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Antipasto a due colori per Rais

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero….“. Inizia così, in modo sorprendete e splendido, il famoso romanzo di uno dei maggiori scrittori di sempre. E io vi dico la stessa cosa. Sedetevi comodi, nel vostro angolo preferito, lasciate che tutto rimanga fuori, state per iniziare a leggere Rais, l’ultimo romanzo di Simone Perotti, storia d’amore e inganno, di pirati e avventure, di mare e di esplorazioni, di amicizia e tradimento, di speranze, perdizioni e redenzioni. Mettetevi dove volete, raggomitolati o coricati, purché stiate bene, con le gambe stese, e forse una copertina addosso, che al freddo si legge malvolentieri, ma non troppo, perché il caldo è anche peggio. Spero che ci sia luce, perché leggere al buio è fastidiosissimo. Le sigarette a portata di mano, se fumate, e il portacenere. Che c’è ancora? Dovete fare pipì?

Soprattutto, fate all’autore e a voi stessi una grande concessione. Se dedicate a un libro una mezz’ora, fatelo con concentrazione, essendoci. Smettete di pensare a Pino e Mariuccia, al capoufficio, al vicino di casa che fa sempre rumore. Fare l’amore non dura molto di più, ma non lo fareste mai distratti. Mangiare non dura tanto di più, ma mai vi perdereste un boccone. Un libro è una storia, leggete lentamente, non abbiate fretta. Come la rotta per Itaca, che il viaggio duri tanto, che Itaca non si profili troppo presto all’orizzonte, riducendo le nostre avventure. Una storia non è “come va a finire”, ma soprattutto come va.

Le parole vi porteranno lontano, ma non sono solo un ponte. Sono un fine e uno strumento al medesimo tempo. L’autore le ha scelte a una a una, talvolta azzeccandole, talvolta meno, ma sempre chiedendosi molte cose prima di scrivervele. Vi riguardano, sono una lunga lettera rivolta a voi. Non perdetevele, non tirate lungo con l’ansia di arrivare chissà dove. Una di quelle parole potrebbe innescare un pensiero, e come una farfalla che batte l’ala scatenare altrove una burrasca. Leggere è la via per quella burrasca, e le parole sono la vostra navicella.

Le prime cinquanta pagine di ogni romanzo ambizioso, che valga la pena leggere e poi rileggere, sono le più importanti. Entrati in quelle vi sarà difficile uscire dalla storia. Concedete all’autore di seguirlo in quelle prime pagine, con maggior attenzione, con quel pizzico di vuoto-intorno che oggi è negato a quasi ogni cosa che facciamo. Sarete autorizzati a maledirlo, se vi deluderà, ma non fatevi biasimare da lui per la vostra estraneità.

Potete leggere il libro come io l’ho scritto, dato che, come diceva Saramago: “Ogni buon romanzo è soprattutto una questione di montaggio“, e a volte seguire una sola delle voci narranti, perché un romanzo è una mappa, ma il lettore fa il suo viaggio, seguendo le sue suggestioni, con le sue soste, le sue accelerazioni.

Se posso permettermi un consiglio, leggetelo di mattina. O comunque non alla sera. Ci arriverete dopo aver letto centinaia di pagine sul computer o il telefono, i vostri occhi saranno stanchi, la mente ingarbugliata, e non vi godrete nulla. Al mattino, tra sogno e realtà, avrete ancora la possibilità di fingervi, cioè di sognare, cioè di sentire. I romanzi, soprattutto quando parlano di noi, al mattino sono tutti più belli.

Ora godetevi la storia, la sua magia, la speciale immersione nel suo mondo fatato. Per un antico paradosso letterario, se siete bravi, se l’autore sarà stato all’altezza, troverete lì dentro qualcosa di vostro. Magari proprio QUELLA cosa, che andate cercando da così tanto tempo… O la perderete, finalmente… A me sono capitate entrambe le cose, scrivendo.

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12 thoughts on “– 0. Avvertenze di lettura

  1. Le ultime pagine le ho centellinate… quanto mi è piaciuto il tuo Rais!!! Grazie per la bella storia e la bella scrittura.

  2. I lettori sono tipi strani… possono osannarti o sbranarti… spesso non hanno vie di mezzo. Ti amano. O ti odiano. E tu non puoi farci nulla. Non tentare mai di ‘difenderlo’, di perorare la sua causa…lo rendebbe più fragile…Lui se ne è andato via, in giro per il mondo, sorride leggero, è felice e orgoglioso del suo aspetto, con la sua rosa tatuata, là, sul braccio sinistro…Contiene tutte le tue parole, tutte le tue offese, le tue sconfitte e pure le vittorie e anche le lacrime…oh…quante lacrime e quanto sudore! E il tuo sorriso. Soprattutto quello, il tuo meraviglioso sorriso, quando, immobile, sulla soglia, lo guardavi allontanarsi..Ciao Rais! Buon vento marinaio!

