6 Anni in Tablet

 

Sei anni. Per mesi mi è girata nella mente questa data: gennaio 2008. Si dice che dopo sei anni nessuna cellula del nostro corpo sia più la stessa. Il fisico muore e si rigenera. L’anima anche, forse, ma in modi assai diversi e imprevedibili. Io sono alla Terza Vita, ormai. La prima va dal 1965 al 1999; la seconda dal 2000 al 2008. La terza è questa, e di anni ne ha compiuti sei.

Ma il senso di un traguardo, come nella maratona, non lo fa la distanza, bensì l’uomo che l’ha raggiunto, le crisi, le soluzioni delle crisi, il sentimento di sé durante, e poi alla fine. L’occhio che guarda all’interno ha un suo proprio sentimento del tempo. Però stavolta ci si giocavano i coglioni, non foss’altro perché le regole di questa Terza Vita le scrivevo mentre la vivevo, non seguivo alcuna via segnata, non c’era letteratura, manualistica, e apparentemente tutto giocava a mio sfavore.

Io sono ancora qui, e questo, se mi consentite, è già qualcosa. Ma se finisse domani, mi sono detto, è bene fare il punto adesso. Io ho sempre amato fare il punto. Dei report annuali mi piace la nettezza, il rigore dei fatti, e lo ammetto, anche la relazione di bilancio. Di solito scelgo il bar più piccolo di un porto del Mediterraneo, mi siedo alla controra, vi spendo tutto il tempo della luce rimanente, prendo appunti, elenco, faccio schemi impietosi, tiro righe come fossero mannaie, fili tesi nella polenta del compiacimento e delle false autoassoluzioni. Stavolta invece ho fatto un piccolo film. Il mio primo corto. Tecnicamente, guardatelo con benevolenza, sto imparando. Come a vivere, del resto.

 

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50 thoughts on “6 Anni in Tablet

  1. Così tanto in questo video! Come un riepilogo di tutti i messaggi che hai inviato in questi anni, ma quello che più mi rimane dentro è quella frase finale sulla generosità. Non pazienza, non gentilezza, ma il regalo vero e profondo di suscitare un’emozione nel cuore degli altri. Alla fine è di queste emozioni e di chi le ha suscitate in noi, che ci sentiremo veramente grati. Grazie! <3

  2. Virare stretto di bordo e mettere la prua altrove, senza danneggiare nessuno!!!!ottima mossa da navigatore leale.

  3. Simone non mi rivolgevo a te,che mi sembri fin troppo concreto. Parlavo con la maggior parte di chi commenta su questo blog, non dice mai che sogni ha, che progetti ha, che cosa sta facendo, a volte queste persone che dicono che amano vivere alla giornata , che si licenziano ‘tanto poi si vedra’ mi sembrano degli hippie e mi fanno paura per la societa’ di domani . Quella di oggi e’ senza valori. Quella di domani e’ senza futuro se non inizia a darsi degli obbiettivi. C’e’ tanto da fare….

  4. Luca, beato te che hai tutte ste certezze,che hai sicuramente pianificato la tua vita,che sai cosa cerchi.
    Per mio conto,so’ di essere un essere umano,il che non è poco,cosa faccio praticamente ? Tutto quello che mi appassiona a morte,che sia l’aiuto verso il prossimo,verso i deboli o i malati, o una bella partita di calcio,o l’estasi di un rapporto sessuale, una corsa in riva al mare,un viaggio in moto,ritrarre il volto della mia compagna,penso a fare bene il mio ‘dovere’ nell’ambito dei miei credo,provo a slegare la mia vita dal possesso e dal denaro (non cercandolo se non mi serve)
    Mi sento un precario della vita, ed è la cosa migliore che me la fa’ apprezzare.

