Avvenire…

Accadono cose strane con il Downshifting. Ancor di più con “Adesso Basta”, libro politico, a suo modo eversivo. Mi aspettavo che il mondo cattolico ne avrebbe parlato a gran voce, scorgendovi dentro il messaggio delle bastonate alle bancarelle che mercanteggiano nel tempio. Quale occasione più ghiotta di un non cattolico che (per caso) dice cose in grande sintonia con i fondamenti del cattolicesimo? Invece “Avvenire” ne scrive solo oggi, pur con grande spazio e risalto. Famiglia Cristiana mi ha appena citato (con foto ?!).

Mi aspettavo anche che l’Unità, Liberazione, il Manifesto avrebbero presentato il libro soffiando sulla brace del messaggio anticapitalista, anticonsumista, antiedonista. Invece a capire il senso del libro è stato solo Il Fatto Quotidiano, e l’Unità ha scritto solo venti giorni fa, cioè tra gli ultimi.

In compenso trasmissioni televisive generalmente interessate al gossip, al vippismo, alle mode ne hanno parlato profusamente, così come i giornali più borghesi, meno “anti”. Addirittura uno dei maggiori settimanali del Paese ne farà presto la propria copertina.

I media “del Sistema”, dunque, danno grande spazio a un libro che predica il suo abbandono, la critica politica e filosofica, esistenziale e sociale al mondo che essi sostengono, o che almeno generalmente non criticano. Bizzarro, non vi pare?!

E’ come se qualcuno non avesse capito. “Adesso Basta” non è un libro sugli stili di vita, non è il racconto di una scelta di moda, non è un cameo di questa epoca colma di bizzarrie. Al contrario, è un libro dal fronte, dalla linea dove più o meno tutti immoliamo libertà e pensiero, dove ipotechiamo il tempo prezioso, la salute, le relazioni, e dove da qualche tempo, per molti, si consuma una battaglia di liberazione, di rientro nel proprio spazio vitale, di abbandono del superfluo alla ricerca dell’essenziale. Qualcosa che ha conseguenze economiche, psicologiche, sociali, relazionali, famigliari. Dunque il resoconto di un gesto atipico, controcorrente, a suo modo rivoluzionario (per il suo autore, certamente). Qualcosa che collide irrimediabilmente col messaggio consumista, modaiolo, trendy, brillante, edonista che, generalmente, quei media promulgano, propagano, propagandano. Un caso di sottovalutazione, forse. Certamente un misunderstanding. Semplice ignoranza mediatica..

O forse qualcosa di più?

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88 pensieri su “Avvenire…

  1. X Simone
    Vorrei cercare di dare una chiave di lettura a quanto scrivi in “Avvenire”.
    Riprendo le tue due grandi distinzioni: destra e sinistra. La destra che diciamo difende questo modello capitalista si nutre e cresce grazie a nuovi pensieri, a nuove intuizioni, nuove persone che rischiano del proprio ed investono. Anche se a prima vista contro il sistema stesso!
    Il Web, per esempio, ha reso obsolete moltissime cose, che il “sistema” pre Web avrebbe dovuto difendere, ma nel contempo ne sono state create di nuove e le ha immediatamente recepite e fatte sue.
    Per cui anche da un libro come Adesso Basta trarrà linfa vitale. La sinistra è sempre stata a parole protesa verso il futuro nei fatti arroccata nel passato, per cui timorosa di pensieri,parole e fatti nuovi. Già il Manifesto, quando uscì, era anacronistico e la situazione neo industriale che stava crescendo gli correva avanti di molte lunghezze.
    Ancora oggi lo si vede nei paesi comunisti disperatamente arretrati, tranne la Cina dove l’enormità di popolazione e perciò di forza lavoro a costo quasi zero gli ha permesso di creare la prima economia capitalcomunista al mondo.
    X Edy
    Simone racconta la sua esperienza, io la mia ecc. Siamo grazie a Dio tutti diversi, viviamo diversamente con obiettivi differenti. Ritengo che l’importante sia vivere BENE. Questo vuol dire tantissime cose che ognuno decide autonomamente. Se tu sei felice in questo sistema noi tutti siamo felicissimi per te. Io non sto più bene in questo tipo di vita. Simone ha già mollato io lo sto facendo. L’importante è PORSI LA DOMANDA !!!
    Certo che lavoreremo, forse anche di più, ma come desideriamo noi perciò UNA SCELTA non UN’IMPOSIZIONE. Io e sicuramente Simone siamo più felici se a fine giornata ci ritroviamo con le mani sporche di antivegetativa anzichè inchiostro di una cartuccia di stampante.
    Inviti i ragazzi al lavoro VERO , ma poi i tuoi soldini stranno prendendo la via dell’Asia e pubblicizzi il Brasile!?!? Ma cosa sei un downshifter mancato od uno timoroso di mollare veramente?
    X Licia
    Non sei l’unica ad essere depressa, non hai idea di quanti ne incontro!
    Non deve essere una fuga irrazionale, ma una precisa scelta di vita dopo aver soppesato bene i pro ed i contro.
    Il tuo bel lavoro ambito da tutti, cosa ti dà realmente ? Sei FELICE?
    Trovo molto giusto il commento di Patrizia
    vai nei paesi del Terzo Mondo e vedrai gente felice con poco o nulla, tutte queste necessità spenderecce ce le siamo create noi, se le vuoi lavora per procurartele altrimenti sappi che si è felici anche (e soprattutto ) guardando un tramonto. Ciao

  2. Ciao a tutti,
    ci sarebbe tanto da scrivere ma preferisco impiegarlo in altro,anche qua’ scelte x ottimizzare il tempo.Cerco di rspondere:

    x Exod

    penso che non serve continuare quando uno dice che l’ economia e’ = a filosofia.Sicuramente il sistema scolastico avra’ le sue colpe se porta la gente a persone in questi termini.Non confondiamo la propaganda politica con le basi REALI dell’ economia,che sono molto semplici ovvera IO costruisco il pezzo A e tu raccogli i pomodori e poi scambiamo il tutto.FINITO il discorso.I problemi nascono quando uno dei 2 bara e non e’ onesto,o non porta a termine il patto,esemp. io sto un mese a costruire la bicicletta e tu mi prometti di pagarla con i pomodori,poi invece scappi con la bicicletta.Ovvero truffa del debito argentino,Grecia etc. Il problema e’ la disonesta’ e la poca voglia di LAVORARE.Esiste un debito che va ripagato,voi direte che non l’ avete sottoscritto,e immagina chi ha pagato i vostri insegnati e le strade su cui camminate?

    X Patriz

    Non x fare il saccente ma penso che tu l’ Asia l hai vista in cartolina o al massimo nelle vaganza di 2 settimane.Le realta’ li la conosco bene e se l’ Europa o Usa hanno un certo benessere non e’ un caso,certo c’ e’ anche sfruttamento la come qua’ ma fino a che non vedo brevetti venire da asia o africa penso si capisca da dove venga il progresso.
    Oltre aver viaggiato e lavorato in TUUTO il mondo ho vissuto nelle capanne nella jungla qundi le cose le conosco,ecco perche’ ritengo che il progresso sia meglio.

    X tutti

    ma se ritenete tanto figo e bello vivere con poco perche’ non partite e andate in africa ,sud america etc.Si puo’ vivere anche con meno di un 1€ al giorno quindi con 20-30K € ci restate fino all’ ultimo giorno.Ecco vi ho dato un idea ma son sicuro che non la metterete in pratica,chissa perche?

    X Simo

    30K e-mail sono davvero tante.Hai un idea distorta della felicita’ e della gente.Non e’ che che necessariamente uno e’ + felice se arriva in tarda eta’ e sano,ma visto che una persona sana di mente ama la vita e che senza disturbi fisici e’ EVIDENTEMENTE meglio accrescere questo e’ gia’ un a bella cosa.Il VERO vostro problema e’ NON essere soddisfatti di quello che fate,ecco perche’ volete cambiare.Uno puo’ lavorare 15 ore al giorno ed essere felicissimo una altro neanche un ora (vedi i pensionati o ricchi eriditiere etc.) e essere infelice
    QUESTO e’ il punto.IO ho raggiunto l’ equilibrio essendo LIBERO di fare un sacco di cose che mi danno soddisfazione (tipo viaggi,progetti musicali etc.) che senza denaro (che ho guadagnato con il MIO LAVORO e pagandoci le tasse x la societa’)non erano possibili.Poi ognuno la pensa come vuole.
    P.S non mi hai risposto sulla famiglia,ovviamente e’ una tua privacy ma converrai che vivere con poco da single e’ una cosa con famiglia una altra.Quindi prima di parlar di altre filosofie sarei curioso di sapere la tua situazione,ti rammento che se una societa’ non procrea si estingue,oltre a chi poi ti cura da vecchio (ok i figli degli altri,ma basta che la maggioranza procrei altrimenti…)
    In conclusione no problem sono sereno e FELICE solo mi pongo in maniera agressiva,ma solo su ceri tempi,ma ti assicuro che sono spiritoso e di compagnia
    magari un giorno ci vediamo e si va a bere assieme.Spero di non aver attaccato la tua sensibilita’,e non badate a errori do origrafia non scrivo sempre in italiano e vado mo di fretta.
    Ecco dovevo rispondere veloce,ma guarda te un romanzo…magari mi metto a scrivere libri pure io e non scherzo magari un giorno.Di cose ne ho da raccontare.

