Certe notti…

Estate strana. Forte di vento e di emozioni. Come il tono dei colori di questa mattina, a Bastia, con i palazzi del porto neri di nuvole azzurre. Nei video dei bar, le immagini di una cantante brutta, dalla voce ineguagliabile, stroncata nella notte. Il ragazzo che mi porta un caffè fischietta “Stronger than me”.

Con quelli che incontriamo sui moli è tutto un dirsi “In trent’anni non mi ricordo una roba così”. Ci riferiamo al tempo. Quello atmosferico. Se ne parla molto perché è davvero strano, e anche perché dell’altro Tempo nessuno saprebbe dire qualcosa. In effetti soffia Ovest da dieci giorni. Un Ovest con l’anima del Maestrale e le gambe del Libeccio. Stanotte qualche raffica ha toccato i 50. Nodi. Non quelli che legano, ma quelli che scorticano le tughe delle barche.
“Mai visto a luglio una roba così…”.

L’unica finestra possibile l’abbiamo presa. L’unica pausa dell’Ovest, che consentiva di navigare. Se non fossimo salpati venerdì all’alba, saremmo ancora a Spezia. Ora invece potremo fare vela sottovento, cioè a est, protetti almeno dalle onde enormi che battono a occidente. Per il vento, invece, bisognerà vigilare. Da ovest sale sulle montagne della Corsica e spara giù nel Tirreno, soprattutto dove trova qualche valle. Ieri, navigando da Capraia, ne abbiamo preso 40. Sempre nodi, quelli che devi fare rapido altrimenti non hai più le vele. Quelli che ti spazzolano l’anima.

Primo cambio di equipaggi. Qualcuno ha terminato il viaggio, qualcuno è arrivato. Facce spaurite e facce commosse. Qualcuno ha promesso, qualcuno ha salutato. Tanta gente che va e viene per il Mediterraneo, ognuno col suo sacco pieno di pensieri, convinzioni. E non c’è niente da fare: non cambieranno. Anche se quando t’imbarchi pensando, di solito, sbarchi sentendo. Non il sentire con le orecchie. Quello con la mente. Un tempo si sarebbe detto “col cuore”, ma era un errore anatomico.

Stanotte ha sparato forte. La barca era piegata come quando si naviga. Invece era irretita di cime. Sul ponte controllavo gli ormeggi nei fischi del vento. Tra un tira e molla di cime pensavo alla relazione tra apparenza e sostanza. Ai marinai capita quando sono soli e c’è da vegliare. A un certo punto mi sono detto “Moriamo tutti d’apparenza” Affermazione forte, che lascia un po’ senza fiato. A me, come forse si sa ormai, quello che si vede interessa molto. Pensare che una cosa che ti è cara ti fa morire non è una scoperta piacevole. Non alle quattro di mattina. Meno male che era l’ora della raffica più forte, quella che poi tutto cala. La barca si è quasi girata per fuggire via. La mia anima le andava dietro. Per una volta è stato buono così. Certi pensieri, se non se li porta via il vento, ti fanno venire i brividi. Se la cantante brutta con la voce ineguagliabile avesse preso qualche raffica, forse… Chissà.

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37 thoughts on “Certe notti…

  1. Perotti, finiscitela di fare il piacione e di dire che sei brutto, è la terza volta che lo leggo: sai benissimo che non è vero, e io so benissimo che è una tecnica per sentirsi dire il contrario! Certo, non sei un dio greco, ma non mi risulta che tutti quelli che non gli somigliano siano automaticamente brutti. Il fascino, per altro, ha poco a che fare con la bellezza.

  2. allora se non ho capito spiegami cosa vuoi dire quando dici che una persona é brutta. a cosa ti riferisci e perché lo dici? cosa c’entra con tuttoil resto questa espressione? fammi capire. in base a che cosa ti senti in grado di dire brutta una persona? io purtroppo non capisco scusami. puó darsi che tutti gli altri lo capiscano ma io no. E sono stufa di sentire gente che giudica superficialmente le persone senza conoscerle, soprattutto quelle che potrebbero avere qualcosa di inteligente da dire ma che poi si soffermano sulle apparenze, cancellando molte delle cose precedentemente dette.
    grazie dell’attenzione

    • brutta vuol dire che a me sembra brutta, esteticamente. Ognuno considera brutto o bello qualcosa. E’ come dire bello, ognuno epnsa che qualcosa sia bello o brutto. come la voce della cantante. A me piace, la trovo bella. Il “brutta” era poi anche provocatorio visto che la suddetta cantante è stata considerata la donna più sexy del mondo l’anno scorso. cosa che non condivido. ma brutto o bello non è certo un giudizio totalizzante, resta solo una valutazione personale, soggettiva, e che lascia anche il tempo che trova. io non sono certo bello, tanto per fare un esempio. Gli uomini belli sono del tutto diversi da me, hanno lineamenti più armoniosi, sono più alti, hanno un fisico più piacevole. Valutazione personale. Cosa che non impedisce a me di piacere a qualcuno. Così come a qualcuno piaceva la cantante brutta (per me). Non capisco il tuo disagio. Non è che io stessi attribuendo a quell’aggettivo il valore di definire integralmente la cantante. E’ solo che per me era brutta. Tutto qui. Non è una cosa grave. Non voleva dire molto più di ciò. tra l’altro fosse stata anche deforme, con la voce che aveva… Ciao!

