Mani…

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37 thoughts on “Mani…

  1. Pingback: gusto pizza

  2. Pienamente daccordo, anche perche’ l’economia ormai non e’ piu’ equilibrata, con i pochi che hanno tantissimo ed i molti che hanno poco o nulla.
    Chissa’ perche’ per far ‘girare l’economia’ veniamo sempre e solo chiamati in causa come consumatori, quando siamo noi dall’altra parte, ovvero quando arriva il momento del dare da parte di altri (leggi: Aziende o datori di lavoro in genere), l’economia di colpo frena.
    La crisi, i costi dei contributi, ecc. ecc. … allora perche’ non facciamo anche che per far girare l’economia si inizi a pagare decentemente chi lavora, e si metta in condizione di lavorare chi un lavoro l’ha perso o non ce l’ha.
    E che non mi vengano a raccontare che se qualcuno finalmente capisce come gira il mondo, e si riappropria del suo tempo (sacrosanto!!) poi l’economia non girerebbe se tutti facessero cosi: l’economia gira gia’ da tempo a scapito dei molti per il vantaggio dei pochi, e se chi sta attuando il suo DS riesce a togliersi da questi ingranaggi malati di sistema, ben venga !!
    10, 1000, 1000000 di DS a tutti voi !!

  3. Ma dai…posso capire chi ne fa una questione di mancanza di soldi, ma chiedersi che fine farà l’economia se tutti facessero downshifting mi sembra la più pretestuosa delle scuse.

    • Attilio ma è così. “se tutti facessero come te…!” è la frase ricorrente dei genitori, dei nonni, dell’ordine costituito. Ed è la più assurda, anche perché mai nella storia una società ha fatto tutta insieme la stessa cosa. E’ un paradosso. Quando qualcuno cerca tra i paradossi un motivo per darci torto, vuole dire che abbiamo ragione. Ma questo fa paura, terrorizza. Che questa prospettiva di responsabilità individuale, di libertà, di scelta, di autonomia possa essere vera è la più terribile delle verità per chi ha paura di scegliere. E’ l’evaso dal carcere, se ci pensi, che dice a tutti quelli rimasti dentro: “si può fare, evadete anche voi”. E la popolazione dei carcerati a quel punto è nei guai: o prova a fuggire (se uno l’ha fatto, vuole dire che si può) oppure deve ammettere tristemente che non desidera così tanto la libertà da tentare, dunque che non è reclusa ma SI E’ reclusa. Questo esempio è forte, me ne rendo conto, anche lui paradossale, ma è per spiegare cosa intendo. un saluto!

  4. per Bruno.
    ciao Bruno scusa se ti scrivo solo ora. Scusate tutti se occupiamo il blog per questioni piú personali/private. Eccoti la mia mail pubblica: mario.danimarca@gmail.com
    Sentiamoci.
    Saluti
    mariodanese

  5. #Elisa – Marco:

    è una vita che sento frasi del tipo: “se tutti facessero come te l’economia, la politica, il mondo, tutto finirebbe a gambe all’aria”.

    Beh, sapete, se il mondo dipende dalle mie azioni, se è così fragile, se è così impotente da non poter resistere alle singole azioni di una persona, per quanto influente, il mondo non vale poi molto.

    Tuttavia io sono convinto che sono chiacchiere, la verità è l’esatto contrario: il mondo se ne frega delle mie azioni, se la sdraio la compro o la costruisco, se il pane lo faccio in casa o lo compro, se guardo o no la TV, etc… Credo invece che ci siano persone a cui i comportamenti “diversi da…” diano fastidio. Escono fuori dai loro schemi, sono irritanti, non concepibili. Ma è un problema di chi si irrita, non di chi va avanti per la sua strada. Si può decidere di parlare o no parlare della propria vita, ma che importanza ha, se uno non vuole non ascolta.

    A proposito, mi piacerebbe che si rispondesse a queste domande più serie: cosa succederebbe se (ad esempio)…
    le banche fossero oneste, i politici fossero onesti, gli Stati interi fossero onesti, il lavoro non fosse un lusso, i soldati non fossero in Afganistan, magari sostituiti dai medici, i farmaci servissero per “guarire” e non per “curare” (una cura si protrae per sempre, la guarigione ferma il business), etc… Se tutti facessero così… ma no, è più grave costruirsi la sdraio da soli.

