Somewere, lontano da qui

Locandina SomewhereHo visto Somewhere, il film della Coppola, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Venezia. Mi è parso proprio vecchio, scontato, brutto. La regista ha talento, ma capita di sbagliare un film. Naturalmente la pellicola è ben fatta, con qualche punto sospeso e cinematograficamente riuscito. Un paio di scene le ricorderò (la lap-dance delle gemelle, ad esempio, trash ed esilarante al tempo stesso). Ma il film proprio non va.

Il fallimento del film è dovunque, ma soprattutto nella scena finale. Il protagonista lascia la sua brillante Ferrari a bordo strada, in un campo, e si allontana a piedi. Purtroppo la camera lo riprende in primo piano, con il bolide sfocato in controcampo, e lui… sorride. Avevo avuto paura che finisse così circa trenta secondi prima, e ho detto a bassa voce: “no… no… no!”. E invece sì. Primo piano, controcampo e sorriso…

Il concetto è: la solitudine e il vuoto del successo non rendono felici, al contrario, annullano. Come dire: i soldi (e la fama) non danno la felicità. Una scoperta direi piuttosto tardiva, che non giustifica il film.

Anche da questa cultura in ritardo, distratta, ripetitiva occorre allontanarsi. Certo, il cinema è sempre bello, anche quando è brutto, ma è necessario aspettarsi di più, amare chi ha idee e le sa trattare con stile (come nel caso del delizioso film di Bisio, che per quanto sia un remake è decisamente riuscito). Occorre anche comprendere che la critica (che ha stravalutato questo film sbagliato) a volte è preziosa, ma a volte non ci rappresenta. Il pubblico, infatti, il film lo ha stroncato (pur garantendogli significativi incassi).

Tanta gente è mille miglia oltre questo concetto della “solitudine del successo”! Qui si parla di rallentare, uscire dal Sistema, costruire piani concreti per la rivolta, scollocarsi, rendersi indistinguibili, smettere di essere target commerciali. Altro che solitudine del successo, altro che vanità della fama e del denaro. Buona parte del mondo è molto, molto oltre Somewhere. E’ di quel mondo che vorrei vedere il film. Peccato.

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45 pensieri su “Somewere, lontano da qui

  1. Faccio notare ad Alfonso che scrivere “ho fatto il manager per 19 anni” non significa necessariamente essere stato dirigente per 19 anni. Tanto meno essere stato top manager per 19 anni. In un’Azienda si può essere manager anche essendo quadri o addirittura impiegati, dal punto di vista contrattuale. Inoltre, non immaginare le retribuzioni di un dirigente come retribuzioni stellari. Partiamo, da contratto, da 50.000 euro lordi l’anno, poco più di 2.000 euro al mese per 14 mensilità. Più benefits quali l’assicurazione sanitaria (da contratto), spesso auto aziendale, telefono, bonus. Arrivare a 100.000 euro lordi annui è già un bel traguardo. Cifre ragguardevoli, ma che di certo non ti permettono di campare di rendita, soprattutto se vivi in una grande città.

  2. Bah, che dire? La mano di Simone aveva il consueto full di assi e re. Quella di Alfonso… Boh? Chi l’ha vista? Parla di operai che mettono da parte dai 500 k euro in su (a 1000 euro mese ci vogliono 500 mesi, id est 41 anni, ma naturalmente un operaio o anche un impiegato mica mette via 1000 euro al mese…) insomma una mano di scartine.
    Ha lasciato il tavolo dicendo che in fondo poi non gli interessava giocare e non ha tempo per questo gioco…

  3. #Alfonso, riprendendo da un tuo post “ma non illudersi che tutti possono divenire rockstar”. Mi verrebbe da chiedere perché tutti dovrebbero desiderare di essere Rock star! Per me un problema è quello della reale conoscenza di se stessi e delle reali “necessità”. Poi, percorsi per per arrivare all’obiettivo se ne trovano non credi?
    Live simply
    Alberto

  4. Vorrei chiedere a Simone P. se non gli è mai venuto il dubbio che Alfonso non sia la persona che dice di essere.
    Chi ha conquistato una posizione manageriale importante ,deve avere alle spalle un minimo di cultura, e Alfonso cade in errori di grammatica che non farebbe un alunno delle medie inferiori.
    Osservo questo perchè trovo interessanti i tuoi dialoghi con i commentatori, solo se questi ultimi parlano con sincerità di loro stessi.

  5. Hi all,

    da domani ritorno a casa (Florida)certo posso scrivere da li, ma preferisco usare il tempo in altro modo.I punti che volevo dire gli ho detti.Incredibile che sono stato l’ unico a dire certe cose come stanno.Simone ha ad ogni modo lasciato integri i msg,bene su questo.
    Il blog è lento preferisco i forum,+ diretti.E’ stata un esperienza come altre
    saluti ciao Italia

    Alfonso

    • “Simone ha comunque lasciato integri i messaggi”… Accidenti Alfonso, che dietrologia, che malfidato… pensavi che li avrei ritoccati, edulcorando, tagliando o facendo censura? Mio dio… Fai come ritieni, ma vivere con questi sospetti dilaganti, su ciò che dico, su ciò che faccio, su ciò che ho fatto, sui messaggi che mi mandano… Mamma mia. Come diceva Nanni Moretti “chi pensa male vive male…”. A me non sarebbe neppure venuto in mente. Comunque, grazie di averlo specificato, visto che lo pensavi. Io non ho alcun motivo per ridurre la portata dei messaggi di chi la pensa diversamente. Io quello che dico lo vivo, dunque sono piuttosto preparato a discutere su ciò che riguarda la mia vita. Sulla tua, contrariamente a quanto fai tu, non mi permetterei mai di dire che sia vero o meno, che sia stato riuscito o che sia fallito, quel che non conosco. Detto tra noi, non mi interessa molto farlo. Non vedo cosa ci guadagnerei. Cerco il più possibile di pulirmi l’anima dal sospetto, dalla malizia. Tutte malattie che chi ha fatto certi lavori fa molta fatica a curare. ciao e buon rientro.

