Oceano. Terza Tappa

Elmo’s Fire salpato per l’Oceano, rotta su Madeira. Terza tappa. Sono felice di conoscere Oddifreddi, ceneremo insieme in porto a Funchal. E vedere quel barcone pesante che fila quasi 11 nodi fa venire voglia di essere già a bordo. I fili si sciolgono, o cominciano a riannodarsi, a seconda di come la si guarda. Dopo queste strane settimane di solitudine, pensieri contorti, ho bisogno di prendere il mare. Ma ormai ci siamo

A Madeira andrò in cerca di qualcosa che generalmente cerco nel Mediterraneo, con sempre maggiore difficoltà. Oggetti di lavoro, utensili, vecchi pezzi di barche. Un tempo se ne trovavano con facilità, a due lire. Oggi sono diventati merce rara e costosa. Ma Madeira è un isola di pescatori oceanici, un luogo isolato, ho la sensazione che ne troverò. Se c’è qualcosa che mi emoziona sono i pezzi di legno mangiati dalla salsedine, che un tempo furono vecchi scalmi, spolette per la cucitura delle reti, galleggianti da nasse. Oggetti poveri, che però hanno preso il mare mille e mille volte, sono stati tra le mani ferite e consumate di vecchi pescatori, hanno assistito muti alle loro avventure, ascoltato i loro racconti. Se c’è una cosa che mi affascina è ciò che ha fatto miglia, che è riemerso sempre dall’onda, senza soccombere mai. Una delle 7 mosse deve essere questa: le mani, la loro perizia nel cercare pieghe e fessure, la loro durezza nonostante la precisione. La balsamica sensazione che trasmettono alle braccia, poi al corpo, poi alla mente, di saper fare, di saper tirare fuori dai guai, di saper creare. Le mani ci salveranno. Sono l’unico antidoto alla testa.

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26 thoughts on “Oceano. Terza Tappa

  1. LA MANO – organo dell’intelligenza

    “Quando l’uomo pensa, egli pensa ed agisce con le mani. Dappertutto si trovano tracce della mano dell’uomo e attraverso queste tracce possiamo riconoscere lo spirito dell’uomo ed il pensiero del suo tempo”

    “Grazie alle mani che hanno accompagnato l’intelligenza si è creata la civiltà”
    (Maria Montessori)

    La mano è l’organo dell’intelligenza, è lo strumento che aiuta la mente a conoscere, a comprendere l’ambiente. Solamente se il bambino usa le mani potrà sviluppare completamente la sua intelligenza, avere un carattere equilibrato, essere capace di obbedienza.
    Dai primi mesi di vita, dal primo destarsi nel bam¬bino del gesto “cosciente” della mano che cerca di afferrare e stringere, sarà un continuo sviluppo verso la coordinazione mente-mano, tra il desiderio in¬conscio e la volontà cosciente che guida.
    Compito dell’adulto è quello di offrire incentivi alla attività della mano del bambino e lasciarlo avanzare verso la conoscenza e l’indipendenza.

  2. Quando scrivo generalmente non mi rivolgo generalmente a qualcuno in particolare, a meno che lo specifichi. Mi sembra giusto precisarlo; ho inoltre la fortuna di decidere ancora a chi rivolgermi, non raccolgo provocazioni, non perdo tempo.
    VALENTINO

  3. “Sono contrario a nomi di fantasia, soprannomi ed altro.
    Io non ho la necessità di nascondere il mio nome di battesimo, anche perchè sembra molto particolare…”

    @ Valentino Preferisco uno che mi cela il nome di battesimo, ma non mi racconta cavolate, a chi mi dà il nome vero e mi propina una vita di fantasia; anche perché, essendo inesistente il rischio di incontrarlo, col suo nome ci faccio praticamente niente. Le opinioni invece, sono quello su cui ci si confronta e si discute: gradirei non fossero inventate di sana pianta, quelle.
    Questione di punti di vista e di priorità, direi. E ognuno ha le sue. Quindi, caro Valentino, puoi continuare a rivolgerti a me usando il mio ridicolo nickname, grazie. Nel caso, poi, non volessi rivolgerti a me, potrai tranquillamente farne a meno.

