Lettere dal penitenziario…

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193 pensieri su “Lettere dal penitenziario…

  1. leggo con molto interesse
    grazie

    devo dire che anch’io ho fatto scelte davvero strane sempre ammesso che si possano dire strane, molto utili però a risolvere i problemi quotidiani, per farla breve lavoro e dormire sistemato il lavoro riuscivo a dormire meglio, meno soldi meno illusioni però più vita questa è la sintesi, migliori rapporti in famiglia più condivisione delle cose quotidiane più attenzione verso il bimbo e più passi il tempo con il tuo bimbo ti accorgi che è lui a guidarti. posso entrare nel merito ma dico che aver cambiato il significato dei soldi cioè un mezzo e non un fine mi ha migliorato almeno 16 ore della giornata parecchio per me, le restanti sono per gli hobby e varie.alberto

  2. @ Dona Le tasse sulle mance?! E ti credo, che ridono. Sono un regalo non dovuto, le mance, per ringraziare di un servizio apprezzabile che trascende il normale svolgimento del proprio lavoro. Paradossalmente, uno che si impegna di più e ci mette del suo in quello che fa, prendendo molte più mance, sarebbe svantaggiato rispetto ad uno che fa solo lo stretto necessario. E’assurdo! E’ come se a qualcuno venisse in mente di tassare i regali che ti fanno. Perotti, i tuoi libri non li regalerei più a nessuno, a quel punto, sappilo!

    Quanto dici delle garanzie è verissimo: c’è gente che si aspetta che gli insegni per filo e per segno come si fa qualcosa; in realtà, uno ti spiega a grandi linee la teoria, poi entra in gioco l’esperienza personale: la pratica, insomma, è tutta tua. E’ così per tutto, direi: perché in questo caso dovrebbe essere diverso? Ti posso insegnare a maglia il dritto e il rovescio, poi con la pratica impari e ci fai quel che ti pare! Il mio primo maglione (giallo canarino) era orrendo, poi sono decisamente migliorati!

  3. PS: a proposito di spesa per mangiare. Il mio pranzo di oggi costerà circa 0 euro perché ieri, andando a esplorare un sentiero dietro casa, abbiamo trovato dei funghi. 🙂
    Poi forse il fatto di essere vegetariana mi aiuta a ridurre i costi per il cibo… non ci ho mai riflettuto su questo.

    Ora mi metto a pulire casa e poi passerò la mattina a cucire dei piccoli cestini di stoffa per il pane.

  4. @Simone: è vero, tutte queste domande stufano alla fine e non portano da nessuna parte. Devo dire che all’inizio ero convinta che queste domande sarebbero venute da persone vicine e amiche, titubanti e incredule. Invece proprio chi mi conosce bene ha sempre dato per scontato il fatto che io sarei riuscita a far quadrare tutto il mio personale sistema umano e non solo.
    Il fatto è che spesso non si ha idea che esiste un altro mondo possibile dove vivere, lontano da tutto ciò che siamo abituati a conoscere. Solo che la scoperta di questo nuovo mondo implica l’abbandono delle cose che abbiamo sempre dato per scontato. Per esempio: Dax (a cui rispondo dopo) non crede a tante cose, non gli tornano i conti. Ma lui fa i conti dalla sua base di partenza che è diversa dalla mia e dalla tua. E finché non prenderà in considerazione l’idea di poter mollare tutti i suoi riferimenti e vivere altrove e in altro modo, non sarà in grado di comprendere il senso di ciò che proviamo a spiegargli (magari non siamo neanche tanto chiari nel farlo). Magari non sa che potrebbe cominciare a guardarsi intorno (anche lontano dalla sua zona) e vedere se in altri posti ci sono opportunità per smettere di fare l’operaio e rimettersi in gioco con un’attività sua che gli possa piacere di più. Trasformare una passione in lavoro. In fondo non sappiamo niente delle sue aspirazioni, di cosa vorrebbe fare invece dell’operaio. Sappiamo solo che ora non gli piace com’è.