  6. Simone,

    insisti peggio di quel che si pensi.RIPETO e poi se esiste gente tanto ingenua da andarti dietro fatti loro e allora capisco perchè l’ Italia sta messa così.By the way per studio e lavoro l’ ho lasciata tempo fa pertanto…

    Sul blog QUESTO blog sta scritto : ” per 19 anni ho fatto il manager,di giorno (e spesso di sera)…..ho lascito SOLDI e carriera ….

    Su vero del 3-9-2010

    Simone Perotti (44 anni),manager per 19 anni,un bel giorno ha mollato …..

    no comment 🙁

    Di quanto hai guadagnato,perso in cause,speso in barche e vele non mi importa,ma non dire che non hai incassato bene in questi anni (oltre corsi vela etc.)e che si potevano mettere via e non sperperare.
    Visto il mio reddito (elevato quindi non desidero fare statistica) ma ho tanti amici e conoscenti che come SEMPLICI impiegati o operai specializzati (x non dire degli autonomi,(ma son altri casi)che in 20 anni di lavoro hanno risparmiato cifre dai 500-600K€ in su (senza contare i reinvestimenti in immobili e BOT) e possono proprio non fare nulla dalla mattina alla sera altro che rallentare…Mi risulta incredibile che tu non sia riuscito a fare altrettanto se non di + come dirigente poi.Se invece hai avuto disguidi di percorso …coraggio e buon lavoro.Su le tue stime che non ci saranno pensioni,ovvero,NULLA soldi ,dico solo che preferisco altre fonti…meno faziose e economicamente + affidabili ma in realtà solo fra tot tempo si saprà e già il fatto che tu ne parli con certezza.. comprendo il valore che puoi avere.

    Pertanto mollare con le prerogative sopra elencate è diverso da quello di mollare x un semplice operaio che anche in 20 anni non ha messo via nulla (dipende dai casi poi).Se poi tiene famiglia….
    Niente di male sul mollare carriere,fare altro.L’ abbiamo fatto in molti,quindi non vedo sta novità.

    Tam tam mediatico

    E poi basta con sto tutto va male,perchè io vedo tutto bene. Dipende da noi ma non vendo sogni.

    Saluti

    Alfonso

    • Alfonso, immagino che avendo fatto lavori ad alto livello non ti sfugga che dire “ho fatto il manager” vuol dire, genericamente, che ho fatto la carriera manageriale, ovvero tutta la carriera nelle sue varie fasi a differenti livelli. Manager e dirigente non sono sinonimi. Se poi pensi che io abbia iniziato a lavorare ed ero già dirigente, allora è bene che lasciamo eprdere. A parte Berlinguer, che si iscrisse al PCI e contestualmente divenne dirigente del partito e membro del direttivo nazionale, non cnosco alcun manager che abbia iniziato da dirigente. Idem per la citazione dal giornale che indichi. Primo: è il giornalista che scrive e non io. Secondo: si parla di manager e non di dirigente. No comment anche io.

      Quanto ai denari messi via non ho mai detto di non averne. Ho solo detto che i miei soldi serviranno quando non sarò più abile, e per quanti sono ahimé non basteranno. Dunque non posso spenderli. Dunque, non posso vivere di rendita. Dunque, devo lavorare quando e come basta e serve, nelle cose che amo fare. Il punto è spendere poco, DUNQUE dover lavorare poco. Se tu invece credi che avrai una pensione bastante e l’avrai in tempi utili buon per te. Quanto a me, faccio le consideraizoni che sai, che costituiscono ottimo motivo per non crederci, e solida base per fare diversamente. Meglio non credere oggi che restare di stucco domani.

      Io non vendo alcun sogno, Alfonso. Non voglio convincere nessuno a far nulla. Io il sogno (il mio) me lo vivo. Tengo solo al fatto che, se anche uno non condivide, non metta in dubbio che parlo di cose vere, le mie, che vivo e pago, nel bene e nel male, in prima persona. Spero non infastidisca nessuno che queste cose sono oggetto di dibattito e interessano migliaia di persone. Buone cose a te.

  7. Ciao a tutti,
    mi presento: sono Giancarlo e vivo a Roma.Posso dire di essere un DS di vecchia data.Infatti nel 1993 (avevo 35 anni) ho scelto di convertire il mio lavoro, da dipendente, con un contratto part-time.
    La mia vita si è aperta ad una luce nuova, dedicare gran parte del tempo a se stessi è l’esperienza più interessante che un individuo possa vivere. L’inebriante sensazione di libertà ti consente di percorrere strade di benessere del tutto sconosciute.
    Vivo bene con le risorse che ho, ho una famiglia (anche la mia compagna lavora part-time) con un figlio di 10 anni.
    Tra circa tre anni prevedo di lasciare definitivamente il lavoro di dipendente per dedicarmi ad una mia piccola attività che mi sono creato e che svolgo nei modi e nei tempi che decido io.
    Ho letto il libro di Simone (AB) che mi ha molto appassionato e sopratutto mi ha sollevato il fatto di sapere di non essere il solo a pensare e realizzare certe scelte.
    Di Simone ammiro l’impegno con cui porta avanti, anche nella divulgazione, questa sua idea di possibile alternativa alla vita troppo codificata che siamo abituati a vedere, una sorta di continuo autoconvincimento, una conferma quotidiana alla propria scelta.
    Simone: la porta l’hai aperta, la luce ce l’hai fatta vedere, chi vuol fare lo faccia. Non servono adesioni, chi solleva osservazioni o critiche deve solo ancora capire quale è la propria strada per il raggiungimento del proprio obiettivo.
    A presto. Giancarlo

  8. @ Simone & Alfonso
    Beh, non è strano che ogni tanto qualcuno “prenda la sua voglia di sfatare, etc…”, secondo me per un Alfonso che lo fa ce ne sono 1.000 che ci pensano e lasciano perdere, ritenendo non ne valga nemmeno la pena.

