Nove

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In Adesso basta (2009) scrivevo: “Sto iniziando il mio nuovo romanzo, una storia di pirati che si svolge nel XVI secolo. Ci studio da due anni ma ultimamente, con maggior tempo a disposizione, ho accelerato molto il lavoro.”

Cambio di immagini di questo sito, colori, grafica, cambio di forma, che è metafora della sostanza, inseguitrice sfiatata dell’irraggiungibile contenuto, lui davanti eternamente, lei dietro disperatamente. Non come ci hanno detto, dunque. Ma anche spalla a spalla, sovente, forma e contenuto, perché non si mostra ciò che non è, dai e dai si vede, non regge, e “quello che c’è si vede, perché altrimenti, se non si vede, vuol dire che non c’è”. E che si vede? Bella domanda, troppo spesso dimenticata… Di voi che si vede?

Ci ragionavo poco fa. Io me la faccio spesso: “che si vede di me?” Da fuori, dico. Domanda sana, difficile, rivelatrice. Se quello che c’è si vede… guardandomi, si vede quel che c’è? Nei momenti disonesti dico: “non sanno vedere” in quelli onesti: “non so mostrare”. In quelli veri: “non sono come credo”. Ma la verità dov’è? Manca una variabile: “chi guarda vede quello che vuole vedere. Vede ciò che è. Dunque vede sé”. Ma se chi guarda me vede sé, la “mia” forma a che serve?

Questo blog ha sette anni suonati, e quello precedente (scomparso nelle scie del web) altri due. Totale nove. Che cosa ha mostrato, che ha detto, che ha ottenuto? Cosa si vede davvero da queste pagine? Quello che ho voluto mostrare, il resto non è apparso. Ho selezionato, certamente. E chi ha letto ha fatto la sua cernita. Il risultato cos’è? Un blog intermedio, parole a mezzo mare tra me e voi… E io che oggi volevo solo cambiare forme e colori a questa pagina!

Ho consegnato “Rais”, qualche minuto fa. Manca un’altra revisione di bozze e poi si chiude. Nove anni di lavoro dalla prima intuizione ad ora. La stessa età di questo blog. La lunghezza della mia Terza Vita più un po’. Quando morirò a che vita sarò arrivato? Quale sarà l’ultimo post che scriverò qui sopra, e l’ultimo libro, e l’ultima parola…? Spero che sia “mare”. O “a-mare”, che è anche meglio…

Va be’, nuovi colori, nuova grafica, tutto qui. Parte il conto alla rovescia per l’uscita di “Rais”.

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