Prima di Umberto…

il pirata

La settimana dal 12 al 18 ottobre il libro era uscito da soli 4 giorni, ed era esaurito. Ebbene, il Corriere della Sera di oggi mette “Adesso Basta” in classifica già in quel momento, cioé alla sua prima settimana. Posizione: 12° saggio più venduto in Italia, prima di Umberto Eco. Pensare che studiavo sui suoi libri all’università… Incredibile.

Però non c’è da stupirsi a giudicare dal torrente in piena di messaggi che ricevo, che non solo non diminuisce d’intensità, ma anzi, cresce sempre di più. Impossibile anche solo pensare di pubblicarne una minima parte. Impossibile quasi rispondere a tutti. Perdonatemi se non ci riesco… Certo è che se in Italia una macro-generazione attendeva un segnale per venire allo scoperto, beh… sembra che lo abbia trovato.

Francesco. Condivido la frustrazione per la mancanza di libertà, la sofferenza per una vita da cavia di laboratorio incatenata agli stessi percorsi, agli stessi binari, agli stessi orari, alla stessa frenesia. Condivido la sensazione di essere altrove, di non essere autenticamente rappresentato da ruoli, stipendi, simboli consumistici, titoli accademici. Conosco me stesso e le mie passioni, so a quanto sto rinunciando, avverto il tempo che incalza. Soprattutto trovo sempre più insopportabile dover passare 10 ore della mia vita a contatto con gente che non ho scelto. Il mio quadro di vita non è molto diverso dal tuo, prima del downshifting. Tutte queste cose le dici molto bene, in modo diretto ed efficace; le tue riflessioni fotografano una generazione di cui nel dibattito pubblico non si parla mai, che sta dentro al sistema pienamente, con ruoli anche gratificanti, dovrebbe esserne felice, ma non lo è.

Paolo. Prima di tutto: complimenti per il libro, lo ho appena comprato, e-book, e scalerà in fretta la mia hit-parade dei libri da leggere nell’immediato (una volta finito “design-driven innovation” di Roberto Verganti), visto che il tema mi “spaventa”, mi energizza, mi conferma un presentimento. Infatti… sto scrivendo anch’io da mesi un libro sullo stesso tema: lasciare l’Italia, cosa che ho fatto più volte, prima in Olanda, un anno, poi in Svizzera, Sion nel Vallese, due anni, Berna, un anno e mezzo, dove vivo attualmente. Nella vita faccio ciò che amo, l’architetto, la mia passione, fare ciò che non piace tutta la vita, aspettare le sei di sera o i venerdi pomeriggio per essere liberi non fa per me, é una perdita di tempo, la tomba mi é antipatica, adoro i lunedi, un inizio, voglio approfittare del mio tempo, ateo, terreno.

Anna. Ciao Simone!! Piacere!! Ti ho appena ascoltato a radio24 e ammetto di essere rimasta attratta dall’argomento… Curiosando in Internet ho scovato il tuo blog e ho individuato che il prossimo 3 novembre sarai a Roma. E’ possibile partecipare all’evento? Mi incuriosisce molto la tua filosofia che trovo molto affine alla mia natura. Non voglio annoiarti ma di recente ho preso una decisione molto simile alla tua ma sono molto più indietro, diciamo, organizzativamente. Potrebbe essermi molto utile approfondire la tua esperienza…

Cristian. “Bravo!”

Massimo. Ciao Simone, ho sentito oggi (domenica 25 ottobre) a Radio24 la tua intervista nel programma che va in onda dopo le 19:00. Se capiti a Roma fatti vivo mi farebbe piacere fare due chiacchiere con te

Giulio. Ciao Simone, Abbiamo qualcosa in comune: un libro. Prima di tutto: complimenti, lo ho appena comprato, e-book, e scalerà in fretta la mia hit-parade dei libri da leggere nell’immediato (una volta finito “design-driven innovation” di Roberto Verganti), visto che il tema mi “spaventa”, mi energizza, mi conferma un presentimento.

Stefano. Sono capitato sul tuo sito per caso grazie ad un amico! quello che scrivi lopenso sa anni da quando ho conosciuto maurizio pallante e i suoi libri, come la decrescita felice. che bello! mi dai forza per sognare! ti abbraccio ste.

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