    Quindi un (mio personale) plauso ad Alfonso che almeno prova (in maniera forse poco simpatica, ma il padrone di casa non si è offeso, credo) a venire a vedere le carte di Simone Perotti.

    Che poi il Perotti abbia in mano una mano buona e non un bluff lo sa chi lo conosce da più tempo. E secondo me se ne accorgerà anche Alfonso se, come credo, è intellettualmente onesto.

    Mi ha colpito una locuzione della risposta di Simone: “non essendo nato dirigente”. Eh, già, in un Paese dove si è dirigenti per diritto di nascita (chi lavora in una grande azienda lo sa…), una persona si fa dal nulla, raggiunge un livello a cui pochi possono sperare di arrivare, poi decide che il prezzo da pagare è troppo alto. Attenzione: non decide di andare a godersi i propri soldi. Decide che ha pagato troppo per guadagnare quelli che ha guadagnato, e che quel prezzo non intende pagarlo più.
    E rinuncia allo status raggiunto facendosi il famoso “culo quadro” per ricominciare in maniera diversa. Facendosi, tanto per cambiare, un altro “culo quadro”. E’ la maledizione ma anche la grande risorsa dei quarantenni, sapersi fare il “culo quadro”…

    Naturalmente spende nella sua nuova vita tutte le competenze che ha acquisito in quella precedente, per prime quelle di comunciazione e marketing, e ci mancherebbe ancora che non lo facesse!
    E ovviamente il fatto di essere competente nel suo “vecchio” mestiere [mica era un dirigente di una fabbrica di bulloni, non dimentichiamocelo!] gli serve molto per mettere a frutto il “nuovo” mestiere.

    E siccome Simone è onesto, lo dichiara pure apertamente in un post di qualche tempo fa. E spiega che fa parte della sua strategia: mettere a frutto tutto quello che sa fare per ricostruire una vita compatibile con le esigenze ed i valori del suo spirito.

    In più, in Adesso Basta, scrive che si rivolge principalmente a persone con lavori di fascia alta o medio alta, laureati con o senza master, imprenditori etc. etc…
    Incidentalmente, è per quello che ho comprato e letto AB. Fosse stato un manuale per operai che hanno perso il lavoro non sarebbe stato interessante per me.

    Che poi ci sia bisogno di qualcuno che scriva un manuale per precari, disoccupati, cassintegrati etc. magari è anche vero. Anzi, sarebbe molto meglio che non incitarli alla lotta ed alla rivolta come qualcuno capziosamente fa.

    Ma questo è un altro discorso, e non credo possa stare in questo blog.

  9. ciao!
    Ai nuovi entrati nel blog e anche a te Simone dico:
    “che bello il vecchio blog ed il nuovo blog degli esordi!”
    Si parlava di una molteplice varietà di argomenti.
    Forse se dopo tante parole facciamo tutti una pausa di riflessione sui suggerimenti e testimonianze raccontati da Simone nel suo
    libro “Adesso Basta” e ci ritroviamo fra un po a fare il punto della situazione?
    Naturalmente nel frattempo potremmo parlare di “altro”.
    Che dite?
    Paola

  10. Un semplice appunto alla questione che sta ponendo Alfonso.
    Fosse anche tutto vero quello che dici, perché non concentrarsi sui concetti, sulla ricerca di qualcosa che non può e non deve dipendere solo dai soldi.
    Credo si parli di valori da spendere in una vita e non è detto che l’avere da parte un buon gruzzolo automaticamente illumini la strada. Basta guardarsi intorno, non credi?
    Non penso Simone si senta il nuovo messia, dice la sua ma soprattutto ha trovato la sua strada, questo può essere invidiabile…non certo il patrimonio vero o presunto sul quale ti stai arrovellando.
    Ciao
    Emiliano

  11. Simone,

    ci dici: “coraggio, fatica, incertezza, voglia, sogno, ambizione, progetto, equilibrio, armonia” ovvero tutte cose che normalmente fanno parte del vivere umano e non solo.E la novità?? Le cose sopra le puoi applicare all’ istruttore di nuoto al fornaio a chiunque + sono alte come traguardo + in alto vai e si ritorna al ,ssssh non diciamolo ma si chiamo LAVORO!!! Ma mica vuol dire che sia brutto anzi nel mio caso è divertente e affascinante e sono sempre all’ opera anche se potrei star seduto a far nulla. Semplicemente ci sono attività + banali ,stressanti e altre + magiche ma mica tutti possono fare quelle magiche tipo musica,pittura etc.Io sono anche musicista e certi brani hanno pure venduto bene (pop/dance) ma sono il primo a riconoscere che la fortuna ha contato molto.Insomma è giusto sognare e avere ambizioni ma non illudersi che tutti possono divenire rockstar gli altri non saranno così bravi e fortunati,pertanto ivito a rimanere con i piedi x terra poi a volte i progetti si realizzano ed è una gran bella cosa.Confido che capisci che intendo dire alla fine
    Saluti da Alfonso

    • Alfonso, è naturale che non tutti possano fare… qualunque cosa. Hai mai visto qualcosa che viene fatto da tutti? Non è mai accaduto. Il che non vuol dire che molti possano cambiare, se vogliono.