    Mio nonno ha fatto downs… molto presto: è diventato sordo e non udendo più scempiaggini faceva solo quello che gli piaceva.

  6. gent sig perotti sono Elisa
    fare le fotocopie era naturalmente una provocazione per dire che se ognuno si fa da solo quello che fabbricano gli altri nessuno lavorerebbe piu’
    che certe cose non si dicono da una barca a vela vuol dire che lei parla da privilegiato e certe persone mi creda non hanno il tempo per respirare non per loro scelta
    fare una cosa senza dirla si riferiva al suo downshifting che ha reso pubblico e ne ha fatto un sistema di guadagno(da qui la scaltrezza)moltissime persone lo hanno fatto senza dirlo,inoltre e’ difficile e non solo a me non trovare in tutto quello che dice un certo snobismo

    • Gentile Elisa, fare le fotocopie non è farsi da soli qualcosa. Scrivere un proprio libro sì. Io ho spesso pensato che scrivo romanzi per scrivere da me le storie che vorrei leggere. Questo è farsi da soli le cose. Non capisco da cosa suppone che io sia un privilegiato. Le pare che un privilegiato lavi barche per guadagnare i soldi che gli servono, o spacchi legna per riscaldarsi (lei che privilegiata, deduco, non è, quanto spende di riscaldamento all’anno?), oppure non abbia la pensione (lei l’avrà?) o ristrutturi da sé una casa di 50 mila euro di valore (la sua quanto vale, oppure quanto spende di affitto?), o si costruisca da sé mobili e ogni altro oggetto possibile, o viva con 700 euro al mese perché se spendesse di più non potrebbe andare avanti? E, mi scusi, perché se un falegname vende i suoi mobili va bene e se io vendo i miei libri no?! E il mio perché sarebbe snobismo (a parte forse che fa arrabbiare alcuni il fatto che io dica chiaro quel che penso, sono e faccio)? Nelle sue parole (me lo conceda, lei mi dà dello snob e io ho diritto a dirle la mia) vedo la solita lamentela di chi non ha coraggio di fare e giudica (male) chi fa. La solita italietta conservatrice, lamentosa, inattiva, pavida. Non dico che lei sia queste cose, ma ciò che dice richiama alla cultura ben nota fatta di queste cose. In ogni caso, come sempre, ognuno pensi quel che crede, è giusto così. Oggi però è lunedì, io sono qui a godere della vita. E questo mi sembra giustissimo. Buona settimana!

  7. egr sig Perotti mi chiamo Elisa,le premetto che ho letto il suo libro che ho trovato molto ben scritto e molto interessante e ho letto anche attentamente a chi e’ rivolto ma mi permetta una critica:mio papa’ ha fatto il falegname tutta la vita,dalla campagna dove e’ venuto e’ riuscito ad avere un capannone artigianale a milano,ha dato lavoro a 2 dipendenti,a una segretaria e al corriere che trasportava i mobili,ogni nuova commissione era una gioia e lo sarebbe stata anche la sua sdraio,lei sarebbe stato un nuovo cliente,avrebbe fatto 2 chiacchere e magari un giorno si sarebbe fatto fare un armadio o un tavolo.Se tutti si comportassero come lei dove finira’ l’economia?inoltre mi creda in questo momento di grave difficolta’la gente intuisce la sua scaltrezza nell’avere trovato un filone redditizio da esperto quale e,ma le cose non si dicono da una barca a vela’.A proposito anche mio papa’ ha fatto downshifting come lo chiama lei,e’ andato a vivere il liguria e si gode il suo giardino e il mare e una pensione di 1000 euro ma non lo ha detto a nessuno,ricordo infatti che diceva”i veri signori non dicono mai quello che fanno”
    Mi hanno chiesto pareri sul suo libro e anziche’ farlo comprere passero’ qualche ora a fare le fotocopie

