Thu 11 Feb 2010
Rileggere
Posted by simone under Uncategorized
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1961. Luciano Bianciardi scrive “La Vita Agra”, opera che fa da palinsesto (come disse Geno Pampaloni) ai motivi che animeranno qualche anno dopo la contestazione giovanile. Il successo è immediato. “Ormai sto girando come un rappresentante di commercio” lamenta lo scrittore durante il suo giro d’Italia per presentare il libro “a volte sembro un comico d’avanspettacolo: sempre le stesse battute e sempre con l’aria di chi le dice per la prima volta” (quanto lo capisco!). La cosa sorprendente di questo libro (metà romanzo, metà saggio sociologico, metà tesi politica) è che delinea al presente e al futuro quel che noi possiamo raccontare oggi al passato e al presente, cioè descrive con chiarezza essenziale quanto stavamo per trovarci di fronte, accanto. Dentro. “Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciuascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l’asciugacapelli, il bidet e l’acqua calda. A tutti. Purché lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l’un con l’altro dalla mattina alla sera. Io mi oppongo.” Nessuno lo accusò di millenarismo, anche se ipotizzare questo scenario, all’epoca, era davvero fantascienza. Eppure, è accaduto. E nessuno (o quasi) si oppose.
Fin d’allora la sua ricetta anti-decadenza era chiara: “Ora so che non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare da ben più lontano, deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha”.
Parole sante. E inascoltate. In interiore homine, nell’animo di ognuno. Per dire adesso basta ognuno a suo modo, ognuno con la sua voce. Ognuno con la propria forza e il proprio coraggio di uscire dal coro.
Luciano Bianciardi è una delle tante voci italiane pure, convinte, militanti, che sui giornali e nei libri (memorabili i reportage con Carlo Cassola sui minatori della Maremma) formarono il coro dei grandi moralisti italiani, come Pasolini, come Calvino. Gente che manca oggi come non mai alle nostre coscienze, alla nostra cultura. Proviamo almeno a rileggerli.
Caro Angelo sono d’accordo che parlare in quel modo di Terzani è una bestemmia, è stato uno degli scrittori e giornalisti che amo di più. Ma per quanto riguarda la segnalazione, non denuncia, non lo so, mi fanno paura certe minacce.
No, non sono d’accordo con nessuna denuncia. Basta bannarlo. Lasciatelo perdere. Ha le idee confuse. Dire che il Terzani è un fricchettone che va in giro in SUV è letteralmente la bestemmia più grande che potesse uscire dalla sua bocca. E come vedete il troll ha raggiunto il suo scopo: distrarci dal parlare del DS.Orsù: parliamo del DS.
Simone dovrò pensare cosa fare, ma comunque il tizio dopo avermi offeso pesantemente con nome e cognome ha fatto pure minacce a tutti, dicendo che sparerà alla prossima guerra civile, credo che dovremmo come minimo segnalarlo alla Polizia.
Caro Andrea, visto che ti sei dato la pena di offendermi e diffamarmi riportando dati non esatti che mi riguardano ti ricordo che sei passibile di denuncia con richiesta di risarcimento danni morali.
Io amo gli animali, probabilmente tu no, io non mi nascondo, perchè infatti ho firmato con nome e cognome mentre tu hai messo solo il nome, quindi chi si nasconde sei tu. Sul mio profilo di Facebock non c’è scritto che appartengo alla destra estrema, non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello, bensì che provengo, quindi ora non ne faccio più parte perchè non mi rappresenta più, dalla destra sociale che era una corrente di Alleanza Nazionale e non ho niente a che vedere o a che fare con il nazismo, chiaro? Per quanto riguarda la mia attività di sindacalista, lavoro tantissimo per difendere i miei colleghi al punto che pur rappresentando l’UGL ho iscritto moltissime persone di sinistra, che chiaramente mi stimano e apprezzano il mio lavoro. Invito chiunque si fosse fatto trascinare dai commenti di Andrea ad andare su Faceboock e vedere il mio profilo. Devi avere molti problemi, perchè chi aggredisce e offende, significa che non ha argomenti da portare a supporto delle proprie opinioni. Ti consiglio di andare a sfogare la tua rabbia altrove e spero che Simone voglia prendere qualche provvedimento. E’ bello confrontarci e discutere soprattutto quando la pensiamo diversamente, ma sempre con il massimo rispetto degli altri e senza offendere nessuno.
