Un frammento dal Reading di Rimini…

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19 pensieri su “Un frammento dal Reading di Rimini…

  1. Ho ascoltato le canzoni menzionate in Uomini senza vento: sono davvero bellissime, ma la preferita rimane quella che si sente in sottofondo nel video. Grazie di avermele fatte conoscere, Perotti.

  2. Perotti, io in-comunicazione? Perotti, non so proprio come dirtelo. Io sono SCOMUNICATA in quanto sbattezzata! Le ultime righe mi hanno fatto ghignare di gusto, cosa della quale ti ringrazio molto. Ciao, Perotti!

  3. Vedi, che gnogna? Mi ero riproposta di sentirmi proprio i brani che citavi nel libro, ma non pensavo che fossero proprio quelli del reading. Io sapevo che A mano a mano era di Cocciante, non di Rino Gaetano, ma mi documenterò meglio e ti farò sapere.

    Adesso che mi hai risposto ti dico che sei un misogino! “Un bell’esemplare milanese!” E che è, una mucca? E l’ex moglie? E le descrizioni delle gnocche di turno da una botta e via? L’unica descrizione maschile è quella dell’oceanografo, rendiamoci conto! Sto Renato, che non sei te, com’è? Boh?! Perotti, tu svicoli.

    Comunque, grazie della gentile indicazione. Ti abbraccio, cosa che faccio rarissimamente su Internet, quindi apprezza e consideralo un degno segno di gratitudine! Sperando che Lilly non meni.

    P.S. Quando vedi Moreno Cedroni, fammi un favore: digli di finirsela di fare i pastrocchi da nouvelle cuisine col pesce e di tornare a farlo come lo faceva all’inizio senza ‘ste salsine assurde! Rigrazie!

    • Nego recisamente di essere misogino. La coprotagonista, anzi, la protagonista femminile del mio romanzo, Sara, è una donna tosta, che trasuda stima del protagonista da tutti i pori. E’ quadrata, attraente senza essere bella o plasticata, ruvida sui principi, determinata e fa fare delle figure da scemo totale a Renato, il protagonista maschile. Se poi lui è stato sfortunato con la moglie, questo capita. Che poi circolino donne d’altro genere posso garantirtelo. ne conosco un certo numero. Renato stesso viene descritto come un medio esemplare maschile di questa epoca: pauroso, indeciso, velleitario, debole, ipocondriaco. Ma non per questo si può dire che odio gli uomini. Un romanzo rappresenta, fotografa, descrive tipologie umane. Non descrive cosa pensa l’autore, altrimenti sarebbe una dichiarazione. Meno descrive l’opinione dell’autore, cioé più cerca la visione complessiva in cui molti possano identificarsi o leggere anche la loro realtà, e più è un romanzo riuscito. Ciò che fa di un essere-con-penna uno scrittore è il processo di allontanamento e universalizzazione. In ogni caso io adoro le donne, le stimo enormemente, vorrei dire che ho soprattutto amiche rispetto ad amici, e non sono per nulla misogino. Abbracci. Apprezzo sempre le tue (finte) sfuriate. In realtà sei un essere-in-comunicazione. Anche se ti duole ammetterlo.

  4. E lo dicevo, io, che il Biacchessi spariva contro il fondo… Perotti, tu che sei tanto buono (?) perché non sai più cos’è lo stress, non è che mi diresti i titoli dei due brani che si sentono all’inizio e alla fine del video? Grazie. Ti porterei una gratitudine infinita, perché mi piacquero non poco tutti, ma soprattutto quei due, se non erro il secondo e il terzo dopo il Cocciante. E per evitare casini, quello che penso di Uomini senza vento te lo dico un’altra volta. Ciao! Non ti abbraccio, altrimenti Lilly si ingelosisce. Non sia mai!

    • Non era Cocciante era “A Mano a Mano” di Rino Gaetano! Il pezzo che piace a te, sia all’inizio che alla fine, è sempre “The Space Between” dei Dave Matthews Band (la colonna sonora di Uomini Senza Vento…)

  5. Caro Simone,
    complimenti per la presentazione del tuo ultimo libro oggi in Bocconi, al Salone del Risparmio!
    Ti ho chiesto come contattarti quando salivamo le scale, dopo la presentazione, ricordi?

    Prima della presentazione avevo una domanda da farti su Country Walker, sulla guida ambientale. Dopo la presentazione mi sono venute idee e storie che potrebbero produrre riflessioni per drammaturgie (cinematografiche e teatrali) e per pubblicazioni di diversa natura.

