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	<title>Comments for Piccolo Cabotaggio II (Parole in navigazione)</title>
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		<title>Comment on Moli by Exodus</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12913</link>
		<dc:creator>Exodus</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 19:54:37 +0000</pubDate>
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		<description># Tanya:

è curioso, rileggendo il tuo commento mi sono ricordato dove avevo già incontrato in maniera identica questo passo:

&quot;Essi sono vittime di loro stessi, e hanno sempre in loro stessi la possibilità di liberarsene e questo è già un dono incommensurabile. Ma sono pochi&quot;.

Sono le stesse parole usate dai più accesi economisti liberisti di scuola United States, quelli che dicono che se non sei miliardario c&#039;è in te qualcosa che non va. Sei pigro, indolente, non ti impegni. 

Come vedi se tu pensi questo di &quot;loro&quot; (le elite economiche e i loro guru), anche loro pensano questo di te (classe media che vorrebbe più equità). Dov&#039;è la differenza? Ognuno pensa la stessa cosa della parte avversa. Dove sta l&#039;errore? Forse che una parte può pensarlo e l&#039;altra no? Chi ha più ragione? E chi è deputato a deciderlo?

Mi chiedi poi :&quot;e quindi la soluzione è il mero status quo delle cose...&quot;. Io ti assicuro che conosco la mia soluzione (è in quello che ho scritto prima), ma non ho la minima idea di quale possa essere la soluzione di un&#039;altra persona o di gruppi di altre persone perchè in quel caso sarei Dio. E francamente certe preoccupazioni preferisco lasciarle a chi ha esperienza in materia, ovvero Dio stesso. Però conosco tantissima gente che dice di avere una sua soluzione (o idea per migliorare le cose) e francamente appena li vedo scappo via perchè so&#039; benissimo cosa portano con sè: tutto tranne che soluzioni. La soluzione ognuno se la trova da sè, entrando in sè stesso, vivendo con sè stesso davvero. Non forzando gli altri attorno a sè, persone o strutture sociali che siano, che tra l&#039;altro non hanno alcuna voglia di essere cambiati (però anche loro ne hanno tanta di cambiare te!).

Sono contento che tu sia nel blog, hai raccolto il testimone di Zadie e Giulia che è un po&#039; di tempo che non si fanno vive, mi manca la loro incavolatura nera.