    Salutoni a buon proseguimento a tutti

    Edy

    • ottimo Edy (scusa pensavo fossi una ragazza e ti ho parlato al femminile). Grazie del tuo tono, che rende più forte e interessante quel che dici, adesso. Capisco bene la tua prospettiva. E la rispetto. La mia è un po’ diversa. Dico solo che il tema della procreazione e dell’eventuale estinzione della nostra civiltà mi è del tutto indifferente. Siamo venuti al mondo senza motivo, il fatto che ci dovessimo estinguere non mi provoca particolari disordini interiori. Se questo deve essere, che sia. Non collego la nostra vita con qualche tema di necessarietà o di fatalità. Io non so perché sono qui, cerco di vivere al meglio, poi morirò. così tutti. Ergo non mi sento coinvolto nel processo di prosecuzione della razza umana. Circa quel che mi chiedi, sono single, non ho figli. Sono dunque non un privilegiato (chi sta meglio, nel downshifting, sono le coppie senza figli) ma ho meno vincoli di chi ha famiglia certo. Non so se hai letto il libro (mi viene il dubbio da alcune cose che dici). Io ero cauto sul tema fmiglia. Ma ho ricevuto tonnellate di email di gente con mogli, mariti, figli etc che mi ha detto che no, non è vero, si può eccome, anzi, loro da anni, già… Capito? Ma ti assicuro, migliaia. Mi fido di loro. Alcuni li ho conosciuti. Autoproducono, vivono in posti poco cari, hanno inventato sistemi diversi, come lavorare 6 mesi alternativamente, facendo lavori minimi, hanno figli senza fisime. Insomma, ottimi modelli. Un saluto!

  3. E’ corretto che nel blog intervengano anche voci discordanti, un tantino polemiche… lo rendono piu’ completo ed esortano i fautori del DS a uscire meglio allo scoperto, approfondire le loro ragioni, chiarirsi e charire le loro convinzioni. Ma e’ vero che quando i negativi al concetto di DS scrivono spesso sembrano nervosi, scomposti…. quasi si affannino a giustificare il fatto di frequentare questo sito e discutere di questi concetti rivoluzionari…. in qualche modo temendoli! Intendo dire che sembrano attratti …. ma frenati! E questo li indispettisce.
    La dimostrazione pratica che si puo’ fare li mette in difficolta’.
    Ma come in tutte le cose occorrono i tempi e i modi giusti. Qui nessuno ha mai parlato di fanatismo e di salti nel buio!
    Anzi spesso ho letto e non solo da simone di appelli al buon senso e al fare attenzione nel riflettere su tutti i passaggi e le conseguenze del DS.
    La discussione infatti mi piace perche’ gli interlocutori sembrano di un buon livello di cultura e maturita’.
    Alcuni appaiono infatti molto piu’ lucidi e sereni nelle loro perplessita’: c’e’ chi ha ben capito che si puo’ pensare di cambiar modus vivendi in maniera e per gradi diversi, in base alla propria situazione reale, c’e’ chi si preoccupa giustamente della responsabilita’ verso la prole.
    Io ho due figli piccoli(2 anni la femmina e 8 mesi il maschietto), e su di loro riversero’ nell’educarli tutte queste convinzioni e filosofie “alternative” al mondo di oggi. Ma gliele daro’ come opportunita’, come crescita personale… non posso obbligarli a doverle vivere senza averle scelte e condivise una volta cresciuti. Ecco che il mio DS sara’ quindi per forza diverso, perche’ la mia prima preoccupazione (e gioia) oggi e’ il loro futuro , prima ancora del mio.
    Cio’ non vuol dire che da tutto questo fiume di pensieri e di riflessioni io non possa interiormente costruire il MIO DS sognato, pensato , progettato e costruito sulla mia specifica posizione di marito e di padre.
    un augurio a tutti i papa’ per il 19 marzo e a tutti voi per l’inizio della primavera!
    mf

  4. @ Licia: anche io ci penso spesso, quasi la metà del tempo in cui penso al Ds.
    La mia risposta è: può essere…Però di questo presente che non mi piace ne ho le prove (nonostante faccia parte della fetta di gente considerata dalla società “felice” perchè con lavoro a t.i. qualità di vita buona con viaggi, vacanze,soldi spesi per la cultura,convivente,salute ottima ecc).Prove perchè lo vivo ogni giorno mentre di quello che potrebbe essere no. Magari poi mi pento però voglio provarci.Sarà dura, durissima ma sarò orgogliosa di me, comunque vada !Sarò un po’ hippie ma a ‘sta cosa che non è detto che domattina ci svegliamo io ci credo !Non dò per scontato nemmeno un giorno della mia vita e non voglio che il mio ultimo giorno sia trascorso in un ufficio che non mi piace a fare cose che non mi identificano con persone con le quali non ho nulla a che spartire per gadagnare soldi che servono ma non devono essere la cosa più importante.
    Se fosse vero in assoluto quello che scrive Edy non avremmo tutta questa gente nevrotica che prende psicofarmaci o che cmq è depressa e al contrario nel terzo mondo avremmo tassi di suicidi allucinanti (perchè tanto per suicidarsi mica ci vogliono i soldi) .C’è gente gioiosa anche lì.Come potrà mai essere ?

  5. Citazione da Edy:
    “Un consiglio spassionato ragazzi puntate sul lavoro VERO,poi quando avrete (se li avrete) i soldini potete anche rallentare”

    E’ esattamente quello che dice Perotti, per chiunque l’abbia letto davvero.
    Ovviamente l’espressione “VERO” è del tutto convenzionale perché fare il manager non è certo più “vero” che scrivere libri, spostare barche, spaccare legna.
    Poi anch’io ammetto che Simone a volte sconfini troppo nel politico, mentre la sua filosofia è e deve necessariamente restare individualista.
    Nel momento in cui tentasse la metamorfosi da eudemonologia individuale a sistema sociale si tornerebbe all’età della pietra.
    Il che, però, non ne scalfisce punto la rispettabilità etica.
    Prima di dire a Perotti “se tutti facessero come te che cosa succederebbe” (che ha un senso, intendiamoci) diciamolo anche a noi stessi, per equità, poi, una volta che siamo certi di essere dei puri animali sociali al servizio del nostro gregge, rivolgiamo pure all’esterno i nostri anatemi moralistoidi.

    Non sono un antipolitico, anzi, ma avremo pure il diritto di ricercare la nostra serenità individuale come vogliamo e poi, magari, anche raccontarlo?

    Vogliamo prenderci una pausa dal giudicare, per tentare, ogni tanto, di andare al di là del bene e del male?

    “quel che noi facciamo non è mai compreso, ma sempre soltanto lodato e biasimato”
    Friedrich Nietzsche – La Gaia scienza

    Stefano B.

  6. Ciao, a tutti, questo post sta diventando lunghissimo, evvai!!!

    X Lorenzo: a mio parere non fai down.. (non riesco a pronunciarla sta’ parola) perchè hai letto un libro o qualcuno te ne ha parlato: lo fai perchè quella è l’evoluzione naturale della tua vita, il tuo bisogno,la tua dimensione di possibile felicità e le alternative sono peggiori. Se vivi bene senza farlo, molto meglio! “Adesso basta” credo voglia dire: “se continuo scoppio”, non “adesso proviamo anche questa…”.

    Credo poi che sia molto semplice da fare: basta togliere il superfluo, che non è il “di più”, ma quello che in realtà non ci interessa, e concentrarci sulle (poche alla fine) cose che ci rendono felici, o più felici. Per me ha significato, per iniziare: niente più TV, radio e tutto quello che contiene pubblicità, dopo alcuni anni mi sono accorto che mi si era ripulito cervello. Grazie a internet dispongo di tutte i contenuti radiofonici, audiovisivi, film, informazioni che scelgo io, senza spot snervanti. Non ho rinunciato a niente alla fine, solo deciso io come e quando svagarmi. Niente informazioni inutili, riviste colme di reclame, tutto il gratis che non mi serve. Mancando la pubblicità, che alimenta desideri irreali, piano piano inizi a vivere la tua vita vera, non quella che altri propongono (impongono). Questo è stato per me il primo passo, fare le cose che volevo fare. Ho mandato a quel paese un po’ di gente, senza temere di dispiacere o trovarmi solo: che liberazione spirituale! Gioco a dama al circolo, vado in piscina e mi diverto. Non vado nei locali perchè mi annoio e prepariamo la pizza e le torte a casa mia. Mi annoia il calcio, non lo seguo e non ne parlo. Lo stesso per la politica. Coltivo il basilico e il peperoncino in vaso. Il pomeriggio inoltrato mi concedo una siesta ascoltando Vivaldi, nutro il maledetto gatto opportunista e randagio che bazzica davanti casa mia, un bellissimo di razza europea… Ma è quello che piace a me, magari ad un altro non va bene.

    Ma se non si inizia da queste cose, come si può pensare di cambiare vita? Conosci te stesso, cosa vuoi davvero, cosa fa felice te, non gli altri cinque miliardi di esseri umani. Magari scopri che la tua aspirazione non è essere ammirata/o quando entri in una stanza, ma stare tranquillo in un chiostro a pregare… Ecco, si inizia da questo, dalla mente, chiedersi se è quella che conduciamo ogni giorno è la vita che vogliamo, rendersi conto che se non cambiamo qualcosa sarà sempre questa fino alla fine, tra qualche anno. Se si è soddisfatti, non si ha motivo di cambiare.

    Si parla troppo dei soldi, non perchè i soldi non siano utili, ma perchè, superata una soglia di reddito (calcolata in circa la metà dello salario medio USA dagli psicologi) il suo incremento non genera alcun significativo aumento di felicità. Il paradosso: soffri se non hai i soldi che vuoi; sei poco più felice e per un tempo comunque limitato (3 mesi circa) se ti danno un aumento. Così: o ti danno aumenti ogni tre mesi o sarai insoddisfatto sempre.

    Ecco, down… dovrebbe essere staccarsi da questo ciclo di infelicità.

    X Edy: ho seguito i tuoi ragionamenti e i dubbi che esprimi e per quanto riguarda l’Economia, ti assicuro che non hai (abbiamo) alcun controllo sulle variabili che intervengono. Ho studiato anch’io Economia e, purtroppo, sembra che questa scienza sia qualcosa di “reale” mentre il resto non lo è. In realtà nasce nell’ambito della filosofia, è come tale è una speculazione, non un dato di fatto. I “grandi” fondatori dell’Economia erano filosofi. Ma la vita vera è un’altra. Basta vedere quanto sono bravi con le previsioni, come dice il nostro superministro Tremorti: “E’ meglio che stiano zitti”. Ha ragione da vendere. Se viviamo in una Società “ricca”, non è perchè siamo stati bravi, ma perchè abbiamo avuto il culo di nascere in una Società ricca. L’Europeo ha forse lavorato, sofferto, sperato di più dell’asiatico o di altri? Però abbiamo avuto culo, non c’è niente di strano in questo. Il perchè lo sa Dio.