    ‘Abito in una casa di collina
    e userò la macchina tre volte al mese
    con 2000 lire di benzina
    scendo giù in paese.
    Quante lucertole attraversano la strada
    vanno veloci ed io più piano ad evitarle.
    Quanti giardini di aranci e limoni
    balconi traboccanti di gerani
    per Pasqua oppure quando ci si sposa
    usiamo per lavarci
    petali di rose
    e le lucertole attraversano la strada
    com’è diverso e uguale
    il loro mondo dal mio.
    Vivere più a sud
    per trovare la mia stella
    e i cieli e i mari
    prima dov’ero’
    Franco Battiato (Giubbe Rosse)

  5. Simone, ho visto il tuo tweet in cui parli di sedia a rotelle, flebo e dolore inesprimibile? Che succede?

  6. Claudio mi sembra che uno che ragiona cosi’ sia in balia delle onde. Magari…chissa,…vedremo….ma voi che cosa volete dal futuro? Dalla vita? Che tipo di societa’ desiderate? Cosa volete per voi? Perche’ su questo blog parlate sempre di cose astratte? Raccontateci cosa state facendo, che sogni avete, cosa vorreste fare e cosa state facendo per arrivarci…

    • Luca, ciao. Mi preoccupi se consideri astratte queste cose. In questo video 6 anni in tablet ci sono solo cose concrete. Se ti paionoastratte secondo me abbiamo un problema…

  7. Il solo fatto di avere tempo libero,non impegnato da un lavoro fisso, può essere da stimolo per capire quello che si vuole e che piace fare.
    Quindi anche io penso che non è indispensabile avere un progetto per il futuro , bensì apertura mentale e volontà di provarci.

  8. Ok Pasquale, ci credo a quello che dici.
    Ma quando sei ‘partito’ (e gia’ che sei partito , per me vuol dire che ti sei mosso verso qualcosa…) cosa avevi in mente ? Avevi una qualche ambizione, obbiettivi o traguardi che volevi raggiungere ? Avevi uno scopo , una missione, degli ideali ?
    Insomma avevi qualcosa da raggiungere , fosse anche solo la pace interiore ?
    Oppure

  9. @luca: io sono partito senza un vero progetto. Mi sono ritrovato a riscoprire una mia vecchia passione che avevo completamente eliminato dalla mia vita. Quella passione oggi è la mia attività principale. Nel frattempo ho in cantiere diversi progetti.

    E’ incredibile ma vero, ho più cose da fare ora di quando lavoravo in azienda.

    Non sto scherzando!

    Buona giornata a tutti!
    Pasquale

  10. Non c entra niente simone ma mi chiedo spesso come va la tua schiena.. Stai un po’ meglio ..?

  11. Luca concordo con simone anche se anche io capisco bene le origini della tua giusta domanda. Ma ritengo anche che magari, dopo molti anni di programmi e pianificazione minuziosa di ogni singolo istante delle nostre vite (e’ questo purtroppo quello che ci impone il sistema in cui viviamo) si possa approdare ad una fase della vita in cui si ha bisogno di un presente senza programmi per liberare completamente la propria mente dai condizionamenti esterni, per ritrovare con il passare del tempo frammenti di noi stessi che avevamo perduto lungo il cammino della vita, per rimettere insieme i pezzi, ricucire gli strappi esistenziali, rimarginare le ferite, rielaborare i propri vissuti, e far lavorare la testa di nuovo – e forse per la prima volta dal prima infanzia -senza basarci sul giudizio degli altri o dell’immaginario collettivo e progettare davvero il sogno che avevamo tenuto nascosto in quell’ultimo cassetto in soffitta pieno di polvere che non aprivano più da quando eravamo piccoli. Io ho costruito i miei ultimi 25 anni progettandoli con la massima cura (oggi ne ho 41) e come simone finalmente ho avuto il coraggio di costruire la mia barca e prendere il largo. Ora per navigare verso la mia isola del tesoro dovrò fare un lungo lavoro di pulizia interiore ( che in realtà dura già da 25 anni! Ma che credo continuerà per sempre..) per tornare alle mie origini ed essere veramente quello che sono, senza mezzi termini, senza compromessi, nuda nel mio essere sincera verso me stessa. Così si, credo di capire bene la tua legittima domanda, ma forse proprio quella di Damiano può esserne già la risposta.