  3. per fortuna non sono tutti come te che badano all’apparenza allora! tu giudichi brutta una persona senza conoscerla veramente e pensi che qualche raffica di vento avrebbe potuto cambiarle la vita.per me era una persona con una voce meravigliosa e basta. non giudico mai dall’aspetto fisico.strano che il vento e il mare non ti abbiano insegnato queste cose…forse i tuoi piedi sono troppo attaccati alla terra

    • danila ma di cosa stai parlando? forse ti conviene rileggere il post, o io non mi sono espresso bene (però tutti hanno capito tranne te…).

  4. @mauro

    grazie mauro per “desafinado”, grazie!
    …se al mondo c’è ancora qualcuno che si preoccupa di diffondere i testi di
    classici così, siamo tutte/i salve/i!!!
    ; -)))

    …con joao mi viene naturale, allora, vista la stagione, allungarti/vi questa
    sua versione di un pezzo che conoscerai benissimo! e che (grande!) non
    chiude con: “odio l’estate”, disobbedendo al testo di bruno martino!…
    per forza, l’estate non si può odiare!!!, nemmeno se “splendidi tramonti dipingeva e adesso brucia solo con furor”…)

    …spettacolo di dolceamarezza e essenzialità…

    http://www.youtube.com/watch?v=ZC19UZcqQwY

  5. @silver e tutt*,
    rieccomi (c’ero, ma vi leggevo soltanto…)

    ecco silver, un po’ di quello che dici su amy era anche quello che volevo
    dire io… ma anche no… non lo so…
    subito mi vien da dire che in questi giorni (mi) son successe cose ben più “grosse” (i mostruosi fatti norvegesi e… genova 2001-2011, a cui ho partecipato e di cui vi dirò, forse, in un prossimo comment) della fine tragica, ma anche prevedibile ormai, diciamocelo, di una star

    amy aveva una voce “strappareggipetti” (e mutande e cuore e fegato e budelle
    e cervelle e anima…) e ve lo dico perchè ho tremato la prima volta che l’ho sentita cantare…
    (e ve lo dico anche perchè all’università feci una tesi sulla soul music,
    follemente innamorata com’ero -e come sono-delle voci di aretha, bessie, tina, nina, mavis, etta, e poi lauryn, erykah,……..
    e… di otis, sam, ray, marvin, james, al,
    stevie,………)

    temo che amy si sia affogata nell’insostenibilità del suo successo, come kurt e come altr* (che magari non vivono nello star system ma diventano
    ugualmente dipendenti dalla droga che loro stess* producono col loro adrenalinico e forsennato “laurà, laurà, laurà”, grigio e triste motto in uso qui nella grigia e triste valle padana… dipendenza da lavoro, malattia ormai riconosciuta da tempo che -molt* di voi lo sanno già e molto bene- si definisce con il termine “workaholic”…)

    …e ancora mi chiedo: perchè proprio a 27 anni come jimi, janis, jim, brian, kurt?,…
    perdonate, dissacrerò moltissimo il mito: ma basta!… ma non se ne può più di
    gente che si droga e si stona e si affoga a 27 anni e poi entra nel mito…

    ecco, però… allo stesso tempo penso anche all’estrema fragilità
    dell’essere umana amy… forse anche lei come molte e molti, (ma non solo le
    star!, sia chiaro!!, anche noi!!!ecchecavolo!!!! anche noi soffriamo da
    maledette/i, nuotando continuamente in un mare che se è calmo è perchè una
    tempesta è appena passata e un’altra si prepara ad arrivare…)
    …forse anche lei, dicevo, aveva solo bisogno di tanta,tanta,tanta
    “tenderness” che per mille motivi -che non so e non saprò- non ha potuto,
    voluto, saputo trovare in sè prima che nelle altre persone…
    gliela e ve la mando via otis, omone dalle infinite gradazioni… dolce,
    solare, sorridente, vitale, vulcanico, dinamite pura, “strappatutto”,
    praticamente da saltargli prima al collo e poi addosso, …”gotta gotta
    gotta gotta gotta”,… (caso vuole morto anche lui anno più, anno meno, a 27
    anni, ma perchè caduto con l’aereo su cui viaggiava con tutta la band,
    entrando nel mito col suo sorriso e il suo faccione…)