  12. Hi Simone,

    misteri della lingua italiana 19 anni da dirigente, diventano col tempo sono arrivato a fare il dirigente.Insomma i soldi risparmiati nonostante anche tu affermi di averne,ne minimizzi il valore così da ingigantire mediaticamente il personaggio.Chiudiamo quà non perchè non ci sarebbe tanto da controbattere ma perchè non servirebbe a nulla il confronto si fa con chi risulta chiaro sin dall’ inizio.Il refuso sui 19 anni da dirigente che poi diventano subito meno alla prima obiezione,mostrano già tutto.Sulle pensioni idem prima scrivi negli articoli che i 40 enni non avranno pensione poi che sono tue “stime” allora..
    Tipicamente italian politics vi lascio in buone mani.

    saluti Alfonso

    • Alfonso, mai detto o scritto che ho fatto il dirigente per 19 anni, non ci provare a fare confusione. Leggi il libro e lo vedi. Occhio a chi ha scritto su di me cose imprecise e prendi i virgolettati. Io sono responsabile di quel che dico, non di altro. Idem sulle pensioni, i 40enni non avranno la pensione è ovviamente una proiezione. Pensi che ci sia qualcuno che può pensare che io so per certezza assoluta qualcosa che avverà fra quarant’anni? Resta il fatto che non l’avranno, vedrai. Mia stima obviously. Per il resto l’italian politics più tradizionale è la tua, mi pare, la solita canzone del va tutto male, tutti mentono, non c’è nulla in cui credere. L’italia che non mi piace.

  13. Un film che ho nel cuore e che ho avuto modo di vedere in una cornice urbanistica-architettonica di straordinaria bellezza: Barry Lyndon di S. Kubrick, quando la musica incontra la fotografia il cinema diventa arte.

  14. Hi Simone,

    umh vedo che il topic sul denaro ti ha riscaldato,ho colto nel segno allora.Hai pensato subito di sviare il discorso dicendo che ORA tale capitale non lo hai a disposizione e con la commovente descrizione degli esordi lavorativi da precario.Rimane il fatto che su questo blog nella tua biografia esordisci con : “ho fatto x 19 anni il manager” pertanto in Italia gli emolumenti son quelli che ho indicato.Se poi sono rimasti meno è evidente che come tutti hai mangiato,girato ,comperato un natante da 12mt una casa e anche messo da parte un bel gruzzolo x il futuro.E ti definisci non ricco???Certo non sei Bill Gates ma nemmeno un povero operaio disoccupato con famiglia a carico,che proprio x il basso salorio non riesce a metter via niente.Pertanto affrontare l’ uscita dal mondo del lavoro (standard) con queste credenziali (le tue e di chi ha accumulato soldi,niente di male se fatti onestamente) è diverso da quello che scrivi in giro che si può vivere senza lavorare.Certo con i risparmi accumulati,eredità in arrivo un giorno (il papi tiene casa e soldi no?) e facendo lo scrittore,skipper e insegnate di vela,attività queste che svolgono quasi tutti i 20 milioni di lavoratori come hobby e che stupidamente si ostinano a non farne la principale occupazione.Non mi interessa farti i conti in tasca ma certe cose dette da un ex dirigente o dette da un 25 operaio hanno un altro peso.Rimane alla fine il fatto che tutto sto tam tam mediatico tuo per dire al prossimo di ritirarsi una volta fatti i soldi non mi sembra sta novità.L’ ho fatto io lo hanno fatto tantissimi e un tizio in USA ne ha scritto in un libro quasi 20 ani fa.Se invece insisti che esiste un alternativa al lavoro “normale” vai dai disoccupati e aiutali PRATICAMENTE ovvera DIMOSTRA come da domani mattina possono far reddito.Come sempre molto fumo e poco arrosto.Se invece vuoi parlare di filosofia e poesie va bene ma sono cose diverse dal procurarsi il cibo.

    Ciao da Alfonso

    • Mah, caro Alfonso, che ti devo dire. Non ti capisco bene. Mi sembra un po’ una vecchia tiritera quella che ripeti, secondo la quale essendoci in giro un operaio disoccupato nulla può essere detto e fatto. Se tutti quelli che non fanno gli operai e non sono disoccupati vivessero in modo appropriato avresti ragione, ma dato che non è così. Comunque vedo che la questione sulla pensione che ti ho spiegato ti ha convinto. Bene, un discorso almeno lo abbiamo tolto dal campo. Quanto alle retribuzioni come ti dicevo ti sbagliavi, non essendo nato dirigente ma essendoci diventato col tempo. Insisto eccome che esistono molti modi per vivere più autenticamente e più propriamente, basta volerlo fare e non piangersi addosso. Ovviamente ognuno farà le cose in base alle sue doti, alle sue capacità. Che però andrebbero affinate, lavorate, cosa che fa fatica e si preferisce non fare (più semplice accusare gli altri di qualcosa, così, genericamente). La barca è stata acquistata con il denaro che lei stessa ha prodotto lavorando, dunque non è costata nulla. Immagino che questo ti sia difficile da capire, ma a volte le idee aiutano dove il portafoglio non arriva (la mia barca è di metri 10,70, by the way). Oggi vale per me circa 40mila euro essendo in tre a dividerci i soldi della eventuale vendita (valore commerciale 70mila), dunque un po’ di valore l’ha prodotto, ma grazie al lavoro, non alle chiacchiere. Mio padre sta scientificamente spendendo i suoi soldi per vivere al meglio, cosa della quale ho la massima stima, dunque non direi che vi sia nulla di speciale da segnalare neanche qui. Mi dispiace che da 12 mesi periodicamente qualcuno prenda la sua voglia di sfatare, di dissacrare, di svelare e la applichi sul mio caso… senza riuscirci. Io dico tutto, lira per lira, senza alcuna reticenza, e non ci sono storie recondite o gabole da dissotterrare. So che sarebbe bello per molti che le cose fossero diverse, mi spiace. Parliamo di altre cose, di coraggio, fatica, incertezza, voglia, sogno, ambizione, progetto, equilibrio, armonia, solitudine. Quella è roba vera, dura anche, ma meravigliosa. Abbracci Alfò.

  15. Il mare calmo, come il silenzio, regala le emozioni autentiche, la gioia pura, senza spazio e senza tempo.
    Un saluto a tutti!