Ciao!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p># Tanya:</p>
<p>è curioso, rileggendo il tuo commento mi sono ricordato dove avevo già incontrato in maniera identica questo passo:</p>
<p>&#8220;Essi sono vittime di loro stessi, e hanno sempre in loro stessi la possibilità di liberarsene e questo è già un dono incommensurabile. Ma sono pochi&#8221;.</p>
<p>Sono le stesse parole usate dai più accesi economisti liberisti di scuola United States, quelli che dicono che se non sei miliardario c&#8217;è in te qualcosa che non va. Sei pigro, indolente, non ti impegni. </p>
<p>Come vedi se tu pensi questo di &#8220;loro&#8221; (le elite economiche e i loro guru), anche loro pensano questo di te (classe media che vorrebbe più equità). Dov&#8217;è la differenza? Ognuno pensa la stessa cosa della parte avversa. Dove sta l&#8217;errore? Forse che una parte può pensarlo e l&#8217;altra no? Chi ha più ragione? E chi è deputato a deciderlo?</p>
<p>Mi chiedi poi :&#8221;e quindi la soluzione è il mero status quo delle cose&#8230;&#8221;. Io ti assicuro che conosco la mia soluzione (è in quello che ho scritto prima), ma non ho la minima idea di quale possa essere la soluzione di un&#8217;altra persona o di gruppi di altre persone perchè in quel caso sarei Dio. E francamente certe preoccupazioni preferisco lasciarle a chi ha esperienza in materia, ovvero Dio stesso. Però conosco tantissima gente che dice di avere una sua soluzione (o idea per migliorare le cose) e francamente appena li vedo scappo via perchè so&#8217; benissimo cosa portano con sè: tutto tranne che soluzioni. La soluzione ognuno se la trova da sè, entrando in sè stesso, vivendo con sè stesso davvero. Non forzando gli altri attorno a sè, persone o strutture sociali che siano, che tra l&#8217;altro non hanno alcuna voglia di essere cambiati (però anche loro ne hanno tanta di cambiare te!).</p>
<p>Sono contento che tu sia nel blog, hai raccolto il testimone di Zadie e Giulia che è un po&#8217; di tempo che non si fanno vive, mi manca la loro incavolatura nera.</p>
<p>Ciao!</p>
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	<item>
		<title>Comment on Prime righe del romanzo&#8230; by Sonia</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1025&#038;cpage=1#comment-12905</link>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:59:17 +0000</pubDate>
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		<description>Intrigante questo inizio...mi piace anche la terminologia velistica. Beh i corsi di vela son serviti! Almeno quando leggo so di cosa si sta parlando!! Mi immagino già le scene. Aspetto di poter leggere la tua nuova creazione. Grazie per questa anticipazione. Buon vento, scrittore che naviga.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intrigante questo inizio&#8230;mi piace anche la terminologia velistica. Beh i corsi di vela son serviti! Almeno quando leggo so di cosa si sta parlando!! Mi immagino già le scene. Aspetto di poter leggere la tua nuova creazione. Grazie per questa anticipazione. Buon vento, scrittore che naviga.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comment on Moli by Exodus</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12904</link>