    http://www.youtube.com/watch?v=KiDq4Q62tz4&feature=related

    oh she may be weary
    them young girls they do get wearied
    wearing that same old miniskirt dress
    but when she gets weary
    you try a little tenderness
    oh man that
    un hunh
    i know shes waiting
    just anticipating
    the thing that you’ll never never possess
    no no no
    but while she’s there waiting
    try just a little bit of tenderness
    thats all you got to do
    now it might be a little bit sentimental no
    but she has her greavs and care
    but the soft words they are spoken so gentle
    yeah yeah yeah
    and it makes it easier to bear
    oh she wont regret it
    no no
    the young girls they dont forget it
    love is their whole happiness
    yeah yeha yeah
    but its all so easy
    all you got to do is try
    try a little tenderness
    yeah
    damn that hard
    all you got to do is know how to love her
    you’ve got to
    hold her
    squeeze her
    never leave her
    now get to her
    got got got to try a little tenderness
    yeah yeah
    lord have mercy now
    all you got to do is take my advice
    you’ve got to hold her
    don’t squeeze her
    never leave her
    you’ve got to hold her
    and never
    so you got to try a little tenderness
    a little tenderness
    a little tenderness
    a little tenderness
    you’ve got to
    got to got to
    you’ve gotta hold her
    don’t squeeze her
    never leaver her
    you gotta
    gotta gotta gotta
    now now now
    gotta gotta gotta
    try a little tenderness

  6. Apro il mese di agosto con un pensiero che mi attanaglia il mio misero cervellino:
    Mi si dice da “più fronti”
    “NON SAI AMARE FINO IN FONDO”.
    Cosa significa:
    1)azzerare il ragionanento
    2) vivere non considerando i difetti del partner
    3) dire di si anche quando è no
    4)svendere la dignità
    5)rinunciare a parte di libertà
    6) seguire impulsi amorosi
    Beh, se è così, io non rinuncio a tutto ciò, sia ben chiaro!
    Buono, si coglione no.
    Ma, perchè, spesso ” l’ altra persona cerca di modificarti, e cerca di farti fare ciò che vuole lei?
    Puro egoismo…
    @SILVANA, lo riconosco, sono una bestiaccia rara: prendere o lasciare.
    Inguaribile e con il passare del tempo posso solo peggiorare.
    Non sono normale, per fortuna, ogni tanto lo scrivo e ne vado pure fiero, questo è il dramma!
    POVERO ME, il gentil sesso mi prefigura, un futuro solo ed abbandonato in preda alla tristezza…
    Mi sto allenando alla vita di coppia.
    Ci provo per 10 giorni.
    Mano nella mano, gentilezze, sorrisi e simpatia in quantità, complicità, sguardi langudi, attenzioni di ogni genere…
    Sarò un perfetto gentiluomo!!!
    Almeno in questo, non ho dubbi.
    CIAO SILVY!!!
    VALENTINO

  7. “La signora, non si rassegna a lasciarmi perdere, probabilmente in fondo in fondo sono un bravo giovanotto.”

    Prima glielo chiede e poi si stupisce: non hai molta fiducia in te stesso, caro Valentino. Se alle donne chiedi di marcarti stretto, ci sarà pure qualcuna che ti prende (incautamente) in parola. Eh, l’istinto protettivo finalizzato all’accudimento, frutto dei lavaggi del cervello fin dall’asilo in mezzo ad un’orgia di rosa, può avere effetti devastanti sulla psiche umana. Ti rinfresco la memoria, carino.

    valentino says:
    29/06/2011 at 09:16

    Ragazze, marcatemi stretto, i guazzabugli sono sempre in agguato.

    P.S. Valentino, se ti invita pressantemente a fare il bagno dopo un lauto pasto, starei in guardia. Fossi in lei, ti lascerei affogare!

  8. Silver sai che per amore pensavo più all’amicizia che non al rapporto di coppia…Il rapporto di coppia è si importante ma sono necessari troppi contrappesi, l’amicizia invece mi sembra più adatta a compensare grandi vuoti.
    Penso che una persona che convive con un profondo dolore lo sopporta quando interagesce almeno con una persona veramente amica, non per scaricargli addosso le sue frustrazioni ma perchè realizza un’esperienza affettiva e di condivisione con un suo simile, che lo accompagna alla ricerca di un nuovo percorso vita.
    Ecco, è quando manca questo tipo di legame che può mancare il terreno sotto i piedi, innescando quel lasciarsi andare che porta al disfacimento di sé, interiore e poi fisico, fino alla fine.
    Lo so sarebbe meglio che ognuno potesse e sapesse contare sulle proprie forze, non siamo tutti uguali e tutti forti. Diciamoci la verità quante volte nei momenti di difficoltà avremmo voluto poter condividere il nostro malessere con altri, è naturale siamo animali sociali e come tali cerchiamo il sostegno del gruppo, e questo si traduce, quando manca, in un doppio disagio. In alcuni soggetti è fatale.