  12. Ecco quando leggo queste frasi rimango perplesso…e non e’ la prima volta che le leggo su questo blog…riferendosi alle certezze Damiano scrive :
    “sicuramente le ho per il presente vissuto senza programmi e mi va benissimo”
    Ma quando scrivete che siete senza programmi cosa intendete esattamente?
    Lo dico perche’ mi va bene il downshifting, mi va bene il rallentare, mollare il lavoro, vivere di piu’ il presente, viverlo piu’ lentamente, ecc ma farlo senza un programma io proprio non lo capisco…
    Per me qualsiasi cosa uno decida di fare nella vita DEVE avere un progetto e quindi un programma (almeno di massima), altrimenti e’ solamente uno sfogo istintivo…un vagare senza meta…che mi fa persino sospettare che non ci si e’ fatti parecchie domande prima di salpare…

    • Bella domanda Luca. Io ho un mucchio di progetti.credo pero’ che Damiano intendesse senza orizzonti rigidi e definiti in cui non puoi uscire, virare di bordo e cambiare.ecco, da questo punto di vista lo capisco e condivido. Un conto sono i progetti che vuoi, tuoi, veri, e che farai perche’ li ami. Un conto sono vincoli, paletti, doveri, progetti nel senso di prigioni, da cui dipendi, senza i quali muori, e che sei costretto a portare avanti anche se cambi idea. Io se cambio idea viro stretto di bordo e metto la prua altrove, senza danneggiare nessuno.

  13. Veramente un bel corto, che fa un bel riassunto della tua vita libera e da un’idea (a uno come me) di quei frammenti della tua esistenza che non sono mai passati, sopratutto il taglio della legna o le passeggiate nel bosco.

    Col tempo, quando diventerai più bravo a farei montaggi ecc, sfornerai cose meravigliose. Mai pensato di buttarti su questo filone, oltre che scrivere libri?

    • guarda, non ci ho mai lavorato sui video, ne ho fatti tanti in azienda, ma chi faceva davvero era altra gente, io scrivevo, cambiavo, etc. il linguaggio filmico è tutto nuovo per me, è affascinante, bisognerebbe imparare bene. se ho tempo studierò. è una grande emozione per un autore sperimentare nuovi linguaggi, come quando ho fatto televisione, era tutto nuovo, ed era affascinante davvero. Vedremo

  14. Quando entro in questo blog ma autoconvinco che la scelta fatta sia quella giusta.
    Anch’io ho pensato a suo tempo di dividere il corso della vita in 4 parti,come le stagioni,la primavera dal 1964 al 1984-fine scuola e servizio militare, poi periodo produttivo dal 1985 al 31/1/2014. ora da 2 mesi e’ iniziata una nuova stagione ,la migliore per me ,forse come mi dicono non ho certezze per il futuro???!!! sicuramente le ho per il presente vissuto senza programmi e mi va benissimo

  15. Bello il video, ma soprattutto bello il contenuto.

    Dunque tu riprendi non di rado dei video, vero?
    Immagino tieni anche molti appunti e diari.

    Una domanda: ti capita di riconsultarli?

    • Riprendo spesso immagini si’. Spezzoni di qualcosa che mi colpisce. Ho scritto diari di viaggio e di stasi per anni, ora uso il bblog come notebook.li rileggo comunque di rado. Io ho molti piu’ affari in corso col futuro che col passato. 🙂

  16. Simone, va in errore la ricerca nel tuo blog! E’ un peccato…se hai bisogno di una mano fai un fischio. 😉

    Sono economico. Mi accontento di un grazie! :))

    Ciao
    Pasquale

  17. Interessante il corto, ok. La motosega però andrebbe tenuta più ferma sul legno, affonda da sola, altrimenti fai il doppio della fatica.

  18. Emozionante…i gatti ti rispecchiano bene, loro hanno sette vite, tu al momento ne hai sperimentato tre ( quella dal 2000 al 2008 ? forse non letto tutto il tuo percorso), ma altre ce ne saranno reali e tantissime ancora potenziali…Ti domandi cosa avresti potuto fare se non lo scrittore? Secondo me tanto…i programmi televisivi ti riescono benissimo, lo testimoniano le puntate di Un’altra vita e questo video stesso…a prescindere dai contenuti sai generare emozioni con i tempi giusti, le pause, le citazioni, le immagini suggestive e soprattutto con le parole, le parole, le parole…Il dono di emozionare con le parole è quello che mi trattiene qui da 1 anno e mezzo e mi fa ringraziare di aver incontrato sul mio percorso qualcuno che fosse in grado di dare tanta luce agli altri solo con le parole…avresti potuto essere uno straordinario giornalista, un professore di letteratura di quelli che fanno arrampicare gli studenti sui muri delle aule magne pur di ascoltare, ma sono felice che tu sia uno scrittore e che io ti abbia incrociato in questa terza incarnazione…grazie
    A proposito, tutti quei file nella cartella “ Racconti”? Devono rimanere chiusi nel computer ancora a lungo…?:))

