Aspettando una buona notizia…

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18 thoughts on “Aspettando una buona notizia…

  1. sono un lettore accanito e di Simone e non solo , dico solo una cosa , leggete questo
    libro “volevo solo vendere la pizza” di Furini, povera Italia, ancora 8 anni di programma e il mio downshifting sara’ realta’ certo che se simone mi aiutasse un po’..

  2. ciao exodus,
    io mi sono stabilito in germania per amore ca 11 anni fa. e´ vero che qui la mentalita di fondo e´ differente e questo spiega differenze anche nella classe politica. mi sono pero convinto che questa societs sia anche in decadimento. solo che qui siamo qualche decina danni indietro. ma il declino e´ anche qui evidente. guardo l´italia di oggi e penso che un giorno anche qui sara cosi.

    @renato: ma, sai che anche qui di posti belli per il turismo ce ne sono (mari e monti). il mare e´ diverso ma comunque bello.

    marco

  3. Exodus, purtroppo condivido il ritratto dell’italiano medio che hai dipinto.
    Credo che quello stesso italiano medio non si smentisce quando, pur di scaricare su altri la propria responsabilità, accusa il governo (qualsiasi governo) di ogni sua disgrazia, fallimento miseria di sorta.
    Ma allora siamo in maggioranza un popolo così egoista ed inetto? In effetti la ns. storia lo dimostrerebbe. ciao

  4. Renato, io sono perfettamente d’accordo con te sulla tua analisi circa i tedeschi.

    Lo sono perchè ho studiato bene la storia e i motivi che hanno fatto di una nazione divorata da una guerra persa e da un’inflazione inimmaginabile, la più grande potenza del suo tempo… Va bene, è nata sotto il nazismo, ma cos’è che ha reso una nazione di sconfitti una potenza mondiale? Ecco, anni fa ho fatto una bella analisi all’università, per piacere mio, ho chiesto ai miei parenti che vivono da una vita laggiù e tutto è stato chiaro e semplice.

    Adesso non riporto i risultati, però posso rispondere alla tua domanda, e spero che nessuno si offenda, in quanto non è mia intenzione:

    “Cosa hanno questi tedeschi più di noi?”

    Sono tedeschi.

    Se non è chiaro il primario concetto di popolo, di dedizione ad una causa, ad un’idea, di capacità di trasformare piani assurdi e velleitari (nazisti) e trasformarli in oro col proprio impegno, la propria quotidiana fatica, la capacità di coprire tutti i buchi di programmazione con la propria singola intelligenza, affiancandola alla burocrazia…

    Se non è chiaro questo fatto semplice come il sole è inutile cercare altro. E’ il popolo che funziona (parlo dei tedeschi). I leader ne sono espressione.

    Ma l’Italia è riuscita ad essere così nel boom economico, quando aveva un sogno, un’identità da costruire, prima di accorgersi quanto in realtà fosse diventata mostruosa.

    Poi non credo di essere pessimista circa la situazione italiana, in quanto la stessa situazione mi piace analizzarla ma non mi fa arrabiare più di tanto. Io non mi aspetto di essere governato bene, mi aspetto di governarmi bene. In qualunque tempo e qualunque situazione. Addirittura in questi tempi di crisi molta gente è felice (parola!) in quanto le cose gli vanno meglio di prima, ad esempio sui mutui si paga anche 200 € meno al mese. E si augurano che continui così, sono un sacco di soldi che non escono più. La realtà è sempre relativa a chi la guarda e ogni crisi contiene opportunità. Molta gente sta meglio sotto questo governo di quanto non stesse prima, molti di più stanno peggio, ma tanto continuano a votarlo.

    Poi, dico la verità, io ho ben altro a cui pensare rispetto al governo presente. Non mi piace, certo, ma personalmente, posso dire che le leggi emanate mi hanno favorito in quanto lavoratore più delle leggi che c’erano prima con D’Alema e Prodi (e questo fa capire perchè i lavoratori oggi non credano affatto a quella parte politica)

    Ma poi, pensiamo davvero che, senza fare dell’erba un fascio, in Italia impiegati, operai, insegnanti, sindacalisti, “gente normale”, spettatori del grande fratello, siano davvero meglio del ceto politico che li rappresenta? Io li conosco e mai mi sognerei di intraprendere una lotta insieme a loro, mi pugnalerebbero appena volto la schiena. Il tradimento è all’ordine del giorno tra i lavoratori italiani, e l’esempio più eclatante è qui:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Marcia_dei_quarantamila

    In quel momento è finito il movimento sindacale in Italia ed è nato l’ognuno per sè. Quello che stiamo vivendo sono i frutti di una Società dissociata in cui ognuno ha pensato ai propri interessi, non mi sembra corretto adesso suonare l’adunata. Chi volete che risponda, seriamente? Chi si fida più?

