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A Palazzo Mezzanotte. Forse 13 anni fa… credo…

Oggi sono dieci, tondi tondi. Proprio oggi, alle 11.30 circa, dieci anni fa, uscivo da quel portone in Via Moscova (MI). Dieci anni rubati a ciò che per me non aveva (più) senso, a vantaggio di un senso che dovevo ancora trovare. Ma dieci anni di vita, la mia.

In questi dieci anni ho ristrutturato un fienile antico, casa mia, scritto e pubblicato nove libri tra saggi e romanzi, ho scritto e condotto un programma televisivo, ho fondato Progetto Mediterranea, ho fatto interviste, navigato, ho realizzato una cinquantina di sculture, le ho vendute quasi tutte. Ho viaggiato per oltre 18.000 miglia nel mio Mediterraneo, nei mari tropicali, in Atlantico, dovunque. Ho perduto tempo. Per vivere ho riparato, autocostruito, autoprodotto. Ho fatto la guida turistica, gli apertitivi in un bar, ho trasferito barche, fatto lo skipper, lavato barche, le ho aggiustate, ma tante tante cose le ho fatte gratis, finalmente. Soprattutto, non sono morto di fame, sono ancora vivo, e non ho cambiato di una virgola la mia rotta. Ho fatto errori anche gravi, ho fatto mente locale su come non rifarne. Sono riuscito a raggiungere obiettivi esistenziali importanti. Ho ricevuto centinaia di migliaia di lettere, ho risposto direi a tutti, uno per uno. Sono intervenuto su molte questioni, cercando di dare il mio contributo. Ho studiato, finalmente, e non solo i pirati, ma tanti argomenti che mi dolevo di non approfondire, conoscere, mi dolevo di non viverne.

Come ogni uomo, sono vissuto, e sono molto cresciuto. Ieri sera mi è parso di poter dire che sono diventato un uomo molto più libero, sotto tutti i punti di vista, anche se ce n’è voluta tanta. Dieci anni, qualunque cosa sia, dieci anni che non torneranno. Com’è andata è andata.

Dunque, oggi, è il primo giorno del prossimo decennio. Allora non ci pensavo a questo. Cosa farò i prossimi dieci anni, quelli che stanno cominciando oggi? E voi, che farete?

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33 thoughts on “10

  1. Finalmente dopo 17 anni mi appresto all’ultima settimana di lavoro. Quest’ultimo mese è stato il più duro, ma il traguardo è vicino. Sono Vincenzo, ho 44 anni e circa 8 anni fa mi sono reso conto che stavo svendendo il mio tempo. Da allora ho pianificato. Non avendo figli e con una compagna che mi ha mollato non appena le ho detto il mio progetto, ho acquistato un uliveto quasi abbandonato in toscana, dove vivo, con un annesso agricolo di circa 40 m. Negli anni ho ristrutturato e reso il mio angolo di paradiso autosufficiente. Il sogno e la libertà cominciano… Un saluto a tutti!

    • buon vento vincenzo. senza mai chiudersi, anzi, aprendosi alla vita. chi cambia lo fa per essere più libero, più in armonia. fai che si veda sempre. ciao.

  2. Ciao Simone,
    stamattina ero in coda sul GRA e mi è tornato in mente quando ho letto “adesso basta” , era tipo 8 anni fa…sigh…quindi sono venuto a curiosare sul tuo blog e ho letto questo post, che dire…tanti auguri e buon prossimo decennio! Un caro saluto
    E.

  3. Che dire Simone se non grazie a te x questi dieci anni pieni di idee ed energia che ti sei guadagnato con tenacia ed umiltà e che hai generosamente condiviso con noi. Come sempre grande Comandante.

  4. Non so perchè, ma il commento che ho postato 2 volte a questo tuo articolo, non è passato! … Lo riassumo perchè ci tengo: Dunque, io brindo idealmente con te ai prossimi 10 tuoi e miei ! Ti devo moltissimo. Buon vento Comandante!

    • scusa Raffaela, sono io che ho problemi con le notifiche, mi vanno in spam e non le vedo. cerco di risolvere. ciao! Grazie!!

