Prego!

«Misure inevitabili, si è speso troppo» 			 Fantastico. Il Berlusconi è davvero un genio. Lo stesso uomo che fece fare lo spot con il “Grazie!” (ve lo ricordate? C’era un uomo che incrociava passanti che lo ringraziavano per aver acquistato qualcosa, sostenendo così l’economia italiana. “Comprate! Con fiducia!”) ora ci dice che abbiamo speso troppo, abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità e dobbiamo spendere meno. Meraviglioso.

Ahimé ha ragione, come allora aveva torto. Vado sostenendo da tempo che dobbiamo vivere in modo più sobrio, per essere liberi, per dedicarci con calma a quello che vogliamo essere, riducendo il tempo del lavoro a favore delle cose che per ognuno contano maggiormente. Liberi dal consumismo, liberi dai simboli, in grado di vivere immobili, se serve, in silenzio, di nulla. Almeno capaci di farlo, che sarebbe già molto. Ora invece scopriamo che spendere meno è diventata un’esigenza del Sistema Paese. Come cambiano le cose nella vita…

Cambiano anche i miti. Così come, da qualche tempo, è alla moda, è un progressista, chi fa la raccolta differenziata, mangia sano, fa sport, non inquina inutilmente, così da oggi sarà trendy chi spende poco, chi in questo modo dimostrerà di voler aiutare il Paese. O per amore o per senso dello Stato, dunque.

Il problema è che ancora una volta si parla solo di denaro, e non di cose da fare, cose da essere. Spendete tanto! Spendete poco! Manca, tra poco, che ci esortino a spendere medio, poi ci avranno invitato a far tutto. Nessuno, naturalmente, invita a fermarsi, rallentare, riprendere fiato, tempo, ragionare sul nostro equilibrio, su come rafforzarci, come raggiungere un po’ di armonia con noi stessi, col mondo, con gli altri. Nel far questo saremmo presissimi, concentrati, indaffarati. Non avremmo tempo di fare shopping compulsivo… Altro che “Grazie!”.

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14 thoughts on “Prego!

  1. Oggi Simone ho comprato il tuo libro “Adesso basta” e sono rimasta subito affascinata dal libro perché è proprio quello che sto facendo da pochi mesi, un mese fa mi sono licenziata, e alla faccia di tutti quelli che mi hanno dato della pazza dicendomi che non troverò lavoro perché c’è crisi, mi sto riprendendo la vita che avevo lasciato andare per lavorare in uno dei più grossi outlet d’Italia come commessa. Vivevo sempre li, tutte le feste, tutti i giorni… Ora sto piano piano ricominciando a vivere, mi faccio qualche colloquio per cercare un nuovo lavoro umile, magari che si avvicini di più alle mie attitudini (che avevo dimenticato) e che mi lasci tempo per la mia vita…che non ritorna più indietro!
    Poi ho notato entrando nel sito che sei un sostenitore de “Il fatto quotidiano”, beh che dire….complimenti!!! Io mi trovo in accordo al massimo, sia sullo stile di vita che richiami, sia per l’idea polica….almeno per quel che mi sembra di aver capito ad ora.
    Complimenti!!!
    E cmq dico a tutti che se si vuole, con tanta difficoltà oggi, ma si può fare una vita diversa, una vita più SOBRIA proprio come dice Simone e come dico io da tempo a tanti conoscenti, perchè fateci caso…lo stress, la frenesia vi porta a comprare comprare tante cose, inutili e inutilizzate…provate a prendervi del tempo (del vero tempo) solo per voi, con chi amate, non sentirete più quel bisogno frenetico di tutto…. si può vivere in altro modo, basta volerlo….anche se difficile!!!
    Un saluto.

  2. Eppure io ho come l’impressione che pure con uno stile di vita sobrio… proprio non ce la si fa!!!!

  3. E’ ovvio che uno Stato che ha bisogno di servi, basi tutto il suo essere sul farci spendere denaro per poi tenerci ‘al giogo’ nei posti di lavoro … ma la cosa piu’ grave e’ che pochissimi, quasi nessuno, fanno i conti con quel che davvero ci viene valutato il nostro tempo… chi ha una busta paga, e si trova a fine mese il suo bel totale, che ti fanno credere che sia una grossa cifra, con cui poter fare e disfare tutto, ha mai fatto i conti di quanto vengono valutate le proprie ore di schiavitu’ dal lavoro?? Quasi mai !! Si guarda solo al totale, e a come spenderlo in attesa del prossimo stipendio..

