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Piccolo Cabotaggio II (Parole in navigazione)

Fri 5 Feb 2010

Frizzi e lazzi…

Posted by simone under Uncategorized
[21] Comments

 
« Isola dell’anima | Ancora due… »
 

21 Responses to “ Frizzi e lazzi… ”

  1. pedro says:
    21/02/2010 at 10:14

    caro simone,
    le tue parole sono belle, ma fanno a cazzotti con la realtà.
    tra comparsate televisive, da frizzi…a fini pubblicitari per il tuo libro, il tuo passato da manager, una casa di proprietà, la barca a vela, non puoi consigliare alla gente comune di seguire il tuo cammino.

    un operaio, un impiegato o ancora peggio un giovane che non ha mai lavorato con un contratto, con cosa si può mantenere?
    parli di 700€ al mese, avendo però a disposizione una casa.
    credi ci siano molte persone che abbiano le tue possibilità?

    appoggio comunque le scelte anticonsumiste e capitaliste.
    da anni percorro questa strada.
    ma capisco che non tutti possano farlo.
    io ho fatto una scelta, ora vivo in rep ceka, lontano dai riflettori, senza acquistare status symbol e vivendo con uno stipendio che mi permette di vivere gli standard locali.
    senza spese folli, ma godendomi la semplicità della vita.

    il vero messaggio da inviare alla gente, sarebbe questo.
    resistere con dignità, senza svendersi per il vile denaro, alzare la testa e pensare da soli, stare con le persone che realmente si vogliono bene, pensare e dire sempre ciò che si vuole.

  2. mari says:
    14/02/2010 at 22:00

    w il downshifting,
    w la vita piena,
    w la vita calma,
    w i piaceri, i doveri, le lacrime e le gioie vere!

    ciao Simone :)

  3. Enzo says:
    09/02/2010 at 09:21

    Caro Simone sto leggendo il “libro del momento”, ho fatto la tua scelta due anni fa, ma lo scopo del post è un altro: mi ha chiamato un sondaggista incaricato dal ministero del lavoro per indagare sulla situazione lavorativa italiana. Beh non ci crederai ma non ha proseguito il sondaggio perchè aveva già intervistato troppa gente nella mia stessa situazione. Lavoratore autonomo, in azienda di famiglia, attualmente non occupato, 44 anni!

  4. simone says:
    08/02/2010 at 00:10

    alberto si chiama La Trainera, Calle Lagasca, Madrid. Da prendere: Carabineros, Bogavante, tonno con cipolle e olio, Centollo. Roba da ricchi, ma che una volta ancora nella vita, quando avrò i soldi, vorrò riassaggiare.

  5. simone says:
    08/02/2010 at 00:09

    stefano davvero, non scherziamo. io ti sono grato dei complimenti, ma quelli vivevano in un altro mondo. Il loro intendo… ciao e grazie!

  6. Stefano says:
    07/02/2010 at 23:49

    Non posso non scriverti qualcosa: letto il libro tutto d’un fiato, visitato il sito, sono stracolmo d’invidia (un’invidia ammirata e piena di simpatia). Sono un po’ “fuori target” (52 anni e 2 figli ancora da sostenere…), ma ho ricevuto molti spunti che in un modo o nell’altro mi aiuteranno, magari a programmare il risparmio economico necessario per il downshifting “obbligato” che mi aspetta fra 10-15 anni… ma soprattutto a mettermi un po’ davanti allo specchio.
    In mezzo a tanti professori che si fanno chiamare “filosofi” a sproposito, eccone finalmente uno vero. Certamente un “maestro” da affiancare a Seneca, Marco Aurelio, Epitteto, Epicuro, ed altri…. No, non sto affatto sfottendo, dico proprio sul serio. Grazie, Simone.