  5. Che farò? Continuerò a fare il manager di una grande azienda, fino a quando non scoppierò del tutto. Mi manca il coraggio per fare altro, per intraprendere l’altra strada, quella che mi porterebbe ad abbracciare ciò che sento più vicino alla mia natura e che sicuramente non è questo lavoro. Spero che l’impulsività abbia la meglio, in futuro. Comunque tornando a te, a questa foto in particolare: in essa vedo qualcosa che mi colpisce. Asimmetria del viso. Lo siamo un po’ tutti, diversi, no? la destra che è diversa dalla sinistra…Ma in questo caso, noto una “caduta” della parte sinistra, che è quasi sgonfia, cadente verso il basso. La parte sinistra del corpo, che guarda caso è quella che esprime apertura verso gli altri, riflessione, accoglimento, come se in quel periodo fosse indebolita e fosse l’altra, la destra, a prevalere, quella dell’azione, della conquista, della lotta. Sarebbe interessante vedere se anche la tua faccia è cambiata, a parte le rughe in più. Chissà? Verrò a vederti ad una delle tue prossime presentazioni, se non finisco prima sotto un tram vittima della mia totale alienazione.

    • cerca di guardare prima di attraversare allora! 🙂 Non so questa cosa della parte destra e sinistra. Mi informo. Grazie!

    • Ciao Fulvio, l’impulsività non serve, è solo dannosa!! Occorre solo consapevolezza piena, lucidità ed il distacco totale dal mondo dei consumi!! Ti capisco comunque: almeno tu, a differenza mia, hai raggiunto dei risultati importanti… ma, a quanto pare, non basta quando si tradisce se stessi!! In bocca al lupo.
      Tony

  6. Carissimo Simone complimenti per questi 10 anni del tuo cammino ricco di esperienze.
    Il tuo libro “adesso basta ” ci è stato donato da nostra figlia e il tuo esempio ci ha accompagnato nel percorso di cambiamento che desideravamo seguire.
    Quattro anni fa ha lasciato il “posto fisso ” mia moglie per sviluppare la propria passione e solo dopo 1 anno anch’io ho lasciato il ” posto fisso ” .
    Ci piacerebbe incontrarti, se fosse possibile, per raccontarti la nostra storia e per avere delle indicazioni per un prossimo progetto che abbiamo intenzione di sviluppare per la stesura di un libro.
    Ti ringraziamo per i consigli importanti letti nei tuoi libri.
    Buona continuazione Flavio e Rossella

    • Ciao Flavio e Rossella, non incontro chi me lo chiede, siete migliaia a farlo, finirei col fare solo questo. Ma tra presentazioni, web, libri, giornali avremo modo sempre di confrontarci. Mi costa enorme sforzo, ma sono contento di dedicarmi a questo “dialogo” tra tanti che si fanno domande e vogliono evolversi. Come vedete qui e altrove siamo tanti, non siamo soli, e cerchiamo giustamente una via responsabile. Forza e coraggio. Complimenti per i cambiamenti e per quelli che verranno.

  7. Un grazie a te per i tuoi 10 anni vissuti e condivisi con chi ti segue, descritti meravigliosamente nei tuoi libri, programmi, sculture, interviste, progetti. Grazie per rendermi partecipe del tuo mondo e dare voce alla passione e alla volontá di vivere pienamente. Grazie per ricordarmi che la passione é la benzina piú ecologica che possa esistere nella nostra vita. Grazie per ripetermi che il vero protagonista della mia vita sono “io” e non cercare fuori il colpevole se le cose non vanno. Grazie per aiutarmi a riflettere su molte questioni.
    Auguri e complimenti per questo Gran Traguardo raggiunto!

    • Chiunque tu senta lamentare ingiustizie, indicare responsabili, masticare l’amaro della reprimenda, che non sia per gioco ma seriamente, è un irresponsabile. Guardati da lui. cerca compagni di viaggio che dicano sempre “io” quando parlano dei problemi. Tieni alla larga come la peste chi costruisce il suo giudizio sentendo solo uno dei contendenti. Il resto verrà. Grazie a te di questi 10 anni, capisco che ci sei stato. E capisco anche perché molto spesso non mi sono sentito solo. Ciao!

