La vedo male…

La vedo male per il Sistema. Troppa gente che vuole cambiare vita…
Come mi sentirei se in famiglia mia moglie volesse un altro uomo, mia figlia un altro padre, mio figlio un’altra casa? Come ci sentiremmo a condurre un’azienda in cui i dipendenti agognano soltanto vacanze, o mandassero curriculum a valanga per trovare un altro padrone, in un’altra città? Cosa diremmo se, parroci di una chiesa un tempo florida, osservassimo che alla messa non viene più nessuno, che la gran parte dei fedeli prega altri Dei?

Non so chi sia il Maitre del Sistema, il Cardinale della nostra Società, ma fossi in lui non dormirei su quattro cuscini. Migliaia di persone, forse milioni tra breve, spendono il tempo della fantasia a vagheggiare di essere altrove, fuori da lui, lontano dalla sua giurisdizione, a fare cose diverse, con compagni diversi, nello spazio rimasto libero, se ancora ce n’è. Queste anime, e le loro menti produttive, battono per un’altra vita, regolata da leggi più blande e umane. Al primo spiraglio potrebbero fuggire via in massa. Ma già oggi, mentre ancora restano, la loro attenzione vola, è sugli altipiani ventosi, sui mari rasi dalla brezza. Navigano più che camminare, volano più che trascinarsi.

Il Sistema se n’è accorto? Il responsabile del Campo ha già preso le sue contromisure per evitare un’evasione inarrestabile? Chissà…

C’era un tempo in cui poteva ridurre le guardie, licenziare i secondini, lasciare perfino aperto il cancello d’ingresso, togliere l’elettricità ai reticolati. Un bel risparmio. Non serviva vigilare. I detenuti restavano in cella con le porte aperte, i chiavistelli sguainati. C’era perfino chi premeva alle porte della prigione, e il suo lamento infastidiva. Ognuno che passasse di là sperava di avere il suo posto al chiuso.

Quei tempi sembrano tramontati. Chi chiede d’entrare è ancora là, al limitare del bagno penale. Soffre e muore per aggiudicarsi uno spazio. Ma dentro c’è tumulto. In molti scostano la grata, rimasta aperta per distrazione. Si aggirano nei corridoi, deambulano i primi passi di una vita già liberata. Cosa accadrà quando il Comandante del carcere si accorgerà che la sua forza lavoro, la sua ricchezza, sta svicolando per la pianura circostante, fuori controllo, dove è ormai tardivo insegurla?

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