    @Dax: ti faccio la radiografia a grandi linee della mia contabilità, ma non essendoci niente di “fisso” non può essere precisa. Ci sono mesi in cui, per varie coincidenze spendi pochissimo e guadagni di più, altri mesi dove guadagni pochissimo e te lo devi far bastare rinunciando ad altre cose.
    Come provavo a spiegare nell’altro post nella peggiore delle ipotesi lavoro due sere a settimana (cosa che non ci auguriamo mai, sia per soldi sia perché ci diverte questo lavoro). Quando gira meglio si lavora 4 giorni a settimana (nei periodi miracolosi abbiamo lavorato anche per 15 giorni di fila senza interruzione). Le mance vanno da 20 a 50 euro a serata.
    Poi arrotondo con qualche traduzione (l’avevo scritto, boh?), tassate alla fonte con R.A..
    Faccio spesa al discount e vivendo da sola capirai che si spende poco. Prodotti per l’igiene personale maxi taglia durano tanto e costano poco. Metti 100 euro al mese ma arrotondato per eccesso. Benzina 20 euro al mese se viaggio tanto (mi muovo nei dintorni giusto per andare da casa al discount).
    Le utenze? ENEL 10 euro al mese; acqua 10 euro al mese circa; cellulare 30 euro di ricarica ogni 2 mesi; telefono fisso 50 euro al mese. La spesa più grande è il gas che d’inverno si usa anche per il riscaldamento (qui nevica e le temperature sono sotto zero tutto l’inverno) che in media fa 70 euro al mese.
    Ho imparato a tenere la contabilità su foglio excel e salvo imprevisti le cifre sono queste.
    Come possa qualcuno fittar casa a chi non ha garanzie da offrire? Nei minuscoli paesi accade ancora, ci sono tante case sfitte che la gente dà via volentieri. In più il mio padrone di casa mi conosce e sa come vivo e si fida.
    PS: a proposito di tasse. Non so se sapete che per la legge italiana le mance che i clienti lasciano ai camerieri non sono tassabili. Ebbene, sto chiedendo a vari amici commercialisti se esiste una forma che permetta di dichiarare questo reddito (che viene completamente speso per vivere tra l’altro). Mi faranno sapere ma finora tutti mi hanno riso in faccia di fronte alla richiesta.

  5. @Fabrizio: sul discorso che a storcere il naso sarebbero i più “abbienti”, se riferito a me non potresti essere più lontano dal vero:

    Sono operaio.
    Ho preso casa il più vicino possibile al lavoro, tanto che a volte vado in bici.
    Faccio pausa pranzo a casa mia.
    Ho un utilitaria e nessuna intenzione di cambiarla per regalare soldi alle case, alle banche, all’erario, alle assicurazioni e ai petrolieri.
    Non frequento un locale pubblico più o meno da quando è stato istituito l’euro, ossia da quando consumare è divenuto una truffa legalizzata.
    Non possiedo telefoni cellulari, nè sbavo dietro alle tecnologie.
    Non seguo mode, e non spendo soldi in abbigliamento.

    Come vedi non sono un privilegiato; eppure, ugualmente, sono costretto a dedicare TROPPO tempo al lavoro, e TROPPO POCO alle cose che vorrei davvero fare.

    Un dirigente sarebbe chiaramente meno disposto ad abbandonare tutto, perchè a fronte dell ore sacrificate per l’azienda nè ha un riscontro economico che compensa e che permette di coltivare l’illusione del possesso, senza contare l’ego, che spinge a mantenere una posizione che garantisca privilegi e posizione sociale, ma per un operaio è il danno che si aggiunge alla beffa, per cui è normale avere più facilità nel cambiare: si tratterebbe al più di continuare a vivere come sempre, solo devolvendo molte meno ore alla causa aziendale.
    Solo che ancora non ho capito come si fa…