  8. ti faccio i miei complimenti per questo importante risultato simone, però forse ci stava bene un libro per festeggiare questo “compleanno”, qualcosa tipo” adesso basta 2″ oppure “10 anni di vita libera”

    • ci ho pensato, chissà. ma al momento non mi sembra di avere cose così interessanti da scrivere.

  9. Grazie Simone

    Senza te e i tuoi libri forse oggi sarei quello che sono sempre stato e sarei rimasto tale fino alla pensione .
    Oggi invece sono totalmente diverso , ne meglio o peggio , ma diverso .
    Soprattutto oggi sono libero da tanti condizionamenti di cui non ero neanche a conoscenza .
    Avanti Tutta
    Ciao

  10. Vorrei fare una osservazione estemporanea. Non sono Nostradamus ma che dire, la foto che hai messo ti mostra quasi come un “morto”, spento,l interiormente, sembra quasi che sei pronto a scattare e scappare. Si è una recita da manager, ma sapete dirmi quale manager non recita?
    Nelle foto attuali invece gli occhi ti brillano e mostri più vita a 45 (sparo non lo so) che a 32 anni.
    Se mi sbaglio correggimi pure Simone, come direbbe il Papa, chi sono io per giudicare.

    • leonardo, al contrario! tu devi giudicare. per giudizio non intendo nulla di unilaterale o dall’alto in basso, ma ognuno di noi valuta, vede, giudica, ed è un bene. come è un bene che la faccia rappresenti il cuore, lo definisca. Quanta gente incontro che dalla faccia sono certo, ma certo al 100 per 100, che è triste, scazzata, scarica… E certo che la mia faccia all’epoca mi rappresentava. Come mi rappresenta oggi. Albert Camus scriveva: “Dopo i trent’anni, ogni uomo è responsabile della sua faccia”. E diceva una cosa molto importante. Io sento la mia faccia, i miei lineamenti, le mie espressioni. Sono colori e pennelli sulla tavolozza della mia comunicazione. Non posso dimenticarmi di che cosa sto comunicando. E deve tornare tutto. Deve essere tutto almeno un po’ in isntonia. Io quel giorno ero sul palco di un convegno, alla Borsa Italiana, avevo la faccia d’ordinanza. Poi ero anche uno attento eh, dunque una parte di quella seria espressione è solo dovuta al fatto che stavo ascoltando cose per me non semplici da capire, e tenevo d’occhio tutto perché l’evento lo avevo ideato e voluto io e doveva andare bene. Ma ovviamente, la dieta di pensieri che oggi genera la mia espressione è molto cambiata. Lì stavo prestando neuroni a qualcosa che era anche bello fare, ma non era mio. oggi ciò che non è mio fa la fine di ciò che non è essenziale su una barca: viene subito sbarcato, senza pietà. La vera grande rivoluzione nella mia vita è stata proprio questa: smettere di perdere tempo, coi molestatori, con chi è incazzato, con chi blatera, con chi dice stupidaggini, e anche con chi dice cose sensate ma che a me non interessano. per chi mi propone cose che non fanno parte del mio progetto sono molto reciso, e immediato: no, grazie. Spiego sempre a tutti che ho poco tempo, sto per morire, e non voglio perdermi un istante. Ed è esattamente quello che sto vivendo. Morirò, ma non ancora. Solo che morirà anche la persona che mi sta proponendo qualcosa. Lei lo sa? Chi può dirlo. Spero solo che ne sia consapevole. Leonardo, buttiamo via giornate, settimane, anni!!!! E sono preziosi. Chiudiamo il rubinetto del tempo, colleghiamolo alla canna del senso, e poi riapriamo goccia a goccia, perché nulla vada perduto. ciao!!!