    Questo sistema poi nessuno lo vuole distruggere, anzi tutti vogliono mantenerlo, preservarlo, curararlo, ingrassarlo, farlo esplodere di ricchezza, mentre lo 0,00001% della popolazione è disposto a vivere in modo diverso. Me compreso.E i disoccupati che vogliono lavorare ringraziano chi se ne tira fuori, così loro possono entrare, manca forse gente che vuole lavorare? Manca gente che vuole fare un mutuo? Che vorrebbe spendere? Questo sistema, questa civiltà è all’apice, imbattibile, insostituibile, e chi fa down… non è affatto un antagonista, nè vuole esserlo. Che poi usufriamo anche noi di tutto il “benessere” che esce da questa tavola, che mistero c’è? Non è forse sempre successo e sempre succederà che la ricchezza venga distribuita in modo strano e a volte imprevedibile? Dice la Bibbia: “Uno semina e l’altro miete”. Magari non ho fatto niente tutto il giorno e sto meglio di chi si è affannato (altro episodio evangelico), ma non è forse così che va, e deve andare, il mondo? Sta forse a noi cambiarlo? A me no, non rimprovero a Dio il modo in cui l’ha fatto e ringrazio per la possibilità che mi da di influire sulla mia di vita.

    Non ci sono metodi per fare soldi (saremmo tutti ricchi), nè per vivere di rendita, nè tantomeno per assicurarci una ragionevole sicurezza esistenziale. Conosco molta gente che vive una vita finanziaria “normale” (stipendio, doppio stipendio, mutuo, etc…) e, sorpresa, non è affatto felice: tira avanti nel migliore dei modi possibile, con le due-tre settimane di ferie l’anno in posti esotici, di cui non vede niente. E’ questa la vita? Se la risposta è sì, non c’è bisogno di down…

    Se c’è qualcosa di più, meglio iniziare a farsi domande.

    • exodus: complimenti. sintesi praticamente completa. sottoscrivo la stragrande maggioranza dei tuoi pensieri. ci aggiungo qualcosa di politico, di sociale, come conseguenza. ma il discorso è questo. grazie e complimenti ancora.

  7. Simone,

    io ritengo ormai dalle tue risposte che non c’ e’ una tua reale voglia di confronto ma solo ideologia spiccia buona per impressionare le masse.E’ EVIDENTE quando dici che il sistema attuale non porta benessere,si vede che le persone che campano a lungo in occidente e che arrivano in tarda eta’ con tutti i denti (o quasi) tu non le noti,che quando c’ e’ bisogno di un ambulanza e loro arrivano anche di notte quando potrebbero star a casa a dormire non te ne accorgi.Questi schiavi del sistema (come li definisci) sono la’ ad aiutare tutti.Non e’ giusto nei confronti di queste persone,e di tutti gli altri bollare il sistema attuale come non valido,perche’ di BENESSERE ne porta e portera’ ancora.Certo non e’ perfetto si puo’ migliorare ma questo dipende dalle persone e dalla loro voglia di migliorare.
    Lascia stare i nonni,che se non era grazie al lavoro di tanti di loro eravamo ancora al carro con i buoi.Parlare e scrivere e molto facile,creare condizioni di vita migliori e’ un altra storia.Se uno vuol vivere di stenti e vivacchiare con pochi soldi e’ libero di farlo.Pero’ poi DEVI accettare di vivere come e peggio del terzo mondo e non lamentarti se non ci sono i soldi per curarti.Anche qua’ a parole tutti bravi,voglio vedere se avete bisogno di cure e non riecono a curarvi perche’ non ci sono soldi x medicine e macchine mediche.Il mondo e’ cambiato si nel senso che si sta spostando tutto da altre parti e il ciclo riprende ora da la’.
    Vorrei NON fare + considerazioni di tipo macroeconomico o si capiscono le cose e si e’ onesti oppure…
    La SCELTA invece di GODERSI la vita e dedicare TEMPO per se stessi e’ SICURAMENTE la cosa + saggia da fare.Infatti ho fatto questa scelta tempo fa e FACCIO quello che VOGLIO e come voglio e qualcosa di SPLENDIDO e altro che annoiarsi ci sono talmente tante cosa da fare e vedere.Pertanto come gia’ detto INIZIATE a pensare gia’ ora al futuro.
    Auguri di Happy LIBERTA’

    Buon riposo

    Edy

    • Edy se stessi così bene saresti meno arrabbiata, secondo me. Mi pare strano stare così bene come dici ed essere così nervosa. Da cosa deduci che non c’è apertura al confronto? dopo che avrai risposto come io ho fatto a 35.000 email mi dirai qualcosa sul confronto, prima di allora, te ne prego, no. Tu hai la tua prospettiva, elitaria, giusta per te, impossibile per il 95% della gente. Fantastico. Io ne ho un’altra, non a parole, concreta, con cui vivo. Mi pare un tantino più applicabile della tua. Punto. Nessuno misconosce il sistema nelle sue tante cose importanti, dalla democrazia fino ai servizi. Per molti però, la longevità e la salute servono a poco, perché non sono liberi, sono lontanissimi dall’equilibrio e dalla possibilità di vivere in modo autentico. E’ sen’zaltro vero, infatti, che la gente è più sana fisicamente, in questa epoca, di quanto non lo sia piscologicamente. Le tante conquiste sanitarie, politiche etc ci hanno consengato un mondo migliore rispetto a cento anni fa. Ora io vorrei capire se in base a questo non dovremmo avere il diritto, anzi, il dovere, di immaginare un ulteriore passo avanti, fatto di libertà maggiore, di autenticità, di salute mentel, di equilibrio, sfuggendo all’invisibile ma tangibile morso del potere, del denaro, del materialismo sfrenato. Ci trovi qualcosa di grave in questo? Io lo trovo doveroso. E dato che è possibile, io almeno vivo così da quasi tre anni e mi colpisce quanto sia possibile, assai più di quanto pensassi, mi pare interessante rifletterci. Tutto qui.

  8. x Edy, Simone non e’ un guru, ma una persona che racconta la sua esperienza e la riporta.Stop. Che ognuno la raccolga come crede…Dietro la tua troppa sicurezza si nasconde qualcosa…

  9. Salve a tutti,

    riporto solo qualche nota dai pensieri di Simone: ” Oggi si fa denaro risparmiando, non aumentando i guadagni”.Penso basta questo per capire che tulla la filosofia di Simone e C si basa sull’ assurdo e quel che e’ peggio e che si vuol convincere le nuove generazioni che sia IN fare questo.Diciamo che li aiutate a convivere con la miseria che li attende.Non ho tempo di fare saggi di economia qua’ (anche se l’ argomento lo conosco fin troppo bene).Esistono costi incomprimibili,quando si scende sotto c’ e’ solo la miseria.Ma forse Simone e voi pensate che tutti guadagnano 7000€ al mese e che possono rallentare un po.Vi consiglio di parlare di questo ai cassa integrati e ai giovani (ora la disoccupazione giovanile e’ oltre il 20%,o voglio essere accomodante)
    Altra perla ” I soldi bisogna guadagnarli, fate tre lavori se serve.
    Ma come prima usciamo dal mondo del lavoro e poi facciamo 3 lavori?
    Poi qua’ simao veramente al delirio “Vendete proprietà se ne avete. Fatevi anticipare i soldi dell’eredità” Nonni sganciate la grana ,ah ah.Alla fine abbiamo capito tutto facile’ coi soldi di papi.Non per fare polemica ma il libro e’ fuori tema ovvero “ILLUDE” con dei consigli per uscire dal mondo del lavoro ma poi fa capire che senza “grana”.E’ un segno del vuoto che colma il popolo,perche’ se banalita’ come questw vendono 30K copie..Siamo nel periodo di grande fratello e win for life.Un consiglio spassionato ragazzi puntate sul lavoro VERO,poi quando avrete (se li avrete) i soldini potete anche rallentare.E non imbrogliate ,ergo poi vivete con gli interventi sociali perche’ si esauriranno,almeno i miei soldini stanno seguendo la via dell’ Asia…ecco se pensate a investire tempo e energie e non ritrovarvi in un paese di vecchi e senza locali dove andare li e’ dove dirigersi (PS anche il Brasile sta migliorando) infatti Fiat e’ la che sta investendo mica in Italia…

    Confido che questo post venga recepito come costruttivo,un po’ fuori dal coro ma realista.Di cose ne ho fatte e viste,non fatevi lavare il cervello ne dalle multinazionali ma nemmeno dai guru del nuovo pensiero,tipo grilli nazionali,che predicano.. ma mica vi sganciano poi i loro milioni dal conto corrente,e si fan pagare libri e spettacoli
    e la gente intanto lavora…

    Salutoni

    Edy

  10. L’indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo. Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non è tutta colpa nostra. Ti devi alzare alle 7, prendi il caffè di corsa, alle 8 prendi l’autobus, timbri il cartellino alle 9, poi c’è il lavoro, il figlio da riprendere a scuola, la cena da preparare. Poi ti guardi i tg che parlano di massacri in Ruanda, dei morti a Baghdad. E si diventa indifferenti. Non abbiamo più il coraggio di uscire per strada e urlare: “Senza di me!”

    (Tiziano Terzani)

  11. Sarò fuori tema ma
    a volte vengono dei dubbi: sarò io che magari sono depressa e non mi va più bene niente? La mia sarà una fuga? mi pentirò dopo di aver buttato a mare il frutto di tanti studi e lavoro, un lavoro ambito dai più, la sicurezza, il “potere”, gli onori ?
    Un lavoro ambito da tutti?

  12. Permettetemi una domanda, e la rivolgo a tutti e non al solo Simone: come si concilia la scelta di DS con una successiva nascita di un figlio?
    Ritengo che la lezione più importante che impartirò a mio figlio (quando ne avrò uno) sarà volta a non farlo inglobare dal consumismo [impresa titanica].
    Certo però che almeno fino ai suoi 18 anni qualcosa da mangiare e qualche vestito dovrò pur comprarglielo, qualche pannolino, due bavaglini… il budget che mi ero prefissato per un sereno DS da single (o in coppia) salta.
    Spero di essere stato chiaro. Saluti.