  16. A proposito di canzoni..

    NEL NAUFRAGIO – IO?DRAMA

    Richiedo ferie non pagate per trent’anni,
    non chiamatemi se serve, ho ancora cose da imparare.
    E mi inventerò un mestiere e poi mi metterò in pensione,
    per rifletter su che cosa sia mai il proprio dovere.
    Non mi annoiano i paesaggi tutti uguali,
    ho piuttosto un’avversione a questi centri commerciali
    e ho trovato nelle tasche solo note e delle frasi
    ma credo proprio che non bastino a risolvervi la crisi.
    Per sicurezza me ne resterò da solo,
    siete troppo contagiosi e sono geloso del mio culo.
    Al massimo vi scroccherò una sigaretta,
    che è solo uno dei tanti modi per bruciarsi e farlo in fretta.

    E adesso fredda solitudine fammi compagnia come non mai.

    Quello che non so accettare è che piovano dai tetti
    solo padri disperati e non politici corrotti.
    Tra i miei denti c’è più sole che nei vostri paradisi
    e le vostre museruole non cancellano i sorrisi.
    Ora che avete preso tutto e deturpato la mia aria
    io respirerò il silenzio per pensare quando è sera
    e pensare a come fare a stare in piedi in mezzo al nulla,
    scivolando sul sapone di cui è fatta questa bolla.
    E beato chi sprofonda e ha finito di sperare,
    che è la madre degli stronzi sempre l’ultima a morire.
    Hanno giocato a camuffarsi, a camuffare le parole.
    Non l’ho letto sul giornale ma se ascolto so intuire.

    E adesso fredda solitudine fammi compagnia come non mai.

    È questo il tempo per cercare di cambiare?
    Forse è solamente un altro giorno da dimenticare.
    Perché siamo come i cani quando arriva l’uragano,
    quando abbaiano irrequieti perché è più forte di loro.
    Sopravviverò perché ho ancora il deserto da vedere
    e la voglia di nuotare ed universi da inventare.
    E vi abbandono e nel naufragio trovo il mare.
    Nel naufragio c’è l’amore.

  17. Sono assolutamente d’accordo sulla stroncatura di Somewere, un film noioso ed inutile. Devo anche dire che, avendo visto ai tempi “lost in transaltion” non riesco nemmeno a considerare la Coppola una grande regista (senza Nicholson anche quel film non sarebbe stato un granchè).

  18. Ho 2 sensazioni che qui vorrei esporre:

    1)

    ho visto un film al cinema ieri sera: più volte veniva ripreso il concetto della “potenza” di unn idea:”Un idea è il più pericoloso (o potente – ndr)agente virale che possa esserci in natura: una volta generata essa si attacca al cervello monopolizzando su di se tutte le attenzioni e convogliando ogni ragionamento o azione verso la sua realizzazione finale.”
    Ecco. Letta in chiave positiva, questo è quello che fai tu Simone. Hai avuto un idea…ce ne parli… ne scrivi. Poi sta a noi scegliere se farci conquistare. E di questo, io ti ringrazio.

    2)
    “Gravedigger…When you dig my grave…Could you make it shallow..So that I can feel the rain…”

    …ha molto a che fare, a mio modo di vedere, con la corretta valutazione del tempo che ci è concesso, e perciò di come lo utilizziamo.

    Lui vuol sentire la pioggia…come dire…quando sarò laggiù.. per favore mettimi non troppo in profondità… perchè vorrò.. sebbene “non più qui” percepire ancora qualcosa, attaccarmi a qualsiasi cosa.. il battere della pioggia.. ecco..gli basta questo per sentirsi in qualche modo, vivo.

    Come dire… MIO DIO QUANTO LA VITA E’ MERAVIGLIOSA, STREPITOSA! Ecco, non buttiamo via niente… neanche il rumore della pioggia.
    …figurarsi giornate, mesi, anni.

    Ecco perchè credo nel tuo progetto, nella tua idea. E per quanto mi riguarda potresti anche essere milionario…sarei contento per te. E sono altresì stra-convinto che continueresti a lavare barche…anche a 90 €.
    Saluti da Milano, ancora x poco…poco…poco.

    • splendida canzone quella. Grandi DMB (Dave Matthews Band). La colonna sonora di Uomini Senza Vento…

  19. Ciao Simone, vado OT.

    Mi è capitato di vedere per caso visto che sono senza televisione una pubblicità di auto (mercedes).
    Sembra che i testi li abbiano vampirizzati da “adesso basta”… MA per vendere una inutile macchinona bruciacarburante mercedes (che in una città non fa altro che stare in fila)
    …il marketing digerisce e fa suo, tutto…
    Per “sentirsi liberi serve il suv”, questo è il loro messaggio. Assurdo.
    ciao, R

    • Se è per questo Roberto, non so se hai notato che poco dopo l’uscita di AB è apparso il nuovo marchio di Sky con un pay-off che diceva (e dice) “Liberi di…”. Che dici mi faccio dare delle royalties?

  20. Sinceramente non capisco. Non capisco come qualcuno si ostini a leggere nella biografia di Simone il raggiro di un ex manager di successo che ha trovato il modo di vendere migliaia di libri ad un pubblico di grulli in cerca del nuovo messia.
    Invece di indugiare troppo sulla veridicità della sua esperienza(che ritengo totalmente autentica),perchè non ci soffermiamo sulle doverose riflessioni che suscitano le sue storie ?
    E’ possibile o no un cambiamento delle nostre vite?
    Possiamo uscire da questo meccanismo consumistico che ci riconosce solo in quanto portatori di interessi economici?
    Riusciamo a fare della nostra vita la piena realizzazione dei nostri talenti?
    Se domani dovessi apprendere(con un velo di tristezza)che Simone Perotti é un ologramma brevettato dalla sua casa editrice,non cambierebbe di una virgola la bontà del suo messaggio. Non è sulla sua vita che devo riflettere,ma sulla mia,a modo mio.
    Possibile che non appena una nuova coraggiosa idea emerge dal piattume al quale da troppo tempo siamo abituati,non si trova di meglio da fare che intravederne l’inganno, la menzogna, l’abbaglio?
    Crediamo ad un mucchio di balle che gli imbonitori di massa ci propinano quotidianamente, ma quando qualcuno anche con la sua onesta e concreta esperienza ci parla di alternative possibili, siamo pronti a liquidarlo come illusione.
    Non sarà che parlare di illusioni ci autorizza a restare aggrappati a quella rassicurante e indefinita marmellata culturale che è diventato il pensiero comune ?