    @ lachefa Wow, che treno in corsa! Bel blog, coloratissimo e accogliente, anche se l’argomento mi interessa assai poco (fortunatamente), altrimenti peserei 300 chili. Concordo pienamente sul non mischiare i sapori di tremila ingredienti: abbasso il polpettone e le polpette!

    @ fmolly Leggevo giorni fa che al Macro una serie di conferenze ha posto il problema della scomparsa delle botteghe artigiane dal centro delle città, causando l’impoverimento dell’identità cittadina, già funestata dall’apertura di negozi in franchising che aprono e chiudono alla velocità della luce e di filiali di banche. Intorno, la desolazione di sconfinati, tristissimi e anonimi centri commerciali. Quando le multinazionali hanno la meglio sulle capacità dei singoli …

  4. Azz… che caos.
    Ok allora abbandono fmolly, io sono Federico.

    Per tornare all’argomento del post, anche io è da alcuni anni che penso sarebbe meglio tornare ai lavori manuali, invece con la storia del pezzo di carta tutti a studiare anche chi non ne ha la voglia o le capacità eppoi ci troviamo con un sacco di giovani disoccupati.
    Personalmente potessi tornare indietro andrei ad imparare “il mestiere” come hanno fatto i nostri vecchi, non mi sembra che fare un lavoro manuale sia meno dignitoso di fare l’impiegato.
    Ognuno deve essere conscio delle proprie capacità e dei propri limiti e trarre il massimo da quello che sappiamo fare, non si può essere tutti dei Maradona servono anche i Gattuso.
    Probabilmente ci sarebbero più artigiani competenti e negli uffici meno impiegati ingrigiti con lo sguardo ed il pensiero rivolto sempre oltre la finestra in una bella giornata di sole immaginando di essere altrove.

  5. …però… però… pero…tti …se ci fossimo incontrati mesi fa quando ti scrissi (non qui, alla mail del marinaio) e ti dissi che ero una cuoca che da anni portava avanti il suo downshifting in cucina, e che voleva provare a fare downshifting in cambusa, cucinando in mare a basso impatto ambientale …e che era un sogno grande e importante …per lei, per il mare, per il pianeta…
    tu prima dicesti che sì, se ne poteva parlare ma che eri in giro per mare, poi che nì perchè eri in giro sulla terraferma per il libro, e poi… poi non ti ho più scritto… oggi (forse, mah?!, sogno o son desta?…) potrei esserci anch’io su quella barca per dire con i miei piatti ai signori di “eately” che probabilmente la prima delle 7 mosse è cominciare “to eat” in modo diverso, riempiendosi un po’ meno la panza di quel cibo che brucia via l’ambiente e il pianeta, distruggendo irreversibilmente la vita di persone, animali, foreste, mari… pensando bene ai
    danni che produciamo scegliendo di mangiare una cosa piuttosto che un’altra,
    in una stagione piuttosto che un’altra, proveniente da un luogo piuttosto
    che un altro (mangiare… azione che noi del nord del mondo “col culo nel
    burro” come direbbe il tuo spettacolare presunto figlio segnalatoci da silver*
    : -DDD, compiamo almeno 3 volte al giorno…)

    …ho paura che maGNerete come lupi, visti i grossi e grassi sponsor altisonanti e i
    ben 4 chef (addirittura 4?!!!! a che pro? …e solo maschi, perchè?! ; -(( )
    …e quanti abitanti del mare vi papperete???!!! quel mare che amate così
    tanto… vorrei dirlo anche a soldini, sai?… che qualche anno fa insieme a sepulveda scrisse in un inserto domenicale di repubblica -che ancora conservo- che bisognava rivedere totalmente la pesca perchè di questo passo stavamo uccidendo il mare… si intitolava “salviamo il grande blu”
    …le nostre mani lo (e ci) salveranno, ma anche le nostre bocche…