    • Cara elisa, grazie di avermi scritto. Suo padre faceva un gran bel lavoro. Lavorare il legno è bellissimo, anche per chi, come me, è un assoluto dilettante. Perché tuttavia mi critica nella mia passione di farmi da solo alcuni oggetti? Con una persona interessante come immagino sia suo padre avremmo potuto farci due chiacchiere anche senza essere suo cliente. A me piace costruirmi le cose da solo, non comprendo bene perché lei mi debba criticare in questo. Se più gente si comportasse così credo che l’economia subrebbe un certo cambiamento, cosa che, visto come va oggi l’economia, potrebbe essere un grande vantaggio. Le pare che così vada bene? Del resto io non entro nei costi che deve sostenere un falegname. Certo è che quando ho chiesto dei preventivi mi hanno fatto venire un mezzo infarto e io invece mi sono molto divertito a fare da me (peggio di come avrebbero fatto loro) a una decimo, un dodicesimo del costo. Lei cosa ci trova di male in questo?
      Non comprendo bene cosa intende per “scaltrezza”. E’ scaltrezza quella di suo padre che sa fare una cosa e la vende? E la mia che so scrivere e vendo i miei libri perché dovrebbe essere diversa? Cosa vuole dire “òe cose non si dicono da una barca a vela”. E da dove si dicono, invece, con maggiore dignità? Io sulle barche a vela ci lavoro Elisa, cioé mi assumo delle responsabilità, ci fatico, e ne godo per la bellezza del mare. Qualcosa in contrario? Cosa, esattamente? E poi perché dovrebbe essere meglio fare una cosa senza dirla? L’intera letteratura mondiale, la scienza, la filosofia non sarebbero mai esistite seguendo il suo parametro… Sappio infine che per me lei può fare tutte le fotocopie che desidera, però se qualcuno non ha i soldi per un libro può andare in biblioteca. Il che gli evita (ed evita a lei) di dover commettere un reato contro il diritto d’autore facendo le fotocopie. Io campo del mio lavoro di scrittore. Spero che anche su questo lei non abbia obiezioni. Un cordiale saluto!

  8. gent sig Perotti ho visto il suo filmato sulla sdraio,credo proprio non abbia ragione se tutti facessero come lei tutta l’economia si blocchera’,poteva andare da uno dei pochi falegnami artigiani rimasti,fargli costruire una bella sdraio unica e solo per lei e dargli qualche soldino che poi avrebbe speso magari dal contadino vicino di casa per farsi una bella insalata ecc.tutti gli economisti seri dicono che il denaro deve girare,certo in maniera consapevole,ma girare.inoltre non crede sia un po’ snob dedicare 2 giorni alla costruzione di una sdraio con poco rispetto di chi vOrrebbe poterlo fare ma deve lavorare veramente.marco

  9. …e se anzichè parlare di “istruzione” parlassimo di “curiosità attiva”?
    Modi, luoghi e tecnologie per informarsi e imparare sono alla portata di tutti, (anche gratis, vedi biblioteca) senza bisogno che sia l’istituto formativo statale (o privato che sia) a rimpinzarci la mente di nozioni che il più delle volte non siamo noi a scegliere.
    E poi – ma ora parlo davvero personalmente – sto imparando il valore e l’importanza dell’esperienza vissuta sulla pelle, piuttosto che di infinità di parole che non lasciano tracce emotive.
    Buon we! (per chi ancora lavora!) ^_^

  10. #Patrizia:

    (vado fuori post, ma offre una bella sponda!)

    penso che per il downs… dovremmo coltivare l’atteggiamento esattamente contrario: ovvero vivere la nostra vita senza pensare “a come il Paese è governato”. Se è governato bene tanto meglio, ma se è governato male e quello diventa un limite, allora sarà in ogni caso impossibile cercare una pienezza nostra di vita. Se si parte facendo dipendere la nostra vita/scelte da come si comportano gli altri (governanti, etc…), tanto vale gettare subito la spugna.

