Indietro, no…

 

Marsiglia - Arabeschi, uscita di porto, isole

2013: la borsa giapponese fa +57%), record d’incremento dal 1972. La Borsa italiana guadagna il 16,5% nell’anno. Francoforte +25%. S&P +29%, best performance dal 1978. Bloomberg calcola che le compagnie dello S&P500 valgono oggi 3.700 miliardi di dollari in più rispetto a dodici mesi or sono. L’oro, bene rifugio dei tempi di crisi, è crollato. Il denaro dunque circola. Per ora è finanza. Tra poco sarà nuovi investimenti, poi spese, poi scarti di consumo per gli animali da cortile. Così saremo tornati indietro, come al gioco dell’oca: riprendi dal via.

Leggo queste notizie a Marsiglia, città greca, seduto di fronte al porto, mentre ripenso allo sconcerto dei francesi nel veder arrivare in questo catino protetto l’intera flotta ottomana del Rais Kahir-ed Din, anni ’40 del 1500. Francesco I, ancorché soprannominato “il Re cristianissimo”, si era alleato con il grande turco Solimano, detto “il Magnifico”, per odio contro il re cattolico, lo spagnolo Carlo V. “Les Pirates”, detto con la bocca storta, erano venuti per unire le forze, zarri e tamarri, eccessivi e roboanti, grandi orecchini e pendagli. Rimasero nel porto per settimane, senza che nulla avvenisse. I francesi stentavano a dar corpo all’alleanza, tanto era assurda, e gli ottomani non sapevano che fare. Somigliavano a certe coppie, lei piena di vita, lui che dorme. Facevano già pensare al tradimento… Ma se non ci vogliono, pensava il grande Rais, perché ci hanno chiamati?

Vai che tra poco si riparte. Qualche mercato emergente, qualche accordo di sfruttamento, qualche concessione da dare in pasto all’opinione pubblica. Quattro soldi nelle vene diafane del moribondo. Il dopoguerra può ricominciare, un po’ sbilenchi, ammaccati, con la disoccupazione ancora alta, come il colesterolo, ma dai che ti senti meglio. Un’esortazione o una constatazione? E vallo a sapere… Chi non muore, del resto, è vivo. O no?!

Facciamo tesoro, tesoro. Facciamo in modo che non scompaia mai la traccia. Ti ricordi quando siamo stati per così tanto tempo accanto, senza parlare, al sole di quella città di mare che ricordiamo sempre? Ecco, così. Battito lento, calore sulla pelle, occhi semichiusi per il riflesso dei palazzi del porto. Abbiamo visto Kahir-ed Din che ripartiva, così, all’improvviso, in un giorno di maestrale. Era un uomo di mare, capiva due cose soltanto: il vento buono per andare a sud, i porti dove non ti trovi bene. E poi una terza: mai due volte lo stesso errore. Gli europei da lontano sembravano meglio. S’erano alleati e non amavano l’alleato. Facevano, già allora, cose prive di senso. La vita da vivere non era lì, ma in fondo al flusso di quel bel vento. Bastava mollare le cime di poppa, far salire la vela, bordarla a mestiere. E allora via, senza tornare indietro.

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16 thoughts on “Indietro, no…

  1. Ciao Simone e Buon anno anche se in discreto ritardo .
    Mi hanno rattristato i tuoi ultimi due post perché ho sentito una grande amarezza dietro alle parole . Conosco superficialmente la tua storia ma mi ha sempre affascinato il fatto che molte delle tue immagini o delle tue riflessioni erano ‘femminili’ o , meglio , suonava stranissimo che fosse un uomo , anche evoluto, ad esprimere certe dimensioni o certa sensibilità . Per curiosità ho letto UFFICIO DI SCOLLOCAMENTO e poi DOVE SONO gli UOMINI e penso di non aver mai incontrato un uomo che abbia avuto il tuo stesso coraggio e desiderio di andare a vedere anche quella indispensabile parte ‘femminile’ che spaventa perché incrina definitivamente il modello maschile della cultura dominante .
    E ora che comincio a sperare che uomini liberi e capaci di sognare ancora esistano , tu smetti di seminare consapevolezza e di fornire opportunità di riflessione ?
    Ti invito a leggere un articolo di Repubblica di oggi 2 gennaio ‘ Femminismo 4.0- Ora le donne lottano insieme agli uomini ‘. Le conclusioni sono chiare : mancano modelli maschili utili affinché si possa avere una vera visione d’insieme che ridefinisca termini e questioni soprattutto su temi complicati come per esempio il femminicidio . DOVE SONO gli UOMINI , sia perché lo hai scritto tu e sia per le riflessioni che hai condiviso o le domande che hai lasciato aperte, va proprio nell’unica direzione possibile : inclusività e reciprocità . E’ importante averlo intuito e averlo scritto a tuo modo
    Penso che i due temi , nuovi modelli di vita e nuovo modo di relazionarsi tra uomo e donna , siano fortemente interconnessi perché li sento come risalenti ad un comune bisogno primario : condividere e relazionarsi in un tempo ed in un ambiente a misura d’uomo .
    Perché getti le armi proprio ora ?Cristina