  21. Un regalino per tutti i DS…
    “La verità viene realizzata attraverso tre stadi: assimilazione, indipendenza e creatività. Assimilazione: è la funzione della larva. Essa non fa che assimilare cibo, preparandosi a diventare un bruco. Sta creando i presupposti, è una riserva; quando l’energia è pronta, diventerà un bruco. A questo punto inizia la seconda fase: l’indipendenza. La larva scompare. Ora non occorre restare in un solo posto. È arrivato il momento di esplorare, di andare all’avventura. La vita autentica comincia dal movimento, dall’indipendenza. Poi viene il terzo stadio, quello della creatività. L’indipendenza in se non vuol dire molto. Il semplice essere indipendente non ti appagherà. Va bene essere fuori dalla prigione, ma per cosa? Indipendenza per cosa? Libertà per cosa?
    Ricorda, la libertà ha due aspetti: il primo è la “libertà da”, il secondo la “libertà per”. Molte persone raggiungono solo il primo tipo di libertà. Devi scoprirne l’aspetto positivo: libertà di creare, di essere, di esprimerti, di intonare il tuo canto ed esprimere la tua danza. Allora il bruco diventa un fenomeno alato, un ricercatore in grado di indagare, di esplorare, scoprire, creare; da qui la bellezza della farfalla.
    Il novantanove per cento dell’umanità resta allo stato di larva, ecco perché esiste tanta infelicità e nessuna gioia”.
    Osho

  22. @Alfonso: forse non sono proprio in tema, ma leggendo il tuo post mi viene in mente il caso di un altro celebre “downshifter”. Si chiama Roberto Giovalli, è un uomo che a poco più di 40 anni aveva inventato Mediaset, dirigendo diversi canali; un genio della Tv che Berlusconi ha coperto di soldi. A 45-46 anni sai cosa ha fatto costui? Ha deciso di lasciare tutto e ritirarsi a vivere tra Formentera e i Caraibi, dove vive tuttora. “Bella forza”, dirai tu, “con i soldi che ha…”. Vero, ma devi sapere che il 99% delle persone come lui vive per il potere, per il denaro, per il successo, per la visibilità. I soldi non gli bastano mai, diventano un fine anziché un mezzo. Per i soldi rinunciano agli affetti, ai sentimenti, alla vita vera, alle passioni. Conosco gente di oltre 70 anni che ha decine di milioni di euro di patrimonio e ancora vive per il denaro. Sarà passione per il proprio lavoro? Se è così sono contento per loro, e li giustifico. Ma credo che spesso sia solo passione per il denaro e per il potere, e li giustifico meno. Per cui a me non interessa se uno come Giovalli ha fatto downshifting perché ha i soldi. Mi interessa che uno così abbia fatto una scelta culturale che si sgancia da certi cliché tipici di quelli come lui.

  23. Ciao Simone è un secolo che non ti scrivo, nel mio personale downshifting, ho continuato a leggerti, ma non sono intervenuta mai.Oggi ho letto il tuo commento a quel film che non ho visto e in mezzo a tutte quelle tue, sempre appropriate e sante parole, ho trovato questa “frasetta”: “smettere di essere target commerciali”, si fa per dire frasetta, ha un peso enorme e forse basterebbe agire ricordandosela sempre, addirittura farla diventare l’ultimo dei comandamenti per riuscire a cambiare noi stessi e il mondo in cui viviamo, siamo ridotti cosi male che persino i bambini quando incontrano una persona che li ama la prima cosa che dicono è:”che regalo mi hai portato?”…….ma è possibile?Quasi non bastasse più l’abbraccio di una persona che ti porta il suo affetto e la sua gioia di rivederti!!!!!!Non è facile il downshifting e tu spesso lo ricordi, ma sarebbe ancor più difficile continuare quella vita vuota che sempre più ci
    annientava, anche questo pensiero l’hai già espresso, ma ormai appartiene un po’a tutti noi che cosi vediamo il mondo.
    Bacieabbracci
    Roberta

  24. Saluti

    Simone,vedo che come da ultima intervista sui 40 enni senza vento continui a considerarti non ricco.Come li classifichiamo i quasi 20 anni da dirigente e il milione di € netti!! guadaganti durante quel periodo?Cari sottopagati che seguite Simone non vi rendete conto di niente?Così va il mondo.Diciamolo chiaramente, su ricerca interiore gustarsi il tempo,spenderlo bene tutto daccordo,ma mollare la presa dopo aver fatto i soldi (e non importa se poi te li sei magnati al casinò) e infierire e insistere su fatto che non sei ricco e parlare ai precari che sognano di liberarsi dal lavoro,giusto x vender libri non mi risulta etico,ma si vede che la gente ha bisogno dei leader.Pure io tengo barca e spider fatte lavorando poi raggiunti buoni risultati certi ritmi li ho lasciati,ma sono consapevole che senza un certo percorso non potevo vivere di rendita come ora.La tua e la mia strada non sono percorribili dalla maggior parte delle persone,punto.E la totale mancanza di strategie pratiche in tal senso nel libro ne è un esempio.Se invece lo scopo e parlare di sogni e oppiare le masse ben seduti su un discreto cuscinetto economico,allora è un gioco che lascio ad altri.Tali pratiche preferisco non utilizzarle,non ho bisogno di questo ma preferisco farlo in altre maniere.
    Giusto x chiarire.