    Anzi, io sono convinto che il modo per far crollare un sistema è “ignorarlo”, vivere “come se” non ci fosse. Questo perchè non è vero (sono convinto) che l’indifferenza genera dittature, oligogarchie, etc… In realtà, storicamente, il “Potere” si consolida solo se c’è il “consenso”. Dagli antichi Egizi, fino al fascismo/nazismo, se non c’è un forte consenso popolare quelle strutture non rimangono in piedi. Vengono spazzate via rapidamente da altri predatori. Credo sia il caso dei primi barbari che conquistarono Roma. Presero il potere, ma senza un reale entusiasmo popolare venivano in continuazione destituiti da altri barbari.

    Questo solo per dire di non temere l’indifferenza, ma piuttosto l’entusiasmo popolare (che quello sì genera mostri). Credo infatti che il Cristianesimo delle origini fosse inviso al potere per tal motivo: persone sottomesse al potere, ma indifferenti ad esso, con il cuore rivolto verso Dio, per niente affidabili quando si fosse trattato di difendere il potere “corrente” contro i tentativi di altri nuovi Potentati. Non avrebbero difeso gli interessi “nazionali”, ma si sarebbero sottomessi al nuovo potere, semplicemente. Se questa nuova religione si fosse diffusa, nessuno sarebbe più morto, avrebbe lottato, per garantire ai ricchi i loro privilegi (“difesa dello Stato”). Il Potere sarebbe andato in frantumi non una ma mille volte senza gente che “credesse” in esso. Zac, combattiamo l’eresia Cristiana. Pericolosa perchè indifferente.

    Per l’istruzione… Cos’è istruzione… Una laurea, parlare lingue estere, essere informati, leggere i giornali, seguire la radio? E saper riparare un rubinetto? Tinteggiare una parete? Fare il pane? Conoscere il proprio corpo?

    Istruzione non è forse rifuggire da tutte le informazioni inutili, così da non perdere la vita in sciocchezze? Ho una laurea in Economia, la maggior parte delle cose che ho imparato sono sciocchezze inapplicabili. E’ istruzione? Serve?

    Coltivare la propria fede religiosa è istruzione? A me serve sicuramente a vivere più felice, a vedere la vita con ogni diversi, ma è istruzione? La storia della Torre di Babele mi ha aperto gli occhi sul mondo, ma è istruzione? Forse si preferirebbe che il proprio figlio sapesse tutto delle procedure elettorali, del proporzionale, del maggioritario, della doppia Camera, degli scaglioni IRPEF…

    Citando me stesso: “la libertà si stronca con l’istruzione” (omologazione).

    “La sofferenza, le ingiustizie, le guerre, la crisi, la disoccupazione”… non saranno mai abbattute. Però si può cambiare il nostro modo di reagire ad esse, essere felici anche in mezzo alla bufera della vita.

    Ciao!

  11. per Mario
    se mi dai un tuo indirizzo mail ti faccio avere qualche foto e alcune indicazioni, giusto per non monopolizzare questo blog
    buona giornata

  12. P.S.
    Scusate se il mio precedente messaggio non è esattamente in tema con la manualità, ma Simone non ha ancora creato una sezione dedicata alla cultura/istruzione.

  13. Ciao Simone,
    tra i tanti argomenti importanti che hai toccato (fondamentali quelli del consumismo e dell’equilibrio interiore), non ne hai inclusi un paio, spinosi ma incontestabili:
    1)la vita di tutti noi è fortemente condizionata da come il nostro paese è governato;
    2)per cambiare le cose, per aumentare il benessere delle persone, abbattendo la sofferenza, le ingiustizie, le guerre, la crisi, la disoccupazione…
    per estendere a tutti la possibilità di fare quel downshifting che tu stesso ammetti essere, al momento, privilegio dei pochi che hanno accantonato adeguati risparmi, l’unica leva è l’istruzione.

    Citando De Amicis: “La povertà si combatte con l’istruzione”.

