Arcipelaghi

Storie di ordinaria miseria. Gente che si spaccia per altro su questi maledetti luoghi d’impostura (e di splendida comunicazione) che sono i social network. Uomini (soprattutto) che fingono ciò che non hanno, portatori di ciò che non sono, dunque aspirano a un incontro inautentico, certi di non esserci per qualcosa di vero. Non è giusto, tuttavia, dire che queste nuove modalità di relazione ci stiano cambiando. Rivelano solo ciò che siamo da sempre. Una bomba non rende un uomo violento: gli consente solo di uccidere più uomini, con la stessa cattiveria di quando brandiva solamente un coltello.

Sto scrivendo di isole, in questo periodo, per il nuovo libro. Un “Atlante” che pare ovvio per me, quasi obbligato. Eppure l’onda di emozioni rotola con la schiuma-parola, travolge fino alle lacrime. Isole del Mediterraneo, luoghi della prigionia, della solitudine, della nostalgia, della pazzia, dell’omicidio, della resurrezione, luoghi limite del sogno, dell’amore e del silenzio, il materiale di cui sono fatte le voci. Isole e social network sembrano avere assai più elementi in comune di quanto non potrebbe sembrare. Un mare di bottiglie che contengono una richiesta d’aiuto. O di antri in cui sono sepolti tesori. Prevarrà l’urlo o l’omertà? Il nascondiglio o il ritrovamento? Chissà…

Ascolto qualcosa di armonico, stamattina, per risollevarmi dalla miseria e fare prua sul rapimento emotivo. Cos’è un coro, se non un arcipelago? Un gruppo di terre che, per un istante, rinunciano a rimanere soltanto isole

 

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13 thoughts on “Arcipelaghi

  1. Ragazzi.. ….ma …. Nessun commento a questo video??? Sono stupita…Ma no, poi non più di tanto…Io l’ho ascoltato subito due volte… Perché non ho compreso subito… Possiede una forza rigeneratrice commovente…….. Non bisogna guardare il video. Bisogna chiudere gli occhi e ascoltare. È potente. E poi, solo dopo, forse, riesci a comprendere il paragone per nulla spinto tra la parola arcipelago e la parola coro… Tra isola e solista………Il magnetismo di quell’insieme di suoni ….Un solo individuo non sarebbe mai riuscito a riprodurre così perfettamente una tempesta…. La tempesta perfetta e catartica……..Dimenticare se stessi, sentirsi parti di un ‘tutto’, così perfetto, così logico, così puro……..La quadratura del cerchio….

  2. Mah ….mi viene in mente una delle interpretazioni della “maschera” di Nietzsche, secondo la quale, nell’uomo moderno, il travestimento viene assunto per combattere uno stato di paura e di debolezza. E quindi non ci apparterrebbe naturalmente.

  3. La buddleia ed il business plan.
    Stamattina stavo diserbando le aiuole col coltellino, ché mi restino pulite fino all’impianto, ed arrivano tre gai escursionisti dalla pianura, incuriositi mi chiedono info, a cui rispondo gentilmente raccontando cos’ho piantato. Il capo branco abbaiando come un Jack Russell: “la Buddleia hai piantato??? Toglila subito, è un’infestante! Toglila subito!”, già son veneta da mille anni e che mi dicano cosa devo fare sul mio…. Comunque la buddleia è molto rustica e fiorisce per tutta l’estate, è un arbusto vigoroso ma gestibilissimo, che attira centinaia di farfalle, visto che di api selvatiche non ce ne sono più, tutti noi coltivatori dovremmo attirare altri impollinatori.
    Altra storia: tempo fa, mi si presenta un nuovo amico su fb che accetto e che inizia a farmi domande sulla mia attività, a cui rispondo onestamente. Un mese fa il tale mi ricontatta su messanger per raccontarmi che vorrebbe comprare casa e terreni vicino a me, e vuol sapere quanto ho pagato io per la mia proprietà. Beh, gli rispondo, descrivimi l’immobile e dimmi la cifra che ti chiedono, e ti dirò se il prezzo è congruo. Fatto anche questo. Oggi mi riscrive e mi racconta di aver concluso la compravendita per una cifra un po’ superiore a quella che gli avevo consigliato (ma piuttosto inferiore a quella che gli avevano chiesto, però, e neanche un grazie), che conduce un’azienda agricola in pianura e che verrà a coltivare quassù le officinali, proprio come me, ma guarda un po’. Ed ha anche il coraggio di scrivermi “non riesco a far quadrare il business plan: conviene acquistare le erbe da terzi anziché coltivarle”, a cui ho risposto “ma va??!!”.
    Questa è la gente che ama la montagna? Cinquantenni che si mettono i pantaloni della Montura e vengono ad insegnarmi un mestiere che faccio da 25 anni? O trentenni che mi spiano e mi copiano, per poi dirmi che il business plan non torna? Gente dannosa, pericolosa.
    La colpa di queste comunicazioni spiacevoli è comunque mia, come sempre della mia vanità: nel primo caso, annusati i personaggi, avrei dovuto fingere di essere un’operaia che non parla italiano, nel secondo avrei dovuto fingere di aver ereditato tutto e di non sapere nulla di soldi e business.
    Ma la schiettezza è il mio mito, che si fa com?

