Ormai lo so

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La mia ultima installazione nel bosco. S’intitola: “La Finestra”

Ad aprile sono arrivati circa 2000 euro di diritti d’autore dello scorso anno. 2.350 sono arrivati con l’anticipo per la pubblicazione del romanzo, qualche giorno fa. Eventuali proventi della vendita arriveranno ad aprile 2016. Quasi 600 euro li ho guadagnati lavorando a bordo, con i trasferimenti (il terzo in un mese, ieri: Spezia – Genova, splendida veleggiata a scorrere le Cinque Terre. Qualcuno, che non ha tempo, aveva lasciato la barca qui senza riportarla indietro e ha pagato me, che tempo invece ne ho, per andare su una barca pagata da lui e riportarla alla base. Simbolico). 150 euro circa li ho guadagnati con qualche pezzo sui giornali (ieri l’ultimo, sul Fatto Quotidiano, anche se chissà quando me li daranno). Totale 5.100 euro. E siamo a maggio. Me ne mancano, diciamo, 4000 per il mio budget annuo. Sono in media, più o meno. Anche se stare in terraferma costa più che stare in mare (meno male che riparto tra poco) e da fine agosto a dicembre navigherò (dunque meno costi ma difficile guadagnare). Vedremo. Qualcosa arriverà. Da sette anni cerco di sistematizzare le entrate, senza riuscirci. Mi sono sempre mantenuto lavorando come marinaio, e mettendo da parte i soldi dei libri. Ora con Mediterranea faccio fatica. L’unica cosa che sono riuscito a fare sempre, e con molto ordine, è contenere le uscite. In ogni caso, stamattina mi sono svegliato così: carta alla mano. Ogni tanto mi capita.

I miei forecast non tornano mai. Da questo punto di vista non è cambiato niente con la vita in azienda. Qui però ho tutte le leve in mano, tanto quelle delle entrate quanto quelle della spesa. Il che offre almeno l’opportunità di non avere conflitti di gestione. Diciamo che Direttore commerciale e Direttore finanziario, almeno qui, non bisticciano mai. Ma il punto, naturalmente, non è questo.

Verso le 6.00 avevo già preso il caffè e scrivevo, come tutte le mattine. Una buona pagina, carica di pathos: una donna reclusa in un’isola solitaria del Mediterraneo che risponde a un misterioso inquisitore e rivela particolari drammatici (ma anche divertenti) sulla sua vita da schiava, apparentemente fuori dalle cose del mondo, e invece crocevia di destini. Verso le 7.00 ho finito il lavoro di restauro del mio tavolo “LIFE”, che ho costruito sei anni fa con un pallet e che aveva urgente bisogno di essere rimesso a nuovo. Verso le 7.30 ho aggiustato il fermo della chiusura del cancelletto, sostituendo una vitona, ormai arrugginita, con un perno mobile. Tra poco esco, commissioni e perfino un caffè al bar. Oggi festa.

Appena sveglio ho ascoltato il silenzio. I colori del sole si avvicinavano lungo la valle, potevo vedere la linea di luce avanzare da ponente. Passeggiando ho goduto dell’aria fresca e immobile, osservato con meraviglia il primo fiore di zucchino arancione e giallo spiccare sull’orto verde e i piccoli fiori gialli dei cetrioli sbocciati all’improvviso. Soprattutto, ho sentito che le energie, anche oggi, hanno ripreso a scorrere, come da qualche giorno. Sarà un buon mattino, lo sento. Anche questo, devo ricordarmi, va messo nel budget. Anzi no, non serve. Ormai lo so.