  13. E’ naturale a questo punto pensare che il downshifting è fatto a livelli.

    C’è chi (molto facoltoso) si ritira a vita molto privata e campa di rendita.

    C’è chi ha messo da parte risparmi sufficienti per fare piccoli lavori e riuscire a tirare avanti godendo del maggiore tempo libero.

    C’è chi è riuscito a trovare un lavoro “classico” ma part-time.

    Leggo che diversi frequentatori del blog hanno già fatto DS. Dato che ormai la vita di Simone è stata descritta abbondantemente, gradirei ascoltare le storie anche degli altri (insomma tutto, pro e contro!).
    grazie mille

  14. Piccolo commento pur ritenendo che tutti abbiate ragione: io la casa l’ho comprata per 59.000 euro, in provincia di Vicenza, non nel Burundi. Ristrutturata nel 2007 ,non ha bisogno di nulla se non di una gran pulita. Poi se voglio sanitari di firma e parquet in quercia ovvio che c’è da spendere ma per vivere è ok.59.000 euro (65 mq, non una magione ma ci si può vivere)e 0 lavori o perlomeno tutta roba che posso fare io.Mobili Ikea per arredare totale 3.000. Ds non significa non lavorare, significa “fare una vita vera, in cui ti ci riconosci, una vita che ti sei inventato senza rincorrere il tuo io piccolino quello dei soldi , della carriera” come dice più o meno Tiziano Terzani. Secondo me è questa l’anima del ds e non c’entra nulla con quante ore lavoro o non lavoro.
    Concordo pienamente con Simone sul fatto che bisogna stare attenti (io per prima ) a non sottovalutare altri aspetti forse più importanti dell’insieme. Ci vuole coraggio, questo è.Ci vuole coraggio per riuscire ad uscire dalla ns zona di sicurezza, dalle ns abitudini dalla routine che ci dà sicurezza e sopratutto ci identifica. E spirito di sacrificio che non è molto di moda

  15. Sai Simone che stasera sei stato citato da un parroco ai sui parrocchiani come esempio e testimone di cui tener conto?

  16. X Edy

    Dal mio punto di vista Simone non ha solo cambiato lavoro, ha cambiato stile di vita e soprattutto lavora per vivere e non vive per lavorare. Direi che e’ un po diverso.

    Non penso che + soldi hai meglio e’, servono solo i soldi che ti consentono di sentirti tranquillo, di piu’ creano problemi.

    Sul fatto che le cose si pagano, e’ vero e giusto, potremmo parlare pero’ della differenza tra prezzo e valore, ma forse vado OT.

    Bye
    D

  17. Ciao,

    x Daniele

    Certo si puo’ cercare di risparmiare ma le cose si pagano.Quando non si pagano vuol dire che un altro lo deve fare al posto tuo.
    Per me + soldi si hanno a disposizione meglio e’.

    x Simone

    Pero’ il libro intitola Basta e lasciare il mondo del lavoro.Ma in realta’ hai solo cambiato mestiere prima facevi una cosa ora un altra.Ok con meno stress ma sempre lavori e con meno garanzie etc.
    Approvo la tua scelta,specialmente se ti da una serenita’ che magari prima non avevi.
    Ma per me la scelta principe e’ NON LAVORARE piu’ per nessuno e vivere godendo il capitale che si e’ messo via.
    Poi non essendo obbligati si possono fare tante cose senza obbligo.Ovvero veramente uno si alza quando vuole va dove vuole e fa quello che vuole.
    Questa e’ la SCELTA che ho fatto io e la ritengo la migliore,almeno per come la penso io.Ma sono realista,non la pèossono fare tutti e non e’ nemmeno auspicabile,perche’ come detto prima crolla il sistema economico odierno.POi ci sono molti (la maggior parte) che pur in presenza di enormi capitali non mollano.Sono poco furbi perche’ perdono molte oportunita’ di svago.Questo e’ la parte assurdi di costoro.Per me godere la VITA vuol dire fare molte esperienze con persone diverse e luoghi diversi (e i soldini aiutano) ma certo che poi se non si ha una certa mentalita’ le cose non si fanno nemmeno.Un idea per chi pensa di ritirarsi e’ quella di pensare a paesi con costi della vita + bassi.Ma anche qua’ se poi non si riesce a rinunciare a capuccino e cornetto.Certo il mondo sta cambiando ma + che downshift l’ italia e altri paesi occidentali sperimenteranno altro,ovvero una situazione economica “pesante”.Certo sognare va bene,attenti pero’ al risveglio

    buona serata

    Edy

  18. Ciao a tutti,
    Il punto e’ proprio i 12 anni, il senso dei miei conti della serva e’ proprio che, restando in italia, buttarsi sull’onda emotiva puo’ essere pericoloso e ci si deve preparare anche per l’aspetto economico.
    Per gli aspetti sociali/psicologici e’ un discorso estremamente soggettivo, un po’ come smettere di fumare.
    Per la casa, anche io mi sono spostato fuori citta’, tutti i lavoretti cerco di farmeli da solo, ma la sabbia per il cemento devo pagarla, i cavi elettrici li devo pagare, attrezzi e attrezzini ecc.. non parliamo poi di certificati, conformita’ e altro per cui si e’ costretti a chiamare un tecnico. Il tema infatti e’ che il ds IN ITALIA obbliga a fare i conti anche con questo.

  19. Posso azzardare? Non è che il taglio necessariamente “individualista” del tuo bel libro trova poca rispondenza in un certo tipo testate mentre va a nozze con la forma mentis dei recensori di altre? Per inciso ti sto leggendo e mi pare molto interessante…

  20. ciao,

    aver tempo c’ e’ tanto da scriver sull’ argomento.Per precisare quando parlo di spalle coperte parlo in generale non nel tuo caso specifico.Per famiglia,figli intendo che non mi risulta tu ne abbia (non ne parli almeno).Pertanto chi ne ha,rientra in altro piano di spesa e con 6-700 € al mese sei molto basso.Inoltre attento che magari tu hai fatto diverse cose che uno che inizia ora vuol provare e senza un lavoro “valido” non e’ in grado di farlo.Poi sopravvivere con poke centinaia di € al mese e’ + un ritorno al passato che un progredire.Certo un po’ di stress in meno e’ salutare ma non dimenticarti che il benessere che abbiamo oggi si deve proprio a chi sgobba,lavora e si stressa.Se tutti si ritirano ai caraibi crolla il palco.Ritorniamo la’ poki che se la godono e’ OK il resto non e’ sostenibile (vedi pensioni x i giovani)

    ciao

    Edy

    • E che crolli il palco Edy. Non mi risulta che questo sistema produca benessere. Magari a te, ma solo perché miliardi di altre persone muoiono di fame. Non mi piace questo discorso, e neanche l’altro che fai nell’altro post. Ci sono tutti i luoghi comuni dei nonni. il mondo è cambiato,s ervono nuove teorie, nuove idee, coraggio e nuove tattiche. Così come dici te si prosegue e basta sulla stessa linea. E poi, fai riferimento alle borse, proprio il macinasassi dove tutti restano culo per terra a parte gli addetti ai lavori. Buon per te. I miei quattro soldi non li avranno mai.

  21. Non penso che il termine spalle coperte sia necessariamente sinonimo di “figlio di papà”. (che nella cultura italiana significa generalmente pezzo di merda o quantomeno persona disprezzabile a priori)

    Significa avere avuto la fortuna nella propria vita lavorativa di riuscire a mettere da parte su un gruzzolo notevole (non rubandoli, insomma lavorando col sudore della fronte e compagnia bella).
    Questo è un passo fondamentale per spiccare il volo.
    Senza bei risparmi non si spicca il volo… si fanno dei saltini per poi ricadere per terra ogni volta temo.

    Io faccio parte della generazione 1200 euro al mese (fortunatamente a tempo indeterminato..per ora…). in 10 anni se ho fortuna e se i miei calcoli non sono errati riuscirò a risparmiare 50k con uno stile di vita morigerato. Con la morosa ipotizzando stesse spese e entrate facciamo 100k.

    Sono insufficienti per fare qualsiasi cosa!!! Anche per comprarsi una casa. Simone tu la casa dici di averla comprata 50k, ma era un rudere se non erro. Hai speso (ergo avevi risparmi) per almeno altri 100k per la ristrutturazione.

    Il problema della libertà di e da va messa a parimerito con la disponibilità di liquidi. Tutti noi che fantastichiamo sul downsh. e che ci avviciniamo a questa realtà penso che abbiamo già fatto i conti con la libertà da (forse c’è da lavorare sulla libertà di). Poi c’è il mostro dio denaro da affrontare!

    Nessuna polemica veramente… sto cercando solamente di riflettere per trovare un giusto mix tra lavoro e vita libera con le possibilità economiche che potrà darmi la mia esistenza.
    ciao!!!

    • lo so lorenzo. riflessione utile. ma i conti sono sbagliati. rudere + ristrutturazione fa 100k in totale, almeno 30-40k di lavoro mio, schiena, mani, testa. il che vuol dire che in 15 anni ce la fate comodi e ne avanzano per macchina, computer e tutto. se la mettiamo sui conti si vede chiaramente la faccenda. non c’è scampo: SI PUò FARE. la cosa più difficile è il resto, vita, testa, cuore, stabilità emotiva, spiche, relazione col mondo, armonia. roba per cui 15 anni potrebbero invece non bastare. lì il lavoro è più duro. ma tutti pensano al denaro. è un problema certo, ma è più facile risolverlo. anche perché ci si pensa moltissimo, mentre al resto no. e senza pensarci è impossibile non dico risolverlo, ma perfino affrontarlo. ragazzi, le giornate senza scrivania, senza ufficio, senza ruolo, senza nome, senza soldi da spendere “per tirarsi un po’ su” sono lunghissimi, complicati, controversi. non c’è sempre il sole, non si è sempre lieti, non si sta sempre col proprio amore o col proprio miglior amico. E’ dura, credetemi. Dura ma meracvigliosa. però non fate l’errore di non pensare in questi termini, perché vi sbagliate. Rischiate di essere pessimisti dove invece si può sicuramente osare e ottimisti dove si rischia di trovarsi nei guai. è un errore tattico grave. occhio.