    • Niente Lucia. Si ascolta tutti, si parla con tutti, amici di tutti e schiavi di nessuno, e poi si prosegue sulla via della passione e dell’autenticità, facendo ogni giorno, come i monaci, seriamente e con leggerezza ed euforia, ciò per cui sentiamo di essere nati. Tanto, come sappiamo ormai benissimo, non cambia nulla.

  4. Per quanto alienante, ed per certi versi poco utile, per quanto mi venga di odiarlo a volte, io amo il mio lavoro. Basta un cambiamento, dopo magari aver fatto la stessa cosa per anni, e la passione si riaccende, roba che lavorerei fino a notte fonda senza stancamene, ma soprattutto non per dovere o perché abbia una scadenza pressante, solo per passione. Naturalmente non lo faccio, perché un limite ad una singola attività, quale può essere un lavoro, lo si deve dare.
    E all’ombra di questo paradosso mi chiedo se stia sbagliando qualcosa: probabilmente faccio la cosa giusta (mi piace, mi riesce bene ed incidentalmente è anche molto richiesta e ben retribuita), ma partecipo alla cosa sbagliata. Insomma come se adorassi scrivere, ma invece di fare lo scrittore facessi il copywriter.
    Mi viene in mente questo leggendo il commento di Riccarda, probabilmente c’entra molto poco col tuo post.

  5. Penso siano dei non-luoghi pieni di solitudine. Come dici tu la amplificano, fanno da cassa armonica. A volte la solitudine è anche cercata, perché serve ed è “sacra”. Ma sembra essere confusa con quella solitudine triste e profonda da cui si scappa e quindi ci si rinuncia, pensando agli altri condividendola, post foto selfie. Sembra essere diventata una tentazione, “sono qui, solo, è molto bello, ma non sono capace a goderne da solo e non riesco a smettere di pensarlo”.

  6. Caro Simone, penso spesso, in questo periodo, alla tua scelta di tanto tempo fa. E ci penso, perchè sono sopraffatta dalla violenza che sento e vedo (anche e soprattutto sui social, ma anche nelle comunicazioni sul posto di lavoro, per strada) e sento che la scelta sarebbe cambiare strada, uscire da certi percorsi. Ma non ho i talenti che avevi, e hai, tu : non so costruirmi una casa, non so governare una barca, non so scrivere di pirati. Così, mi chiedevo cosa avresti fatto tu, se non avessi avuto questi talenti, per resistere, per scappare. ma forse la domanda è mal posta, perchè non si può sapere cosa si sarebbe fatto se non si fosse stati se stessi. E, forse, avevo solo bisogno di una sponda, dalla mia isola di scoramento, spero, momentaneo. Tanto tra poco, leggo Rais e so che qualcosa cambierà. Grazie per questa meravigliosa esecuzione, che mi ha commosso.

    • Riccarda, intanto già mi sembri una persona superiore alla media (e mi sati parecchio a genio) perché usi il termine “governare” una barca, termine esatto. In mare, come nella vita, e come sosteneva con forza Italo Calvino, occorre essere molto precisi con le parole, soprattutto se si vuole descrivere l’indescrivibile.

      Ciò detto, considera per favore che tu, come la gran parte di noi, non hai mai dedicato per tutta la vita, ne sono certo, neppure mezzora al giorno a far nascere e crescere i tuoi talenti, tanto che ora senti di non averne. Ognuno ne ha, senza che alcuno di noi sia Michelangelo o Leonardo. Basta vivere dentro, interiormente, in modo diverso e trovare la nostra ‘linea di minore resistenza’ cioè la cosa facendo la quale, bravi o no che siamo, ci compiamo con armonia ed equilibrio. Poi bisogna faticarci su, investire impegno e tempo, e farne qualcosa di concreto.
      Se non abbiamo iniziato presto, dovremo fare ora un percorso, e ci vorrà pazienza. Ma non dovremo attendere, perché staremo già cambiando. Buon vento!

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