  9. OPSSSS!!!
    Errore di battitura!!!
    INTELLIGENZA e non intelligienza.
    mannagggia a mmee!!!
    Asino di natura, chi sbaglia la scrittura…
    Vecchio detto popolare.
    VALE

  10. Capperi ragazzi!!!
    Evviva la solitudine, non deve impaurire,noi tutti dobbiamo esercitarci al silenzio ed alla quiete.
    Come è importante saper ASCOLTARE, tra il frastuono generale.
    Sono doti che solo una minoranza sa mettere in pratica, in questo mondo fatto di gente finta che vive di apparenze.
    Non sono d’ accordo che ognuno di noi è solo.
    Abbiamo un grande, meraviglioso, unico, fantastico ed insostituibile alleato:
    NOI STESSI!!!
    Crediamo molto di più alle NS capacità, quali, intelligienza, dialettica,esperienza,umiltà e semplicità.
    TUTTO SARA PIU FACILE.
    Certo, la vita a volte, ci mette a dura prova, ma… così è la vita…
    A proposito, io che volevo godermi il lusso di agosto in città, la fidanzata ha pensato bene di regalarmi una vacanza a LIGNANO SABBIADORO dal 6 al 16 agosto.
    Apprezzo il gesto generoso, spero di riuscire a convivere da gentiluomo, anche se la zona “fa” molto nazional popolare.
    Mi dedicherò allo struscio serale, feste paesane, serate danzanti in balera, abbuffate eno/gastronomiche ecc.
    Sarà 30 anni che non soggiorno sulla riviera adriatica…
    REVIVAL NOSTRANO
    @ SILVANA: mi vedi nelle vesti da bravo moroso, dopo lo strappo recente…
    La signora, non si rassegna a lasciarmi perdere,probabilmente in fondo in fondo sono un bravo giovanotto.
    Boh, bravo a fare che cosa?
    E pensare che in apparenza siamo una coppia modello.
    MAI BADARE ALLE APPARENZE, l’ ha sempre detto mia nonna!
    Stasera cena a base di pesce tramite GROUPON, l’ ultima delle novita offerte a mezzo mail.
    A me piacciono fondamentalmente 2 cose nella vita:
    1 è la buona cucina
    2 … immaginatelo voi
    AGOSTO SI AVVICINA… AUGURI A TUTTI
    VALENTINO

  11. Temo di non entrarci molto con il fatto che il video non si veda: comunque, c’è da giorni un mio commento annuvolato; non mi frega per lesa maestà, ma Fabio sappia che gli avevo risposto.

    Devo riflettere su quanto letto: d’acchito, mi vien da dire a Renato che difficilmente ti amano come vorresti e tu difficilmente ami gli altri come vorrebbero. Poi c’è tutta una retorica fatta di gesti simbolici e rituali condivisi che, volendo, si possono adottare per compensare la carenza: ad esempio, se lui ti regala un anello di brillanti e ti chiede di sposarlo, probabilmente ti ama e ci credono tutti, te compresa. Poi magari, col tempo, scopri che non ti senti amata affatto, però ti puoi consolare con l’anello di brillanti. Non a caso si chiama pegno d’amore: se lui sparisce, quello rimane.

  12. @Silver Silvan:
    Silvan, condivido la tua affermazione: noi siamo soli!

    E’ triste ammetterlo, ma spesso anche nel bel mezzo di un’ allegra e “simpatica” compagnia possiamo sentirci soli. Talvolta mi è successo; magari chiacchieravo, ridevo, sorridevo con l’uno e con l’altro, ma una volta rientrata fra le “affettuose” pareti di casa mia ho avvertito una sensazione di piacevole sollievo, quasi una pace interiore , che gradevolmente mi riportava con naturalezza a me stessa. Mi è capitato qualche volta di congedarmi con una scusa da un gruppo di persone, allegramente riunite attorno ad un tavolo per una cena o un appuntamento programmato; ad un certo punto ho avvertito una sensazione di vuoto interiore e di malinconia, che mi ha spinta a sollevarmi dalla sedia e ad andarmene adducendo un banale :”Scusate è tardi, sono molto stanca stasera..”. E poi, salita in auto, viaggiando verso casa, una leggerezza, un sollievo, dopo aver acceso lo stereo per ascoltare la mia musica preferita! Mettermi a letto subito dopo con un buon libro in mano mi ha fatto sentire in armonia con me stessa e con i pensieri che le pagine di quel libro esprimevano, forse con maggiore verità delle parole che avevo ascoltato fino ad alcuni momenti precedenti. Detesto il frastuono, i rumori inutili, il chiacchiericcio ipocrita e convenzionale. Tutto questo mi annoia, mi infastidisce, come una mosca al naso, che continua a ronzarmi intorno senza posa. Da qualche tempo adoro il silenzio, quello che incontri improvvisamente rientrando da una strada, da una folla , da un gruppo di persone riunite da qualche parte, un luogo alla moda, quello cosiddetto “giusto”, pur di non sentirsi maledettamente tagliate fuori, per evitare il rischio di rimanersene tranquillamente a casa sole il venerdi’ sera.Sono “strana”, io? Sono “diversa”?Sono “incontentabile”? Domande inutili, tutto sommato! Non cerco nemmeno una risposta, perché, se mi sento meglio sola con me stessa, in fondo godo di una buona salute interiore! Cerco di non farmi contagiare da certi “virus” sociali, convenzionali, modaioli, che anziché valorizzare la mia personalità, la mortificherebbero. Il piacere mentale della condivisione è una rarità da coltivare con qualcuno che ne sappia apprezzare il valore in maniera solidale e disinteressata, con quella naturalezza e spontaneità, che solo i rapporti umani più autentici sanno regalare. Peccato siano talmente rari ed eccezionali! Ma anche uno solo di questi nella vita può bastare: grande “consolazione” poterlo vivere o averlo vissuto!
    Ciao a tutti!