		<dc:creator>Exodus</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:24:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022#comment-12904</guid>
		<description># Tanya:

posso solo citare una frase dall&#039;autobiografia di Stephen King che mi ha colpito molto. Era un padre squattrinato con lavoro precario come solo negli stati Uniti ci poteva essere (oggi c&#039;è anche in Italia), moglie e due figli:

&quot;Pensai che nessuno dovesse mai vivere così. Poi mi sono ricordato che c&#039;è più della metà del mondo che viveva così&quot;.

Bene, per più della metà del mondo, per il loro tenore di vita, i precari europei sono dei ricchi che si lamentano. Tutto è relativo alla fine, per quanto dirlo non migliori la situazione.

Per la chiusura del post precedente: se tu speri in un &quot;soluzione collettiva&quot; (sociale, politica, economica, rivoluzionaria, di onestà, di ideali, di giustizia, uguaglianza, fraternità...) qualcosa che devi fare insieme agli altri e non da sola, insomma, si è già fregati per la stessa natura dell&#039;uomo che è predatoria ed egoista. (Ci sono molti testi di etologia in merito ma se vuoi ne possiamo parlare). Nessuno ti regalerà mai niente, e se lo fa a un tornaconto.

&quot;Se puoi farcela solo con gli altri, e non da solo, non puoi farcela&quot;

Clark E. Moustakas

Ecco il perchè di una &quot;soluzione individuale&quot;. Così come anche nella religione la salvezza è un &quot;salvezza individuale&quot;. Se si parte da questo assunto si può fare a meno di incolpare un &quot;sistema&quot; che non funziona: il sistema, la natura, è fatta per &quot;non funzionare&quot; sei tu che devi garantirti la &quot;fitness&quot; (sopravvivenza e riproduzione in un ambiente in cui non tutti sopravvivono e non tutti si riproducono.

Comprendo tuttavia le tue perplessità e la tua voglia di rivolta. Peraltro tutti gli italiani sono perplessi e hanno voglia di ribellarsi: danno addosso al Governo, ai magistrati, agli extracomunitari, ai mafiosi, ai criminali, alle banche, ai miliardari, alle industrie, alla politica, ai ricchi, ai poveri che sono invece parassiti sociali, ai manager di stato che sono ancora più parassiti, agli statali, ai falsi invalidi, ai baby pensionati, alle caste,... I nemici non mancano e prendersela col &quot;sistema&quot; qualunque esso sia è un modo per non vivere davvero la propria vita, di cui abbiamo la piena ed esclusiva responsabilità e nessuno ci deve niente.

