Tanto, ma lì.

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Ieri l’altro. Alimia. Egeo sudorientale. Io in posti così divento una ventina di uomini che sentono ognuno come cento…

Devo dire qualcosa sul rumore, sul volume a cui parliamo tutti. Devo dire un mucchio di cose sulla questione del razzismo e della violenza di questi giorni. Devo dire molte cose sull’affollamento estivo del mare. Devo dire molte cose sul concetto di “vacanza”, cioè tecnicamente un’“assenza” (semmai dovrebbe essere una forma di “presenza“!). Devo dire molte cose sul vento apparente, risultato vettoriale tra vento reale e vento di velocità, e sul fatto che il marinaio naviga con l’apparente, dunque non è uomo che si occupi della realtà, ma della sua proiezione diversa per intensità e direzione (avete idea, per metafora, quante ne ho da dire su questo applicato alla vita!?). Devo dire molte cose ancora sui roditori che per fare le proprie cose sfruttano le relazioni degli altri senza vergogna o rispetto di sé. Devo dire un mucchio di cose sui pirati. Devo parlare del caldo, della sua taumaturgica facoltà mitopoietica. Devo dire una cosa che non posso dire, un progetto artistico che andrò a realizzare a breve, che trovo eccitante. Devo dire una gran quantità di cose su Mediterranea, su alcune cose dette a bordo che mi hanno fatto capire che non basta una barca e un po’ di marinai per vivere la magia in mare, serve anche un concetto, un’idea, un sistema di valori che diano senso al tempo: una spedizione con idee originali, non rubacchiate, proprie, non altrui, e una rotta, non dei giretti. Devo dire alcune cose sulla selettività delle relazioni, e sulle illusioni. Devo dire qualcosa sul cambiamento, sui momenti in cui diventa inevitabile, quando ci si accorge che è troppo tempo che ci giriamo intorno, forza! Devo dire due o tre cosette sul cibo. Devo raccontare di pirati, carte segrete, storie andate e ancora vive. Ho cose da dire sulle isole. E molto da riferire sul tempo. Inevitabile che io abbia anche cose da dire sull’amore.

Ma sto scrivendo. Questo groviglio di pensieri, emozioni, sentimenti, lo infilo lì.

Poi, riprendo.

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7 thoughts on “Tanto, ma lì.

  1. Una dimenticanza non trascurabile:
    Nelle occasioni in cui ci siamo incontrati, sia in occasione di presentazione di libri e mostre di tue opere, sei sempre stato brillante e generoso.
    Ciao

  2. Omissis….Omissis….Omissis…
    E poi, l’ineluttabilità dell’Amore…
    che, per me, da sempre, risuona con queste parole…(in attesa delle tue…):

    ‘Amore – tu sei alto –
    non ce la faccio ad arrivare fino a te –
    Ma se fossimo in due –
    chissà, forse insieme a turno
    attaccando il Chimborazo
    potremmo – ducali – infine giungere a te –

    Amore – tu sei profondo –
    non ce la faccio ad attraversarti –
    Ma se fossimo in due –
    invece che uno –
    panfilo e remi – chissà, qualche estate –
    sovrana – arriveremmo fino al sole.

    Amore – tu sei velato –
    Pochi – ti guardano –
    sorridono – mutano – vaneggiano – e muoiono –
    Senza di te – sarebbe cosa ben strana –
    quella felicità perfetta da Dio
    soprannominata – Eternità.’

    Emily Dickinson <3

    …P.S. Caspita! 🙂 un progetto artistico!?!?! Quando? Dove? Cosa? … Dai su, Perotti, almeno un indizio…

  3. Credo ci sia sempre un non detto.
    Vuoi perché il tempo non lo permette. E quando lo permette potrebbero anche mancare le condizioni.
    E poi la vita va avanti.
    Se si riesce a raccontare un capitolo e ce ne capitano addosso altri due non ce la faremo mai ad essere alla pari.
    Ma forse la vita è anche questo.

    • Il tempo piegato a tutto ciò, asservito al massimo grado all’esperienza di sè, fa tendere all’infinito le capacità e le possibilità. È la conseguenza dei cambiamenti.

    • “non ce la faremo mai ad essere alla pari”
      è così vero…quasi sempre…
      ma ogni tanto la vita la freghiamo…sono attimi…di presenza totale, di essere lì dove sei e chi sei totalmente, nessun altrove nessun domani o ieri…e sei fuori dal tempo …e lì sei pari
      in pace
      avviene in modo naturale…eppure richiede tutta una vita…togliere gli ostacoli ad essere in sintonia con ciò che si è ciò che la vita è in quell’istante….
      sono perle che una ad una conservo preziosamente, infilo su fili di seta ben annodati e porto addosso, sulla pelle, perché siano sempre lucenti e vitali testimoni di Bellezza ed Armonia….

  4. Sei un artista e regali emozioni, condivisibili a tratti, esuberante tanto quanto basta, vivi la vita godendoti la quotidianità, ottimista e sfrenato al punto giusto, a volte incomprensibile come una discesa che va in salita, misterioso e guascone quando vuoi, abile nel dribblare ciò che non vuoi fare o sentirti dire, astuto come una volpe ed ingenuo come un ragazzino: sei Perotti!
    Ciao capitano

    • Uh che bella definizione di me. Mancano alcune cose, solo a me note, forse, ma per il resto mi riconosco! Ciao!

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