  13. Proteggersi. Cercare un porto sicuro in cui passare la notte perché consapevoli della forza del vento, esperti abbastanza da non voler rischiare il proprio equilibrio per una notte brava, per una decisione affrettata, per voler mettersi alla prova, per dimostrare qualcosa agli altri e a se stessi, mettendo in gioco la mente, il cuore, l’anima o la vita.
    Essere sensibili al punto di desiderare di disperdersi nel tutto, quasi che la propria esistenza non possa essere contenuta in un unico corpo, cercare l’energia ed il calore in altre persone o in droghe, eppure fermarsi un attimo prima ricordando che domani è un altro giorno e che forse il vento sarà passato, o forse sarà ancora più forte ma ci troverà capaci di sopportare la sua impetuosità come un fatto normale a cui non possiamo opporci: dobbiamo solo accettarlo.
    Incontenibile è stata Amy in tutte le cose che ha fatto, esagerata, ingestibile. Ha sfidato il vento, ha cercato il mare più violento, allontanandosi dai porti sicuri per trovare un faro acceso solo per lei, stracciando tutte le carte nautiche.
    Impresa impossibile, purtroppo, poiché ognuno di noi contiene il proprio faro: cercarlo all’esterno è solo il modo per non trovare nulla e quindi potersi compiangere, scaricando sugli altri la propria solitudine, mettendoli in difficoltà pretendendo affetto ed attenzione che magari già ci sono ma siccome non richiedono nulla in cambio non vengono considerati sufficienti.
    Darsi agli altri tramite le proprie capacità, cantando divinamente o facendo una piccola cortesia, dev’essere un dono fine a se stesso.
    Ecco, per me è importante offrire piccoli gesti di affetto senza volerli esaltare, in modo che restino leggeri, come un gentile vento costante che non mette in difficoltà e che non pretende un marinaio eccezionale… perché mi basta essere un semplice nomade a vela.

    • grande 1light, grande compagna di viaggio. ci hai regalato sorrisi, silenzi attenti, parole. ebbra di tuo, con ebbri di vita. abbiamo navigato e riso, parlato e sentito. Grande gente si incontra su grandi rotte. un caro abbraccio da Alghero, dove abbiamo ripreso il tempo e il ritmo di questa folle estate.

  14. @Silver: “sapere che sei in sintonia con qualcuno, sulla tua stessa lunghezza d’onda: quell’orribile sensazione di parlare, ma nessuno capisce quello che dici.”
    Si credo sia esattamente questo, certe persone arrivano ad un punto in cui hanno la consapevolezza che non esistono, senti che nessuno, o quasi, ti ama per quel poco o tanto che sei, a prescindere dalle tue doti, di qualsiasi genere.
    E lì emerge la differenza. Se hai altri appigli, dei contrafforti, altri sostegni a cui appoggiarti, magari fino a quando riesci a trovare qualcuno da amare essendo riamata, resisti ci convivi e magari la superi (la solitudine).
    E sono per alcuni la filosofia, le lettere, la religione, l’attività per il prossimo.
    Quando non hai questi “salvagente” rischi grosso e puoi fare quella fine, non vedendo altra soluzione praticabile ti distruggi pensando di aver risolto il problema. Scondo me è una questione di amore in senso ampio. Insomma, siamo esseri che hanno profondamente bisogno di sentirsi amati ed aprezzati, “riconosciuti” dall’altro. Quando manca questo aspetto qualcosa si spezza.

  15. A proposito di amore, tolleranza e musica, mi è venuto in mente un pezzo magnifico di Tom Jobim che Ho molto a cuore e che ho liberamente tradotto in una serata che avevo organizzato tempo fa a Roma su vino e poesia :

    http://www.youtube.com/watch?v=VOkJKxC3l-0&feature=youtube_gdata_player

    Desafinado (stonato)

    Amore, se tu dici che io non so cantare
    sappi che questo in me provoca un immenso dolore
    Solamente i privilegiati hanno un udito uguale al tuo
    Io possiedo appena quel che mi da Dio.

    Se comunque insisti nel classificare
    il mio comportamento come anti-musicale
    Io, a costo di mentire devo argomentare
    Che questa è bossa nova, questo è molto naturale

    Quello che tu ignori e che nemmeno pensi
    è che anche gli stonati hanno dentro un cuore.

    Ti ho fotografato ieri con la mia Rolle-flex
    E nella foto ho visto la tua enorme ingratitudine.