    Ciao

    Alfonso

    • Simpatico Alfonso. Magari ce l’avessi quel milione di euro… stai sicuro che non laverei barche piegato in due per soli 90 € (tu l’hai mai lavato il pavimento, il cesso?) e non mi taglierei, spaccherei, trasporterei a spalla la legna per risparmiare sul riscaldamento (tu fai tutta sta fatica per scaldarti?). Io ho iniziato guadagnando 64mila lire lorde se e quando mi chiamavano a lavorare in agenzia. Ero precario, ma allora non si diceva. Poi sono stato assunto, sempre nel privato, sempre facendo mille colloqui. Poi sono diventato impiegato, poi quadro e poi dirigente, facendomi un culo quadrato. Nel frattempo ho perduto un mucchio dei miei risparmi perché in Italia c’è una barbara legge medioevale sui divorzi. Non mi pare il quadro di un milionario.
      Io vivo con 700 euro al mese, caro Alfonso. E ne sono molto fiero. Tu vivi di rendita, dici, io no. Eccheccivuoi fare? Sei stato più in gamba di me a metter via soldi e aguadagnarli. Io sono solo felice per te, di questo. Magari potessi io.
      E facciamola finita con questo atteggiamento populista da strapazzo, basato sul sospetto indebito (chi sei per dire cosa faccio io, quanti soldi ho, se mento o dico la verità? Perché non ci dici quanto guadagni tu piuttosto, scrivendo nome e cognome sotto, così l’informazione diventa pubblica e vagamente plausibile?). Il cuscinetto dove sto seduto io è ben migliore di quello economico. Si chiama roba vera, poca e totalmente mia. E mi basta. Buon weekend!

  25. per me un film che descrive in modo superlativo la vita di un downshifter è American Beauty.
    La scena esilarante è quella in cui Kevin Spacey va a fare il colloquio da McDonald e all’intervistatore imbarazzato che, dopo aver letto il suo curriculum, gli dice “qui non abbiamo posti da dirigenti” lui risponde “no, no! Non voglio NESSUNA responsabilità”, e nella scena dopo lo vediamo sorridente mentre gira gli hamburger.
    Le scene che fanno pensare sono tutte le altre, dove il nostro Kevin impara a riscoprire la vita dopo il suo personalissimo downshifting

    bello rivedere un post di Exodus dopo un po’…
    ciao a tutti

  26. Ieri ritorno a Roma in treno da Milano, insieme a molti schiavi d’azienda come me; gente che è partita con il primo treno della mattina e se ne torna con l’ultimo della sera, dopo una giornata passata a correre tra taxi, uffici, scale e sfiancanti appuntamenti in cui si tenta di convincere qualcuno. Sali sul treno, insieme a quelli come te; compi gli stessi gesti di tutti gli altri: ti siedi, accendi il computer collegato ad internet e ti attacchi al telefono, per continuare a lavorare, per relazionare capi e sottocapi sull’andamento della giornata. C’è chi chiama e c’è chi riceve…Un inferno di voci, di suonerie…Un gramelot in cui si sentono vocaboli tratti dall’ingegneria aereospaziale, dal marketing, dalla chimica, dalla medicina. C’è chi è entusiasta, chi deluso, chi borbotta cercando di mascherare una giornata andata male. Poi il brusìo delle voci si placa un po’, e nel vagone cominciano a risuonare i ticchettii delle tastiere dei PC. Siamo ben oltre l’ora di cena, ma Roma è ancora lontana. Lentamente cala la quiete, si vedono molti occhi chiusi, in giro. Senza dirselo, tutti decidono che forse la giornata lavorativa è finita, e il pensiero corre alla vita vera. Si sentono altre telefonate, quelle ai figli, che non ti hanno visto quando sei uscito al mattino e già dormiranno quando rientrerai a casa. Anche io telefono a mia figlia. Le ho comprato il solito pupazzetto in un negozio della stazione. Ci sono sempre negozi per bambini nelle stazioni e negli aereoporti. Servono a ripulire la coscienza di padri che privano i figli della propria presenza, degli abbracci, del sorriso; quel sorriso che non ti spunta neanche quando torni a casa presto, ma con l’animo massacrato da una giornata di merda. “Papà stai tornando? Corre il treno?”. Le vorresti chiedere di aspettarti, ma sai che sarà troppo tardi quando aprirai la porta di casa. Arrivo in stazione, il treno ha impiegato 5 minuti meno del previsto…5 minuti, forse ce la farò a trovarla sveglia. Esco dal treno, corro allo scooter e brucio i semafori, per strappare anche un solo minuto che mi separa dall’abbraccio con mia figlia. Parcheggio di fronte casa e corro verso la porta, col pupazzetto stretto tra le mani. Entro, ma lei già dorme…Sente il mio passo, apre gli occhi intontiti e sospira un “papà…”, tendendomi la mano. Poi richiude gli occhi. Non faccio in tempo a darle il pupazzetto, glielo darò domani. Ma non sarà la stessa cosa. Quanto vale la rinuncia ad un abbraccio dopo una lunga attesa, il sorriso per una sorpresa, il vivere momenti che mai più capiteranno nella vita? Ogni giorno penso che il valore di queste rinunce è incommensurabile, che invecchio rinunciando alle cose più belle che possano capitarti nella vita. Sto cercando una strada che mi faccia vivere felice il tempo che mi resta.

    • Stefano, invece di farmi stringere il cuore con racconti come questo (bellissimo, per altro…) datti una mossa. Le difficoltà sono un mucchio, lo so. Me le ricordo. Qualcuna neppure la conosco, e magari riguarda te. Però cazzo… e non si può vivere tutta la vita così, e dai…!