  14. Ciao Bruno…mi interessa tantissimo vedere delle foto e anche sapere come l´hai costruito. Anch´io faccio molto da solo e nella mia campagna danese ci starebbe bene un forno come il tuo. Dai, fammi sapere.
    Mariodanese

  15. beh l’argomento è troppo stimolante….e allora voglio condividere con voi la mia opera mai tentata in precedenza. ho costruito tutto (a parte la cupola in refrattario) da solo e da zero, un forno a legna nel quale cuociamo fantastiche pizza, pane, arrosti verdure…..veramente una grossa soddisfazione aver visto nascere, crescere e completare l’opera (non ho un blog però se interessa posso fare qualche foto), assaporare il gusto di quello che cuociamo. oltre all’entusiasmo dei miei figli nel vedere la magia del fuoco. i due più grandi hanno anche imparato ad infornare. veramente splendide sensazioni e soddisfazioni. un saluto a tutti

  16. Caterina, grazie per le belle parole. Tra i tanti timori c’è anche quello di morire, d’amore. Per mia figlia, per il mare, per le cose semplici, per l’amicizia vera…tutte mancanze, alla cui assenza non ci si abitua mai..come a questa maledetta nebbia! (certo che si diventa noiosi, con la vecchiaia…scusate…)

  17. è vero! funziona! E forse ha proprio ragione Caterina, l’amore è il motore! io faccio il pane, il burro, il formaggio, l’insalata la coltivo nelle lattine d’alluminio, i pomodori sul mio piccolo terrazzo, le uova il latte fresco e altre verdure dai vicini contadini, a Km zero, e da brava romagnola avrei già fatto fallire il Sig. Rana per quanto riguarda la pasta fatta in casa… il tempo si trova, basta organizzarsi un pò! Come cantava Caparezza, sono fuori dal tunnel… da quello del centro commerciale! E’ un piacere non dover dipendere da loro! E’ più sano, più buono, più ecologico, più soddisfacente. Potersi dire “questo l’ho fatto io, e mò me lo mangio” è fantastico! Provate! (diventa buono per principio!)
    W le mani!

    • brava dona! Gloria, concordo pienamente. Fra un po’ metto le trote nel ruscello e me le pesco. Animalisti non me ne vogliate, io mangio un mucchio di pesce…

  18. Ho trovato casa. E’ in montagna (visto che mi trasferirò lì) e l’ho scelta perché il padrone di casa mi ha detto “dietro qui, se vuoi, puoi farti l’orto”
    Piano piano la mia vita prende una forma che mi piace 🙂
    Buona vita a tutti

  19. Ma nella mia famiglia mio padre ha sempre fatto così. E io ho imparato. Si fa così per risparmiare, ma anche per divertirsi. E nessuno farà bene una cosa, come quando la si fa direttamente. E’ una questione di tempi e voglia: bisogna averli entrambi.
    Simone e voi tutti che avete la possibilità di avere un campetto vicinioro: fate un altro passaggio fondamentale: fatevi un orticello con accanto un pollaio. Avrete tutta la verdura e uova e qualche frutto che vorrete. Il vero mangiare biologico! il vero autoconsumo a filiera corta dinamica.

    • io ce l’ho l’orto!!! e quest’anno sta producendo egregiamente! e se ce l’ho io ce lo possono avere davvero tutti… sono l’antitesi della cultura contadina, però la roba cresce da sola! fantastico…

  20. x Luigi:
    parole struggenti, che comunicano egregiamente il tuo senso di frustrazione.
    Parole così possono essere solo il frutto di un animo nobile.
    Parti da questo. E cerca di rasserenare il tuo cuore. Le mani lavoreranno di conseguenza.
    Le cose che faccio in cucina, o a maglia, senza che nessuno mi abbia mai insegnato alcunchè, sorprendono le persone che mi conoscono perchè sembrano il frutto di mani esperte. Niente affatto. è solo l’amore, la passione che ci metto, l’interesse… a far venire tutto bene senza alcuno sforzo. Di amore dentro tu sembri averne tanto. Credo che quando sarà incanalato nella direzione giusta, le tue “mani” faranno meraviglie e tutto sarà bellissimo.
    Coraggio!

  21. Ammetto di essere stato sempre una persona di poca manualità.

    Mi hai ricordato quando mi sono costruito da solo un Ciak, sì proprio un Ciak, di quelli che si usano per girare le scene dei film. All’epoca giravo cortometraggi per passione con alcune persone.

    Costruirmi quel Ciak è stata un’esperienza unica, divertente, che mi ha dato tanta soddisfazione.

    Voglio riprendermi questi piaceri.

    In sostanza approvo, la Manualità è importantissima.