    [( *ah silver, mi fai morire… con quella verve tutta tua… tiri certe
    mazzate a volte… e perotti incassa e fa finta di niente oppure ti risponde un po’ piccato, ma oltre non va perchè sei di una simpatia disarmante… la storia di perotti discendente dei (biscotti) doria mi ha fatto piegare dal ridere per giorni… : -DDDDD )]

    …sì, sì, si…mone, intuisco bene il brivido che senti all’alba della partenza,
    lo sento sopra e sotto la pelle anche se su una barca a vela non ho mai messo
    piede… ma lo farò… perchè il “deep blue” mi incanta e mi affascina e mi cattura ogni volta che lo guardo, lo sento, lo respiro, lo “mastico”, come diceva cristina di cagliari qualche post fa…

    buon vento e buon mare simone perotti
    (lo so, sto per fare un po’ di fishing -senza il “ph” però, quello vuol
    dire un’altra cosa- ma tu non sai quante “pare” mi sono fatta per mesi
    prima di scrivere di cibo e del mio blog nel tuo blog…
    …voi invece, da madeira in poi, vedete di farne il meno possibile… di
    fishing… nel mare… ché i pesci ne hanno piene le pinne!!!, dillo a soldini,
    diglielo da parte mia e dillo anche agli chef maschi)
    …che sia un buon mare per chi ci naviga e per chi ci abita…

    la “chefa” (alias sister food)

    http://www.lecuochealpotere.it/

  6. Trovo interessante questo, che magari conoscete già:

    http://ioelatransizione.wordpress.com/cose-la-transizione/

    Silver, hai ragione, condivido.
    Da un pò la mia regoletta è che di tutte le esperienze fatte devo prendere il buono e lasciare il “tristo” (si dice dalle mie parti per non-buono).
    E’ una regola che vale per tutto, dall’insalata alle relazioni amorose, di manica molto larga e funziona.

  7. RAGAZZI QUANTI QUI PRO QUO!
    Sono contrario a nomi di fantasia, soprannomi ed altro.
    Io non ho la necessità di nascondere il mio nome di battesimo, anche perchè sembra molto particolare…
    Scritto ciò, c’ è il rischio di non capire se ti rivolgi ad un maschietto o femminuccia o a chissachi.
    Leggo più in generale nickname, permettetemi, ridicoli.
    Ognuno ovviamente si presenta come meglio ritiene opportuno.
    Correggetemi se sbaglio.
    VALE

  8. @ fmolly
    ops… scusa il lapsus ma ero convinta tu fossi una donna.
    E allora complimenti due volte per la sensibilità puramente femminile che hai espresso nei tuoi lavori…
    Evidentemente quella tua parte si esprime tanto attraverso le tue mani.
    SUPERMEGABRAVISSIMO allora!
    Attendo news su mostre e quant’altro
    abbraccio a tutti
    L

  9. “Il fatto più importante, a mio avviso è il rispetto la cortesia e l’ educazione.”

    @ Valentino.

    Beato te, se ti sembra roba così scontata.

    “Hai ragione è una questione di pelle, un po’ come quando si usa il lei o il tu.”

    @ fmolly

    Dissento, non è questione di pelle che qui non si vede e non si sente. Più semplicemente e realisticamente mi metto nei panni di una persona che si ritrova al centro dell’attenzione per il fatto di aver reso pubblica la sua storia personale, la sua scelta di vita e le motivazioni che ci son dietro: l’amicizia è fatta di scanbio reciproco, credo; qui lo scambio è univoco, la cosa è sbilanciata, non si è sullo stesso piano. Non intendo a livello umano, ovviamente, ma a livello di racconto di un’esperienza che si discosta da quella che la maggior parte sperimenta e conosce. Ci sono delle situazioni in cui si parla e delle situazioni in cui si ascolta: più che parlare, qui, ascolto per l’ovvia ragione che quell’esperienza non l’ho fatta e non so se la farò, pur condividendo le motivazioni teoriche da decenni e avendole parzialmente messe in pratica. Mi sembra logico tenere presente questa disparità. Per altro, immagino che gli amici del Perotti, visto il successo del suo libro, spuntino come funghi: personalmente non ho la vocazione del fungo che spunta dall’oggi al domani. Sono di natura lenta, anzi lentissima e credo che i rapporti vadano coltivati con attenzione e dedizione; quelli repentini sono bufale di solito o, peggio, grossolane cantonate che non lasciano traccia.

