Deserto e clamori

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Sotto, la mia piccola iniziativa con gli amici di Mediterranea

 

Giorni in cui tutto si manifesta per quello che davvero è. Giorni dunque confusi e solitari, talmente tanto da farmi sembrare il mondo un deserto in cui riecheggi soltanto il silenzio che prima era stato voce. Solo qualche bagarre mediatica, a cui devo, se non altro, il potere del diversivo.

Quando scrivi, la cosa più interessante sono i commenti, e tanto è più aperto il luogo tanto più vedi il Paese, la sua rabbia, la sua cieca visione. Come è accaduto ieri sul Fatto Quotidiano. Riporto anche qui il pezzo (lo ammetto, dolente e urlato…) anche se queste pagine per me, ma forse anche per voi, sono luogo di riflessioni più intime, ecoscandaglio minimo del mio, e forse nostro, percorso umano.

Qui sotto, riporto anche una piccola iniziativa collegata, che mi rappresenta. Alla faccia di chi si lamenta di quello che scrivo e mi apostrofa per ogni riga. Non sanno che già di solito sprecano pelle sui tasti del loro computer. In questi giorni amari, ancora di più.

 Dove siete benpensanti, che inorridite per la morte di nove intellettuali ma ve ne fregate di 330 uomini, donne, bambini che sono affogati l’altro ieri nel Mediterraneo? Eravate così arrabbiati quei giorni, facevate la voce grossa, pronunciavate parole taglienti, sembravate pronti a tutto, perfino a togliervi la cravatta, ora dove siete? Dove sono le vostre belle manifestazioni
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Aderisci a questa campagna, condividi e fai girare. “Io non sono europeo, io sono mediterraneo”

#iosonomediterraneo #jesuismediterranéen #iammediterranean

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4 thoughts on “Deserto e clamori

  1. Imbarazzo e vergogna: sentimenti nemici di chi ha una visione unilaterale e conformista della vita; alleati, addirittura amici di chi ha il coraggio di accoglierli come segnali indispensabili per la comprensione reciproca tra esseri umani. Dirò di più, accogliere l’imbarazzo e la vergogna all’interno della propria vita è un atto di grande dignità che fa paura ma che mi restituisce e mi fa sentire umana.

  2. bene, allora, smessa la retorica del cappotto di cashmere e dei benpensanti, pensiamo anche a chi il mediterraneo lo attraversa nell’altra direzione (https://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2015/02/16/i-ragazzi-della-jihad/#comments)
    o a chi dall’europa deve andarsene perchè non è protetto (non lo sono neppure i suoi morti le cui tombe sono vandalizzate, a chi altri capita, oggi, in Europa?). L’identità mediterranea (ma esiste? dopo quasi un anno di navigazione ne avete trovato traccia? o si tratta di tante monadi che non comunicano?) non è a senso unico. Saluti.

  3. Qualche anno fa ero a una cena tra ‘amici’. Le virgolette, benedette virgolette, perché la mia idea di ‘amicizia’ avrebbe considerato per lo meno inopportuno frequentare gente che aveva votato ‘laleggga’ o anche (oddio, non ci posso pensare…) il signor B. (Alla mia domanda ‘perché’ la risposta… ‘e chi se no?’). Avevo molti elementi per riconsiderare questa frequentazione ma, a quel tempo, non riuscivo e fermare un pensiero. Ero sola con un figlio di 2 anni. Figlia unica di genitori (problematici e separati anche loro). Non vuole essere una scusa o un alibi. Vorrebbe essere la rappresentazione di una spicchio di realtà….di gente, come loro, c’è n’era (forse oggi un po’ meno…) moltissima. Erano anche tutti Milanisti….. Per dire che sembravano così coesi, così uniti, così sicuri, e in fondo poi erano e sono ‘brave persone’, lavoratori, che se hai bisogno ti danno una mano….insomma ero profondamente confusa e viaggiavo e parlavo ‘a vista’… Quella sera però è saltato fuori l’argomento. Quell’argomento. Questo argomento. Ancora immigrati morti in mare. Ho pensato di non commentare che sicuramente non saremmo stati d’accordo. Ho pensato che non avevo voglia di ‘litigare’ soprattutto dopo aver bevuto…. E invece…invece non c’è l’ho fatta. Tutte le parole trattenute a fatica, a stento, compresse nella mia testa che di giorno in giorno andavano ad appesantirmi il cuore, sono uscite come un fiume in piena. Uno di loro aveva detto ‘so come affronterei questo ‘problema’. Tiriamo un missile su queste barchette e siamo a posto’… Forse si è’ anche fatto una risata subito dopo. I nostri figli giocavano in un’altra stanza ma si sono improvvisati zittiti…perché sentivano le mie urla. Ho iniziato pacatamente a dire qualcosa, forse balbettavo, non ricordo. Poi è stato un escalation. Avevo anche bevuto un po’ di vino e sentivo ancora più’ lucidamente i miei pensieri, ma soprattutto lo sdegno e la vergona. Ero rossa in faccia… Le altre due persone non parlavano e cercavano di tranquillizzarmi… Ma non si esponevano. Non dicevano nulla. Del resto eravamo (ero) ospiti in quella casa e lui ne era il ‘padrone’. Ho chinato mio figlio e gli ho detto che dovevamo andare che avevo mal di testa. Sono uscita sbattendo la porta e urlando ‘vai affanculo tu e questa casa di m…a!’. Mentre tornavo a casa piangevo di rabbia. Questa persona mi ha telefonato e io ricordo di avergli urlato ‘su quelle barchette ci sono anche donne e bambini….ci sono ‘vite’ sicuramente non meno importanti della tua’. Ma mi sentivo sola, senza forze, inutile, mi pareva di dire cose scontate. Mi chiedevo perché dovessi dirle. Cosa c’era da ‘spiegare’. Non è cambiato molto da allora. Anzi, forse tutto sta peggiorando…. Inevitabilmente. Solo che io ho smesso di frequentare quelle persone. Ha ‘perso’ degli amici e mio figlio forse non ha ancora capito la mia scelta. Avrei è vorrei fare qualcosa di più… Oltre allo sdegno e alle vergogna….anche un gesto….una voce ….perché io ho scelto….da sempre….perché #iosonomediterraneo ….

  4. Ottimo pezzo!
    Avanti tutta! Come si faccia a non essere d’accordo, proprio non so. Vita dura quella di cui deve nascondere se stesso dietro una vita che gli è stata disegnata e da cui non ha avuto il coraggio di discostarsi.

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