Bene Andrea, basta così. Questo era il tuo ultimo post. Tengo tutto, compreso il tuo indirizzo Ip che vedo in chiaro sull’admin.
Mi fate scompsciare!!!
avete trasformato il blog nel vostro ambiente naturale: una caserma di neonazisti… Bravi italiani, alla prossima guerra civile mi toglierò parecchie soddisfazioni sparando nelle cervella infette di molti come voi…
p.s. per i piccoli Mariastella Gelmini… trovare gli erroti di grammatica di questo post, vi do un aiutino: sono quattro!
Sarà pure patetica, André, ma te l’ha messo bene bene… Beccato su un congiuntivo… che figura di merda… Delegittimato del tutto visto che non rispondi su Bianciardi (ma non eri così colto?) e non sai neanche scrivere… Che pirla… Ottimo lavoro France. L’ignoranza degli arroganti è dilagante.
Grandissimo, grandissimo, grandissimo Bianciardi, e a scuola non lo fanno studiare.
LaStancaSylvie
Simone navigator, il blog è tuo e decidi tu chi entra e chi no. La responsabilità è tua. Ma troppa libertà fa male e degenera in prevaricazione. Mi riferisco all’ultima trollata del noto troll: che OT insulta una certa persona, con nome e cognome. Siamo al limite del codice penale (diffamazione). I troll sono così: alla fine passano agli insulti ad personam. Questo confine non dovresti farlo superare.Sei tu giuridicamente responsabile del blog.
Delle 2 l’una: o l’inviti a fare una crocera gratis (lui è innamorato di te) o lo banni (si innamorerà ancor più di te):-)
Sperem che si parli solo del DS… mumble mumble
Stefano sono d’accordo con te. Infatti mi chiedevo anch’io da quando dare due calci in culo ai rompicoglioni (Frajese docet) si chiama censura.
Simone, “censura” pure tranquillamente.
Ciao e grazie di tutto
…a me Terzani con quell’aria da bauscia illuminato non mi ha mai convinto.
Non mi convincono i fricchettoni tutti “peace and love” con la cannetta sempre girata, i radical chic in barca a vela e il capello brizzolato che cianciano di fuga dal sistema, non mi convincono i figli di papà che guidano il Cayenne con gli infradito indiani.
Mi convincono persone come Ghandi, Mandela… e Olivetti. Persone che hanno scritto pagine importanti, che hanno fatto proposte valide per la costruzione di una società migliore, se non addirittura per la liberazione dalla schiavitù reale di milioni di individui.
E noi qui, nel 2010, a dibattere il manualetto del Perotti…
un grande “MAH” vi sommergerà…
non per distravi,ma è uscito il nome di uno dei grandi uomini del nostro tempo”tiziano terzani”riflessioni e costatazioni a non finire per tutti.
simone a modo suo me lo ricorda,per pensieri,radicali cambamenti e sobrietà carismatica.
la fuga da questa realtà può non essere la soluzione dei problemi,ma con mare in tempesta e le carte nautiche che ci indicano un porto sottovento, perchè non prenderlo in considerazione per ritrovare la calma e le enrgie che abbiamo speso per navigare in una tempesta che non ci rende più forti, se ne usciamo vivi.chiarisco che chiamo tempesta le ore di coda per andare dove non ci piace a fare cose che ci dicono di fare con persone che ci maltrattano psicologicamente e che il giorno sucessivo ci chiedono come va la famiglia. stremati da queste giornate e frequentazioni sempre uguali,non siamo più pronti e disposti ad affrontare con il giusto spirito quelle che invece sono le vere sfide della vita,terzani chiamava la malattia che lostava ucidendo”il mio malanno” noi invece siamo MALATI al primo raffreddore.persone che trovano la condivisione di alcuni valori con il tempo potrebbero fondare nuove comunità,mentre ineggiare alle comunità per il cambiamento non accorgendosi di essere soli dove porterà???
bona nocc