Questo solo per dire che io, pur essendo un precario, vedo le cose in un certo modo, forse è giusto, forse sbagliato ma non m&#039;importa. E non voglio neppure che altri la pensino come me perchè sarebbe solo una scopiazzatura. Ognuno deve trovare da sè il suo &quot;paradiso&quot;, il suo &quot;paicere di vivere&quot;. Se non riesce non c&#039;è niente di cui vergognarsi. L&#039;importante è non dare mai la colpa ad altri.


&quot;Un uomo può fallire molte volte ma non diverrà mai un fallimento finchè non da la colpa a qualcun altro&quot;

Edgar Rice Burrough

Il mondo è stato creato in un certo modo. Io credo da Dio, che ha fatto anche le &quot;elite&quot;, inutile negarlo. Ma che m&#039;importa, mica senza di loro mi manca l&#039;ossigeno!

# Lorenzo:

il mio blog è: www.exodusclic.blogspot.com


Ciao!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p># Tanya:</p>
<p>posso solo citare una frase dall&#8217;autobiografia di Stephen King che mi ha colpito molto. Era un padre squattrinato con lavoro precario come solo negli stati Uniti ci poteva essere (oggi c&#8217;è anche in Italia), moglie e due figli:</p>
<p>&#8220;Pensai che nessuno dovesse mai vivere così. Poi mi sono ricordato che c&#8217;è più della metà del mondo che viveva così&#8221;.</p>
<p>Bene, per più della metà del mondo, per il loro tenore di vita, i precari europei sono dei ricchi che si lamentano. Tutto è relativo alla fine, per quanto dirlo non migliori la situazione.</p>
<p>Per la chiusura del post precedente: se tu speri in un &#8220;soluzione collettiva&#8221; (sociale, politica, economica, rivoluzionaria, di onestà, di ideali, di giustizia, uguaglianza, fraternità&#8230;) qualcosa che devi fare insieme agli altri e non da sola, insomma, si è già fregati per la stessa natura dell&#8217;uomo che è predatoria ed egoista. (Ci sono molti testi di etologia in merito ma se vuoi ne possiamo parlare). Nessuno ti regalerà mai niente, e se lo fa a un tornaconto.</p>
<p>&#8220;Se puoi farcela solo con gli altri, e non da solo, non puoi farcela&#8221;</p>
<p>Clark E. Moustakas</p>
<p>Ecco il perchè di una &#8220;soluzione individuale&#8221;. Così come anche nella religione la salvezza è un &#8220;salvezza individuale&#8221;. Se si parte da questo assunto si può fare a meno di incolpare un &#8220;sistema&#8221; che non funziona: il sistema, la natura, è fatta per &#8220;non funzionare&#8221; sei tu che devi garantirti la &#8220;fitness&#8221; (sopravvivenza e riproduzione in un ambiente in cui non tutti sopravvivono e non tutti si riproducono.</p>
<p>Comprendo tuttavia le tue perplessità e la tua voglia di rivolta. Peraltro tutti gli italiani sono perplessi e hanno voglia di ribellarsi: danno addosso al Governo, ai magistrati, agli extracomunitari, ai mafiosi, ai criminali, alle banche, ai miliardari, alle industrie, alla politica, ai ricchi, ai poveri che sono invece parassiti sociali, ai manager di stato che sono ancora più parassiti, agli statali, ai falsi invalidi, ai baby pensionati, alle caste,&#8230; I nemici non mancano e prendersela col &#8220;sistema&#8221; qualunque esso sia è un modo per non vivere davvero la propria vita, di cui abbiamo la piena ed esclusiva responsabilità e nessuno ci deve niente.</p>
<p>Questo solo per dire che io, pur essendo un precario, vedo le cose in un certo modo, forse è giusto, forse sbagliato ma non m&#8217;importa. E non voglio neppure che altri la pensino come me perchè sarebbe solo una scopiazzatura. Ognuno deve trovare da sè il suo &#8220;paradiso&#8221;, il suo &#8220;paicere di vivere&#8221;. Se non riesce non c&#8217;è niente di cui vergognarsi. L&#8217;importante è non dare mai la colpa ad altri.</p>
<p>&#8220;Un uomo può fallire molte volte ma non diverrà mai un fallimento finchè non da la colpa a qualcun altro&#8221;</p>
<p>Edgar Rice Burrough</p>
<p>Il mondo è stato creato in un certo modo. Io credo da Dio, che ha fatto anche le &#8220;elite&#8221;, inutile negarlo. Ma che m&#8217;importa, mica senza di loro mi manca l&#8217;ossigeno!</p>
<p># Lorenzo:</p>
<p>il mio blog è: <a href="http://www.exodusclic.blogspot.com" rel="nofollow">http://www.exodusclic.blogspot.com</a></p>
<p>Ciao!!!</p>
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	</item>
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		<title>Comment on Moli by Lorenzo</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12897</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:17:55 +0000</pubDate>
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		<description>scusate l&#039;OT. Exodus, mi ridai il link del tuo blog?
thx</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scusate l&#8217;OT. Exodus, mi ridai il link del tuo blog?<br />
thx</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Moli by simone</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12896</link>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:37:08 +0000</pubDate>
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		<description>#Tania