    Spero che non consideriate questo nell’ottica di un “botta e risposta”, non lo è, almeno da parte mia. Spero anzi che chi partecipa a questa discussione sappia trovare dei motivi di stimolo inoppugnabili, qualcosa di nuovo, che non sia già stata incontrato, smentito e non sia fallitoo. Credo sia quello che manchi. Ricordo anzi che uno dei cavalli di battaglia del nostro beneamato Premier è quello di ridicolizzare gli avversari dicendo che non hanno idee nè capacità di realizzare alcunchè e finora c’ha azzeccato. Ricordo che due vole è stato sconfitto alle elezioni e due volte ha aspettato che quella ventata di euforia si ammazzasse da sola. Anzi quei fatti l’hanno rinvigorito, gli elettori hanno pesato le forze e visto che in realtà non era affatto peggio degli altri, anzi!

    non si può imputare all’Amato Premier un fallimento che è in realà collettivo, ideologico, personale. Egli è solo ciò che siamo diventati, amplificato e reso grottesco dallo stesso personaggio; un catalizzatore mediatico che ci mostra cos’è l’Italia, e noi lo rifiutiamo e speriamo che andandosene si esorcizzi quello che non va più nel nostro paese. Ma il cancro è li, l’amatissimo è solo la pustola che spicca.

    A proposito: se a quelcuno interessa veda com’è finita la rivoluzione arancione di qualche anno fa in Ucraian: la storia contemporanea contiene motivi di interesse che potrebbero permetterci di non commettere gli stessi errori.

    Saluti a tutti.

    Exodus

  5. Exodus,
    non vorrei citare il PIL di altri paesi, perchè e contrario allo spirito di questo BLOG e non è con PIL che si misura il benessere e la civiltà di un paese (vedi Cina) ma a volte serve per poter fare un raffronto e porsi delle domande.
    Germania: 3,5%
    Italia: 1% (forse)
    Cosa hanno questi tedeschi più di noi?
    Sicuramente sono tutti più seri, dall’addetto che toglie le cartacce in metropolitana al primo ministro che governa con una maggioranza risicata.
    Questi, in tempi di crisi, quando anche in america chi ha perso il lavoro rischia di finire al dormitorio, questi tedeschi aumentano gli stanziamenti per ricerca e istruzione pubblica, fonti energetiche rinnovabili, turismo (in Germania!!) sostegno alle famiglie anche con un solo figlio, riconversione di aziende non più al passo con la domanda di beni ormai giunti alla saturazione.
    E’ la qualità di chi elegge sicuramente, ma anche di chi viene eletto, gente preparata e meno corruttibile.
    Ti sento molto pessimista, io non parlo di quelli dell’IDV, parlo di gente come noi, impiegati, operai, insegnanti. Gente normale, ripeto senza conflitto di interessi.
    Governare questo paese deve essere un “servizio civile” alla Nazione, non un’occasione di arricchimento personale. Mi pare che la tua tesi sia “è impossibile, ci dobbiamo tenere quello che c’è fin che non si estingue da solo”.
    Cosa ne pensi del concetto espresso da Dante nella ben nota Commedia “non solo chi fa il male è colpevole ma anche chi lo lascia fare”. Ciao

  6. Renato, ma hai visto quelli “puliti e nuovi” dell’IDV come hanno cambiato subito casacca? Erano professionisti? Erano lì da tanti anni quelli che hanno rigirato la frittata? Ma non sono forse cose che abbiamo già sperimentato, visto e rivisto? Per me quelli nuovi sono peggio dei vecchi (ho avuto esperienza in un consiglio comunale, i giovani non si sono corrotti col tempo, sono entrati già corrotti fino al midollo).

    Sono costernato dalla continua ricerca di una soluzione, quando soluzione non c’è. Non perchè non si sia provata, ma in quanto già sperimentata. Basta vedere alcuni siti di ex-antisistema che sputtanano i loro vecchi compagni di lotta. Ciò che si può fare è fare la propria parte. E vivere in pace in un mondo che è fatto così, c’è poco da fare.

    Per l’Amatissimo Premier, la domanda non è se ha mantenuto le promesse, ma se vincerebbe di nuovo le elezioni. E se il Parlamento non svolge il compito per cui è stato eletto, assecondarlo, l’Amatissimo dagli italiani alle elezioni ci vuole andare. Dice qualcosa questo?

    Cmq, credo che a parte la spettacolarizzazione del degrado italiano, la perdita di dignità, individuale e collettiva, anche gli altri Paesi stanno messi male, alcuni peggio di noi, ma la differenza è nella percezione della devastazione, che noi ormai abbiamo, altre Nazioni ancora no, ma ci sono dentro e stanno pagando, alcuni in silenzio altri con più rumore.