  22. non leggo gli altri commenti,ti scrivo subito.ho comprato il tuo libro stamattina e lo sto leggendo a grandi sorsi,è vero,è forte,eversivo,è pane per i miei denti aguzzi.
    sono un educatrice frastornata e contorta,che compra i libri sul colore e li nasconde nel cassetto,che suona l organetto da due giorni e non lo dice a nessuno(ho 38 anni)…
    sono stanca!
    adesso basta !

    fuori dai cassetti libri dei miei sogni.vado a suonare al parco,davanti a tutti.
    e mi cerco una casa in campagna.
    ti abbraccio,semicoetaneo.
    alessandra

  23. Edy ciao,
    concordo con Simone. Il downshifting non è una questione di soldi. Anche certo, ma soprattutto una questione di scelte. E poi, per la mia esperienza, non è strettamente necessario dire adesso basta, come ha fatto Simone. E’ già un buon punto di partenza (o magari sono io che so accontentarmi …) riflettere sulla propria situazione in modo analitico. Cercare di capire se quello che si sta facendo è in linea con il senso che si vuole dare alla propria esistenza oppure no. In termini aziendali, se le attività che svolgiamo sono “core” oppure no. Io l’ho fatto, e mi sono accorto che passavo almeno 2-3 ore al giorno a fare cose non necessarie, se non totalmente inutili (per esempio pranzi e pause caffè con persone con le quali non ho nulla da condividere, o serate davanti a programmi televisivi che non lasciano nulla a chi li guarda, o trasferte per risolvere questioni per le quali basta una telefonata). Lo facevo per consuetudine. Ora le dedico a me stesso ed alle persone care. Usando termini cari a Simone, mi sono liberato “da” per essere libero “di”. Continuo a lavorare dove lavoravo prima e, paradossalmente, mi sono accorto che la mia scelta non ha avuto alcuna ripercussione in azienda (altro esempio: prima facevo 9-19 al lavoro, e perdevo un’ora nel traffico. Adesso faccio 7-17 e sto due ore in più con la famiglia).
    Quindi certamente i soldi hanno la loro importanza, ma se non ci si mete la testa con i soldi non si va lontano.

    Alessandro

  24. Ciao

    Ho letto il tuo libro e mi interesso di quanto proponi da tempo.Interessante tutto l’ argomento del downshift.Pero’ ricordiamoci che e’ un LUSSO nato da chi i soldi gia’ li ha fatti.
    E’ furbo e intelligente rallentare e GODERSI la vita ma senza denaro e solide basi diventa + un probema che una soluzione.
    Simone parli di vivere con 700 al mese,non e’ poco nel senso che alla fine i soldi uno li sborsa.Un conto e’ un lavoro con certe garanzie un altra e’ vivere alla giornata.Non menzioni nei tuoi discorsi fidanzate,famiglia figli etc.Pertanto quando affermi “che lo possono fare tutti” non e’ esatto.
    Inoltre 700 € sono un MINIMO e partendo con una casa e che non paghi affitto.
    Insomma alla fine lasciare il lavoro e’ OK ma se hai le spalle coperte.
    La gente lavora perche’ ha BISOGNO non perche’ si diverte.POi sul perche’ anche chi ha molto denaro non molla ne possiamo parlare (e’ un altro discorso).Sull fatto di godersi la vita e il tempo sono PIENAMENTE daccordo, ma ripeto e’ un LUSSO che si possono permettere i FURBI come noi che l’ hanno capito,ma che per vivere bene si aspettano che gli altri continuino a lavorare e pesantemente,altrimenti se tutti con un po’ di denaro si ritirano dove andiamo a comperare il pane?

    andiamo di bolina

    Edy

    • Edy, consentimi ma non sono d’accordo. Io la scelta di smettere e cambiare vita l’ho fatta in 12 anni. La mia casa costa 50mila euro. Non ho le spalle coperte, ho dei soldi da parte che basteranno (spero) per mantenermi da vecchio, perché non avrò la pensione. Non ho famiglia ricca o eredità in arrivo. Spendo poco così devo guadagnare poco, e comunque solo scrivendo e navigando, la mia vita. Non so da cosa deduci che io abbia le spalle coperte e non so cosa intendi con questo termine. A me non pare proprio di averle, lavo barche per 80 euro. Secondo te se avessi le spalle coperte starei piegato in due nelle cabine a strofinare per terra? Il punto è che se in anni ti prepari e riesci ad avere una casa e una macchina, resta solo il cibo e poco altro. In dieci anni, in venti anni, si può fare. Se ti sembrano tanti, dimmi, l’alternativa qual è? Meglio quindici anni di preparazione, di lavoro, di progettualità, di risparmio per avere casa e macchina e poter andare, che una vita intera senza prospettive. Ma l’ho ripetuto tante volte: ATTENZIONE! Concentrarsi così tanto sui soldi e così poco sul resto (solitudine, sogno, relazioni con se stessi e gli altri, equilibrio psicologico, armonia,…) non porta (a mio avviso) ad alcun successo. Cambiare non è un fatto di soldi, ma ti testa, di cuore, di anima. Dammi retta… Ciao!

      PS (cosa intendi per fidanzate, famiglia, etc? Io credo che un uomo sia, debba essere, sulla propria via, quella giusta, facendo quel che deve per essere autentico. Qualunque donna capisce questo. Meglio uno che vorrebbe essere altrove e invece sta lì, o uno che va e che è in equilibrio con se stesso? L’amore ha bisogno di amore, di testa, di cuore, di comunicazione, non di presenza 24 ore su 24 ma con la mente altrove.)

  25. Non so quando hai detto basta. Io l’ho fatto, parzialmente, nella primavera del 2008, a 44 anni. Si è trattato di saltare da un orlo all’altro del vuoto per colmarlo. Da dirigente d’azienda a rincorsa d’aerei e guisa di auto, a microimprenditore, impegnato nella difesa della propria decrescita – e non conoscevo Latouche -. Insegnamo l’inglese ai bambini non appena sono in grado di sorreggere il capo. Il denaro è scarso. Ho finalmente tutto il tempo per pensare ad oggi, costruendo il futuro senza guardarci dentro.
    Buon lavoro.

    Giovanni

  26. Ciao Simone e a tutti !
    Posso raccontarvi cosa ho fatto spinta un pochino anche dal blog e dal libro oltre che ovviamente dalle mie convinzioni?
    Lavoro in banca (come cassiera, non sono in carriera nè ho stipendi fantascientifici) in provincia di Verona; sempre stata in affitto perchè vivo sola dai 19 anni e non sono mai riuscita a risparmiare per pagarmi una casa in contanti (affitto, macchina, mangia , vivi un pochino, visita il mondo)…
    Beh, considerato i tassi bassi dei mutui e il mercato immobiliare in crisi, ho comprato casa (con mutuo, ovvio, però molto ragionevole)!E’ il contrario del downshifting direte voi ! No ! Ascoltate: ho comprato una casa molto più piccola di quello che sarebbe “ovvio” comprare e sopratutto l’ho presa in provincia di Vicenza dove il valore immobiliare è praticamente dimezzato rispetto alla provincia veronese.Continuo a vivere in affitto a Verona per il lavoro ma ora provo a trasferirmi e comunque nel giro di pochi anni riesco a pagarmela tutta e allora…inizia la seconda fase del progetto dove la mia casetta (pagata) sarà la base e io…via per mare ! Questo per dire che se prendessi in considerazione quello che la società mi spinge a fare avrei dovuto accendere un mutuo ben più importante e quindi “imbrigliante” per una casa qualche metro quadrato più ampia e più “commerciale” e in una zona dove si è deciso che è molto più cara! Faccio finta di cambiarmi la macchina (la uso poco,vivo in affitto a 350 mt dal lavoro, appartamento preso lì solo perchè vicino all’ufficio)e alla fine delle rate avrò finalmente un posticino mio e la smetterò di pagare l’affitto.Molte dubbi riferiti al fatto che ds si può fare solo se si hanno grossi introiti da manager con questo umile esempio spero si assopiscano e mi auguro pure che non mi diciate che sono sciocca.Io ci credo e, salute permettendo, non mollo.Sarà più difficile e lunga la strada perchè non ho mai avuto aiuti da nessuno e nessun capitale iniziale (anzi, ora ho i debiti) ma preferisco morire di fame che di frustrazione !

    • condivido patrizia. non sono gli stipendi alti a consentire. anzi, quelli dissuadono. è il consumo basso, e un minimo di chiarezza del proprio piccolo mondo essenziale.

  27. Simone, anch’io per molto tempo ho ritenuto di vivere una situazione persino migliore di quanto immaginato, ma da un po’ di tempo non è più così.
    E come se il meccanismo si fosse guastato.
    Vorrei capire il perchè, ma credo che siano soprattutto gli “echi della terraferma” sempre più intollerabili, di cui parli in un tuo post precedente.
    Echi che sembra tu riesca invece a controllare in modo da non “rovinare” troppo il tuo benessere interiore caparbiamte perseguito e raggiunto.
    Ora, con l’arrivo della bella stagione, finalmente migro, ma questa volta, provo a fare a meno del computer, come in passato.
    Solo libri e motorino.
    Mi mancherà un po’ la simpatia di questo blog ma è una prova che devo fare.
    Ciao

    • un bel piano. bravo! in bocca al lupo e arrivederci. Attenzione solo, se posso permettermi, alla gradualità. Ignoro le tue esperienze di solitudine e di migrazione, ma occorre non essere radicali se si vuole fare davvero qualcosa. my opinion…

  28. Per le mie brame di downshifting l’ostacolo piu grosso è la CASA !
    A oggi sono in affito per e inficia nel mio bilancio mensile di 400e.
    Qui a RM è da dimenticarsi il comprare una casa con 50k. (anche i ruderi stanno sopra i 150k).
    Spostarsi è sicuramente l’idea migliore…
    Ad oggi credo che siano a buon mercato ancora Abruzzo (non tutto), Marche, provincia di Rieti, la Lunigiana (in aumento però!).
    Avete altre zone interessanti da suggerire??

  29. X Cece:

    vuoi dire che tra tanti miracoli il nostro Amato Premier (Santo Subito) tiene anche lucido tuo nonno di 89 anni a forza di incazzature?

