scrivania scura scura. Per caso ho trovato un barattolo di vernice per muri color argento. Non ho carteggiato ed ho cominciato a spalmare il colore sul mobile col primo pennello trovato lì. Il livello della tinta non si uniformava e si vedevano le strisciate. Una parte di me era sconfitta: un disastro, che cazzo sto facendo, mi conviene ripulire tutto prima che si secchi. L’altra parte di me era quella col pennello in mano e non voleva saperne di fermarsi, per cui spennellava a manetta tutta la superficie per oltrepassare il punto di non ritorno.
Il risultato finale è fantastico.
Se la vernice andava bene anche sul legno sono a posto.
Quando ho visto la pubblicità della chiatta mi sono cascate le braccia, trattasi di una v*****a inverosimile.
Rifacciamoci gli occhi con questo:
http://www.youtube.com/watch?v=8vbAWrfUPBk&feature=related
Bella l’ idea di un albero da piantare.
So che in Spagna é possibile che piantino un albero al centro di una piazza piuttosto di mettere un obbrobrio di scultura che costa un patrimonio di soldi pubblici. Lo facessero anche da noi, ci incazzassimo quando invece vogliono inserire nell’ arredo urbano la scultura di dubbio gusto…
Ci sono tanti di quegli alberi da riscoprire: la carruba, la quercia del sughero, ecc., ecc.
E’ vero! Anche a me ha fatto e fa tutt’ora ridere quella pubblicità…immagino le vostre risate di uomini di mare.
Bella l’idea dell’ulivo. La propongo a mio cognato che ha vigneti e qualche ulivo in collina.
Buon Anno, Buon Vento e buone cose Vere per tutto il 2012 e oltre. A tutti.
Antonella
Io devo dire che quando ho visto la foto di un ulivo proveniente da altra terra da ripiantare non ho avuto una buona sensazione. Il pensiero mi ha riportato a Berlusconi quando fece trasportare dalla Puglia diversi ulivi secolari da piantare nella sua villa Certosa, sempre in Sardegna ovviamente. Non sarà sicuramente paragonabile al gesto di Simone e forse mi manca qualche elemento per capire meglio… Comunque buon anno tutti i frequentatori di questo magnifico blog e al suo grande ideatore.
Mauro
Giù ulivi, giulivi!
Quando ho letto Magriturismo, Simone, ho pensato che fosse un agriturismo che ha per prìncipio la decrescita…
Non mi dispiacerebbe l’idea di tornare più magra!!!
Ma mi piace mangiare…come tu non riesci a smettere di fumare, cosa che invece sono riuscita a fare con successo moltissimi anni fa, io non riesco a smettere di mangiare.
Contatterò al più presto il Sig.Magri
Grazie Simone
Buona giornata
Carla
Anni fa, molti (;-)), mi sono sposato per la prima volta. Con un mio amico geometra abbiamo recuperato una porzione di una classica cascina lombarda. L’appartamentino su due livelli è venuto assai bene, pieno di soluzioni originali e con gli esigui spazi sfruttati al inverosimile. Avevo persino modellato un corridoio e le sue pareti a misura di un mastodontico armadio quattro stagioni regalatomi dai miei genitori.
C’era anche, unico locale notevole dal punto di vista delle dimensioni e della luminosità, almeno rispetto al resto della casa, un bel “salone” con tre “ampie” portefinestre rivolte a sud.
Il legno è sempre stata una mia passione e dal momento che nella ristrutturazione avevamo fatto largo uso di essenze lignee, abbiamo deciso di pavimentare il soggiorno con un bel parquet.
Presso lo “showroom” del parquettista, nella bassa e nebbiosa bergamasca, l’occhio mi è caduto subito su dei fantastici listelli di legno d’ulivo.
Naturalmente erano piccoli, in quanto l’ulivo non è una pianta che consente di ricavare listelli di grandi dimensioni, ma erano bellissimi. Non ve n’era uno uguale all’altro, le sfumature creavano forme e giochi di colore accativanti e spettacolari.
Il prezzo naturalmente era una follia, ma la decisione era presa ancor prima di conoscerlo. Senza dubbio quel parquet di ulivo è stato l’elemento di gran lunga più costoso che abbiamo inserito in quella mia prima ed avventurosa ristrutturazione edile.
Ma ne è valsa la pena!
Ancora oggi ricordo lucidamente e con nostalgia i giochi di luce, le forme vere ed immaginarie e le innumerevoli sfumature che quel pavimento offriva ogni qual volta la luce del sole iniziava ad inondarlo. Dapprima un angolino e poi, via via, superfici sempre più ampie, sino ad un tripudio di caldi colori che riempivano il cuore di goia e trasformavano il “salone”, 25 metri quadri scarsi, in un luogo dalla bellezza e dalle dimensioni infinite.
Oh, l’ ulivo, pianta bellissima, semplice e ricca di significati.
A me piace molto il suo legno,molto venato, pieno di noduli, difficile da lavorare, dai colori unici.
Si ottima idea,specie ad inizio anno, quella di trapiantare ulivi, simbolo di pace e di piante centenarie.
Bravi ragazzi!
Non vi è miglior modo per iniziare positivamente l’ anno nuovo.
VALE
Ciao Simone mi sono permesso di aggiungere il tuo link al mio sito http://www.sloway.it alla pagina terrazza dei viaggiatori.
Spero sia ok ma mi sembra giusto chiederti conferma
ciao e buon 2012
Juri
L’immagine non lascia indifferenti. Mi ha colpita. Quando ho visto la foto per la prima volta ho pensato ‘Questa foto non è una foto…no, no, non può essere… è un dipinto. Va dritto a segno, come un pugno nello stomaco’.
Magriturismo non perché se ci vai torni magra… ma perché Filippo si chiama Magri di cognome… Come Oreste ha aperto l’Orestorante, Filippo Magri ha aperto il Magriturismo…
certo carla. il posto è il Magriturismo, lo trovi su facebook. se scrivi a filippo digli che sei del mio blog. ciao!
Molto bello, Simone.
Come la Gallura.
Auguri per l’ulivo Perotti…e per tutti quelli che seguiranno.
Ma si può andare in visita a su stazzu?
Un buon 2012 di cose vere anche a te, Simone.
A proposito di chiatte e di ulivi guardati questo schizzo…

http://www.robertsmithson.com/drawings/floating_island_800.htm
Giada