  7. Exodus, spero che tu abbia ragione.
    Tu dici che almemo il PAPI è stato eletto. Ha mantenuto ciò che ha promesso? (e che promette da circa 15 anni)
    Oggi, dopo tutto quello che non è stato fatto avrebbe lo stesso successo elettorale (grazie anche ad una Legge assurda)? In sostanza è veramente legittimato dal voto popolare di 2anni fa?
    Secondo me la soluzione è nella politica dal basso, stop ai professionisti incancreniti della politica, SI ai Cittadini senza conflitto di interessi che si occupano direttamente e per mandati brevi dell’amministrazione dello Stato, nell’interesse dei cittadini e non delle solite lobby. Ciao

  8. # Simone,

    comprendo la visione “di rottura” di un sistema rappresentato da un uomo, però io ho un timore che passo a spiegare:

    Cronos divorava i suoi figli, affinchè non lo spodestassero. Poi Zeus rimase vivo, fece fuori il padre e gli dei poterono moltiplicarsi a dismisura. Se Cronos avesse continuato a far fuori i figli sarebbe rimasto solo a comandare nell’Universo. Se fosse stato anche mortale, avrebbe compiuto la sua parabola e si sarebbe estinto.

    Benito, Stalin, uguale.

    Francisco Franco ha comandato fino all’ultimo. Ha lasciato questa vita e uomini come Juan Carlos di Spagna hanno permesso il ritorno alla democrazia senza guerra civile.

    Questo perchè nessuno era riuscito a spodestare questi Cronos. Erano lì e si sarebbero portati tutto con sè.

    Il crollo dell’Amatissimo, per me, non è l’inizio del cambiamento. al contrario. Se Cronos cade, gli dei si moltiplicheranno. Deve completare il suo ciclo, come desidera, finchè è lì, la sua covata non potrà espandersi e infestare a proprio piacimento. Ma se la covata fa fuori il padre, non sarà più possibile tornare indietro, perchè la metastasi sarà totale. non ci sarà più un ciclo che si completa, si annichilisce. Ci sarà la continuità di un sistema degenerato nei figli di Cronos che si sono emancipati dal padre e possono portare avanti un progetto autonomo di putrefazione.

    Cronos deve vivere e far fuori tutti i suoi figli, come sta succedendo. Non durano molto con lui, gli uomini del 1998 non ci sono più, sostituiti con altri. E se deve soccombere, deve farlo per mano di forze pulite, non per mano della sua progenie. Il ciclo deve completarsi. Il punto debole deve restare Cronos: finito lui, deve finire tutto ciò che rappresenta. Se cade per mano di questa gente, peggiore di lui, il peggio avrà vinto: si sarà diffuso fuori dal corpo del proprio padre (mediatico), e indipendente da lui. Non si potrà tornare indietro neanche con la fine del simbolo.

  9. # Simone,

    e gli altri: scusate se insisto, ma ci rendiamo conto che in questa pantomima che abbiamo vissuto il ruolo del giustiziere e boia è andato all’ex migliore alleato dell’Amatissimo Premier, uno che ha definito in passato il Duce “Grande statista”, “Uomo della Provvidenza secondo le paole del Papa di allora”, e tutto l’armamentario, che è stato tra le personalità più aggressive, giovane nostalgico del ventennio, segretario di una corrente politica responsabile di guerre e leggi razziali, ricordo con piacere le sue dichiarazione di simpatia per Le Pen, leader dell’estrema destra francese e torturatore in Algeria? Fino alla folgorazione di Fiuggi almeno.

    Ma è questo lo spunto, la scintilla, la speranza? Beh, sapete che vi dico, anche se condivido che lo stato di sfacelo è irreversibile ormai, dico che preferisco l’Amatissimo Premier al suo avversario, l’ ex delfino, la speranza della Sinistra italiana che proviene dalle fila dell’MSI, che a sua volta proviene dal Ventennio ed è lì che vogliamo ritornare ma in modo soft, parlamentare diciamo. Il pugno di ferro in guanti di velluto invece del guanto di velluto travestito da pugno di ferro.

    Ma Vi rendete conto che se questo governo fosse caduto:

    o si ritornava coll’Amato Premier in sella col secondo governo ed era una commedia;

    o si andava alle elezioni e vincevano forze ancora più estremiste di adesso (specialmente al nord) ed era una tragedia;

    oppure, ipotesi ancora più truce, nasceva un nuovo Governo con un Premier deciso a tavolino da una manica di squadristi, ma soprattutto che nessuno ha delegato a stare in quel posto, neppure per sbaglio.

    Almeno l’Amato Premier qualche voto l’ha ottenuto, ha messo la faccia ha scommesso e ha vinto, pace all’anima italiana, ma mandare a governare uno che viene scelto non dal voto ma dagli interessi massonici è una follia. Il potere non avrebbe neppure un volto con cui prendersela, almeno adesso possiamo prendere il viso del sorridente, giocare con photoshop e dire “questo è il male!”. Si fa per scherzo lo sanno tutti che il problema degli italiani sono gli italiani e non chi li governa. Ma una speranza così è la speranza dei disperati.