  7. Alberto says:
    07/02/2010 at 20:44

    Ciao Simone, sei un grande.
    Prima o poi sono certo ci incontreremo una sera nel pozzetto di una barca e ci meraviglieremo del come tante vite possano correre parellele ed ogni tanto avvicinarsi (la vela come crescita e futuro reddito, Caprera, poi il lavoro, l’idea della Comune per vivere meglio insieme quando ne avremo voglia, il Grande Manager con la sua piccola direttrice HR nei quali entrambi abbiamo inciampato, la passione per la cucina e il giappone…) ci starà almeno una settimana.
    Il lavoro l’ho sempre pensato e vissuto come qualcosa da prendere superseriamente per meglio investire il tempo-vita necessario ad emanciparsene. Credo che il contratto-patto tra noi dirigenti e l’azienda comprenda il fatto che questi saranno aiutati a raggiungere il loro potenziale. Chiaramente questo è nell’interesse primario dellazienda per ottenere produttività irrangiungibili con la sola disciplina e il controllo gerarchico, ma il suo utilizzo opportunistico per noi non può essere vietato. Molta comunanza con quanto dici tu dunque.
    Sono ora vicinissimo a fare il passo finale verso la rinascita (tu hai acquistato una casa, io una barca e la sto preparando per un bel giro) ma la ricerca di un buon avvocato mi stà creando problemi. Concordando sulla necessità di averne uno per garantirsi la tutela, ho iniziato a cercarne uno. Vivo all’estero da qualche anno, ma il contratto che ho è Italiano. Banalmente non ne ho ancora trovato uno che non voglia spennarmi a priori…ti scoccia darmi il nome di quello che hai utilizzato tu?
    Tra gli ultimi sfizi da stipendiato mi era venuta la curiosità di provare quello che tu definisci il miglior ristorante di pesce del mondo…anche qui mi dai l’indirizzo e suggerimenti sul menù?
    Buon Vento!
    Alberto

  8. simone says:
    07/02/2010 at 19:06

    Morris, direi che si chiama disequilibrio, mancanza di armonia, mancanza di centratura nella propria storia. Roba così…

  9. simone says:
    07/02/2010 at 19:05

    beh se non hai soldi fattelo prestare. quel che posso dire l’ho scritto lì! poi magari ne riparliamo. non essere triste, soprattutto. Non ne vale la pena. La vita non è tutta sta gran cosa, non merita di intristirsi.

  10. simone says:
    07/02/2010 at 19:04

    Azz, fulvio… Grazie! Primo complimento da un uomo in vita mia. Finirò col crederci. ciao!

  11. simone says:
    07/02/2010 at 19:03

    come no. si vede eccome. è tutti i giorni dall’11 febbraio!

  12. luigi says:
    07/02/2010 at 10:00

    Ciao Simone, ho appena finito di leggere il libro. Complimenti per il coraggio di abbandonare il lavoro e la carriera per una vita piu’ equilibrata,sana e libera. Magari lo facessero molti manager delle aziende italiane che spesso son attaccati alle loro poltrone fino a 80 anni. Non credo che i giovani , laureati e non, che spesso hanno contratti atipici e quadagnano sui 1000 euro/mese (non 1600 come scrivi nel libro), hanno la possibilita’ di fare una scelta del genere. Anzi forse il loro sogno e’ quello “fare carriera” , perche’in un mondo del lavoro come e’ oggi non la faranno mai finche’ ci saranno le elite di manager percepiscono migliaia di eruo di bonus nonostante la crisi e i tagli di personale. Forse l’unica via d’uscita e’ andarsene all’estero in quei paesi dove c’e’ meno corruzione e clientelismo.
    Io credero’ nel cambiamento di questa societa’ quando riuscira’ a farlo anche la gente comune e non i manager superpagati e privilegiati.

    buona vita
    luigi

  13. CESARE says:
    07/02/2010 at 01:14

    L’equilibrio interiore è la cosa più importante!!!!
    io sono riuscito ad non avere più sensi di colpa!!!!
    e vivo tutti i giorni “la libertà di” !!!! è una droga è vero!!!