  30. Hai ragione simone, ma partiamo dalle necessita’, cioe’, biologicamente parlando: mangiare,bere,dormire,espellere le scorie. Questo e’ il minimo, diciamo che abbiamo circa 60 anni da coprire (80-20). Se l’ultimo punto e’ gratis ci restano 65700 pasti (60*365*3) e 43800 (60*365*2) litri di acqua (tra poco a pagamento), arrotondo a 700mila euro. Sono 30 euro al giorno e ho trascurato il dormire. Sicuramente il coraggio serve, ma purtroppo se non si torna al baratto questi conti si devono fare.

    • io ne spendo 20 daniele. il che vuol dire che si può fare. almeno, io da due anni e mezzo ce la faccio. vedremo. però certo il tempo, questi due anni e mezzo ad esempio, li ho trascorsi meglio. vorrei essere chiaro: io la mattina mi sveglio e decido cosa fare. non DEVO andare da nessuna parte, non vado in ufficio, non vedo gente per forza, sto solo se voglio, incontro se voglio, invento, penso, scrivo, lavoro alla barca. Vorrei che provaste a immaginare questo, com’è, ma so che è impossibile. Non perché voi non sappiate immaginare…. no. Io non immaginavo che fosse così. E immaginavo tanto, ve lo assicuro. Ma non così. Non così…

  31. EXODUS, credo abbastanza che sia come dici tu, Sistema “troppo forte”, che “si spezza ma non si piega” , ora e’ un camaleonte, ora si finge morto, in realta’ e’ piu’ vivo che mai sta ragionando solo come correggere il tiro, nel mentre ti da’ ragione per gratificarti ma ha gia’ la soluzione per ri-fregarti ( la dico un po’ da uomo della strada , un italiano un po’ cosi) .Trova , purtroppo, terreno fertile, a mio avviso, nell’ignoranza ( ancora troppo diffusa ) e nella superficialita’ e conformismo delle persone . Hai preso ad esempio dei Grandissimi, imitarli puo’ essere pero’la strada…Tutto sommato sono ottimista … termino con una battuta presa in prestito dal calcio di questi giorni : “Mister (Simone/Leonardo) noi ci crediamo!” detta da un bianconero in pieno periodo di espiazione vale doppio. Ciao!

  32. E’ il silenzio che uccide. La rassegnazione e l’indifferenza. Se riusciamo almeno ad indignarci è già un passo avanti. Certo non la soluzione …

  33. Ciao a tutti,
    trovo che ci siamo spostati un po’ dal tema che Simone voleva sottolineare con il post relativo alla pubblicazione dell’articolo del cattolicissimo Avvenire sul downshifting e su Adesso Basta. Vedo che le elezioni imminenti si fanno largo nelle discussioni, con il dibattito voto/non voto, i precedenti post di Simone su esperienze in parlamento, il movimento 5 stelle promosso da Grillo, la lettera della Morante, etc… Secondo me facciamo bene a parlare anche di queste cose sul blog. A proposito permettetemi un piccolo contributo, poi torno al discorso sull’Avvenire.
    Mio nonno classe 1921, che è cresciuto nel ventennio e ha partecipato alla guerra, che tuttora vive da solo, guida tutti i giorni la sua UNO bianca e si legge regolarmente La Stampa, La Repubblica e, da quando ho abbonato mio padre, anche il Fatto Quotidiano, tutto ciò per descrivervi l’invidiabile lucidità di cui gode a quasi 90 anni… bene, mio nonno è molto, molto preoccupato per Mister B. Mi fa quasi ridere vederlo inveire contro il TG1, non appena lo vede sullo schermo o sente uno dei suoi cortigiani decantarne le lodi, da liberale democratico è diventato un estremista, lui che deve solo più godersi gli ultimi anni… Per carità i tempi sono cambiati dal fascismo, la gente è cambiata, la società è cambiata ma, come dice mio nonno, la concentrazione di potere nelle mani di B. è impressionante e fa paura, credo che la cronaca dei fatti della RAI e dell’AGCOM lo confermino.

    Comunque torniamo al pezzo dell’Avvenire che ho letto con attenzione. Come lascia intendere anche Simone tra le righe del post, non si tratta solo di un misunderstanding. Io la vedo così, i media del Sistema provano a far passare il downshifting come “un fenomeno – o in termini più telematici un costume” (cfr. Avvenire). Ecco il punto: descriviamolo come una una cosa buona, positiva, che potremmo avere pensato noi stessi del sistema, guardate il titolo “…Io scelgo la SEMPLICITA'”. Mi sembra che la strategia sia proprio quella di dire, se ne parliamo noi, diamo un po’ di spazio ad Adesso Basta, lo incorniciamo come un fenomeno marginale ma non preoccupante, riusciamo forse a contenerne l’impatto verso il grande pubblico. Se lo critichiamo, lo “proibiamo” tacciandolo di antidemocratico, anticapitalista, etc… rischiamo di amplificarne ancora di più l’onda d’urto… Che ne dite? Forse mi sbaglio….
    Un abbraccio
    Cece

  34. Secondo me il dato che dovrebbe far riflettere è questo, tratto da Repubblica (online, è di oggi): “allarme antidepressivi. In Italia si registra un forte aumento tendenziale del consumo di farmaci antidepressivi, che è salito del 310% (cioè più che triplicato) dal 2000 al 2008. Il boom degli psicofarmaci è forse l’unico dato che negli ultimi anni accomuna tutte le regioni d’Italia. Questa crescita esponenziale, si legge nel report, è attribuibile a diversi fattori: da un lato c’è l’aumento del disagio sociale, che rimane tuttavia ancora difficilmente quantificabile, dall’altro alcuni oggettivi elementi di cambiamento. “Nel nostro Paese è in atto una vera e propria epidemia di malattie mentali – spiega Walter Ricciardi – da una parte a causa dell’evoluzione velocissima della società globale, cui è difficile stare dietro, e alla quale si aggiunge l’attuale crisi economica con il crescente problema della disoccupazione. Assistiamo però anche una minore stigmatizzazione dei pazienti depressi e a un aumento della preparazione dei medici di fronte a questi disturbi. Oggi, infine – ha concluso – si hanno a disposizione medicinali con pochi effetti collaterali che si possono utilizzare più facilmente e che sono più graditi dai malati”. Questo è il dato. Chiediamoci perché sempre più persone sono a DISAGIO in questo sistema. E dopo aver dato le statistiche, non vogliamo anche fare qualcosa? Almeno rifletterci seriamente.

    • Ma soprattutto francesca…

      Se ti si rompe l’auto prendi una pillola? Cerchi un meccanico… provi ad aggiustarla. Qui lo schema è: la vita è rotta… prendo una pillola. Tutto, fuorché farsi delle domande… Ecco dove io smetto di occuparmi del sistema e punto l’attenzione (se non il dito… no il dito meglio di no) sull’individuo. Inutile prendersela col sistema quando noi come individui sbagliamo analisi sulla NOSTRA vita, sulle cause del disagio, sulla mancanza di libertà, equilibrio, armonia. Il sistema gode di questo certo, ma la colpa non è sua. LO ridico per la milionesima volta: il sistema propone, non impone. Siamo noi che per codardia, mancanza di coraggio, debolezza, fatica, lo accettiamo. Il sistema si può rifiutare. Basta volerlo e lavorarci su.

  35. Caro Simone,
    sono molto meno ottimista di te.
    Quando scrivi “c’è una classe sociale, culturale, psicologica del Paese che sta pensando di cambiare” a me viene un pò da sorridere. Sono, per come la vedo io, numeri ridottissimi, a fronte di milioni di consumatori provetti letteralmente lobotomizzati da anni di “lavaggio del cervello dolce”, dall’azione di quello che in un ottimo libro (che mi permetto di consigliarti, sempre se non lo hai letto) Raffaele Simone chiama “Mostro Mite”. [da cui l’omonimo volume]
    Sai che nella sola Cagliari ci sono state 3000 persone in fila per il casting del Grande Fratello? Potrei portarti anche i dati d’ascolto della stessa triste trasmissione, o quelli di Amici. Come si può essere ottimisti di fronte a questi dati? Che dire delle 30 mila persone incolonnate per l’apertura dell’ultimo centro comm.le vicino Roma?
    In questo paese la grande maggioranza della popolazione nel corso degli anni è stata letteralmente presa per mano ed accompagnata forzatamente (in modo subdolo, quindi ancor più violento) verso un certo tipo di cultura e valori, il cui assorbimento di fatto prescinde dall’intelligenza dei singoli. Inutile, dunque, anche stupirsi di leggere notizie come quella battuta da “La Repubblica” nel 2004, quando: “Alcune migliaia di persone in fila ai cancelli degli studi romani”, sempre per partecipare al casting del Grande Fratello.
    Il mio ottimismo, insomma, finisce per sbattere contro un muro fatto di dati desolanti. E se la cosa da un lato esalta le mie convinzioni e le mie personali scelte, dall’altro mi fa venire il magone per il futuro…

  36. Volevo soltanto ringraziare tutti voi per i tanti spunti di riflessione che vengono offerti qui, in questo blog.
    E’ bello ogni tanto arrivare in un posto dove si possa pensare, che si sia o meno d’accordo con gli altri… un posto dove è assolutamente consentito pensare!
    buona giornata a tutti

  37. riflessione corretta e profonda exodus!
    Io la condivido. E’ quello che simone ripete in fondo con costanza…. partiamo da noi! Certo che per chi come me e’ per cultura e lavoro abituato ad agire velocemente, ottenere risultati immediati, vivere sotto pressione lavorativa, sempre concentrato su budget e obiettivi…. e’ estremamente difficile cambiare cultura e accostarsi a questa strategia di lungo periodo…. ma e’ cio’ che in effetti funziona e va fatto. Per questo si tratta di una vera rivoluzione personale prima ancora che di fare rivoluzioni verso l’ esterno del nostro mondo.
    La prima cosa deve essere averne piena consapevolezza. E questo forum informatico serve molto anche a questo. Per tutti noi. Poi ognuno agira’ come meglio riesce e potra’ fare…
    saluti,
    mf

  38. Vorrei mettervi a parte di qualcosa che penso, tu Simone che hai frequentato certi ambienti, ne saprai più di me:

    io credo che esista davvero un sistema di potere molto ben organizzato ed efficiente, autoreferenziale, mediocre nella sua composizione (troppa gente in gamba è pericolosa), ma molto fedele al suo obiettivo; ogni membro darebbe un braccio per scalare, scalare, scalare, con un fanatismo più che religioso. Quando trovi una struttura così “motivata”, non scherzo, essa è invincibile. Riprendo dal tuo libro, con parole mie: “quella gente non può essere sconfitta perchè non ha dubbi”. Saranno pure imbecilli, ma imbecilli senza dubbi. Anzi, chi entra nella loro orbita per combatterli, spesso viene sedotto ed assorbito.

