Booktrailer (l’Atlante esce oggi…)

Esce oggi in libreria. Il mio “Atlante“.

Per uno scrittore-marinaio scrivere un atlante è un come comporre da soli il proprio breviario, scrivere da sé le preghiere da recitare. Un testo “sacro”…

È bello parlare di cose “sacre”, soprattutto per un ateo. La vita ha una profonda, imperscrutabile sacralità. Qualcosa di essa, un brano molto importante della sua profonda natura, è finito anche qui, in questo volume. Forse mai come in questo libro, che racconta di isole, navigazioni, misteri, leggende, immaginazioni, mi sono occupato di cose sacre. È sempre così quando cerchi di descrivere l’indescrivibile.

Buona lettura.

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Speciale Tg1. Buon servizio. Da vedere.

Avevo il raffreddore, forse anche la febbre, ma fu una bella chiacchierata. Dal minuto 4.50′, è la prima intervista di questo bel servizio.

Ecco il bel servizio di ieri sera (tardi…) di Elisabetta Mirarchi, Speciale Tg1 sul “Cambiamento”.

Un buon servizio. Finalmente un’oretta in cui non si parla di soldi o di life-style. Ma di motivazioni esistenziali, di fatica del cambiamento, di scelte, si tentativi. Storie di persone che ci provano davvero. Belle facce.

Molto felice che questo servizio dia avvio a una settimana importante. Mercoledì, il 18 ottobre, dopodomani, esce il mio tredicesimo libro, Atlante delle isole del Mediterraneo (Bompiani), ennesimo epigone di una scelta di vita rivoluzionaria (almeno per me…), decisa per tentare di fare ciò che io sentivo e sento di poter e dover fare, per essere autentico: pensare, studiare, scrivere. E navigare. Da quella scelta sono passati più di nove anni e mezzo. Anni che posso dire di aver vissuto.

Ci vediamo giovedì 19 a Milano per la prima presentazione. Intanto, se avete voglia, guardate questo servizio. Utile per riflettere.

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Geosofia e isole. (Esce il 18 ottobre)

Una delle carte del libro, realizzata interamente da Marco Zung con le mie indicazioni geografiche, topografiche, nautiche.

Il 18 esce il mio nuovo lavoro: “Atlante delle isole del Mediterraneo” (#Bompiani), il tredicesimo. Un libro da leggere e da vedere. Una mappa da seguire. Anzi, una mappa per seguirsi, ritrovarsi, dove siamo già. Il Mediterraneo.

Nasce da oltre trent’anni di viaggi per mare e anche via terra, e da un’intuizione: il Mediterraneo non è nei paesi che vi si affacciano, e neppure nei suoi grandi porti. È in qualche baia di isola, su qualche molo dimenticato, negli arcipelaghi che ci corrispondono. È là, aspetta noi. Basta andarci.

Ma la geografia non basta. Serve una “nuova geosofia“, che traccia mappe assai più precise, descrive uomini, non solo profili di costa, emozioni, non solo valli e montagne. Risonanze, non solo luoghi. Noi, non solo loro. per questo disprezzo le guide turistiche: contengono quasi tutto di ciò che non mi interessa trovare.

Qui invece troverete il mio modo di sentire, vedere, studiare, annusare, masticare il Mediterraneo amaro e suadente, ruvido e seducente, affascinante e perduto. È colato tra le pagine tutto il mio incanto, la mia emozione, ogni orrore e ogni estati. Raccontare dove ci si è ritrovati, non è forse dipingere un autoritratto?

Da oggi, qui o altrove, pubblicherò qualche spunto, una frase, qualcosa che possa darvi almeno un’idea del mio Atlante, con la grafica del libro, bellissima, interamente realizzata da noi, originale.
Grazie a tutti voi che lo leggerete, se vorrete. E grazie a quelli che hanno lavorato a questo libro ricchissimo: Marco Piani Marco Zung Lucia PianiGrandi & Associati – Agenzia Letteraria Paolo Maria Bonora Silvia Ferrari e tanti altri che sto dimenticando certamente.

#atlante #isole @giovanni francesio

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Bravo.

“Furore” – Alessandro Baricco

 

Ho conosciuto Alessandro Baricco a Madeira, una decina di anni fa. Povero…, era un po’ spaesato su una barca a vela, anche se ferma in porto. Era lì per non dire di no a Farinetti, quasi certamente. Ma non credo abbia navigato, neppure una tappa tra Genova e New York, non ricordo. Certamente non fece la traversata oceanica con me, me ne ricorderei. Parlammo poco, mi parve timido e garbato, non così narciso come sarei stato pronto a constatare.
 
Va detto che non sono un suo appassionato quando fa il romanziere, ma fin dai tempi ormai lontani del suo programma televisivo “Pickwick” sono un suo fan sfegatato quando legge e racconta romanzi in tv. Quando fa divulgazione. Vedo oggi pomeriggio il suo “Furore” di ieri su Rai 3, che avevo mancato perché stavo viaggiando in treno. Una bella, bellissima lettura del grande romanzo di John Steinbeck, pubblicato nel ’39. Di un’attualità straordinaria.
 
Bravissimo come sempre, Baricco, come e meglio di sempre. Fa la televisione che vorrei, quella dei racconti, delle storie, in cui si rilegge quel che è avvenuto, quel che è stato già pensato, sentito nel cuore, da qualcuno in grado di coglierlo perché in tanti lo conoscano, lo possano sentire a loro volta, e ne facciano tesoro, lo usino, oggi, nelle loro vite, per prevenire, per fronteggiare il destino comune di tutti noi, lo stesso da sempre, immancabile, inevitabile, che qualcuno ha raccontato bene. Ma invano, se lo dimentichiamo,  costretti a ripartire ogni volta da zero, rifacendo tutti in fila gli stessi comprensibili errori dell’uomo.
 
Tv per non dimenticare, dunque, per vivere. Quella che per una volta (così raramente…) fa ciò che con una parola ormai svuotata, che nessuno coglie, di cui avremmo un bisogno enorme, chiameremmo: “cultura”.
 
Prendetevi un’oretta e mezza, e godetevi questa bella trasmissione. In silenzio, con concentrazione. Ascoltate.
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