  10. @Silver Silvan
    Hai ragione è una questione di pelle, un po’ come quando si usa il lei o il tu.
    Io mi son permesso di usare questo tono più confidenziale.

    Al di là di questo ritengo la sua esperienza molto importante e stimolante per chi vorrebbefare una scelta simile, ovviamente adattandola alle proprie esigenze, capacità, caratteristiche.

    @Silver Silva, Lilly
    Vi ringrazio per i complimenti fanno molto piacere anche perchè stanno ad indicare che forse la strada potrebbe essere quella giusta (per ora uso il condizionale) ; vorrei solo avere più tempo da dedicarci ma al momento è molto difficile e la cosa mi infastidisce perchè mi sembra che il tempo passi in fretta ed io sia sempre allo stesso punto.
    Comunque l’importante è aver preso coscienza della possibilità di cambiare, pur sapendo che non sarà facile ma da adesso tutti gli sforzi e le energie andranno in quella direzione.
    A giorni inseriro gli ultimi lavori fatti.

    Ah, Lilly la prossima volta dimmi Bravissimo.

    Ciao a tutti

  11. Nome o cognome, tu, lei, voi…
    Il fatto più importante, a mio avviso è il rispetto la cortesia e l’ educazione.
    Ho incontrato più volte lo scrittore ed è venuto spontaneo ad entrambi usare confidenza, sempre all’ insegna delle buone maniere
    COME SI USA TRA GENTILUOMINI
    TUTTO QUI FACILE FACILE

  12. @ fmolly
    ho visto il tuo sito:
    SEI BRAVISSIMA! mi piace tantissimo il tuo lavoro… se fai qualche mostra a Milano ci avverti? Mi piacerebbe venire a vedere “dal vivo”.
    Grazie
    Lilly

  13. Ancora OT

    @ fmolly

    Buongiorno. E’ senz’altro cameratesco chiamare qualcuno per cognome; non so, chiamare per nome di battesimo il Perotti, mi fa strano; non perché mi senta in soggezione, ma perché con il nome ci chiami qualcuno con cui hai confidenza e che fa parte delle tue conoscenze e amicizie abituali, quindi sa molte cose di te. Per altro, non penso che se molti lo considerano un amico, lui faccia altrettanto: i tuoi lettori non sono tuoi amici, poi possono anche diventarlo in casi limitati, senz’altro. Trovo che qui sia tutto molto epidermico e relativo ad un solo aspetto dello scambio relazionale, cioè quello delle idee: il resto non c’è e non può esserci. Sì, credo che dipenda da questo, la mia difficoltà ad usare il nome di battesimo: sia il mio che il suo.

    Particolari le tue sculture: quelle femminili sono davvero belle.

  14. Buon vento!
    Comprendo e condivido le tue sensazioni, sarà bello seguire la vostra traversata immaginando le sensazioni….

  15. @silver silvan
    Ciao, io mi sono permesso di rivolgermi a Perotti chiamandolo Simone proprio perché é così che chiamo gli amici. Lui non lo conosco personalmente e probabilmente mai lo conoscerò, però i “consigli” che mi/ci ha dato son come quelli di un amico. Per cognome ho sempre chiamato i miei colleghi e non volevo considerarlo tale (magari aver avuto un collega così)

  16. PARECCHIO OT (senza h)

    Caro Perotti, volevo dirti che non sarebbe una cattiva idea mettere la data di caricamento nel post dei video sui tuoi libri: questo perché ci sono dei riferimenti che sarebbe più facile capire. Poi fai come ti pare.