  27. I film della Coppola Sofia sono tutti pallosissimi. E’ regista per meriti famigliari.
    Fossi in te non sarei così ottimista sul fatto che buona parte del mondo è oltre somewhere. Ora tutto si muove per i soldi e basta. Ci attende l’era dei barbari.

  28. Scusate, non intendo essere presuntuosa, mi sento così deficitaria di una tal quantità di capacità ed esperienze e cultura che non mi sfiora l’idea di mettermi sul piedistallo.
    Per massa intendo:”grande quantità, moltitudine, folla, insieme di persone; il popolo come un tutto uniforme”.
    Non posso dare dei dati numerici quindi il sostantivo descrive quello che intendo quando voglio dire “molte molte persone”.
    E ti confermo Exodus, che per molti altri pensieri (e paure) io faccio assolutamente parte della massa ! Un caro saluto

  29. # Patrizia: perfettamente d’accordo.

    Però non definirei gli altri “massa”, non è corretto affermare che noi non lo siamo, ci separa solo qualche pensiero diverso.

    Per il “trito e ritrito”, io amo molto leggere libri di qualche millennio fa, soprattutto testi sacri e introspezioni di svariate culture, e vi assicuro che:

    “Non c’è niente di nuovo sotto il sole” (libro dell’Ecclesiaste), le cose che pensiamo di scoprire e conoscere sono stati già scoperte e conosciute millenni fa da gente che ha lasciato un accumulo di conoscenze straordinarie che formano un corpus completo di conoscenze esistenziali, tecniche, filosofiche, introspettive, educative, addirittura economiche ad un livello sbalorditivo.

    Gente che ha lasciato sì domande, ma anche tante risposte. Solo la nostra incredulità ci spinge a pensare che non potevano trovare risposte utili coloro che non conoscevano l’elettricità o l’automobile, per non dire il computer.

    Da questo punto di vista, tutta la nostra conoscenza è “trita e ritrita”, non solo quella passata o attuale, ma anche quella futura. L’uomo non ha un evoluzione tale da rendere inutili le conoscenze del passato, soprattutto quelle che riguardano se stesso. Forse ha solo il bisogno di scoprire ogni volta la sua “acqua calda”, ma forse è proprio così che deve essere.

  30. Simone forse tu ti confronti e hai modo di rapportarti a gente che parla un po’ il nostro linguaggio, è sulla stessa lunghezza d’onda … la maggior parte della massa secondo me ha ancora il luccicore negli occhi quando si parla di “successo”, “fama”, “ricchezza” … ce ne danno dimostrazione periodica tutti quelli che accorrono ai casting di Grande Fratello, Veline ….tante tante tante persone non sono proprio sfiorate da dubbi in merito alle conseguenze derivanti da una vita tutta lustrini e non immaginano proprio ci sia qualcosa di meglio, di più auspicabile.Fossero questi argomenti triti e ritriti sono certa che la nostra società avrebbe già preso un’altra direzione.Io ci provo ogni santo giorno a parlare con la gente, emeriti sconosciuti, conoscenti, amici provo incessantemente a capire a che punto si trovano le persone in questo processo di presa di coscienza pur rendendomi conto che la mia “verità” non è necessariamente la più giusta,la più adatta a tutti.Posso dare una mia sensazione? 1 su 10, gli altri 9 sono scontenti ma remano verso la Ferrari.

  31. ciao simone. ero alla presentazione del libro, a milano, lunedì sera, quando hai detto che somewhere non ti era piaciuto. a me è piaciuto, non come lost in translation (OVER THE TOP!), ma mi è piaciuto. penso che sofia coppola sappia rappresentare la bellezza in modo molto originale, con un’estetica che probabilmente incontra il mio gusto e tocca le mie corde. anche il suo film su maria antonietta mi aveva colpito per la fotografia, le immagini.
    questa sera ho partecipato ad una sfilata di moda organizzata dal settimanale A e MAX MARA. non è il mio mondo, ma ero felice, circondata da tanta meraviglia. la bellezza della musica, dei colori, dei profumi sospende la paura, e fa sembrare la vita benevola, generosa, giusta. qualche volta, addirittura, permette di scorgere il divino, in un particolare perfetto, nella natura o nell’artificio (di un film, di un abito, di un quadro). magari durano poco, solo un attimo, lo stupore e l’appagamento, ma di quell’istante io ho bisogno. e non fa differenza se ad emozionarmi è il golfo dei poeti, contemplato dal monte marcello, o una borsa di pelle morbidissima, verde menta, che ho desiderato a lungo.
    un’amica mi ha consigliato MANGIA PREGA AMA (il libro): non mi conosce bene, sono molto oltre (che noia mortale quelli che si risvegliano all’improvviso e che pare abbiano subito dopo tanto da insegnare a tutti…)!
    w LA MAZZUCCO! W LA MIA AFRICA!

    • Vedi come va Rebecca… a te quel film è piaciuto. Ognuno vede, sente, capisce le sue cose, e tutte sono legittime. A me è dispiaciuto soprattutto osservare che si consideri ancora originale, adatto, “in tempo”, un film su un tema così trito e direi ovvio. Mi piacerebbe vedere film su cose che ancora non sappiamo, o che solo intuiamo. Il cinema (almeno quando affronta temi sulla nostra vita corrente) dovrebbe rappresentare qualcosa che sta lì, un po’ oltre, qualche passo avanti. Comunque, ognuno ha una relazione individuale con l’arte. ciao! E grazie di essere venuta alla presenteazione. Mi è spiaciuto non fare due chiacchiere, ma c’era troppa gente e star dietro a ognuno non era semplice. a presto.

  32. Abbiamo capito bene come gira il business della cinematografia: “fare numeri”. Ho visto il film ed in effetti sono concorde con quel che commenti. Saluti VALE

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