    Potrei terminare questo comment con una citazione che fa al caso nostro e che potrebbe essere l’incipit della storia per il film

    “Libertà va cercando ch’è sì cara
    come sa chi per lei vita rifiuta”
    Dante, Purgatorio, vv. 71-72

    Un caro saluto e spero a presto
    Ciao,
    “Un potenziale downshifter”

    PS. Per ridurre l’asimmetria informativa tra noi puoi trovarmi su LinkedIn, con nome e cognome che vedrai nella mail.

    • ciao potenziale sownshifter”. Bella definizione. Restiamo in contatto, facciamo funzionare la testa, non pensiamo ad altro che ai nostri sogni e a come realizzarli. forza e coraggio. ciao!

  6. Ciao Simone,
    ieri sera, grazie alla nostra lucida follia, abbiamo partecipato a due presentazioni. Tranquillo, non siamo degli Stalker! 😀

    Possiamo dire che abbiamo fatto bene perché le due presentazioni sono state diverse, diverso il pubblico, diverse le domande e così via. Ricordati di firmare per le cabine telefoniche della telecom. 😀

    Scherzi a parte vengo al punto. Ieri ci hai messo in crisi. Stiamo cercando la casetta e prima di firmare chiediamo dei preventivi per la ristrutturazione. Stiamo purtroppo arrivando alla conclusione che la zona che abbiamo scelto (per comodità?) sia cara. La valutazione di spostarci altrove è arrivata di conseguenza.

    Vorrei andare oltre con il discorso, ma preferirei farlo via mail. A che indirizzo possiamo scriverti se non ti disturbiamo?

    Tornando alle presentazioni di ieri sera, abbiamo vissuto anche noi quello che scrivi da tempo. Il discorso cade sempre sulla paura legata al denaro. Eh sì, siamo deboli!

    Grazie mille per l’attenzione…Un saluto anche da Kafcia

    P.S. Come si chiamava quell’associazione di pasticceri?

  7. Amici, io cerco di godermela appena posso!
    Specie nelle piccole gioie che la quotidianità offre. In età avanzata tutto si complica.
    CARPE DIEM dicevano i latini…
    DEL DOMAN NON VI è CERTEZZA scriveva…
    SALUTI A TUTTI
    VALE

    • hai ragione anna devo venire a roma ma non ci si riesce ad accordare sulle date. la vita è difficile. io resto qui che mi dicano qualcosa. non ce la faccio a star dietro anche a questo. avere molto tempo, avendo molti sogni, non è così semplice come sembra. ma va bene così. ciao!

  8. e nun vorrei dì ma in agenda per il 18/04 io non leggo nulla… cmq presenterai a Milano.
    Grazie, magari mi scappa pure di venì
    🙂

  9. Vita buona se ne è andata?
    E chi ha detto che la vita da “vecchi” non sia buona?
    Certo, se si vuole fare rafting è meglio farlo da giovani, ma ogni età ha le sue soddisfazioni ed i propri piaceri.
    Mi sembra che ci sia in queste parole la paura della vecchiaia, come se si debba scappare adesso perchè dopo non sarà più possibile avere una buona vita.
    Conosco grandi vecchi con una passione e voglia di fare e che vivono attivamente continuando a progettare e produrre da far invidia ad un trentenne.

    Il fatto è che bisogna svegliarsi e non aspettare la pensione per vivere pienamente, bisogna vivere pienamente anche prima.

    • esatto licia. tenuto anche conto che a quarant’anni posso fare molte più cose che a ottanta. Il che non vuol dire che ottanta non si possa vivere bene. Però un ottantenne che ha vissuto male a quaranta, può vivere bene i suoi ottanta? mah… chissà. nel dubbio cerco di vivere al meglio che posso ORA.

  10. E’ cosa di uomo grande e al di sopra degli errori umani non farsi sottrarre nulla del proprio tempo, e la sua vita è lunghissima proprio perché, qualunque fu la sua durata, è stata tutta per lui. Nessun istante ne restò inutilizzato e inattivo, nessuno alla mercé degli altri: perché non trovò nulla che meritasse di essere scambiato col suo tempo, e ne fu risparmiatore attentissimo.

    Le ultime parole dello stralcio del tuo reading, Simone, mi hanno indotto a scrivere questa citazione, che può argomentare la contro-domanda che poni a chi idealmente ti assalta con la questione della pensione.

    Avere la pensione, e rendersi conto che la vita buona se ne sarà andata.
    Questa, per mio conto, è una delle facce del Terrore.

    Un caro saluto.

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