    • ah, Antonella… in quelle directory ci sono almeno cinque romanzi, oltre 100 racconti, teatro, poca poesia, programmi tv… Forse tra non molto qwualcosa uscirà da lì, ma la gran parte è stata lavoro, percorso, che non ha mai letto nessuno. Vedremo. Lo scaffale di un autore, quando ha più di quarant’anni, è affollato di porzioni di fantasia, immagini, scene… Non sai, ad esempio, quante scene ho scritto, che so, ero seduto a un bar, davanti al mare, e ho scritto il dialogo tra lei che va via e lui che rimane a bordo di una barca. Lei non vorrebbe andare, lui non vorrebbe che andasse, e tuttavia… Ecco, lo vedi? Dovevo solo farti un esempio e stavo già iniziando a scriverla, la scena, e non è detto che ora, appena schiacciato submit per pubblicare questa risposta io non cambi tutto il mio pomeriggio per scriverla…
      Così vive uno scrittore… Dunque immaginati quanta roba…
      I fotogrammi su quell’albero di directory è l’apertura alla cosa più intima di me.

  19. Che danza e musica coinvolgenti…comunicano libertà e voglia di vivere…
    Scarpette d’oro!

  20. Paolo hai ragione. Ho cercato e ricercato immagini che potessero simboleggiare la libertà, la dignità del sogno, la gioia del cambiamento, e alla fine ho usato quelle di quella ragazza che filmai anni fa arrivando a Genova con Adriatica. Mi commosse allora, mi commuove anche adesso, ogni volta che la vedo.

  21. Mi mancavano i tuoi video, le parole solitamente scritte che prendono una voce e le immagini che si mettono a rincorrerle. Alcuni frammenti del filmato sono degli inediti per me, chissà quando me li sono persi… La ragazza che apre le danze, all’inizio e alla fine del corto, quanta fierezza nella libertà dei suoi movimenti, quanta gioia quel corpo in rotazione su se stesso.
    Ho iniziato la giornata con il tuo contributo audiovisivo e mi sembra già meglio, grazie.

    P.S. Chi si prende cura del gatto quando sei in viaggio? Banale curiosità.

    • Paolo, quel gatto è selvatico, nato libero. Ci ho messo anni per avvicinarmi e farlo avvicinare. Ora si fa accarezzare, ma non troppo. Una volta ha perfino dormito sul letto con me. Ma non oltre. Per il resto vive nel bosco, è una specie di belva. Ed è come me, autonomo ma lieto di un invito a cena.

  22. Che bello questo video, grazie per questo sunto prezioso di idee, valori, esperienze, immagini, musiche.
    Per me sono conferme e stimolo, non credo di avere più scelta… dubitiamo fortemente di ciò che potrebbe essere davvero la vita ma siamo perfettamente assuefatti, come dici all’inzio del video, all’alienazione del quotidiano tanto da considerarlo “normale”. Ma per me non è così. E, per fortuna, Milano non è la Verità! (Afterhours, L’inutilità della puntualità)

    ps l’espressione che hai davanti alla vetrina con quelle scarpette da 340 euro (il cui valore di produzione sarà un centesimo di quella cifra?) è esilarante

    pps il titolo fa il verso a 7 anni in Tibet, non se n’è accorto nessuno? 😀

  23. Ciao Simone, mi ha emozionato questo corto , non solo con le parole arrivi al cuore ma anche con le immagini riesci a trasmettere emozioni. L’ho guardato ieri sera e non ho commentato perchè scrivo sempre se le stesse cose ma riguardandolo mi sono detta ” al diavolo se sono banale ma Simone deve sapere che ha questo dono di arrivare dritto al cuore delle persone”. Felicissima di vedere le foto di Mediterranea in mare 🙂 chissà che non venga a San Benedetto del Tronto il 20 Maggio …data a me molto cara ;).