      • Ammazza Simone…
        spesso le tue risposte mi piacciono anche più dei tuoi articoli… Che dire… accendi un faro nel buio. Illumini qualcosa all’interno, per ognuno di noi questo qualcosa è qualcosa di diverso.
        Vorrei solo aggiungere che a questo punto probabilmente non basta lascar andare i molestatori, ma si deve anche smetterla di molestarsi. Alcune persone sono lontane anni luce dal sapere se si stanno facendo del bene o del male, se una cosa fa piacere o meno. Lo fanno non sapendo spesso neanche più perché. E ne sono certo, perché una fase del genere l’ho vissuta pure io. Fin quando ho avuto una scintilla e mi sono chiesto, ricordo pure giorno e momento della giornata (quindi sono quelle cose che ti cambaino davvero) “ma cosa mi rende davvero felice?” E tutto nacque per caso, dopo la laurea, in un periodo in cui ho pensato che lavorare volesse significare diventare automi al servizio della produzione. Mi sono sentito alienato e privo di senso ed allo sprono di una amica che suonava tipo “dai adesso è sabato, divertiti!” Io ricordo perfettamente la sensazione di vuoto interno che ho provato al fatto che io effettivamente non sapevo come divertirmi. Non sto esagerando. Era davvero così. Non sapevo cosa fare per divertirmi. Poi ho rallentato, sono uscito da una giostra infernale, chiedo meno e paradossalmente mi arriva di più. Una sola cosa è certa, che non voglio svendere mai la mia dignità, il rispetto per me stesso e la libertà di scegliere. Dobbiamo guardare a noi stessi con grande affetto e non come macchine da guerra. Perché il conto prima o poi arriva. A me, fortunatamente, è arrivato in giovanissima età. Mi ritengo fortunato perché se da un lato per un paio d’anni me la sono vista brutta, dall’altro so che ho una vita davanti da godermi.
        Grazie come sempre, di tutto.

        • “si deve anche smetterla di molestarsi”. Centro pieno. E certo che sei stato fortunato, saperlo presto e non perdere una vita è una fortuna! Ma è anche il lavoro di cogliere tutto ciò e fare, la vera dote. Fortuna, sì certo, anche, forse… ma soprattutto attenzione. E cura.

  11. Quest’ anno raggiungo 55 anni e non ho esigenza di inseguire progetti particolari, essere iperattivo, vivo la vita intensamente anche con sano egoismo, ricordo il passato con tenerezza e guardo al futuro con serenità.
    Mi adatterò all’ inevitabile invecchiamento cercando di esser in pace con me stesso e con il mondo intero.
    Scusate se è poco…

  12. Ciao Simone, grazie per tutto quello che ci hai trasmesso con i tuoi libri e le tue esperienze.
    Sicuramente il viaggio più impegnativo e più bello è quello che hai fatto all’ interno di te stesso… forse è questo il significato della nostra vita ma non tutti lo capiscono
    Un abbraccio

  13. Uh! Palazzo Mezzanotte… Ci sono stata anch’io per lavoro molti anni fa… Ricordo poco e niente. Un seminario o una convention di quelli che devi andare ‘vestito bene’. Ricordo anche una persona anziana che tutti trattavano con venerazione, un ‘guru’ della consulenza che ha fatto una battuta poco felice a una collega. Eh. Da questa foto si evince quanto vestissi bene i tuoi panni di manager… Sguardo concentrato, ‘sul pezzo’, molto serio e un po’ imbronciato. Quando si guardano le vecchie foto si cercano gli indizi di un futuro incerto, quello che ora ‘si conosce’, che è diventato passato. Chi l’avrebbe mai detto?!?? E quante cose sono cambiate… Una decisione, un istante in cui quello sguardo diventa ‘altro’, una profonda visione, una domanda… Concedere a donne e uomini la molteplicità dovrebbe essere inserito in un programma di governo. Non un lavoro ‘fisso’ come ‘fissita”, inazione, ottundimento. La possibilità di vivere dignitosamente provando a muoversi, a cimentarsi, a fare altro, scavalcando stereotipi e luoghi comuni. Quante risorse avremmo in più e quanto la società tutta potrebbe beneficiarne… Ma forse il potere preferisce schiavi e consumatori depressi… Ci sono molte persone che potrebbero dare molto alla società civile. I politici di professione non hanno fatto granché e molto spesso hanno causato enormi danni (non errori) a persone e cose. Bisognerebbe riappropriarsi della vita sociale e civile rendendo tutti responsabili di tutto. Rileggendo i classici e mettendo in campo tutti i migliori nuovi impulsi come motore trainante per rifondare questa benedetta società. Si potrebbe fare. Si può fare! Del resto sarebbe sicuramente meno peggio di questa assurda e frustrante campagna elettorale… Di questa assurda follia. Al timone ci possono, ci devono, ci vogliono essere donne e uomini migliori!!!
    Bravo Simone!
    E grazie per tutto quello che ho imparato.

