L’inevitabile

La cosa migliore di andare (navigare, ma non solo) è che le cose della tua vita avvengono. Hai immaginato, hai temuto, ma poi tutto si è compiuto come deve.

Se salpare sarà stato altro da ciò che ti raccontavi, i Lestrigoni certamente ti ghermiranno, i Ciclopi faranno strazio della tua immaginazione sotto i grandi macigni dell’abbandono. Le sirene, soprattutto, quelle che ti sorridono ma hanno sguardo di fiera, t’inviteranno con successo a deviare.

Se invece salpando sarai nel tuo (proprio-dove-dovevi-essere), le cose avverranno com’è naturale e adeguato che avvengano. Ai Lestrigoni resteranno solo brandelli della tua camicia, alle sirene solo l’odore del tuo corpo. Destinato a procedere per rotta, sarai sempre lontano dalle insidie dei Ciclopi.

In entrambi i casi, accadrà l’inevitabile: la linea correrà, correrà, disegnando una matassa apparentemente casuale e inestricabile, oppure non procederà, e rimarrà solo un punto sul posto, all’inizio del foglio.
Groviglio e punto, belli o inquietanti che siano, sono il disegno particolareggiato del tuo volto.

Riguardandolo, potresti non riconoscerti, ma sei tu che ti sbagli: quel segno minuto o folle sei proprio tu. Tu al di là di ogni illusione, di ogni presunzione, di ogni supposizione. Di ogni inconsapevolezza. Di ogni infingimento.

(nel video, la rotta di Mediterranea 2013-2019)

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3 thoughts on “L’inevitabile

  1. Non attiene al post di ieri, ma desidero ringraziarla con tutto il cuore per la ferma presa di posizione in difesa di Saviano sul Fatto di oggi: se non reagiremo, numerosi, a questa ondata razzista ne saremo sommersi e rischiamo che a un certo punto sia troppo tardi per arrestarla.
    Mai avrei immaginato dopo le ultime elezioni di frovarmi di fronte a uno scenario politico come quello attuale e un’assenza di qualsiasi reale opposizione.
    Reagisca, almeno, il mondo della cultura.
    Grazie ancora, Cesare

    • Come immagina ne vedrà pochi di miei colleghi scrittori esposti su questi temi. Mica scemi a ridurre il già esiguo numero dei propri lettori! Ma io la penso diversamente. Grazie a lei!

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