    ciao Simone e grazie

  14. morris says:
    07/02/2010 at 00:16

    curiosità! come si chiama la malattia di chi non ha sogni o altri stimoli oltre il lavoro???ciao.
    buon vento

  15. Gino says:
    06/02/2010 at 17:37

    Caro Simone,
    sentirti parlare mi fa venire i brividi.
    Tutto ciò che dici lo penso da 3 anni, quando ho capito che il mio vero amore e’ sempre stato il disegno.
    Oggi mi trovo con una laurea in legge a 26 anni.Finalmente mi sono iscritto ad un’ ottima scuola privata di disegno e sto pensando seriamente di abbandonare la professione da praticante avvocato per dedicarmi esclusivamente alla mia Passione piu forte(non un sempice hobby!).
    Lavorare fino a tardi, non prendersi cura di se stessi, aver perso l’abitudine ad assaporare le piccole cose,non avere tempo per riflettere sulla propria vita,non avere tempo per leggere,non avere il coraggio di mettersi in gioco,non aver capito l’importanza della comunicazione e dell’amore per la vita; insomma tutto ciò e’ presente nei tuoi discorsi, e nel tuo pensiero, e questo io condivido a pieno.
    Il mio sogno, da sempre, e’ quello di fare il disegnatore e l’illustratore professionista, e i miei maestri di disegno sono convinti che io abbia una predisposizione e un potenziale che, messo a frutto con studio serio e costante possa portarmi entro qualche anno a potermi presentare a case editrici.(ne sono così convinti tanto da avermi offerto gratis(!) il loro corso piu’costoso).
    Ma come faccio? Io vorrei mollare tuttto e dedicarmi completamente al disegno, ma devo fare i conti col fatto di non avere reddito, di dipendere ancora dai miei genitori che non accetterebbero mai una situazione del genere.

    Ho sempre trovato il tempo per lo sport, per gli amati libri, il tempo per riflettere… Ma ora mi trovo ad un bivio.
    So cosa fare, ma non trovo il coraggio né minime risorse economiche per cambiare ,finalmente, vita.
    Mi farebbe piacere ricevere un tuo consiglio in merito.

    PS non ho ancora letto il libro perchè questa e’ una fase di transizione ricca di cambiamenti in cui sono concentrato esclusivamente sul da farsi.
    Un abbraccio sincero.
    GINO.

  16. Fulvio says:
    06/02/2010 at 15:45

    Certo che è proprio un peccato che tu stia dall’altra sponda rispetto alla mia, perché dopo averti visto in questa intervista sarei corso a suonarti una serenata con la fisarmonica a bocca. Va bene, se non sbaglio hai raccontato che la tua compagna vive a Milano, quindi il mio primo obiettivo sarà individuarla e investirla con la bici, così avrò via libera! Scherzi a parte, sei davvero un bell’uomo, sotto tutti i punti di vista.

  17. daniele says:
    06/02/2010 at 11:03

    Non ho letto il libro ma condivido l’approccio, anche se la tua agenda contraddice un po’ l’intervista, non vedo un giorno libero :)

  18. simone says:
    06/02/2010 at 10:01

    dal prossimo libro, grazie aquesto sucesso, vedrai che prenderò di più…. ora è l’8% sul prezzo di copertina defiscalizzato, al lordo delle tasse.

  19. Licia says:
    05/02/2010 at 21:42

    Bell’intervista, un Simone Perotti sorridente, ma come è possibile che su un prezzo di copertina di 14 € l’autore possa percepire SOLO 0.60 € ?

  20. lara says:
    05/02/2010 at 20:44

    complimenti!!!E sempre molto positivo sentirti e leggerti..intervista eccellente sei grande…

  21. galla says:
    05/02/2010 at 13:59

    bell’intervista!

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