    • bella quella frase conclusiva: “grazie per tutto quello che ho imparato”. Sono orgoglioso di questo. ciao.

      • Devi esserlo! Io non sono riuscita a fare quasi nulla (o chissà, non ancora…). Ci sono giorni in cui mi pare di avere 80 anni e altri solo 20 con qualche doloretto in più. All’anagrafe sono ‘solo’ 52, quasi 53. A 40 ero separata da 2 anni con un figlio di 4. Lavoravo come un’automa tenendomi stretto con le unghie e i denti un lavoro part-time. A 20 ero un’assistente di direzione e manco sapevo che cosa fosse davvero in realtà. L’ho capito con il tempo. Ma quel tipo di lavoro non è per donne separate e con figli. Così mi hanno facilmente demansionata dicendomi che potevo anche fare l’amministrativa. Ah ah ah. Poi però il lavoro è pesantemente diminuito. Le 2 società in cui prestavo servizio fallite entrambe. Solo a 48 anni ho sentito parlare di downshifting e non in TV o in radio ma leggendo un libro che nemmeno trattava quei temi: era “dove sono gli uomini”… Poi è storia. Giorni passati a parlare con i colleghi di quello che avevo scoperto! Entusiasmo a mille. Rinascita. Frasi sussurrate tra i denti, sorrisetto ironico: allora non sono pazza! Allora non sono sola! Momenti di incazzatura:…’ma figurati quello è un milionario, lo aiuta mamma e papà!’. Il lavoro che non c’è più crea un senso di inutilità, di umiliazione. Per me che ho vissuto con pochissimo cercando di farcela da sola, di essere ‘autonoma’. In fondo ho scoperto di essere debole, di avere molte ‘resistenze’, di ‘avere paura’. Ho fatto qualche scelta ultimamente molto in controtendenza ma spesso mi sento vacillare. Riconosco quella luce negli occhi, quella di chi ce l’ ha fatta, ce la sta facendo. Non mi creo più alibi. Resto in un silenzio ammirato scrutando i miei limiti.

        • Barbara qui nessuno ce l’ha fatta. In questi dieci anni ho passato fasi, momenti, adesso sto bene, ma ho anche sofferto molto. E sai la novità? Come tutti! Chi è in galera, come chi è libero, chi ha tutto, come chi non ha granché. Il grande regolatore della vita, il livellatore, è la natura stessa dell’uomo. Qui chi dice che sta da dio e tutto è perfetto, almeno in assoluto, al di là dei momenti buoni, mente. Dunque io non lo dirò di certo, e in questo testo qui sopra si capisce bene, credo. Per qualche anno, dal 2014 tutto fino al 2015, almeno verso la fine, ma anche nel ’16 poi… mi sono confrontato con errori gravi, fatti da me, tutti miei, solo miei, a prscindere da ciò che riguarda gli altri che sono fatti loro se vedere o mentirsi, ma io certamente ne ho fatti. Per fragilità soprattutto, perché non ero saldo, non sapevo dire no quando era opportuno. Cercavo “a cazzo” la rotta, senza fare introspezione, senza guardare la carta nautica del mio orizzonte e del mio cuore. E poi gravi problemi famigliari, tante cose, che hanno preso a martellate il mio cuore e la mia mente. Credo si vedesse da quel che scrivevo. Anche troppo.
          Ora le cose si sono incanalate. Il punto tuttavia non è questo.