    Ma neanche se bombardano e radono al suolo Parlamento, Palazzo chigi, Montecitorio e Vaticano cambierà niente, sono i cuori degli italiani ad essere marci, non la politica, che non è altro che espressione di quei cuori, di quel lato buio di cui non ci accorgiamo quanta umanità ha divorato.

    Se a qualcuno interessa potrà trovare buoni spunti in questo libro, penso illustri bene quello che siamo diventati:

    http://www.einaudi.it/libri/libro/marco-revelli/poveri-noi/978880620312

    Poi vedete Voi, se pensate che una soluzione politica esista non vorrò certo convincervi del contrario.

    Saluti.

    • Exodus, non mi riferivo affatto a una soluzione politica. Ho rimarcato il concetto di valore simbolico della caduta del governo Berlusconi per significare che lui alla guida del Paese è in tutto e per tutto l’icona della vittoria di un sistema di vita, di valori. Quel sistema deve cambiare, dobbiamo cambiarlo, in interiore homine (Luciano Bianciardi), cioé ognuno dentro di sé, nei comportamenti quotidiani, cosa che ha assai più valore di qualunque soluzione politica. Vivendo diversamente possiamo diventare un Paese diverso, a quel punto avremo anche politici diversi. Il cambiamneto unico possibile è individuale. la caduta del suo governo la vedo come il possibile inizio simbolico, ripeto, simbolico, dunque d’ispirazione e di avvio, di questo diverso modo di pensare e vivere come individui. Lui, lassù, testimonia ogni giorno la vittoria del sistema mercantile egemone. Lui non più lassù mi offre l’occasione per moltiplicare gli sforzi in una direzione diversa.

  10. Premetto che l’attuale Governo non l’ho votato, ma purtroppo le alternative non offrono niente di stravolgente. In una situazione economica come l’attuale una caduta di governo ed un rimpasto non porta da nessuna parte. Detto questo la strada è in salita e piena di curve per tutto l’occidente in fatto di competitivita e costi in generale.
    Modesto parere: passeranno anni prima di tornare ad un minimo di stabilità.
    Forse ce lo meritiamo?

    SALUTI A TUTTI

  11. Beh, scusate, ma se si srotolava la bandiera per della gente che ha proposto all’Amatissimo Premier (Santo subito) di dare le dimissioni per riformare un governo con lui stesso a capo andavamo tutti a Zelig.

    Ma poi, se “cade il governo” forse che le cose migliorano di un’oncia? Anzi, in quel caso si scatena di nuovo il mercato delle vacche e la pornografia politica passa dal surreale al grottesco.

    Il fascio è durato un ventennio, questi forse dureranno di più…

    • Exodus, è vero. Però vedi, questi ultimi trent’anni, in Italia ma anche nel resto del nord ovest del pianeta, sono stati anni di tale affermazione del sistema del capitale, del consumo, della produzione di rifiuti, della consunzione a tutti i costi del pianeta, delle nostre vite, delle coscienze, dell’equilibrio possibile, che oggi ogni piccolo elemento che possa offrire l’occasione per sterzare è importante, prezioso. Non ce ne sono mai, di segnali, di spunti, sono pochissimi. Ecco perché, in modo del tutto simbolico, io penso che la caduta di Berlusconi come capo del governo, posizione apicale della sua parabola mercantile e politica, potrebbe (potrà) offrire l’occasione per prendere slancio e abbrivio nell’informazione e comunicazione (dunque persuasione e coinvolgimento) su un nuovo possibile, necessario sistema di vita. Non sono ottimista, i suoi oppositori sono fedeli al capitalismo della produzione e del consumo, vorrebbero che tutti lavorassimo per poter spendere e consumare, tanto quanto lui, però noi, come individui, abbiamo bisogno di ripartire, di rifondare le nostre vite su basi più sobrie, morigerate, semplici, bastanti per la nostra ricerca dell’equilibrio. E la caduta di Berlusoni come Premier potrebbe offrirci il destro giusto, almeno simbolicamente, per farlo, almeno per parlarne, almeno per essere un poco più ottimisti.

  12. Niente da fare, Tricolore rinviato.
    Si sono appropriati anche della bandiera, oltre che del diritto alla vita.
    RIVOGLIO LA MIA BANDIERA e LA VITA.

  13. ciao simone .sono venuta ad ascoltarti a lucca.avevo il tricolore con me,è quello’buono’comprato nell’82,quello delle grandi occasioni,ma…ancora una volta non potrò esporlo !

    mi sono dimenticata di chiederti un autografo sul libro…pax sarà per la prossima volta.

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