#unuomotemporaneo

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17 thoughts on “Ormai lo so

  1. Caro Simone,

    a sera, dopo un’altra pesante giornata di lavoro, leggere i Tuoi post dal Tuo ritiro bucolico mi porta a ricordare Walden; constato che sei uno dei pochi esseri cogitanti dalle nostre parti (o meglio: in questo bel mondo occidentale) a non essere diventando al 100% homo oeconomicus.
    Tutti pensano ad avere più soldi ma nessuno dedica 5 minuti a ideare e principiare una “dieta” di igiene mentale, liberandosi dei molti stupidi orpelli del consumismo (ho vissuto 12 anni senza televisore e lo consiglio a tutti).
    Forse dovresti incontrarTi con Lindo Ferretti che sta pure egli in ritiro nel suo natio Appennino (anche se il suo mi pare un percorso diversissimo, dal punk al cattolicesimo vissuto nel privato, pur facendo, mi pare, dell’incontro con la Natura e il Silenzio un punto focale).
    Dal sacro al profano: a proposito, anch’io ai tempi universitari trasferivo a pagamento imbarcazioni e mi veniva sempre da sganasciare a pensare ai fessi che spendevano valanghe di soldi per godere dei loro feticci pochi giorni all’anno.

    Sursum corda

    • Grazie granlasco. Sarebbe spiacevole avere un cervello proprio e, se visti da fuori, non mostrare di usarlo. Ferretti si’ dovevo anche incontrarlo. Il fatto che la sua via sia religiosa, cosa per me aliena, non vuol dire niente. Lui ha trovato quella via, la sua. Dunque va bene. Non e’ la mia, ma questo e’ irrilevante. Ciao!

  2. Simone non ti viene mai il dubbio che le tue grandi passioni,
    la scrittura e il mare, vengano “prostituite al mercato” (scusa il termine un po’ forzato ma è per rendere bene l’idea); in altri termini il prezzo che sei costretto a pagare per avere un reddito in questo sistema è fare quello che ti piace (o ti piaceva fare…) ma con la necessità di farli diventare un prodotto/servizio (libri, viaggi,…)
    In qualche modo questo processo non altera e distrugge pian piano anche quello che era una passione?

    ciao con affetto
    Giulio

    • Direi di no giulio. Scrivere senza pubblicare e’ tragico, perche l’atto di comunicazione non si compie. Dunque non e’ per guadagnare che si pubblica (chi non capisce questo non coglie il senso stesso della letteratura e della saggistica) ma per compiere un processo che da creativo diventa comunicazionale.

      Quanto alla vela ho smesso di fare charter io, per me, e infatti ho qualche problemino di soldi. Mediterranea l’ho pensata proprio per ridurre al minimo ogni relazione economica con chi sta a bordo. Ti diro anche che lavorare in mare, cioe’ non essere solo un uomo che naviga per piacere, mi da’ grande dignita’, grande soddisfazione.

      Ciao!

  3. L’acribia ragionieristica di Renato ne tradisce le evidenti origini scandinave. Spero solo non sia uno di quegli impiegati ministeriali che pagano fino all’ultimo centesimo dei soldi poco sudati…..

  4. simultaneamente ammiro ed invidio la tua capacità di svegliarti prima delle 6, con una lucidità di pensiero e di azione sorprendenti.

  5. Si ma poi su questi soldi ci devi pagare le tasse, quindi quanto ti resta veramente per arrivare al budget annuo?

    • caro Renato. i soldi dei diritti d’autore, che pure hanno una tassazione agevolata, arrivano già col prelievo alla fonte. Quanto al totale, fino a 5000 euro di entrate/anno non si pagano tasse. resta poco fuori…

      • Scusa, ma in Italia, qualunque sia l’importo (anche 100 euro) questo va dichiarato. Anche se è prestazione occasionale e inferiore ai 5000 euro. Lo scaglione da 0 a 15.000 euro deve emettere almeno una notula con la ritenuta irpef del 23% (per l’anno 2015).

        Quini, quando fai l’F24 (perchè lo devi fare per ogni guadagno, anche occasionale, anche inferiore ai 5000 euro) su quello che hai guadagnato c’è la ritenuta sul reddito da lavoro autonomo (codice tributo 1040) che è il 20%.