    • Cara Cristina, che bel messaggio. Grazie del tuo invito, che tuttavia non è necessario credimi. Io sono uno scrittore, sto scrivendo un romanzo, sto scrivendo un film per il cinema (una storia che ha molto a che fare con le donne!), ho scritto racconti, saggi, ho scritto per la televisione, scrivo su questo blog, sui social, intrattengo corrispondenza fitta con alcune persone, fino a ieri ho interloquito con decine di migliaia di persone… come pensi che io possa mollare o smettere o scomparire?! Ho solo concluso il lungo e faticoso (e bellissimo) periodo (quattro anni!) di dialogo serrato, militante, sui temi di Adesso Basta, Avanti Tutta e Ufficio di scollocamento che ho deciso di intraprendere anche perché ho ricevuto molte sollecitazioni e intravisto un profondo problema di onestà intellettuale su qualcuna delle questioni poste. Ma sono qui, le idee si rincorrono, a volte mi freno per non scrivere troppo, la voglia di fare oggi sempre più ciò che per anni ho fatto solo in parte è enorme, incontenibile. Immagina ora, poi, soprattutto, cosa posso fare salvando tempo ed energie alle mille discussioni che per quattro anni mi hanno impegnato a fondo…
      Morale, sono qui. Ed è bello poterlo dire. ciao!

  2. Simone auguri. Auguro a te e a tutti quelli come noi di trovare sempre la forza in se stessi per essere coerenti con i propri ideali, di non tradire mai in propri sogni, di continuare a lottare anche quando si viene colpiti in modo ferale. E’ stato l’anno più duro della mia vita. Per la prima volta ho dovuto combattere contro un nemico infinitamente più grande di me. Ma mi sono subito armata di tutte le mie risorse, ed ho lottato. Strenuamente. La lotta mi ha trasformata. Mi ha fatto ritrovare me stessa e scoprire in me una inesauribile energia vitale che mi guida fiera e forte verso i miei sogni. Auguro questo a chiunque abbia la voglia di vivere veramente e non di esistere e basta. Auguro a tutti di trovare la propria strada per la realizzazione di se’. Buon inizio, senza tornare indietro ! Indietro, mai.

    • Belli i tuoi auguri elisabetta. a gran parte di essi mi associo anche io…

  3. Buon anno Simone!!!! E buon anno a tutti gli altri!!! Lo scrivo qui perché mi ha colpito il titolo del post…
    Indietro, no… Un anno e pochi mesi dal mio downshifting, insomma dall’aver lasciato il posto fisso, e indietro non si torna, neanche un giorno di pentimento….
    Faccio il lavoro che mi piace e sono serena; certo altri compromessi..ma va bene così! Tanti anni di lavoro fisso che ringrazio, vanno bene anche quelli, sono serviti a costruirmi un nuovo futuro
    Un abbraccio Piera

  4. già… tornare indietro… è nell’aria. Questa crisi non è servita a niente… Li vedo già, la corsa alla “normalità”.

  5. Buon anno a tutti quelli che sono impegnati ogni giorno a combattere faccia a faccia con la Paura. Quelli che almeno ci provano, che si buttano, che si cambiano poco alla volta, un passo dietro l’altro.