    Ciao Simone

  22. Ciao Simone,
    vero, tutto vero fino all’ ultima parola!
    Dimostrazione pratica? Una settimana fa chiesi un preventivo per far dipingere la saracinesca del garage, in condizioni ormai pessime!Premetto che ho sempre avuto un’ enorme difficoltà con tutto ciò che riguarda la manualità, zero, praticamente il nulla, faccio seriamente fatica a distinguere un pennello o un cacciavite da un bastoncino Findus!
    300 euro, questo il costo, per due giorni di lavoro. Naturalmente, inutile dirVi che questi 300 Euro non li ho, o meglio, li avrei, ma avendo fatto una precisa scelta di vita, questi 300 euro mi servono per vivere almeno 2 settimane.
    Morale della favola? Con 63 Euro ho comprato un pennello, carta vetrata per raschiare un pò la superficie, antiruggine, 2 kg di pittura grigia, credo bastino!
    Forse non impiegherò due giorni, ma non importa, di tempo a disposizione ne ho a volontà.
    Risultato? Vi farò sapere, inizio domattina!
    Buon ds a tutti!!

  23. secondo me però quelle ruotine che hai messo sotto le gambe anteriori ti abbandonano alla terza siesta…

  24. C’è qualcosa che non gira…le mie mani sono bloccate, la mia testa invece gira vorticosamente dietro all’idea di una libertà irraggiungibile…vivere in una terra che non è mia, clima insopportabile, lavoro e basta…poi il senso di responsabilità prende il sopravvento…una figlia di 7 anni che vive con la mamma lontana 1000km…come riuscire a mantenerla senza pagare il prezzo dell’infelicità…ma come vivere felici lontani da lei?….un vero casino….mentre le mie mani si bloccano persino davanti ad una mensola da fissare al muro, o un parete da imbiancare, convinte di non essere capaci di farlo. Una metafora di me stesso?

    • sì una metafora luigi. riprendere dalle piccole cose, fare passo passo, ricostruire manualità e concretezza. un problema alla volta. tutto si risolve se ci si lavora sopra. con gioia, con calma. dentro, soprattutto.

  25. Aggiungo che questo meraviglioso terrazzo mi è stato “venduto” insieme all’appartamento da una giovane coppia, la quale a sua volta l’aveva avuta da un vecchio signore. Ho pagato solo l’appartamento, ma ad una condizione: che continuasssi a far vivere il terrazzo, a curare le piante e la vita in quel paradiso. Questa era la condizione posta dal vecchio signore alla giovane coppia, che ha mantenuto la promessa ed ha rivenduto l’appartamento dopo altri 5 anni, senza voler guadagnare sul prezioso terrazzo…come se il terrazzo non esistesse, sebbene fosse ufficialmente su tutte le carte. E la giovane coppia non ha avuto dubbi: appena arrivai nell’appartamento e salii al secondo piano, ebbi un colpo al cuore, credo che i miei occhi urlassero di gioia senza proferire parola. Loro compresero, io non riuscii quasi più a parlare. Era luglio di 4 annio fa, si vedevano tutte le montagne illuminate dal sole, erano le 6 di sera. Mi offirono un bicchiere di vino bianco…e iniziò l’avventura della mia oasi

  26. Manualità…io ho imparato a cucire, l’ho già detto. Faccio vestiti, adesso mi sto cucendo il mio primo paio di pantaloni. Faccio gli orli, accorcio, stringo, allungo. Poi mi dedico alle mie piante, ho un terrazzo molto grande di circa 70 mq, una fortuna a Milano, ma è la mia oasi di vita, non è uno di quei terrazzi chic e minimal: è pieno di piante, di esperimenti, di piante naturali bellissime cresciute da sole. Poi le sdraio, di quelle recuperate dall’immondizia: ho recuperato la parte di legno e ho ricucito la stoffa. Ogni mattina io mi alzo e corro a vedere le piante, ogni giorno hanno bisogno delle mie mani, per spostare un ramo,l togliere un fiore secco. Adesso sono pieno di tulipani viola e bianchi e narcici. dentro i vasi grandi ho anche seminato il lattughino… Si lo so che Milano è inquinata, ma me ne frego.

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