    Ma tu non puoi parlare cosi’ del mio amore,
    perche lui è il piu’ grande che mai potrai trovare,
    Te con la tua musica hai dimenticato il principale

    Che nel petto degli stonati, nel fondo del petto batte discreto,
    Si nel petto degli stonati batte sempre un coracao.

  16. Io quello che vedo nella morte di Amy winhouse e’ principalmente la mancanza di amore, non l’amore esorto o disperato, ma l’amore vero principalmente per se stessi. Come ho sentito dire una volta da Benigni, bisognerebbe impararlo l’amore…..se nessuno ci dice come si fa sara’ difficile per noi amare. poi la solitudine, come giustamente dice Silvan (a proposito, il video che hai postato non si vede) ci può essere anche con mille persone intorno ma i rapporti veri sono un’altra cosa. Aggiungerei anche che prima dell’amore dovremmo imparare tutti a essere un Po più tolleranti anche verso i propri errori, vizi, imperfezioni, chiusure, meschinerie……il vero cambiamento comincia dall’accettazione.

    Buona estate,
    Mauro

  17. Semplice considerazione, amici del blog:
    Questi personaggi famosi che si abbandonano agli stravizi, non sono stati allenati a sopportare lo stress da notorietà.
    Dietro, molto spesso, vi sono personaggi loschi che sfruttano l’artista od il campione dello sport, fino all’ ultimo.
    Mi viene in mente il caso TYSON, follia, forse alcool e droga,onnipotenza e non solo l’ hanno portato in uno stato di povertà relativa.
    Certo che il tipo quando delirava, entrava nei ristroranti direttamente con la sua ROLLS ROYCE, creando danni da 500.000 dollari…
    La testa quando non funziona non funziona!
    A quanto pare, mantenere lucidità e sobrietà in caso di successo, è tutt’ altro che semplice.
    Esiste anche un’ indagine che ci racconta che, la maggioranza di chi ha ottenuto vincite importanti a lotterie, finisce male.
    Strano, ma vero! Gestire se stessi ed i propri averi è una attività che richiede competenze e cervello.
    L’alternativa è il disastro,personale e famigliare, purtroppo.

    ALLENIAMOCI A NON FAR DISASTRI,
    almeno proviamoci
    VALE

  18. Simone, quanta malinconia in quella notte! O sbaglio? Certe notti la malinconia davvero prende il sopravvento; non è un gioco di parole, ma quando il vento soffia così forte, quando anzichè procedere , sembra di sbandare chissà dove, ebbene, proprio in questi momenti si può avere paura.
    Ecco Simone, sembra che tu quella notte abbia avuto paura, sembra che questa paura abbia sibilato forte, ma sommessamente in te , forse, più forte della convinzione di arrivare alla meta senza danno alcuno. L’albero di una barca si può spezzare, ma lo si può anche riparare, se si resta fortunatamente incolumi! Simone, hai avuto paura ?

  19. Ho sempre creduto che una passione se poi, sostenuta da un talento, potesse essere una solida motivazione per vivere e volersi bene, per cui, avere cura di se stessi, fare una vita abbastanza “sana”.
    E probabilmente per tante persone io spero sia così.
    Per altre invece non lo è affatto.
    Nel campo della musica in particolare, e mi limito solo a questo altrimenti il discorso sarebbe veramente troppo ampio, ritmi di lavoro intensi, l’ansia da prestazione, la pressione dei media, l’esigenza di “far parte di un gruppo” e quindi accettare delle cattive abitudini legate agli stravizi per conquistarsi il merito di far parte di quelli che fanno il mestiere della pop o rock star,sono molto diffuse, e portano poi a morti premature neanche tanto non annunciate.
    Vogliamo parlare di Michael Jackson? Un “miracolo” che sia vissuto fino hai 50 anni!!!
    Oggi ho letto che è morto Dan Peek, era stato il fondatore del America, grande gruppo musicale degli anni ’70 con canzoni che hanno fatto la storia della musica. Però lui nel ’77 abbandonò il trio, stufo appunto, degli stravizi di questo stile di vita.
    Aveva 60 anni, non sono poi molti, ma certo di più di quelli di Amy Winehouse, di cui ricordo nel 2007 una canzone in particolare che mi ha accompagnato in un periodo nero.
    Ma volevo tornare sull’esigenza di essere accettati dal “gruppo”.
    Se non bevi non sei una star, se non ti droghi non sei una star, se non eccedi non sei una star.
    Forse facendo tutto questo diventi famoso nel mondo, sei un grande, ti senti fortissimo, ma dove sono i valori quelli veri?
    E gli amici sinceri?
    Non ci sono. Sei solo.
    Conti solo per il guadagno che porti, per la fama, il potere. Non c’è verità, ma solo apparenza.
    Ma quando ti chiudi in una suite di lusso di qualche grande albergo dopo un grande concerto pieno di adrenalina e chissà che altro, hai qualcuno che ti vuole veramente bene?
    Forse hai solo una bottiglia e un flacone di pastiglie…..
    Ma adesso basta!
    Pensiamo alle cose belle e buone!

