Rientri e nuovi inizi

Bloccato al Porto di Roma dal fortunale. Prima libeccio robusto, ora caos di vento, pioggia, mare formidabile. Ieri sera mi sono infilato dentro appena in tempo.

Pochi giorni al rientro, meteo permettendo. Sarò a Spezia un paio di giorni dopo la partenza da qui, cioé quando il grande Tirreno deciderà. Pochi giorni ancora dopo due mesi di mare, vento, onde, baie, pesca, e soprattutto… persone. Gente diversa, tanti lettori di Adesso Basta, ragazzi e ragazze che mai come quest’anno erano per gran parte simpatici, interessanti, curiosi, pieni di vita e di storie. Se avessi denaro a sufficienza per vivere smetterei di fare charter, inviterei la gente a bordo gratis, però perderei questa grande opportunità d’incontro, di comunicazione… Le sveglie all’alba, su l’ancora e si parte, le notturne in alto mare, per giorni, i ripari dal vento, con l’ansia che non peggiori, le sere sui moli, con le gambe a penzoloni e mille nostalgie nella testa. Persone e angoli di Mediterraneo, senza tempo, senza fretta. Regali.

E poi domani, il 9 settembre, data di uscita di Uomini Senza Vento. Un nuovo libro, un romanzo, e nuovi incontri, nuovi commenti. La storia di un uomo senza vento nelle vele, di una donna misteriosa, di amici, di inseguimenti a vela, di cambiamento. Un inizio mentre questo viaggio termina. Quante cose…

Torno pieno di immagini negli occhi, di parole ascoltate, di musica del mare, di pesci enormi tirati a riva mentre la barca avanza, al tramonto, e la gente si emoziona. Riparto domani con un viaggio che porterà colori e suoni, storie e immedesimazioni. Che uomo fortunato, quello che si mette in cammino…

Buon vento a tutti, allora, a chi è stato a bordo, a chi verrà, a chi non verrà mai ma è in contatto con questa grande comunità, e agli altri tutti. Forza e coraggio, il tempo che abbiamo davanti va usato con intensità e autenticità. Due cose alla nostra portata.

Share Button

17 thoughts on “Rientri e nuovi inizi

  1. ho fatto 2 settimane in barca a vela con mia figlia due anni fa in grecia con altri 6 perfetti sconosciuti(all’inizio) tra corfù itaca paxos e cefalonia, con skipper e coskipper, anche loro, skipper per scelta…io sogno, continuo a sognare, ad una banca del tempo, ad una rete di servizi messi a disposizione , come l’agriturismo di oristano che chiede in cambio ciò che uno sa fare, cucina , musica, lingue, pittura, giardinaggio, per pagarsi le vacanze….credi che se ci ingegnamo tutti un po’……cominciando a lanciare l’appello e stilando un elenco di “savoir-faire”? leggerò volentieri il tuo ultimo libro, nicol

  2. verissimo stefano!
    la compagnia in questi casi e’ veramente salutare. ti tranquillizza e ti rafforza vedere che ci sono molte altre persone che vivono questi momenti esattamente come te, facendo ragionamenti molto simili. Non ti senti un pesce fuor d’acqua, anche se oramai e’ perenne la sensazione di non far piu’ parte del grande acquario: manager stressati, gente che pensa alla carriera e ai soldi, persone insoddisfatte con un sorriso forzato e di circostanza. Quanto appaiono lontani adesso dalle nostre aspirazioni e dal nostro progetto di vita futuro.
    Questo sito e i suoi blog sono stati in parte un rifugio in parte una illuminazione.
    Almeno per me.
    buona vita a tutti!
    mf

  3. Quest’estate anche io, come te, sono stato per 3 settimane tra Lefkada, Itaca e le piccole isole prospicienti Lefkada. Non ero in barca, ma sulla terraferma in compagnia della mia compagna e di mia figlia. Come ho letto in un post, quando non lavori e vivi la tua vita vera pensi che sia splendida, ma sai comunque che è solo l’ora d’aria del carcerato. Da tempo accarezzo, sempre più intensamente, l’idea del cambiamento. La vita d’Azienda non la sopporto più, e non sopporto più l’idea di passare gran parte della mia vita mettendomi al servizio di qualcun altro, mentre avrei molte cose MIE da fare. A volte mi sento un idiota, ma leggere questo blog mi ha aiutato, perché sento di non essere il solo a voler riconquistare la propria vita.

  4. @Nick: si concordo in pieno, ma sai che succede? Succede che mi accorgo della paura perchè sto iniziando a non fuggire quando la sento, sto imparando a conviverci, a fare le mie scelte nonostante lei, a darle il giusto peso, il peso che si da a un pensiero che volendo può anche non essere pensato. E questo è grandioso! Senza essere eroico, è importante, per me.
    @exodus: daaaaai che non sono così grave!