        • Certo Renato. Io dichiaro tutto quanto (lo fa il mio commercialista) e tra la minore pressione sui diritti d’autore e l’entita’ complessiva della dichiarazione pago poco o niente guadagnando poco o niente. Il che mi pare facilmente comprensibile e anche giusto.

  6. Dessert:
    quei fiori di acacia (o gaggia che dir si voglia) che si vedono attraverso la…finestra sono buonissimi fritti eppoi gustati con una spolverata di zucchero a velo o miele.
    Per il resto, anch’io ormai lo so.

  7. Abito in un condominio di una grande città e invidio molto la tua bella casetta nel bosco. Non è costata un occhio della testa e ti permette di avere una vita di qualità, cosa difficilissima in città. Capisco bene che i conti non tornano mai, ma la possibilità di vivere per conto proprio senza persone abbruttite attorno non ha prezzo!

  8. Mi piacciono sempre questi post, alla vecchia maniera, mi fanno fantasticare e mi ispirano, perchè più vado avanti, più li sento vicini. Non ancora vicinissimi, ho ancora strada da compiere, ma vado. Finito Guerra e pace, sto per passare a un Uomo temporaneo. Sono sicuro che ci troverò molte cose che ho pensato, osservato e studiato negli anni di lavoro, ahimè non ancora terminati :).

  9. Caro Simone che bello quando torni a casa e sento insieme a te l’aria pulita che respiri… Ben tornato ! Come stai ? Ieri notte ho comprato il tuo nuovo romanzo, ero totalmente morta per il sonno già a letto ma ho letto tutto d’un fiato le prime pagine …. Fantastiche perché mi hanno fatto rivivere sensazioni del passato e animato i pensieri di riflessioni su quali siano le spinte profonde come contrazioni per il parto che fanno nascere quel coraggio che rompe con il passato è porta alla luce la TUA nuova vita. Spinte essenzialmente emotive ed istintive, come quelle del parto appunto, credo. Bello anche questo tuo pezzo sul forecast, anche io ero commerciale marketing e poi dovevo fare i conti con i forecast ed i budget per far quadrare il cerchio. Oggi come te faccio solo il conto delle monete che entrano ed escono dalle mie tasche che gioia ! complimenti per il tuo nuovo romanzo su cui scriverò Appena finisco, nel frattempo , ma perché sul tuo blog non inserisci tue recensioni su tutto ciò che ritieni utile per noi (in primis libri che ti sono piaciuti) e li linki con affiliate marketing ad amazon ogni libro che compreremo cliccando sul tuo link ti renderebbe delle commissioni e tu daresti qualcosa di molto utile e noi ed a noi farebbe profondamente felici poter contribuire in questo modo alla tua spedizione con mediterranea.. Win win no? Dovresti assolutamente farlo perché noi preferiamo finanziare mediterranea piuttosto che in ogni caso far guadagnare amazon. Decidi tu se pubblicare o no questo commento ma davvero pensaci ci faresti felici e tu saresti con meno pensieri sul forecast è più pensieri sul tuo nuovo libro

  10. Buongiorno Simone, come ti senti quando rileggi quello che scrivi? Carofiglio sostiene ( ed io mi trovo d’accordo) che scrivere è un processo ” penoso,” che spesso stimola insoddisfazione e rabbia, uno scrittore dovrebbe considerarsi privilegiato quando risece a buttar giù un paio di pagine decenti al giorno. Hai mai avuto la tentaione di smettere?..

    • smettere di scrivere Francesco? Neanche per un momento, non dico un’ora o un giorno. Sapessi quanto scrivo…! Diciamo dieci volte quello che poi pubblico. Quanto alla frase di Carofiglio, non so, non credo di essere d’accordo, o forse non capisco in che senso. io godo tantissimo, provo piacere intenso, profondo, scrivendo. Mi salvo, per dirla così, da chissà quale fosco destino. E certo, due pagine al giorno, è chiaro… Aspirare a più di questo, nella media, è ambizioso. A volte capita, ma nella media due buone pagine al giorno sono un ottimo risultato.

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