  20. A proposito di talento, in questo caso smisurato ma altrettanto disagiato, guarda caso, come non ricordare costui? Soprattutto nell’esecuzione della musica di un genio, cioè il mio fidanzato da quando avevo sei anni, che è morto da qualche anno, ma per me è parecchio vivo. Specie oggi che ricorre l’anniversario della sua morte.

    http://www.youtube.com/watch?v=hkg0aQxsKlU

  21. @ Renato Sì, è possibile che sia solitudine, ma c’è un piccolo particolare: tutti siamo soli. E allora? E’ possibile che l’illusione di non sentirsi soli mantenga in vita e tuteli dall’autodistruzione? O ci sono individui meglio attrezzati a sopportarla, la solitudine? Un sacco di gente è terrorizzata dal silenzio: allora accende la radio o la Tv per udire qualche voce umana: oppure si consola della presenza di qualcuno nella stessa stanza o sotto lo stesso tetto, anche un estraneo, pur di avere “compagnia”: quella, invece, è per me la solitudine peggiore; sei con qualcuno ma è come se fossi solo; meglio esserlo di fatto, a quel punto. Alla fine, non sentirsi soli significa non provare quel senso di estraneità che ti fa sentire slegato e tremendamente distante da quelli che hai intorno, sapere che sei in sintonia con qualcuno, sulla tua stessa lunghezza d’onda: quell’orribile sensazione di parlare, ma nessuno capisce quello che dici. Purtroppo è sempre più difficile istaurare rapporti profondi, ci si è abituati ad una superficialità drammatica nella sua banalità e nella sua inconsistenza e a rapporti epidermici. Mi sono chiesta, in questi giorni, se il Perotti abbia stretto rapporti profondi con qualcuna delle persone con le quali ha condiviso l’esperienza dei viaggi che sta facendo attualmente. Basta stare a così stretto contatto con delle persone per avviare un rapporto profondo? Non so dirlo: l’affinità, la simpatia, magari sono istantanee, ma poi si sviluppano sempre delle dinamiche di relazione spesso complicate e l’esito non dipende più solo da te o da quello che vorresti tu.

    Un talento può essere molto difficile da gestire, specie con chi non ce l’ha, temo: e c’è sempre la spinta a metterlo a frutto, a farlo fruttare economicamente; credo che la pressione possa diventare davvero insopportabile. E’ triste vedere una persona vittima del suo talento: quante aspettative, fatte su quelle doti e su quella splendida voce, tutte bruscamente interrotte; e che risvolti osceni, può avere il successo, apparentemente così allettante, un sogno che può essere un incubo orrendo; e il monito, non è detto che avere delle doti ti metta al riparo da dolore, sofferenza, esperienze negative; infine, la tristezza nel constatare che opporsi alle regole non scritte può avere un prezzo altissimo, da pagare.

  22. sembra di percepire che la natura ti abbia detto”adesso ti faccio capire che non puoi niente contro di me,èquesto è solo un assaggio”poi però mi sfugge completamente il significato del primo pensiero”moriamo tutti d’apparenza”.
    questo tuo post simone è strano,hai risposto spesso”tanto comunque intorno agli ottanta moriremo tutti,tanto vale vivere ora”e in quella notte di vento sembra che tu abbia visto dei brutti fantasmi che abbiano fatto vacillare le tue convinzioni?!
    sembra come che tu percepisca il tuo essere parte di questo universo in maniera nuova,o forse è solo questo luglio pazzerello!!!??
    più che mai”BUON VENTO”

  23. Noto che la morte di Amy Winehouse ha colpito molto l’immaginario collettivo, il che è strano, vista la velocità con cui si consumano le notizie e per un’artista con due soli album all’attivo: credo che questo abbia a che fare con il fatto che una fine simile smaschera gli aspetti mostruosi del “successo”, il sogno di tanta gente che si illude di uscire dalla mediocrità e da una vita scontata. Invece, si è messi improvvisamente di fronte al lato oscuro del sogno sfavillante: vogliamo chiamarlo ciò che è al di là dell’apparenza?

  24. Ciao Simone
    noi siamo rientrati al nostro porto di stazionamento a Marina di Grosseto sabato scorso dopo 20 giorni durante i quali siamo riusciti nel nostro obiettivo di compiere il giro della Corsica in senso antiorario con il nostro grand soleil 34 Paperoga IV. Coste aspre e primordiali, vento e mare senza pietà. un’emozione intensa…per 2 persone come equipaggio e poco esperti…
    speriamo che il vento da ovest molli un po (anche se le previsioni non promettono nulla di buono)
    buon vento!!!
    Sonia

  25. Ciao, Valentino, buona gita al lago di Como. E attento ai cassetti: volano basso!

  26. Molta tristezza per Amy…oggi ho letto un post di un giornalista sul fatto quotidiano (mi sembra si chiami mello) che quasi lodava la libertà suicida di Amy Winehouse così come fu per gli altri famosi 27enni musicisti maledetti. Io sinceramente ancora non mi sono fatto un’idea anche perché pensare alla morte già da i brividi, a 27 anni poi è veramente troppo…. penso comunque che il talento non può giustificare l’autodistruzione e che lo show business, sempre per rimanere in tema di avidità di denaro, abbia delle grandi responsabilità in queste morti oltre che alle famiglie di origine di questi musicisti.

