Altrove e domande

Mediterraneo nord occidentale, gennaio 2014

Il Mediterraneo è qui. Siamo noi. Eppure sembra laggiù, un po’ scostato, sempre qualche miglio più a sud, o a est. Come fa un mondo, una cultura, un significato, ad essere al tempo stesso qui e altrove? Forse il Mediterraneo è questo altrove, o almeno così lo percepiamo dalle sale riunioni climatizzate, dalle case di cemento delle città, dalle stanze d’albergo in cui non si possono neppure aprire le finestre. Dunque non è il Mediterraneo a essere altrove, siamo noi che non siamo qui.

E’ accaduto anche col tempo, col benessere interiore, con le relazioni… Dovrebbero essere qui, funzioni fondamentali delle nostre vite, eppure non ci sono mai: il tempo corre via, e attendiamo sempre di averne per fare qualcosa che oggi non possiamo fare; il benessere interiore, cui dovremmo attendere ogni istante della nostra vita, diventa un’ora di yoga tre volte a settimana, o trentacinque minuti di jogging, o una serata al mese in serena solitudine; le relazioni, devastate dalla promiscuità imposta dal lavoro, dalle opportunità sociali, diventano esclusivamente remote, virtuali, distanti. Se a questo aggiungiamo crisi economica, di valori, di prospettive, che quadro emerge da questa nostra epoca? C’è ancora spazio per il sogno, il progetto, la speranza, la politica, l’amore?

Un magma esistenziale inizia a generare frutti quando diventa una domanda, o una serie di quesiti le cui risposte aiuterebbero comprensione prima, azione e vita poi. Una buona domanda, dunque, è cosa assai importante. Le domande fanno paura, perché spingono alla ricerca, all’analisi, alla meditazione, al dialogo. Una domanda che non generi un’investigazione, invece, è la più tragica delle sconfitte. Come si fa a percepire un domanda senza poi provare a trovare una risposta, per quanto difficile, per quanto scomoda ed enigmatica?

Ecco perché Mediterranea. Per navigare lenti alla ricerca di queste risposte. O meglio, per riprodurre, reiterare, riformulare le domande. Ed ecco perché qui, in questo altrove così vicino e lontano da noi: il Mediterraneo. Il centro del mondo del sapere, della cultura, ma anche il luogo dove l’uomo ha saputo pensare e temere il pensiero, progettare e distruggere, e dove deve necessariamente esistere una profonda eredità degli errori e delle buone pratiche. Come uomini di questo tempo, non possiamo non cercare qui, nella macro area del Mediterraneo, le teste, le idee, le domande, le possibili risposte a questa epoca complessa, tragicamente in crisi.

Il metodo di ricerca sarà il più mediterraneo tra quelli escogitati dall’uomo: il dialogo socratico, l’incontro. Andremo dunque per le coste di 29 paesi, porteremo un messaggio di pace, apriremo la barca a intellettuali, scrittori, artisti, giornalisti, uomini di cultura, per incontrare i nostri simili, uomini del Mediterraneo, chiedere loro cosa sanno, cosa vedono dal loro punto d’osservazione, discutere con loro, per ascoltarli e capire. Incontreremo i loro pensieri, e tramite loro i loro paesi, le loro prospettive. Bisogna andare per il Mediterraneo a chiedere, questo ci è sembrato, e questo Mediterranea farà, consapevole che l’incontro non organizzato e inatteso non ci prenderà alla sprovvista. Anzi, lo stiamo già aspettando.

(tratto dalla pagina “Progetto Culturale” del sito di Mediterranea. Se ti interessa prosegui la lettura qui)

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One thought on “Altrove e domande

  1. …E non c’è niente di più bello dell’attimo che precede la partenza, l’attimo in cui l’orizzonte del domani viene a farci visita per raccontare le sue promesse.
    …Il peggio non è che il mondo non sia libero, ma che la gente abbia disimparato la libertà…

    Milan Kundera “La vita è altrove”

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