Io leggo con la matita sempre in mano. A volte trascrivo. Altre ricordo. Qualcosa di questo gomitolo di parole finirà qui, perché ciò che leggiamo sia anche di altri. S.P.
“Vivere con lucidità una vita semplice, silenziosa, discreta, tra libri intelligenti, amando poche persone”. Nicolás Gómez Dávila
“Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non sarà sprecato: è quello il posto in cui devono stare.E adesso metteteci sotto le fondamenta.” David Thoreau
“… spesso abbastanza ti sei avventurato sui mari, cauto incrociando, studiando le carte, ritornando debitamente al porto e agli ormeggi; ma ora obbedisci al segreto desiderio che hai nutrito nel cuore, abbraccia i tuoi amici, lascia tutto in ordine, per non tornare più al porto e agli ormeggi, parti per la tua crociera senza fine, vecchio Marinaio.” Walt Whitman
“….Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono al risveglio, la vanità di quelle immagini, ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perchè può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo….” T.E. Lawrence, I Sette Pilastri della Saggezza
“Agli dèi solo chiedo che mi concedano di non chieder loro nulla”. José Saramago, L’Anno della morte di Ricardo Reis
“Dovetti percorrere migliaia di miglia di oceano per scoprire che la chiave della vita sta nel coraggio. Il coraggio è la volontà di affrontare la vita di ogni giorno con tutte le noie e le banalità che ne conseguono; è capire che non si è molto importanti, accettare la cosa e non lasciarsi distogliere dai propri sforzi. Quando un uomo dice che ama il mare, ama l’illusione di dominarlo, l’orgoglio della sua capacità, la vita speciale che si fa sul mare, ma non il mare stesso. Uno può essere toccato dalla sua bellezza e grandiosità, oppure spaventato dalla sua immensità e capacità di distruzione, ma non può amarlo più di quanto uno possa amare le stelle nello spazio infinito”. Ann Davison
“Molte volte, quando mi guardo allo specchio mi domando se sono un uomo di pensiero, di conoscenza, di erudizione, in una parola di intelligenza, o se, al contrario, la mia prima vocazione per il mare non sia la più vera ed io, in fondo, non sia che un uomo d’azione. Per lo meno, c’è una cosa che mi è insopportabile: la routine”. Agostino da Silva (1906-1994)
“Come urla il vento attraverso l’attrezzatura di un bastimento a vela! E come è magnifico il suo suono! Per quanto a noi porti soltanto lavoro: duro, pericoloso, tremendo. Lavoro erculeo di un tal genere che la gente a terra non può comprendere: e tuttavia noi possiamo sentire l’esaltazione dell’urlo del vento nel sartiame d’acciaio del veliero. Era una disperata battaglia già perduta all’inizio questa lotta fra un gruppo di ragazzi e un uomo o due e tutta la furia di una tempesta dell’emisfero Sud. Ma se sapevamo benissimo che era una lotta disperata, non potevamo ammettere di averla perduta. E continuammo. (…) Allora non avevamo tempo di pensare al coraggio, ma solo di continuare a combattere. E combattemmo e perdemmo; ma finalmente arrivò un momento di stanca un poco più lungo degli altri, e combattemmo e vincemmo…”. Alain Villiers
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.