          Non c’è nessuno che ce l’ha fatta che dobbiamo guardare. Se non per ricevere, da quelli che sanno raccontarci forse qualche bella storia di energia e coraggio, qualche storia vera…, lo stimolo a fare la nostra parte. Moriremo senza sapere. Tutti. Senza aver capito. E questo è un fatto. Dunque dove possono essere quelli che “ce l’hanno fatta?”. Stasera una buona verdura, un sorriso, forse, e domani un’idea. E questa è la migliore delle ipotesi. Dunque, lasciami dire, non facciamo classifiche, non buttiamoci a definirci avanti o indietro. ognuno sa se ha lavorato, se lavora, questo sì. Ognuno sa se lui/lei sta buttando risorse, se dovrebbe darci dentro e non lo fa, se è correo o meno dei suoi guai (spesso. Talmente spesso da farci dire sempre). Ma questo è tutto.

          In una rotta dove un’immensa flotta naviga di conserva, e dove prima o dopo tutte le navi affonderanno, tutte, nessuna esclusa, chi può perdersi a fare classifiche tra gli equipaggi, chi può dire quel comandante sa come si fa? Se qualcosa uno di quei comandanti sa, è come dare tutto, trovare un bacio da dare, bere un sorso di rhum guardando una bella luce all’alba, e forse, sorridere. Prima della fine.

          (ma attenzione. tutto questo, che ho appena demolito, non è nulla. È “tutto quello che possiamo”. Il nostro problema è quella parola: tutto).

          • Eh…Che poi mi fai commuovere…grazie. è così. È tutto così maledettamente vero. Sembra romantico e disperato. E invece è solo ‘tutta’ realtà, tutta questa sola e unica vita…

  14. …per me sono cinque, la preparazione all’uscita è stata lunga. Neanch’io sono morta di fame, anzi….ho ristrutturato una casa troppo grande per me sola, ne ho adibito una parte all’accoglienza (b&b). Ho fondato un’associazione culturale che si occupa del recupero della cultura e delle tradizioni contadine locali. Ho parlato ad altri, pubblicamente, della mia esperienza. Perché lo ritengo doveroso. Mi sono iscritta a Lettere, ora, un bel pezzo oltre i cinquanta e l’ho fatto per me, per la sete di conoscenza che non ho mai avuto il tempo e la possibilità di soddisfare perché dovevo lavorare e produrre, sempre , e non dovevo distrarmi con cose che fanno perdere tempo….
    Cinque anni di lavoro duro, soprattutto manuale.ma che mi hanno lasciato la libertà di pensare. Anni in cui ho amato e perduto, anni di speranze e a volte di disillusioni, lotte, soddisfazioni. Ma soprattutto anni di libertà. Di giorni in cui quasi sempre ho potuto scegliere che cosa fare e chi vedere.. Di tanto tempo , impiegato ad imparare cose che se non avessi scelto di andarmene non avrei mai imparato. Anni di vita vissuta e non semplicemente vita di anni subiti. Mai, per un solo istante ho rimpianto la mia scelta. E ci sono ancora tanti progetti che aspettano. Qualcuno si realizzerà, altri magari, altri mai. E intanto vivo quello che sono e la mia scelta. Con responsabilità perché è stata una scelta mia prima di tutto. Avanti tutta, capitano!

    • dici che associazione. se posso darti visibilità qui lo faccio volentieri. io sono per la creazione della mafia buona, quella di chi spalleggia sempre chi lo merita, chi ci sta provando, ci vuole fare qualcosa di buono. grazie a te. forza e avanti tutta.

      • Si chiama”Naturalmente Lana”.Sono sulle colline del lago d’Orta. Cerco di promuovere il non spreco, il riutilizzo e la creatività come cultura. Trovi molto sulla pagina fb che si chiama appunto “Naturalmente Lana”. Il discorso che cerco di portare avanti é molto ampio, ma sono pressoché sola e nel mio territorio sono stata ostacolata in ogni modo. Ho tenuto e tengo corsi di filatura in giro per l’italia come mezzo di riscoperta di una cultura antica e di un modo di vivere sobrio. Ogni tanto qualche conferenza (una lo scorso anno con Andrea Strozzi) sul cambiare vita. Difficile e faticoso. Ma per me doveroso. Grazie se vorrai (vorrete) darmi un po’ di visibilità.

        • scrivi anche qui, ma anche sulla mia pagina facebook, metti link, spiega il senso e il concetto di tutto quel che fai. volentieri!

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