  3. …troppe avvertenze troppe indicazioni..lascialo andare taglia il cordone ombelicale. L ansia che si annusa dalle tue parole fa tenerezza..ma come ha detto bene Francesca non è più tuo è dal mondo. Le separazioni sono rinascite..e la curiosità di quale strada prenderà è quello che puoi esercitare ora. Buon vento a rais e a te. Marzia

    • Detta da un esimio psicologo…. non posso che convenire. Ma lo avevo già ammesso. Avete ragione. Ma se solo sapeste… però penso sappiate, se avete figli sapete… Almeno, io figli non ne ho, ma il parallelo mi viene immediato. Ciao!

      • ..beh figli non ne ho neppure io. Psicologa non sono ma penso che quello che doniamo al mondo e che ci appartiene è paragonabile anche a una freccia lanciata scagliata nel tempo e nelle vite degli altri. Si lo so che e’ un altra metafora di figlio e l ha creata un grabde mistico.Quanta mira hai preso quanta fatica forza per piegare l Arco lo sai solo tu ma se fa centro se colpisce al cuore al cervello alle viscere se ti inchioda i ti sfiora o se ne va lontano lo potranno dire i vari lettori che lo leggeranno per migliaia di motivi. Stai bene.

        • Ah scusami. Un’amica si chiama come te e fa la psicologa. Pensavo fossi lei. Ma il senso non cambia. Hai ragione….

  4. Questa settimana acquisterò il libro che si annuncia appassionato e avventuroso come piace a me, ma il fatto che abbia la cartina incorporata è come sempre (per me) un punto in più a favore. Tutta quella geografia di fatti, avvenimenti e paesaggi che prenderà vita non mi lascia mai indifferente…
    E poi, dopo aver sbirciato il tragicomico sito della festa dei pirati a Ca’ di Mare, ho uno stimolo e un dovere in più per conoscere meglio il mondo dei pirati… 🙂

    • eh… infatti. Occasioni mancate. Un golfo carico di storia della pirateria come quello di Spezia fa impallidire le Jost Van Dyke e le Tortuga dei Caraibi… eppure, così siamo messi… Si studia poco. Si cerca poco. Si approfondisce poco. E i risultati sono commisurati. Tu stai attento, invece: tra le pagine che stai prendendo in mano scorre sangue e saggezza, tradimento e sorpresa, grandi interessi e storia delle genti, cioè il meglio dell’epopea della pirateria e della navigazione del mediterraneo, e non solo. Buona lettura.

  5. Il coraggio e’ una delle doti innate di Rais. Gli e’ servito per venire alla luce ed ora gli permettera’ di fare la sua strada. Noi lo staremo a guardare trepidanti e lo applaudiremo all’arrivo, anche se lui in quel momento sara’ gia’ lontano..

  6. Si, lo leggerò. Però Simone, dire a me come leggerlo sarebbe dire a te come scriverlo. Le tue parole sono piene di ansia per il distacco. Questo tuo figlio se ne andrà. Le brutte compagnie sono dietro all’angolo, una donna sbagliata che non lo saprà amare come lo ami tu. È così, è la vita. Il lettore unico di cui parlava Andrea Sperelli, quello che forse ogni scrittore spera di trovare, consapevolmente o no, passa attraverso le insidie del mondo. La verità è che una volta scritto, il tuo libro non è più tuo. È di chi lo amerà, ma anche di chi lo odierà, di chi lo lascerà sul comodino incominciato e non lo riprenderà più, di chi lo regalerà a persone a cui tu non offriresti nemmeno una delle tue mille parole, anche a chi sognerà con lui. A chi lo amerà senza capirlo, come capita a tanti di noi. Il tuo libro ora è nel mondo, un figlio non più tuo. Farà le sue scelte, percorrerà le sue strade. È forse quando parlerai di lui non sarà veramente di lui che starai parlando. Lui sarà protetto dalle mille fibre del tuo cuore. Al lettore unico non ci sarà bisogno di spiegare niente.

    • Oddio… il tuo elenco delle eventualità mi getta nell’angoscia. Un po’ come, da uomo, immaginare quel che capiterà a tua figlia crescendo. Mamma mia…
      Ma hai terribilmente, ferocemente ragione… E’ così, e nessuno può farci niente. Rais finirà tra le pieghe della vita, nei destini dei luoghi e delle persone, e questo è inevitabile. Spero sappia destreggiarsi, che abbia in sé il barlume di una certa, necessaria, sopravvivenza. Ad ogni modo è come dici, e si vede che sei una lettrice consapevole. Più dell’autore dei libri che ami (o che odi…).
      Aiuto…

  7. Domani andrò in libreria a comprarl;perché dopo aver seguito gli ultimi mesi di gestazione, non posso non correre a vedere il nascituro. Ma attenderò di terminare il libro che sto leggendo, prima di iniziare a entrare nel mondo di Rais.
    Lo terrò lì..in vista..godendomi ancora l’ attesa e accrescendo il desiderio di farmi trasportare dal suo mondo. Che sento, ma anche temo, possa essere in molte parti, il mio. E forse,non “quella parte che sto cercando” , ma quella alla quale sto sfuggendo.

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