  27. La mia posizione riguardo ad Amy Winehouse è molto diversa da quella espressa da Silver Silvan. Non ho mai creduto che questi artisti (cantanti, attori, ecc.) fossero attratti dall’autodistruzione, dalla morte, dall’alcool e dalle droghe, la considero una banalizzazione della loro stessa esistenza. E lo stesso, chiedersi che cosa allora ci abbiano trovato nel drogarsi è già una domanda un po’ stupida. Io li ho sempre visti come persone dotate di una sensibilità molto speciale, direi divina, ma allo stesso di una fragilità del tutto umana, non preparata a gestire una simile sensibilità (dalla quale scaturisce il loro talento). Ho sempre pensato che fossero esseri terribilmente migliori della maggior parte di noi ma che abbiano, per questo motivo, molte più difficoltà a far dialogare quel tesoro che c’è dentro di loro con quello che c’è fuori. Oltretutto ritengo che non ne abbiano neanche un quadro chiaro, ma solo una certa consapevolezza, che magari spesso reputano una condanna. E al giorno d’oggi, in questo mondo così rimbambito, cinico, stronzo, possano ritenersi dei condannati e in un certo senso eseguono da soli la propria condanna.
    Questo mondo manca di umanità, di qualità umane, si ragiona troppo e quindi si ragiona male, chi è un po’ più illuminato in tal senso, grazie ad una profonda umanità, si fa molto male.

  28. “FORTE DI VENTO E DI EMOZIONI”.
    Così, descrivi ciò che state vivendo, capitan PEROTTI.
    Bravo, trasmetti con entusiasmo a noi lettori, il brivido che la natura ti offre.
    Con la sua forza, maestosità, fascino e bellezza unica.
    Il bello della vita, a mio avviso, è saper cogliere certi momenti e renderli “MAGIC MOMENTS”, come recitava una nota pubblicità.
    Bene, ora dopo aver trascorso la mattinata lavorando, in una MILANO silenziosa e fresca, tra turisti che la vivacizzano,parto alla volta del LAGO DI COMO.
    Con la mia motocicletta ed in buona compagnia, mi accontenterò dell’ acqua dolce in alternativa al mare.
    Cercherò di vivere un pom /sera di mezza estate,” da ricordo…”.
    Oggi mi sento un pò romantico e più buono del solito.
    Spero di non far disastri…
    BUONE VACANZE a chi parte
    BUON RIENTRO a chi torna
    VALE

  29. Perotti, ‘sto post è strano. Perotti, sarai mica immagonito? Perotti, avvicinati, se sei immagonito, ché ti do un bacio sulla guancia. Se invece non sei immagonito resta dove sei: non ti do niente!

  30. Mi sembra che la cantante brutta di raffiche ne abbia prese un bel po’ e pure belle forti, ma non sembra siano servite a molto: e se la differenza stesse nella paura? Tutti quei cantanti, quegli attori, quegli artisti maledetti alla quale è andata ad aggiungersi hanno in comune un istinto di autodistruzione, l’attrazione per la morte e per gli aspetti più truci dell’esistenza, quelli tanto deprecati dai bempensanti. Si tuffano a corpo morto nell’alcool, nelle droghe, nella depressione quasi a voler esplorare una zona buia che li attrae irresistibilmente, come la luce attira le falene. Credo che la differenza non la facciano le raffiche, ma la paura delle raffiche: la paura delle raffiche è istinto di conservazione, quello che agli artisti maledetti manca e li porta ad una fine spesso scontata.

    Amy Winehouse non mi sembra brutta, non riesco a vederla brutta, tutt’altro: mi ha sempre fatto una gran tenerezza, quello scricciolo così colorato e so perché; la fragilità, la vera fragilità, mi ispira da sempre una grande tenerezza e una notevole simpatia. Al contrario, quella simulata, finta, che ha il solo scopo di far leva sull’istinto di ptrotezione altrui, solitamente per manovrarlo, mi suscita sempre un fastidio notevole e aizza i miei peggiori istinti sadici. Detesto la gente che si finge debole per accattivarsi la simpatia del prossimo.

    Perotti, perché ti meravigli del fatto che le convinzioni non cambieranno? Le convinzioni che ognuno ha servono a mantenere lo ststus quo, servono a reggere in piedi la struttura che abbiamo eretto a protezione di noi stessi: l’esigenza di abbatterla e ricostruirla può nascere solo dall’interno, non da una vacanza condivisa con chi fa un altro tipo di vita o da discorsi più o meno approfonditi in merito. Si cambia da dentro, Perotti, per i motivi più svariati, mai da fuori; i cambiamenti esteriori spesso sono solo pose, più o meno convincenti. Chiamiamole pure “mode” culturali.

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