    E’ facile sentirsi dire ‘ beh ma se vuoi prendere di piu’ basta che ti fai degli straordinari…’ eh grazie, cosi son buoni tutti !! (che poi, anche questo e’ un discorso che con la disoccupazione che c’e’ in giro ora, lascia il tempo che trova.. fuori c’e’ gente che non ha lavoro e chi ha un posto di lavoro fa gli straordinari, sempre per favorire le aziende che cosi prendono ancora meno personale…c’e’ da riflettere anche su questo.. ).

    Invece soffermiamoci sulle cifre (visto che alla fine ci voglion far fessi con quelle..) e, una volta visto (per la maggiorparte dei dipendenti sicuramente e’ cosi !!) l’esiguita’ della valutazione del nostro ‘costo orario’, forse a qualcuno (non a tutti, ma a qualcuno si..) verra’ da pensare se veramente vale la pena investire 8, 10, 12 o piu’ ore al giorno in un lavoro che ci lascia l’amaro in bocca e che per di piu’ viene pagato pochissimo … meglio forse 200-300 euro in meno ( e’ relativo a quanto si ‘dipende’ dal consumismo..) in busta e ore di tempo libero in piu’, in cui stare con i propri cari ed elaborare i propri progetti di vita vera !!

    Almeno, questo e’ quel che penso io, e l’ho gia’ messo in atto (come detto in altro post) … certo che se poi uno vuol vivere alla moda, con tutti i lussi e gli sfizi che la societa’ odierna ci propina via etere, non bastano 24 ore di lavoro al giorno…

    Buona vita !!

  4. Mio padre mi ha regalato la macchina, ovviamente quella che piaceva a lui, e consegnandomi le chiavi mi ha detto “adesso puoi girare a testa alta, che hai una macchina da vera signora”
    Eccoci qua, signore e signori: la macchina che guido fa di me una donna. Adesso si che posso smettere di guardarmi la punta dei piedi e andare in giro orgogliosa!
    Io conosco poco la politica, e conosco poco le parole, ma riesco a capire che in questo c’è qualcosa di aberrante, che sta provando in tutti i modi – e a volte ci riesce – a trasformarci in mostruosità senza occhi, senza cuore, senza mani, senza tempo, non in esseri VIVENTI.
    A mio padre sorrido, dico grazie, ma non lascio più che sia lui, o chiunque altro, Berlusconi compreso, a dirmi cosa devo fare, come devo vivere, se devo spendere oppure no, di quali oggetti ho bisogno per sentirmi felice, cosa fa di me una bella persona e cosa no.

  5. Simone, mi piacerebbe fare con te un libro per bambini (io illustro). Se e quando ne avessi voglia, scrivimi, mi farebbe molto piacere imbastire un priccolo progetto comune (oltretutto sto pensando a mia volta di mollare gli ormeggi – lavoro-città, etc. – per un villaggio provenzale di 450 anime e mi ci vorrebbe proprio un bell’incoraggiamento).

    • e’ un’idea che ho in testa anche da qualche tempo daniela. ne parleremo ma piu’ avanti. ora troppa roba. teniamoci in contatto. saluti a tutti da Dubrovnik. Stasera 28 maggio ore 23 ci vediamo via tv su TV7, settimanale d’informazione del tg1 (che fatica scrivere con una tastiera croata…). ciao!

  6. Ciao,
    insomma sono sempre a dirci che cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, togliendoci il gusto di capire da soli che cosa serve e che cosa vogliamo. ma non è facile perchè prima di tutto dobbiamo scardinare le nostre stutture mentali. ma ogni qual volta un essere umano si accorge che non può vivere solo di cose materiali, ma ricerca una maggiore profondità nella vita, ognuno con il suo modo e il suo percorso, è un successo, un piccolo grande passo avanti per l’umanità.

    non possiamo neanche trincerarci dietro al fatto che “tanto il potere è così” e non lo possiamo cambiare, quindi tanto vale rimanere immobili e continuare a pensare con la loro testa. è un’alibi per giustificare la nostra paura di cambiare. quindi intanto cambiamo noi, per quel che possiamo… poi il resto arriverà.