    OK, niente di nuovo credo. Però, la struttura di un potere che sa mantenersi nel tempo non è “statica”, rigida, vulnerabile. Al contrario, oggi più che mai è flessibile, dinamica, assorbe tutto, comprende tutto, ricicla tutto, si accorda con tutto. Muta, varia, cambia. Io sono certo che se esiste uno “scopo” del potere moderno, non è quello di “far votare” o “non far votare” le persone. Al contrario: lo scopo è quello di comandare sia che le persone vadano o non vadano a votare. Non ha importanza, varieranno le strategie, la comunicazione, l’obiettivo, cambierà anche il modo in cui noi conosciamo la realtà e il nostro stesso passato (i media…). Il potere percepirà il trend dell’opinione pubblica e lo accompagnerà, qualunque sia: “vuoi andare a votare? Ok, ti diamo noi per chi votare. Non ci vuoi andare? Ok, facciamo noi per te. Vuoi votare per il “nuovo”, ok, il nuovo fa presto a diventare vecchio”… E’ uguale.

    E’ da ingenui pensare che il “Potere” (un Parlamento, un Ministero, un apparato burocratico, un Trust economico, un Sindacato) non siano oggi tanto flessibili da rimanere a galla qualunque direzione prenda l’opinione pubblica. Certo, perderanno qualche pezzo, ma ci sono tanti pescecani in quell’ambiente che quando qualcuno ci lascia le penne e viene divorato dagli altri, al Potere fa solo un gran bene, lo ringiovanisce, gli da nuova forza ed energia.

    Ecco perchè questa lotta è perdente in partenza: ci si illude di avere di fronte un avversario che non reagirà con energie, motivazione, forza, determinazione molto superiori a quella che un opinione pubblica seppur indignata può sviluppare. Si pensa di avere di fronte un fantoccio che starà lì a prendere colpi, non un lottatore furbo ed elastico, dalle risorse illimitate, che ha già fatto fuori il periodo più florido della storia umana come antipasto.

    Mi fermo qui. Se ho detto stupidaggini correggetemi pure.

    C’è un modo di combattere diverso ed efficace (quello che ho descritto prima efficace non lo è di certo), assolutamente non violento, in termini militari almeno, ma passa da una trasformazione del pensiero delle persone, ed è un processo lunghissimo. Di certo non ne parlerò adesso. Però se pensate ad alcuni clamorosi esempi del passato, come Gandhi, Gesù Cristo e San Paolo, ma anche Nelson Mandela, vedrete che loro prima di “liberare” una Società, si sono prima “liberati” dentro loro. A quel punto, cambiare il mondo, è stato un incidente di percorso.

  39. ciao a tutti,

    ho seguito la discussione e ammetto di non essere attratto dalla parola downs… non riesco neanche a pronunciarla, ste’ parole inglesi! Però credo che dovrebbe essere un mutamento interiore, non sociale. Chi opera certe scelte è e rimarrà sempre MINORANZA. Se ci si aspetta di cambiare il mondo si sbaglia. Se ci si aspetta di coinvolgere gli altri nella nostra visione, non siamo diversi dal “Sistema”.

    Tuttavia, forse, si può vivere più sereni, e sì, più felici. Volare quando gli altri annaspano. Non prendersela perchè si è liberi e gli altri schiavi. Perchè si ha tempo di fare la siesta ascoltando Vivaldi (succede a me). Addirittura me ne posso fregare che vinca la destra o la sinistra; che il nostro amatissimo Premier (Santo Subito) sià rieletto o meno. Mi fermo, avrete capito. Non camperò tanti anni, voglio campare facendo ciò che mi piace. E lottare per cambiare la natura umana non mi piace, e sì, mi annoia anche. Non è il “Sistema” che rovina gli uomini. E’ la stessa “natura umana” il Sistema. O pensiamo di essere noi povere vittime incolpevoli, diverse e migliori?

    Eppoi, sadicamente, ci si può divertire facendo schiattare quelli che vorrebbero una società “omogenea e ordinata”. Toh, lo faccio apposta a passarti davanti mostrandoti che sei un represso impotente. La vita è breve mi devo pur divertire, toh fariseo, schiatta, o come godo! Saremo sempre minoranza ma “Quando tutti sono d’accordo con me ho la certezza di avere torto”, Oscar Wilde. Son convinto anch’io.

    Se poi, casualmente, si vive la propria vita e si perde, come Gesù o Socrate, ma quelle parole rimangono per millenni…

    Grazie per lo spazio, ciao, bello il blog.

    • Il dramma è che concordo in gran parte con silvia e con exodus, nonostante diciate cose anche diverse dalle mie. pensa come siamo messi… Insomma, anche io ho molta confusione in mente, ma non rinuncio exodus a verificare gli effetti collettivi e sociali delle mie scelte personali. vorrei che non fossero in contrasto, almeno. ciao!!

  40. da qualche tempo leggo e non intervengo, perchè sono piena di dubbi come mai in passato. non votare? mi sembra una bestemmia. io, donna, non dimentico le suffraggette, non posso non sapere che solo dal 1948, noi, esseri inferiori, abbiamo avuto accesso al voto., siamo state dichiarate degne di essere cittadine…come posso pensare di non votare????
    beh! non posso che concordare su tante cose scritte, su quanto sia il marcio in italia oggi, nella classe dirigente che dovrebbe essere di esempio ai cittadini.
    rifletto e rifletto ancora. ma non è proprio all’assenteismo elettorale che ci vogliono portare? io non credo che siano tutti uguali. tu simone dici non voglio stare con il meno peggio? e se non voti tu e tanti come te chi voterà? il popolo del grande fratello? l’audience del tg di fede? e come potremo avere interlocutori nel sistema per dare una possibilità al nuovo? piuttosto dai vita a un partito con idee e programmi e chiedi il voto, ma non votare non può che far crescere sempre più la malapianta… aventino docet…
    un caro saluto a tutti
    silvia

  41. Il tuo discorso sul non voto potrebbe valere in una democrazia normale. In italia non vale perchè c’è un regime in costruzione. Quindi chi è contro il regime deve andare a votare. Chi non vota è complice del regime. Chi ha il potere comanda. Se non ti piace chi è al potere devi votargli contro per cacciarlo. Se ad esempio fanno una dittatura perchè tu non hai votato contro, pensi che tu ti salvi la coscienza perchè non hai votato? gli aventiniann sono stati spazzati via da Mussolini; e la sanità, il diritto del lavoro, la libertà di manifestare ti interessano? e chi li può togliere? il governo, appunto. Se vanno avanti i progetti liberticidi del governo di B. di tappare la bocca anche ad internet, tu che fai poi, il bel marinaietto in barca che disquisisce di massimi sistemi tra un brunch e un lunch sailing?
    Per non mandare mafiosi in parlamento, devi votare gli antimafiosi.
    Nella situazione italiana, attuale, chi è contro berlusconi e lo schifo che stanno facendo e non vota è solo un radical chic.
    Ripeto: l’italia non è un paese normale.

    Che i giornali di cd sinitra non ti abbiano cagato, è normale: perchè la sinistra ha il mito del lavoro stakanoviano, perchè l’ozio è visto come un vizio borghese, perchè sei un ex manager, quindi della upper class.
    Solo la sinistra della autonomia operaia e lotta continua del 77 era per la liberazione dal lavoro per il tempo libero. Sicchè….

    • angelo, anche il tuo discorso sarebbe valido in un’altra condizione. Io ho lavorato per le aziende in Parlamento 9 anni, con governi diversi. Un ministro insospettabile aveva incaricato un funzionario di fargli da capo della segreteria. Quello (ti giuro, se ti dico il nome svieni…) in pochi mesi si compra la Porche e uno Swann di 18 metri. Vabeh, uno dice, chissà come fa… Non basta. In commissione finanze della camera avviene un piccolo casino, perché un deputato dell’opposizione stava lavorando per essere spostato dal demanio alle dogane, era infatti un funzionario dello stato. Il segretario in questione gli mette il bastone tra le ruote. Il deputato allora si incazza e gli fa un’interrogazione contro, piuttosto dura. Sai che succede? Che il capo dell’opposizione, che avrebbe dovuto appoggiare quel deputato contro il segretario del ministro, lo dimette in tronco dalla commissione finanze della camera. Io non riesco a vederci chiaro, quella mossa non mi torna. Vado da un vecchio parlamentare di tante battaglie e gli chiedo di spiegarmi. Lui mi risponde: “Ma non capisci? Il segretario non fa da collettore delle tangenti solo per il governo o per la colaizione di maggioranza. Lo fa anche per l’opposizione, che prende la sua parte”. Ecco, questo avveniva nel 1998, non cento anni fa, e neppure ieri. Ora tu dimmi, se vengono eletti quelli che tu voti, chiunque siano, per battere l’attuale governo, sei sicuro di quel voto? Non finirà che sei correo tu, invece, perché hai mandato tu al potere gente così? Noangelo, io con questo ordine di cose non c’entro. Il voto, oggi, non è un voto a qualcuno contro qualcun altro. Ma solo un voto al sistema, che si adegua e si organizza in base alle nuove percentuali. In questo momento c’è una crisi morale fortissima, e la classe politica non si divide più, se mai si è divisa, tra buoni e cattivi. E comunque tu, come me, non puoi sapere chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Non ne abbiamo gli strumenti, capisci? Non oggi. Non più… L’Italia è vero, non è un Paese normale. Non so quale Paese lo sia, oggi. Certo la sua anomalia non è (solo) Belusconi. Al contrario. E’ ben altro. Leggi quello che scrive Biacchessi, sulla nascita degli attuali equilibri di potere, sui soldi da cui è nato tutto, apparsi per caso. Forse dal Conto protezione, il famoso conto cifrato mai trovato, forse dalla famosa seconda lista della massoneria, lista mai indagata. C’erano dei giovani dentro, che ora sono cresciuti…

  42. Concordo con te, Simone, sul fatto del fare, agire.. Ti dico, nel mio piccolo come mi sto orientando gia’ da tempo : Automobile meno possibile ( e comunque Gpl) piedi e bici a manetta; avendo tre volte quello che ci serve realmente ho regalato una marea di roba, da vestiti (buoni ma terza quarta quinta scelta) a roba di arredamento ( di tutto di piu’) a persone che realmente avevano bisogno , acquisto l’ssenziale pur di buona qualita’, uso le cose finche’ qualcuno mi dice ” guarda che hai un buco nel gomito del maglione”,uso internet per conoscere realmente le notizie ( non certo la TV se non magari proprio Report o Presa diretta o la TV indipendente Current ( Vanguard) e via cosi’… Sui libri ho molta difficolta’, mi comprerei l’intera Libreria ma non posso ..Che ne pensi? Ciao!