Io non me ne sto due mesi nella barchetta. Io per due mesi LAVORO sulla barca, cioé guadagno i soldi che mi servono per mangiare, almeno fino a dicembre. Mi pare che non hai capito granché della situazione e valuti per stereotipi, per di più fuorviati. Io a bordo CI LAVORO (la prima volta che vieni con me a bordo e che tiri una cima con trenta nodi e ti scortichi le mani e ti spezzi la schiena, ne riparliamo). comunque ciao e grazie dei commenti. sempre utile ragionare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>#Tania</p>
<p>Io non me ne sto due mesi nella barchetta. Io per due mesi LAVORO sulla barca, cioé guadagno i soldi che mi servono per mangiare, almeno fino a dicembre. Mi pare che non hai capito granché della situazione e valuti per stereotipi, per di più fuorviati. Io a bordo CI LAVORO (la prima volta che vieni con me a bordo e che tiri una cima con trenta nodi e ti scortichi le mani e ti spezzi la schiena, ne riparliamo). comunque ciao e grazie dei commenti. sempre utile ragionare.</p>
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	</item>
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		<title>Comment on Moli by Tania</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12895</link>
		<dc:creator>Tania</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:34:03 +0000</pubDate>
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		<description>#Exodus
Probabilmente sul fatto che esistano individui che non sarebbero paghi nemmeno di un benessere economico sufficiente a garantire un buono stile di vita ce ne sono e su questi il concetto di libertà come descritto nel libro si applichi pienamente hai ragione. Ne conosco alcuni e di solito non mi generano buoni sentimenti. Non li capisco proprio.
Ma le ragioni del tuo ragionamento finiscono qua. Stiamo sempre parlando di un&#039;elitè di persone. Con questa premessa, le idee del libro sono valide, senza di questa rimangono parole al vento.
Su tutto il resto del tuo ragionamento invece dissento nel modo più assoluto.
La storiella del ringraziare di essere in salute e che un&#039;esistenza graziata dall&#039;assenza di malattie mi sembra ricalchi il vecchio detto anche i ricchi piangono che mi è sempre parso una barzelletta buona per un ceto medio che sta diventando sempre più sottile ed inesistente.
Il benessere economico e la salute non sono un aut aut che si escludono a vicenda. Ti posso dire che per chi ha la sfortuna di essere nato con una disabilità il benessere economico della famiglia di origine cambia tantissimo la qualità della vita rispetto a quelli nelle stesse condizioni che vivono in povertà. Non c&#039;è nessun paragone che regga.
Il conto in banca è fondamentale in una società come quella di oggi in cui lo stato sociale è sempre più lasciato alla buona volontà e alla disponibilità monetaria del cittadino.
In più non capisco la chiusura del tuo post. Cosa vuol dire che il cambiamento di massa sarebbe controproducente? E&#039; un invito al si salvi chi può?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>#Exodus<br />
Probabilmente sul fatto che esistano individui che non sarebbero paghi nemmeno di un benessere economico sufficiente a garantire un buono stile di vita ce ne sono e su questi il concetto di libertà come descritto nel libro si applichi pienamente hai ragione. Ne conosco alcuni e di solito non mi generano buoni sentimenti. Non li capisco proprio.<br />
Ma le ragioni del tuo ragionamento finiscono qua. Stiamo sempre parlando di un&#8217;elitè di persone. Con questa premessa, le idee del libro sono valide, senza di questa rimangono parole al vento.<br />
Su tutto il resto del tuo ragionamento invece dissento nel modo più assoluto.<br />
La storiella del ringraziare di essere in salute e che un&#8217;esistenza graziata dall&#8217;assenza di malattie mi sembra ricalchi il vecchio detto anche i ricchi piangono che mi è sempre parso una barzelletta buona per un ceto medio che sta diventando sempre più sottile ed inesistente.<br />
Il benessere economico e la salute non sono un aut aut che si escludono a vicenda. Ti posso dire che per chi ha la sfortuna di essere nato con una disabilità il benessere economico della famiglia di origine cambia tantissimo la qualità della vita rispetto a quelli nelle stesse condizioni che vivono in povertà. Non c&#8217;è nessun paragone che regga.<br />
Il conto in banca è fondamentale in una società come quella di oggi in cui lo stato sociale è sempre più lasciato alla buona volontà e alla disponibilità monetaria del cittadino.<br />
In più non capisco la chiusura del tuo post. Cosa vuol dire che il cambiamento di massa sarebbe controproducente? E&#8217; un invito al si salvi chi può?</p>
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	<item>
		<title>Comment on Moli by Tania</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1022&#038;cpage=1#comment-12862</link>
		<dc:creator>Tania</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:03:57 +0000</pubDate>
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		<description>#Exodus