  7. Ciao Simone … stamattina ho aperto il tuo sito e ho trovato questi nuovi post. Me li sto leggendo ora con calma … perchè quando voglio riflettere ho bisogno di calma, come insegni tu.
    Mi stavo chiedendo se nel mondo politico ci fosse anche solo una testa come la tua … cosa succederebbe? Verrebbe fatta fuori perchè ritenuta pericolosa o verrebbero fatte fuori tutte le altre teste marce che ci ritroviamo al governo?
    TI mando un saluto e una buona giornata!

  8. Scusate, ho sbagliato titolo, quello cui facevo riferimento è “La felicità sostenibile”, sempre di Pallante.

  9. Si,l’unità di misura del benessere è il denaro,non ha nessuna importanza la qualità della vita,che la scuola non funzioni, che gli ospedali siano affollati e malridotti,che l’aria e l’acqua sia inquinata,che i mezzi di trasporto siano inefficienti.Niente di ciò,lo Stato ragioniere sa’ fare (nemmeno tanto bene) solo i conti.Quindi ,deve, è autorizzato, a consigliarci come spendere la nostra ‘paghetta’ ottenuta con 8-10 ore di lavoro giornaliere.
    Ci tengono ‘asserviti’ nel ciclo lavoro/guadagno/consumo tenendo ben equilibrate le 3 componenti: lavoro 8 ore al giorno così non ho tempo di pensare, guadagno e poi spendo per recuperare il tempo che ho perso nella settimana.
    Le ferie poi sono l’occasione per creare l’illusione di esserci di vivere , magari in una crociera tutto compreso o in un villaggio vacanze …
    Che tristezza !

  10. Oggi ho capito cosa mi piace davvero del tuo blog Simone. Sembra stupido ma non c’ero arrivato, eppure era semplice. In fondo di siti che propongono modi di vivere ce ne sono tanti (vero che si copiano tra di loro).

    Nel tuo non c’è pubblicità.

  11. @ Caterina: da quel che scrivi mi pare tu abbia letto “La Decrescita felice”, di Pallante.
    Se no, ti cosiglio di farlo e lo consiglio a tutti coloro che postano qui.
    Non che sia un libro rivoluzionario, ma contiene alcuni concetti (la contemplazione del lavoro, ad esempio) che aprono gli occhi quanto quelli di “Adesso Basta”, per il quale non finirò mai di ringraziare Simone.

  12. Ciao,

    scusa Simone ma vorrei ripubblicare l’estratto di un post che avevo già inviato, ma me sembra che calzi a pennello…

    “La struttura di un potere che sa mantenersi nel tempo non è “statica”, rigida, vulnerabile. Al contrario, oggi più che mai è flessibile, dinamica, assorbe tutto, comprende tutto, ricicla tutto, si accorda con tutto. Muta, varia, cambia. o scopo è quello di comandare sia che le persone vadano o non vadano a votare. Non ha importanza, varieranno le strategie, la comunicazione, l’obiettivo, cambierà anche il modo in cui noi conosciamo la realtà e il nostro stesso passato (i media…). Il potere percepirà il trend dell’opinione pubblica e lo accompagnerà, qualunque sia.

    E’ da ingenui pensare che il “Potere” (un Parlamento, un Ministero, un apparato burocratico, un Trust economico, un Sindacato) non siano oggi tanto flessibili da rimanere a galla qualunque direzione prenda l’opinione pubblica. Certo, perderanno qualche pezzo, ma ci sono tanti pescecani in quell’ambiente che quando qualcuno ci lascia le penne e viene divorato dagli altri, al Potere fa solo un gran bene, lo ringiovanisce, gli da nuova forza ed energia.

    Ecco perchè questa lotta è perdente in partenza: ci si illude di avere di fronte un avversario che non reagirà con energie, motivazione, forza, determinazione molto superiori a quella che un opinione pubblica seppur indignata può sviluppare. Si pensa di avere di fronte un fantoccio che starà lì a prendere colpi, non un lottatore furbo ed elastico, dalle risorse illimitate, che ha già fatto fuori il periodo più florido della storia umana come antipasto.”

  13. Tutto torna…. in un mondo in cui l’unica, inevitabile, infallibile misura del benessere di un Paese si chiama PIL…. di che altro vuoi che parlino coloro che giostrano il sistema? Persino quando si parla di “sviluppo” (dei paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo), a che altro ci si riferisce se non a riproporre pedissequamente anche lì il modello basato sull’aumento del tasso di crescita della produzione di OGGETTI (erroneamente chiamati “BENI”), di MERCI di acquisto?

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