  24. simone, è profonda la gratitudine che ho per te, per quello che fai, per come lo trasmetti ogni giorno, per la tua testimonianza che arricchisce ed ha arricchito i moltissimi che ti seguono, per come hai avuto il coraggio di essere e per la generosità che hai sempre dimostrato nell’aiutarci ad essere. grazie. ancora una volta.

  25. ….tempo e spazio per sentire… è molto bello!
    L’abitudine all’alienazione non ci permette di sentire.
    Essere padroni del proprio tempo un grande progetto!

    Mi ritrovo in diversi momenti….

  26. Per scrivere e cercare di trasmettere quello che ho ricevuto dalle parole, da queste immagini, cercherò di limitare il fiume di emozioni, di gioia che mi ha dato mettermi in ascolto. Sono entrata in contatto con l’anima del mondo, un mondo che oso solo sognare, ma che nelle immagini e nelle sensazioni che ho appreso in questo viaggio di simone so essere reale. Per 25 anni ho continuato a credere di potere un giorno guadagnare la mia libertà, la libertà di essere quello che sono, di potere stare nel mio. Oggi, finalmente ho trovato la forza di farlo, dopo 18 anni di carriera ho lasciato tutto, dando le dimissioni, rinunciando per sempre ad un lavoro che moltissimi sognerebbero di avere, ma che per me era un nonsenso. Per la prima volta nasco. La mia nuova vita compie oggi un mese. E mi sento finalmente a casa, nel silenzio, nella pace di una vita lontano dal rumore dell’insensatezza. Ho avuto la fortuna di incrociare la mia vita con simone, solo attraverso le parole, e mi ha trasformata, mi ha aiutato a prendere il volo, verso la libertà. Il video mi ha commosso, mi ha fatto piangere e ridere, mi ha cullato e fatto riflettere, ancora. Mi ha incantata. Io credo che simone sia pura poesia.

    • Elisabetta quello che scrivi è una fucilata in pieno petto per un autore. Che le parole cambino chi le legge e co-generino azione e destino è una enorme responsabilità, una gioia straordinaria e caricano di stupore e meraviglia. Ma complimenti per questo e per l’energia che esprime quel che hai ascritto. un grande buon vento a te!

  27. Quando una persona e alla ricerca del suo io questa persona non sarà mai sola non so se questa frase qual’uno l’abbia già detta
    ma mi venuta e l’ho scritta….Ciao Simone ho guardato il video poi ho letto i commenti e voluto scivere la frase qui sopra non so se è opportuna io te la mando vedi tu se la ritieni non opportuna non pubblicarla buon vento.

  28. Che meraviglia alcuni essere umani! Fanno davvero ricredere e ben sperare. Che cosa sapiente aver il dono dell’emozione….emozionare emozionandosi….ma avere anche il dono dell’allegria, dell’ironia, quel prendersi anche un po’ in giro e poi tornare a essere seri presi dalle “parole”, dall’approfondimento, dalla serietà per poi tornare, come la donna danzante nel suo velo rosso nella musica, meravigliosa così piena di vita da ubriacarsi…perché vivere poi sarebbe proprio questo…Un tutto, un “pieno” di “alti” e “bassi”, di note radiose, anche stonate magari, per ritornare nel silenzio, cucire gli strappi, riprendere fiato e tornare in superficie come in un’immersione…in fondo al mare dove esiste un silenzio mai ascoltato…per poi tornare su, in superficie, a farsi stordire dai raggi di sole…che feriscono gli occhi e li fanno lacrimare…Grazie, Simone!

  29. La solitudine a volte è la miglior compagna. Non fa mai domande inopportune e spesso dà delle risposte.
    (Gabriele Martufi)

    • fa le domande che non vorresti, anche. Quelle vere che non ti poni razionalmente perché odi dover ammettere che non ne conosci le risposte…

  30. ..non male come opera prima,
    bello il contrasto fra la vitale solitudine della campagna e del mare e le anonime e sgangerate masse della città….sublime Sminkey che sbadiglia al posto del leone ruggente della metro golden mayer..

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