    Perché per ogni piccola vittoria riportata a casa, lei si rimaterializzerà attraverso il nostro prossimo (amici, parenti, media) e lavorerà ai fianchi, subdola e costante. Senza sosta.

    Buon anno a quelli che stanno imparando a trovare nella “crisi” nuove opportunità di aprire se stessi, di capirsi e di comprendere meglio gli altri e il modo in cui viviamo e su cui è basata la vita: la nostra, del nostro prossimo, degli animali, del pianeta tutto.

    Buon anno a chi si distacca pian piano dal denaro, dai debiti, dalla delega e dalla dipendenza. Le micidiali quattro D che ci trasformano in esseri che poco hanno a che fare con l’essere umano.

    Buon anno a chi prova a ritrovarsi perché ha capito di essersi perso e vuole tornare indietro.

    Buon anno a chi ha capito che non siamo diversi da un uccello, da un sasso, da un albero, dall’acqua, dall’aria che ci circonda. Che siamo tutt’uno con ciò che ci circonda e che fare male a qualcuno o a qualcos’altro significa distruggere anche se stessi.

    Buon anno, soprattutto, a tutti gli altri. Augurandovi che vi sia dolce anche la pioggia nelle scarpe quando sarà troppo tardi per ripararsi…

  6. Credo che non ci sia il “pericolo” di una vera ripresa economica a breve. Non per noi popolo almeno.
    Continuiamo quindi sulla nostra strada, non aspettiamoci nulla dall’alto.
    Buon anno a tutti!

  7. Buon Anno Simone.
    Leggo ovunque auguri che il nuovo anno sia diverso e migliore di quello appena passato.
    Come ho scritto su Facebook, se si vuole davvero un anno diverso si deve cominciare a cambiare sé stessi. Chi desidera più soldi (mi spiace dirlo, ma molti si augurano questo) deve smetterla di aspettarli da “regio decreto” ma cominciare a tagliare le spese inutili e riorganizzare per bene la propria economia domestica: vedranno che, come per incanto, i soldi (anche pochi) basteranno ad arrivare a fine mese senza patemi.
    Chi “aspetta” una svolta nella vita, deve rimboccarsi le maniche e cominciare a prendersi responsabilità in proprio, rischi e anche avere il coraggio di rinunciare a qualche sicurezza.
    E si potrebbe continuare all’infinito con la lista di cose che potrebbero cambiare la vita.
    Ma non voglio tediare.
    L’anno nuovo sarà diverso se lavoriamo su noi stessi per fare in modo che lo sia.
    Buona vita a tutti
    Donatella

    • Cara Dona, come immagini sono del tutto d’accordo con te. io l’ho fatto, e sono diventato un uomo infinitamente più libero. Ma grazie, comunque, avercelo ricordato. Non basta mai, non fosse altro per bilanciare il bombardamento di comunicazione contraria a cui siamo sottoposti ogni giorno. ciao!

  8. Vero o si torna indietro o si sta fermi. Montanelli diceva “italiani senza memoria”, infatti oggi in prima pagina su “La Stampa” l’auspicio benaugurale che campava in prima pagina è: “2014, l’anno del Brasile, guardiamo ai Mondiali”, ma questi hanno sempre il calcio nel cervello? boh.
    roberto

  9. Scusami se uso questo spazio per un messaggio personale ma non ho dimestichezza con il web e non riesco a trovare un tuo indirizzo mail. Mi hanno parlato di te alcuni giorni fa, ti ho letto un pochino ma non abbastanza per pronunciare commenti che comunque non farei. Mi sento però di inviarti una poesia di Kavafis a cui tengo molto:
    “E se non puoi la vita che desideri
    cerca almeno questo
    per quanto sta in te: non sciuparla
    nel troppo commercio con la gente
    con troppe parole in un viavai frenetico.

    Non sciuparla portandola in giro
    in balìa del quotidiano
    gioco balordo degli incontri
    e degli inviti,
    fino a farne una stucchevole estranea.”

    Sono certa che la conosci e apprezzi ma le poesie sono come i maglioni…è bello che ci vengano regalati, sono caldi abbracci.
    E poi…da brava streghetta che sono, penso che proprio tu più di altri debba ricordarti quelle parole, non perderle di vista, tatuartele nella mente.

    Auguri a te,
    Gogo

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