    • marco:
      il problema della costruzione politica è serio, hai ragione. Ma vedi io il processo lo immagino, se mai fosse, in modo più rarefatto. Da troppo tempo nascono partiti prima di idee. Bisogna tornare al passato, quando nascevano idee, poi comportamenti, e solo allora forze politiche o rivoluzionarie (dio ce ne scampi) in grado di rappresentare il tutto. Il tutto, nella fattispecie, c’era già a quel punto, capisci? io per me voglio:
      1) cambiare 2) fare strada sul cambiamento e raccontarlo 3) provare a spremermi le meningi per far nascere in me un pensiero 4) comunicarlo. Punto. Non sono disposto a dare un contributo maggiore. Se qualcuno a quel punto ha mutato comportamenti e dunque è affine a delle idee, nascerà qualcosa di rappresentativo. Altrimenti no.

      ignazio:
      mi pare questo l’inizio. Accanto mettici sogno, progetto e realizzazione (ammesso che non sia già lavorare, cosa possibile) e il piano è completo. Se sei sobrio, se consumi poco, devi esercire la libertà dal denaro che quella sobrietà crea. Se non si traduce in libertà, tutto sommato, meglio spendere. Lavorare per poi non spendere lo trovo contraddittorio. Ma capisco che per te è un processo. Passo dopo passo. Bravo. ciao!

  43. Resta il fatto che oggi piu’ che mai la comunicazione e’ in mano al sistema e senza diffusa e corretta informazione non si potra’ sufficientemente diffondere l’idea e i principi del downshifting…. questo e’ un peccato! Perche’ io stesso ho maturato dentro me autonomamente molte delle convinzioni contenute in adesso basta ma solo leggendo il libro e tutta una serie di articoli e approfondimenti sulla rete, ho preso coscienza della reale opportunita’ che ognuno di noi puo’ costruire , magari adeguandola alla propria realta’.
    Questi farabbutti invece stravolgolo tutto, rileggendo i concetti dai loro punti di vista e alla fine di risucchiano nel sistema: si diventa la normale eccezione che conferma la regola, lo status quo. Certo che se i numeri crescono come dice simone , si crea veramente una forza d’urto…. e alla fine quanto meno si verra’ temuti e rispettati perche’ il movimento verra’ identificato come serbatoio di voti…. Ma di quale parte , di quale partito o movimento? Chi puo’ rappresentare chi adesso prova a porsi trasversalmente al sistema? Il mondo cattolico e’ conservatore, la sinistra in eterno ritardo….
    E allora fare downshifting non potra’ includere il concetto di associarsi a qualche corrente socio-politica di pensiero, ma al limite quello di correlarsi a chi gia0 lo ha fatto o a chi lo vorra’ fare in futuro…. facciamo prima gruppo tra di noi insomma e poi in base a quanti saremo arrivera’ anche chi ci appoggera’!
    mf

  44. Se, come dici, Simone, c’è veramente una classe sociale che sta pensando di cambiare, abbiamo motivo di saltare di gioia. Se poi cambierà davvero (io per primo), festa grande. Vedo con meno entusiasmo l’astensionismo francese, che pure è un sintomo di sacrosanta esasperazione. Dopo l’astensione, che si fa? Trovo giustissimo ripartire da se stessi, ma penso anche che “libertà è partecipazione”. Per questo vedo con favore il movimento di Grillo. Ch avrà anche i suoi limiti, come tutto ciò che esiste, ma opera, agisce, si espone. E poi per ogni Perotti ci vuole un Grillo, secondo me. Il quadro non sarebbe completo. Senza generalizzazioni, vi vedo come declinazioni dello stesso impulso a cambiare per il meglio.

    • questo è vero. la prospettiva grillo e la mia sono complementari. vanno nella stessa direzione, credo, ma con diverse strategie. E’ giusto quel che dici. Non condivido del tutto invece la questione del voto. Non votare è partecipare attivamente tanto quanto farlo. Il mio non voto va in statistica, ed è significativo. Pensa cosa accadrebbe se lasciassimo soli gli attori nel teatro vuoto, senza pubblico. Inizierebbero a recitare, direbbero qualche battuta, poi guarderebbero in sala, increduli, e correrebbero fuori, rincorrendo il pubblico divenuto ormai protagonista. Loro non possono essere battuti sul terreno della politica. Sono una classe dirigente e politica mediocre, come quella dei manager, peggio ancora di loro, e devono rendersi conto che non c’è soluzione negoziale. Stare in un’azienda, come votare, vuol dire avallare il sistema del denaro malato, dello sfruttamento, così come della clientela e del potere corrotto. Io vorrei dare, per parte mia, io, partendo da me, il messaggio che non si può più stare a queste regole, con questi signori, che va cambiata leadership, che per farmi votare devono sforzarsi un poco, convincermi, altrimenti la storia del “meglio il meno peggio” non la bevo più. Pensa se tanti mandassero questo messaggio… “A monte le elezioni. Il Paese si ribella e dice no. Tutto da rifare”. Ma hai visto Report ieri sera??? No, dico…

  45. Ciao Simone, ieri a Torino c’e’ stoto Beppe Grillo, per me un grande, che ne pensi? Il movimento 5 stelle puo’ ( deve) essere la strada?

    • Guarda ignazio, ne penso che è un bene che si prenda coscienza, che ci si opponga, e sono contento che ci sia nel nostro panorama uno come grillo. Bilancia. Però non amo chi urla, non amo chi si consorzia in movimenti, non amo chi sembra arrogante e violento. Mi pare più utile prendere e fare, direttamente, in prima persona, subito. Io credo in un tipo di cambiamento che non passa per la politica, ma la orienta ex post, cioé la costringe a saguire, cambiare, rincorrere. Con la politica, oggi, qui, questa politica, non si può discutere o negoziare. Neppure fare la voce grossa come fa Grillo. IL suo contributo più importante mi pare il ritorno al sentimento dell’indignazione, che lui convoglia nell’urlo manifestante mentre io nell’azione. Ma azione mia, senza scuse, personale e diretta. Se poi tanti fanno lo stesso meglio, forse, e comunque io lo faccio. Agire e poi dunque testimoniare, questo mi pare il programma più eversivo. Andare a sentire grillo, essere d’accordo, e poi non fare, non agire, non cambiare, mi pare sterile e dannoso. Sterile perché non produce. Dannoso perché dà l’idea di produrre cambiamento, assolve all’esigenza che sta dietro al cambiamento, ma non alla realtà del cambiare. Così si va a casa con la sensazione di stare cambiando il mondo, ma il mondo non cambia. Scusa, forse è un po’ confuso, ma ti rispondo spontaneamente. ciao!

  46. Dà da pensare, caro Simone. Il sistema che tu critichi si dimostra ancora una volta proteiforme, un gigantesco globulo bianco. La capacità di assorbire e dissolvere ogni elemento esterno è la sua forza. Normalizza,banalizza e alla fine neutralizza. Il tuo libro, nelle mani dei signori dei media, si trasforma in un bignamino, una pillola facilmente ingeribile o al limite una curiosità. La sua enorme potenza eversiva rischia di perdersi e di fatto, temo che sia inevitabile, nel tritarifiuti mediatico. Uno che l’aveva capito era J.D. Salinger. Da grande estimatore del tuo libro, mi permetto di esprimere una certa perplessità nel vederti (probabilmente) usato non per criticare, ma per dare nuova linfa allo status quo.
    Il Che si rivolta sulle t-shirt.

    PS. Sarò onorato, se vorrai, di ricevere una tua visita sul mio blog.
    Ciao

    • avete tutti ragione, dite cose corrette, parlate di rischi reali. Nulla da dire. Ma io ho ricevuto 34000 email di gente che la pensa diversamente da questa ipotesi di indifferenza e strapotere. Intendo dire che VERAMENTE c’è una classe sociale, culturale, psicologica del Paese che sta pensando di cambiare. Io non sarei così sereno se fossi nel Sistema. Almeno questo penso, spero, vorrei. Dopodiché sono perfettamente in linea sul fatto che stiamo parlando di uno schema granitico, che non si scalfisce facilmente. Ma i segnali sono forti. Almeno così a me pare. Visto l’assenteismo alle elezioni francesi?

  47. Forse la tua è solo vista come una scelta estrema, dall’impatto parziale sul grande pubblico, ergo dal seguito indotto modesto. Sarà questo il motivo che potrebbe affiancarsi alla sottovalutazione?
    E poi, se mi permetti, c’è un altro fatto fondamentale: il Sistema (lo scrivo con la S maiuscola) è forte come mai lo è stato; forte soprattutto grazie all’impatto e alla diffusione capillare dei media (TV in primis) attraverso i quali passa il suo mefitico messaggio consumista. In poche parole, forse le voci di dissenso come la tua non solo non previste, ma “gli fanno un baffo”. Perdona la franchezza, ma spero l’apprezzerai.

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