  5. buon rientro simone!
    io ho assaggiato in parte queste tue sensazioni durante l’estate….. uscito dal tran tran aziendale con l’incentivo all’esodo mi sono fatto tre mesi di liberta’ e sette settimane di mare …. mi sono ripulito il cervello e ne e’ valsa proprio la pena! quella che poteva sembrare una situazione ansiosa si e’ subito rilevata una pausa intensamente vitale! adesso tante strade , tante rotte tra le quali scegliere e decidere … ma mai piu’ ansia da prestazione, adesso le priorita’ (almeno quelle) sono chiarissime!
    A cominciare da un salto in libreria….
    mf

  6. Ciao Simone,

    ogni buon auspicio possibile per la tua nuova avventura editoriale, da lettore di “Adesso basta” non mancherò di leggere anche questa tua nuova prova.

    Nel vortice di presentazioni che Garzanti – mi auguro – ti ha preparato, avresti tempo di leggere anche un secondo libro che ha sempre l’Adriatico come punto fermo? Se sì puoi contattarmi?

    Ti ringrazio e complimenti per aver dato alla luce un’altra storia, dopo la tua!

    Luca A.

  7. # Gloria,

    vorrei tanto dirti qualcosa, ma hai toccato così tanti punti dolenti dell’esistenza umana che uno non sa da dove cominciare.

    Quindi: CORAGGIO, e non diventare “autenticamente stronza”.

    Ciao

  8. > Gloria says:
    > Domanda: ha senso la paura?
    >

    A mio modestissimo avviso la paura ha molto senso! Non ci sarebbe eroismo, senza la paura. Che meriti avremmo nel fare qualsiasi cosa se non avessimo le nostre paure da superare? Nessuno.
    E` la nostra paura dimmerda da banalissimi uomini normali che ci rende eroi assolutamente non banali e non normali. Eroi per noi stessi, secondo me, mica per gli altri.

    Nick

  9. Domanda: ha senso la paura?
    E’ un sentimento che mi accompagna da una vita, che mi lega il cuore e non lo fa battere come si deve.
    Eppure sono ancora viva, faccio cose strepitose, e potrei farne molte e molte di più.
    Se solo… se solo non avessi paura.
    Oggi mi appoggio qui, che chi mi vuole bene è un pò distratto da altro.
    Sono stanca di giustificare, sforzarmi di capire e tollerare certe cose.
    Stanca di credere alle belle parole.
    Basta a chi mi calpesta, basta a me che lascio fare.
    Sarò autenticamente stronza.
    Scendo dal treno delle illusioni, ho bisogno di guardare la realtà, imparare a viverla così com’è.
    E mi accorgo che non c’è mai stato cuore in tutto quello che ho fatto, soltanto paura. E illusioni.
    Centra col DS?
    Il cambiamento che cerco è radicale, credo centri qualcosa.
    Qui non si tratta di cambiare lavoro. Si tratta di cancellare tutto, ricominciare da capo.
    Sarebbe bello (ma rischioso) dimenticarsi gli errori, le cadute.
    Sarebbe tutto nuovo e pulito un’alra volta, ma la verità è che niente lo è. Nemmeno io.
    Però fa lostesso, voglio imparare a non farmi più travolgere e destabilizzare da cose poco importanti, semplicemente cattive.
    Scusate, ho abusato di questo spazio per trovare un pò di sollievo.

  10. # Caterina:

    In bocca la lupo. Anch’io l’ho fatto in passato, più volte. Non me ne sono mai pentito. Se posso dare un suggerimento di vita: hai tanto spazio davanti, non escludere niente a priori, a volte la vita è proprio strana. Però stai con gli occhi aperti e non confondere la realtà con i sogni. I sogni sono belli, ma la realtà sorprende di più e ti fa sentire viva.

    Ciao.

  11. Per Caterina.
    Io sono uscito dall’azienda il 31 agosto, dopo un rinvio di 2 mesi. La separazione è difficle, in fondo anche le abitudini faticose e insopportabili divengono familiari e fonte di sicurezza. Però, posso dirti che, a distanza di soli dieci giorni, ciò che ho fatto per più di vent’anni mi appare già un po’ strano e lontano. Quanto agli ex colleghi, io sto cercando di valorizzare i rapporti con le persone che stimavo. Non farò tabula rasa, non ne vedrei la ragione. Adesso, forse alcune amicizie miglioreranno senz’altro. Sono sereno nei confronti di tutti e anche verso l’azienda, che ringrazio perché,attraverso l’incentivo all’esodo non trascurabile,ha facilitato la mia decisione. Lo stipendio mancherà. Ma posso assicurarti che anche solo una passeggiata con la mente sgombra, senza la sensazione di star godendo di una libertà temporanea, ti ripagherà immediatamente. Serenità e spirito positivo. La vita è una sola ed è anche una specie di gioco, da prendere sul serio ma non troppo. In bocca al lupo. Gianluca.