io credo di avere perfettamente ragione quando affermo che il tipo di scelta che è alla base di questo libro sia una scelta di elitè. Con questa premessa, sarebbe tutto assolutamente giusto e doveroso quanto scritto ed affermato, senza di questa diventano solo parole al vento.
Secondo me noi facciamo un errore di fondo confondendo la felicità (sempre più basata su elementi eterodiretti) con la serenità e la libertà interiore. Senza la serenità non c&#039;è libertà che possa attecchire nè parole per scacciare le paure, perchè quando le paure sono solidamente ancorate alla realtà e hanno date di scadenza improrogabili non è che facendomi un giro nei boschi con i miei cani passano.
Purtroppo io sono convinta che esistano individui come quelli da te descritti e francamente non riesco a vedere i loro problemi con la magnanimità con cui li vedi tu. Essi sono vittime di loro stessi, e hanno sempre in loro stessi la possibilità di liberarsene e questo è già un dono incommensurabile. Ma sono pochi.
Ritorna l&#039;elitè.
Io voglio vedere quanti potrebbero permettersi di starsene due mesi sulla barchetta in giro per il mediterrano a vivere alla giornata. 
La proposta di questo libro mi fa venire in mente una scena cui ho assistito in stazione centrale a Milano, dove un senzatetto si avvicinò ad un uomo impellicciato per chiedere la carità e si sentì rispondere con un elogio dei poteri della dieta vegetariana, a quello che magari non mangiava da giorni!
E che devi rispondere ad un individuo simile: un vaffanculo e via.
Mi ha particolarmente incuriosito la chiusura del tuo post. Certo che se il cambiamento fosse collettivo in un ottica mondiale per noi occidentali sarebbe un problema perchè perderemmo molti dei nostri privilegio dovuti allo sfruttamento collettivo. E quindi la soluzione è il mero status quo delle cose, dove ognuno rimane ancorato al suo status sociale alla faccia di chi è meno fortunato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>#Exodus</p>
<p>io credo di avere perfettamente ragione quando affermo che il tipo di scelta che è alla base di questo libro sia una scelta di elitè. Con questa premessa, sarebbe tutto assolutamente giusto e doveroso quanto scritto ed affermato, senza di questa diventano solo parole al vento.<br />
Secondo me noi facciamo un errore di fondo confondendo la felicità (sempre più basata su elementi eterodiretti) con la serenità e la libertà interiore. Senza la serenità non c&#8217;è libertà che possa attecchire nè parole per scacciare le paure, perchè quando le paure sono solidamente ancorate alla realtà e hanno date di scadenza improrogabili non è che facendomi un giro nei boschi con i miei cani passano.<br />
Purtroppo io sono convinta che esistano individui come quelli da te descritti e francamente non riesco a vedere i loro problemi con la magnanimità con cui li vedi tu. Essi sono vittime di loro stessi, e hanno sempre in loro stessi la possibilità di liberarsene e questo è già un dono incommensurabile. Ma sono pochi.<br />
Ritorna l&#8217;elitè.<br />
Io voglio vedere quanti potrebbero permettersi di starsene due mesi sulla barchetta in giro per il mediterrano a vivere alla giornata.<br />
La proposta di questo libro mi fa venire in mente una scena cui ho assistito in stazione centrale a Milano, dove un senzatetto si avvicinò ad un uomo impellicciato per chiedere la carità e si sentì rispondere con un elogio dei poteri della dieta vegetariana, a quello che magari non mangiava da giorni!<br />
E che devi rispondere ad un individuo simile: un vaffanculo e via.<br />
Mi ha particolarmente incuriosito la chiusura del tuo post. Certo che se il cambiamento fosse collettivo in un ottica mondiale per noi occidentali sarebbe un problema perchè perderemmo molti dei nostri privilegio dovuti allo sfruttamento collettivo. E quindi la soluzione è il mero status quo delle cose, dove ognuno rimane ancorato al suo status sociale alla faccia di chi è meno fortunato?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Prime righe del romanzo&#8230; by valentino</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1025&#038;cpage=1#comment-12808</link>
		<dc:creator>valentino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:17:43 +0000</pubDate>
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		<description>Intrigante, cattura la mente e fa viaggiare la fantasia. ottima impressione, attendiamo l&#039;uscita. auguri VALE</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intrigante, cattura la mente e fa viaggiare la fantasia. ottima impressione, attendiamo l&#8217;uscita. auguri VALE</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Prime righe del romanzo&#8230; by susanna</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1025&#038;cpage=1#comment-12764</link>
		<dc:creator>susanna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 11:16:51 +0000</pubDate>
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		<description>Un giorno succede che il tempo cambia.
La vela riconosce il vento e la barca riprende a navigare senza rotta nè destinazione. Il marinaio sente le onde e respira il profumo del mare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno succede che il tempo cambia.<br />
La vela riconosce il vento e la barca riprende a navigare senza rotta nè destinazione. Il marinaio sente le onde e respira il profumo del mare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Prime righe del romanzo&#8230; by paola</title>
		<link>http://www.simoneperotti.com/wp/?p=1025&#038;cpage=1#comment-12755</link>
		<dc:creator>paola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:22:00 +0000</pubDate>
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		<description>In attesa dell&#039;intera storia, grazie del pensiero!
Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa dell&#8217;intera storia, grazie del pensiero!<br />
Paola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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