  6. Io credo che fare domande “minute” non abbia nulla a che vedere con la curiosità morbosa; serve solo a stabilire se ci si trova di fronte ad un vero downshifter o ad un cazzaro che invece si gode la vita sulla base di una qualche rendita. Sono due cose molto diverse: Valentino scrive che non cambierebbe nulla. Invece cambia tutto, perchè dietro al campare di rendita non c’è nessuna bravura, e nessun “eroismo”; lo sanno fare tutti. Quello che sanno fare in molti meno è RINUNCIARE a determinate certezze per cambiare vita.
    Dunque, è normale entrare nei dettagli per capire, semplicemente; certo, non me ne frega nulla di quanto uno dichiari al fisco, ma certi dubbi sarebbe lecito chiarirli: per esempio, Dona afferma di vivere in affitto; ora, non posso fare a meno di chiedermi come faccia a tirare fuori 320 euro al mese lavorando due sere a settimana; se la matematica non è un opinione dovrebbe prendere almeno 50 euro a serata, senza contare utenze, alimenti, e un minimo di prodotti per l’igiene personale…
    Oltretutto mi chiedo, nel suo caso, come in quello di Valentino, quale proprietario sia disposto ad affittare una casa ad un soggetto privo di reddito fisso e/o documentabile…

  7. Boh, se io non credo a qualcosa o a qualcuno il problema è mio: non capisco che senso abbia continuare a sfinire un povero disgraziato tempestandolo di domande e chiedendo prove su prove della veridicità di quello che uno racconta; prestarsi a questo giochetto demenziale è umiliante e poco dignitoso. In fin dei conti, basterebbe guardarsi i video per notare come, effettivamente, quello che il Perotti racconta nei libri non è inventato: poi, se proprio uno vuole, può arzigogolare a oltranza e stabilire che quella non è casa sua; ci si può arrampicare sugli specchi pur di negare l’evidenza, insomma. Una cosa è vera perché uno la dice: se tu non ci credi è un problema tuo; che uno debba portarti continuamente prove su prove è poco dignitoso. Per chi le chiede, soprattutto. Boh, mi ricorda il comportamento di quelle donnette che frugano nelle tasche del marito o ispezionano i cellulari. Brrr.

  8. Simone secondo me invece hai fatto bene. Se non lo avessi fatto scendendo nei dettagli ti avrebbero creduto in pochi, stanne sicuro.
    C’è chi ama limitarsi a leggere di downshifting e già il sapere che qualcuno ha cambiato vita lo far sta meglio.
    C’è poi chi davvero vorrebbe provarci e quindi è interessato anche ai minimi dettagli non per gossip ma per capire sempre di più. A me piace molto leggere storie di persone che hanno cambiato vita e che spiegano passo passo come hanno fatto, quali sono i loro costi, quali soluzioni hanno trovato, quali le difficoltà, come aggirare le spese della macchina ecc. ecc.
    Io per esempio quest’anno per la prima volta in vita mia ho piantato l’orticello…e non immaginavo che qualche mq di terra potesse fornire così tanti caroselli pomodori e fagiolini! 😉

    • non dico che chiedere sia morbosità. però il punto del ragionamento è il metodo, l’approccio, il credo verso le nostre possibilità. La risposta è lì, ognuno a suo modo, non nei 730 o nell’estratto patrimoniale. Capisci cosa intendo no?! tanta enfasi su questo e poco su quello, tanto impegno a contare e ricontare invece che impegno a sentire, a capire, a cercare una via originale. è una faccenda di pesi, non so se riesco a spiegarmi. le domande sono tutte giuste, tutte utili, però io che le ricevo da due anni vi dico che l’80% delle domande sono sui soldi. E questo peso è sbagliato.