  12. Mamma mia che forza d’animo che hai! E la sai trasmettere anche a chi ti legge. Quando leggo quello che scrivi tutto mi appare fantastico e pieno di cose positive. Che energia. Oggi vado in libreria. Buon rientro e un abbraccio

  13. Ben tornato , comprero’ subito il tuo libro che mi incuriosisce molto ,e vedro’ anche questa volta di aprire un dibattito con lettori del mio blog .
    un caro saluto e… buon vento…..

    p.s. pensa che qualcuno mi ha ringraziato per averti potuto conoscere dalle pagine del mio blog…..

  14. Che belle sensazioni che trasmetti!
    Il tuo viaggio estivo sta per terminare, il mio viaggio autunnale sta per cominciare.
    Dal primo ottobre sarò una disoccupata volontaria, grazie a una mobilità aziendale in cui non ero minimamente coinvolta ma che ho richiesto con determinazione e un pò di ansie nel cuore ma tanta, tantissima voglia di cambiare.
    L’incentivo all’esodo mi permetterà un pò di autonomia finanziaria, ma certo non in eterno.
    Ora comincia la sfida, forse l’opportunità che aspettavo da tanto tempo, avrò il tempo e le energie per dedicarmi completamente a disegnare il mio nuovo futuro, un futuro che voglio disegnare il più possibile somigliante a ME.
    Le incognite sono tante, i rischi anche.
    Ma questo passo l’ho sentito forte dentro me, era lo scossone che dovevo dare a me stessa.
    Non so se avrò successo, non so se riuscirò a impostre una vita a mia immagine e somiglianza, se mi toccherà tornare sui miei passi.
    Ma so che ci voglio provare, ci devo provare.
    Per come sono fatta è un grande passo. Ho affrontato alcuni dei miei fantasmi peggiori per prendere questa decisione, e so che mi aspettano lotte contro chi cercherà in tutti i modi di insinuarmi dubbi, incertezze, critiche, spauracchi.
    I primi sguardi velati da un’invidia mista a diffidenza sono già arrivati dai primi colleghi che hanno saputo, le prime malelingue che puntano tutto sul “non è giusto che a te sia data questa opportunità e ad altri no”.
    Sapete cosa vi dico? Io ho OSATO, ho chiesto, mi sono mossa, mi sono informata, ho assunto dei rischi (avrebbero potuto rifiutare la mia domanda e continuare a mobbizzarmi in attesa che me ne andassi da sola senza una lira in tasca), continuerò a rischiare nei prossimi mesi, mi sono tolta molte certezze sotto ai piedi.
    E sono pronta ad affrontare una cosa forse piccola agli occhi di molti, ma grande per me.
    Quindi Simone, spero di mantenere le mani salde sul timone e saper cavalcare al meglio il mare che mi si stende davanti agli occhi.
    Un’altra vittima di “Adesso basta”!!
    🙂

  15. ti sei goduto al meglio l’estate, anche se con degli impegni da mantenere, non male, sono contento che tu sia contento, simpatico gioco di parole…pace e serenità ti accompagnino. Con stima VALE

  16. Simone, questa’anno eri tu simpatico, interessante, curioso, pieno di vita e di storie! 🙂

    Emanuela

  17. Il porto era stranamente vuoto, come se fino a quel momento avessi avuto un’allucinazione. A quel punto è sopraggiunto un sospetto: era vero ciò che avevo visto e vissuto o era solo frutto della mia immaginazione?
    Eppure si percepiva una presenza testimoniata da una scia silente sull’acqua tornata ferma dopo la pioggia della sera precedente, appena percettibile a chi non vuole smettere di credere di aver visto, di aver vissuto.
    L’azzurro cobalto del cielo prepotentemente si faceva spazio tra il plumbeo delle nubi di quella mattinata trascorsa tra le dolcezze che solo zagare e gelsomini sanno regalare. Eppure, nonostante il volgere del tempo al sereno, mancava qualcosa, una nota di colore, quel quid che avrebbe trasformato di colpo il bello nell’ancora più bello, senza per questo sconfinare nell’eccesso.
    Era la fine dell’estate o se si vuole, un nuovo inizio di stagione.

Comments are closed.