    Volevo anche dirti che ho notato che ti chiamano tutti Simone: io, invece, continuerò a chiamarti Perotti per mantenere le distanze; ho infatti la deprecabile tendenza, altrimenti, a prendermi troppa confidenza e ad affezionarmi ai miei interlocutori e lo reputo altamente controindicato a causa di precedenti seperienze. Vedo però che anche altri ti chiamano così e ciò mi rincuora. A meno che non abbiano preso sòle pure loro, sigh…

    Ciao, Perotti: potrei augurarti buon viaggio, ma sarebbe la terza volta e sembrerei scema, visto che ho iniziato a farlo ben venti giorni fa perché non avevo capito che ti saresti imbarcato venti giorni dopo, come logica vuole. Abbi pazienza e sii comprensivo, sui blog c’è di tutto, pure io.

    Ciao, Perotti: buon viaggio!

  17. Le mani le sto usando per le mie sculture… per il momento un hobby ma in futuro…speriamo possa essere la mia nuova strada. So che sarà molto faricoso e difficile cosa confermata da simone anche in avanti tutta. Ciao a tutti
    http://www.fmolly.jimdo.com

  18. Buona navigazione !

    Sabato ho fatto una festa per il mio downshifting e indovina un po un’amica cosa mi ha regalato ? Avanti Tutta…che però già avevo letto per cui Simone, mi dispiace per te, ma lo cambierò con un altro libro….magari di Zygmut Bauman…..Le mani….che bella cosa,io le mani le uso per suonare, percussioni e pianoforte che sto studiando sempre più forte.

    Avanti tutta !
    MAuro

  19. DEMOCRAZIA è PARTECIPAZIONE!
    Ognuno di noi può e deve pensare come meglio crede, guai se non fosse così.
    Scritto ciò, aggiungo che, votare è DIRITTO/DOVERE di tutti noi.
    L’ astensionismo non porta da nessuna parte e soprattutto rafforza indifferenza ed irresponsabilità.
    Due grossi limiti della nostra epoca.
    SPERO CHE IL VENTO CAMBI E PORTI ARIA PULITA.

  20. Scusami Simone, ma non capisco dove postare questa mail che riguarda i tuoi due libri Adesso Basta e Avanti Tutta. Per me è “vitale” parlartene e lo faccio qui. Ok su tutto ma AL VOTO NON SI RINUNCIA, non ci si consegna ai farabutti. E senza quorum anche solo cento persone decidono per me (e per te). Fuori dalle regole del Sistema non significa fuori dalle sue leggi. Se non esiste il migliore da votare, almeno esiste il meno peggio (e due o tre nomi si riescono pure a fare) e, in ogni caso, niente è peggio del governo attuale. C’è voluto il tuo Avanti Tutta per farmi capire la posizione di Grillo al quale ho sempre contestato di voler stare fuori dal Sistema ma poi partecipare in politica.
    La verità è che puoi anche vivere fuori dal Sistema, cioè fuori dalle sue regole, ma sei sempre nel Sistema perché soggetto alle sue leggi.
    E allora ti dico: W IL DOWNSHIFTING MA SENZA RINUNCIARE AL VOTO

  21. Vero, le mani sono l’unico antidoto alla testa. Anni fa mi hanno salvato da una brutta depressione: il bricolage come terapia per i cattivi pensieri.
    Solo che ora ho la casa piena di vecchie cassette di legno in attesa di diventare mobiletti di vario genere e gli amici mi prendono simpaticamente in giro 😉
    Odifreddi deve essere un bel tipo, magari finirete per fare un libro a due come ha fatto per il suo laico Cammino di Santiago 🙂
    Belle teste a confronto!
    Buon vento a tutti voi!

  22. Eh, caspita. Pure le mani, viste come antidoto alla testa, che ci salveranno …

    Buona caccia, Perotti.

  23. Buenas dias! “Esperto di non religione” è semplicemente favolosa. La copio. Adiòs!

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