  9. @ Dona
    Per me sapere che ci sono persone come te mi rende felice, e conoscere storie di persone che vivono per scelta in modo diverso dal mio e dalla maggioranza della gente che conosco mi da’ speranza. 🙂
    Grazie a tutti

  10. @Simone
    Per me la tua personale esperienza e i dettagli dati attraverso i tuoi libri mi sono stati utilissimi. Spesso ho dei dubbi che tutte le persone che scrivono su questo blog abbiano letto i tuoi AB e AT, visto l’ insistenza che hanno a ripetere sempre le stesse domande, ma forse e’ solo una morbosa curiosita’ per chi ci e’ riuscito oltre a te. Ho regalato il tuo libro a 4 persone sperando di poterle aiutare, consigliato ad altri di acquistarlo, inutile dirlo, il cambiamento e’ difficilissimo. Non ho aiutato nessuno, continuano a lamentarsi ed e’ sempre peggio. Da parte mia io continuo a ringraziarti, ti seguo e verro’ a conoscerti di persona a Torino. Tu non mollare 🙂 🙂

  11. Sì, hai fatto male: la gente parlerà comunque di te, nel bene o nel male e se non davanti a te, dietro le spalle; dare spiegazioni o giustificazioni serve solo a dar loro più armi improprie. Non devi dimostrazioni o giustificazioni di sorta a nessuno sul modo in cui hai scelto di vivere, è affar tuo: che sia giusto o sbagliato, le conseguenze le pagherai tu in prima persona e nessun altro.

  12. VITTORIO, che non sei un FULMINE, l’ho capito bene.
    Te ne rendi conto di che genere di domande poni?
    Un minimo di discrezione… eh dai, che sei grandicello!

    Ho già esagerato nell’ indicare una traccia generica, NON VADO OLTRE.
    Mi ripeto: a me non verrebbe mai in mente do porre domande simili.
    A tutto c’ è un limite
    VALE

    • rispettiamo chi vuole esercitare la propria riservatezza. Del resto so bene io quanto costi ricevere domande sempre più minute, sempre più intime, anche su quanti soldi ho nel portafoglio, su quanto dichiaro al fisco. Trovo, senza alcun riferimento ai presenti ma alle tante domande che ho ricevuto, trovo dicevo, che dilaghi una curiosità morbosa per il dettaglio, per l’informazione di fronte alla quale poter dire la propria o, in assenza della quale, poter dare del mentitore a qualcuno. Questa bramosia del gossip, dell’insight, dell’informazione proibita io ho scelto di assecondarla, preoccupato com’ero di far comprendere che il mio ragionamento, la mia storia, erano vere. Giuste o sbagliate per alcuni, ma vere. E forse ho fatto male. In questo modo ho assecondato una curiosità un po’ eccessiva, forse malsana, anche perché di queste domande vive chi cerca prove a prove, conferme a conferme, ma così facendo perde il senso del ragionamento fondamentale, che è metodologico, filosofico, culturale, esistenziale.

  13. Ooooh, ecco. E adesso che abbiamo appreso che Valentino è un buon partito, aspettiamo che torni!

  14. Oggi invece mi viene di scrivere così,provocando appositamente, per stuzzicare ragionamenti:
    Ebbene ,si, posseggo un conto cifrato ad ANDORRA, 6 unità immobiliari, con annessi terreni, 4 posti barca a PORTO SOLE, 1 società immobiliare in COSTIERA AMALFITANA.
    Parte dei beni, frutto di eredità.

    BEH, ALLORA COSA CAMBIA?

    Intanto quello che è mio è,mio con annesse problematiche.
    Se incontrassi individui così (ne conosco realmente), a me fa solo piacere per la fortuna che posseggono.

    NON MI CAMBIA LA VITA…

    Posso forse trarne insegnamento ed esperienza di vita diversa ,nulla più.

    VALE

  15. @vale
    Ma le consulenze e le provvigioni di intermediazione come le svolgi? Con una tua ditta individuale?
    Ed i costi di natura fiscale quanto incidono?
    Es. la partita IVA, i bollettini INPS trimestrali, lIRPEF ecc.
    Ciao

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