E’ morto. JD Salinger, l’uomo di ”The Catcher in the Rye”, uno dei romanzi generazionali più amati al mondo, è morto dopo una vita da recluso, lontano da riflettori e notorietà. Il che lo ha reso misterioso e famoso come pochi altri, per curioso paradosso. Aveva una voce, come si dice in gergo, cioé aveva un mondo che uno stile originale rendeva suo, riconoscibile. Per chi non avesse letto i suoi pochi libri è il momento di farlo. Per chi li ha letti è legittimo sperare che sia vera la leggenda. Quella che lo vuole prolifico, anche se ancora inedito. Arriveranno le battaglie legali per il suo patrimonio di manoscritti? Forse. Speriamo arrivino i suoi romanzi, soprattutto.

Oggi tribute a JD Salinger, che aveva una voce vera, sua. E soprattutto fece qualcosa di dignitoso della sua vita. Lui la vedeva fuori dal caos, fuori dalle cene e dai pranzi editoriali, senza chiacchiere inutili. Non che sia giusto o sbagliato far questo, ma tenne fede alla sua scelta. E secondo me questo lo rese felice, pur nel disagio. Roba rara.