Ci vediamo a Genova. 12 ottobre

Immaginate una barca, brava e coraggiosa. La #barcaparlante, Mediterranea. E anche un equipaggio un po’ temerario e incosciente, ma terribilmente speranzoso. Qualcuno anche consapevole di quello che stava facendo…

Immaginate che nel 2013 questa barca sia salpata per una spedizione nautica, culturale e scientifica per Mediterraneo, Mar Nero, Atlantico. E che lungo la via abbia visitato 20 paesi, 3 continenti, abbia accolto a bordo centinaia di compagni di viaggio, fatto centinaia di interviste e esperienze, e che migliaia di appassionati l’abbiano seguita con gli occhi, la mente e il cuore…

Immaginate adesso che nel 2019, un bel giorno, dopo quasi 20.000 miglia, questa barca arrivi a Genova: fine della spedizione, fine del viaggio, dopo quasi 6 anni…

Ecco…

Il 12 ottobre avverrà questo, sul molo di fronte al Galata Museo del Mare, Porto Antico, Genova.

E siete tutti invitati.

Festeggeremo insieme, tra barca e banchina, questi anni straordinari, le rotte, gli incontri, le scoperte e soprattutto la straordinaria esperienza umana fatta: qualcosa che segnerà per sempre tutti quelli che sono venuti a bordo per mesi o anche solo per qualche giorno.

Per chi potrà, poi, il giorno dopo, cioè la mattina del 13 ottobre, nell’Auditorium del MUMA, racconteremo, mostreremo immagini, insomma, ne parleremo in modo più ampio e dettagliato.

Dunque vi aspetto.
12 ottobre 2019
Genova – Porto Antico.
Di fronte al MUMA.

(Per l’orario preciso, seguite su queste pagine o la pagina facebook di Mediterranea nei giorni precedenti. Dipenderà, come sempre, dal mare)

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Una Rivoluzione

Non è difficile. Un nuovo Governo deve, con urgenza:

– varare un piano a 15 anni per formare una nuova generazione di cittadini (quelli che ora hanno 5 anni e tra 15 anni voteranno). Una rivoluzione immediata della scuola con fondi, selezione professori, programmi scritti da una commissione di professori, artisti, filosofi, ingegneri, con l’obiettivo di rifondare le basi civili, morali, psicologiche della nostra società Produzione di persone, cittadini.

– varare un enorme progetto di pulizia del mare, delle spiagge, ristrutturazione e ripopolazione incentivata di borghi, villaggi, coste, paesi italiani (che significa far ripartire l’edilizia, ma senza “nuovo” solo recupero dell’esistente)

– varare un mega progetto energetico per portare l’Italia in dieci anni a produrre l’80 pc dell’energia da fonti rinnovabili. Una legge con incentivi per rendere ogni tetto di capannone industriale, di casa, di tutto… un impianto solare, etc. Sostenere il ciclo chiuso individuale (solare che dà energia a casa, macchina, consumi) e dunque l’industria automobilistica ed energetica a cui chiedere prodotti low-cost per tutti incentivati (auto elettrica a 5000 euro, per tutti).

– varare un progetto culturale ambizioso, creando un gruppo di “apostoli della cultura” (filosofi, artisti, intellettuali, universitari, ma anche altro) in ogni provincia, task force della cultura che vadano casa per casa a spiegare le follie del razzismo, dell’intolleranza, della violenza verbale, dell’ignoranza sdoganata che oggi pensa di poter dire a voce alta le sue follie, al valore della resilienza, della sobrietà, della lotta al leviatano consumista. Apostoli della libertà individuale dai condizionamenti.

– varare un grande progetto di scollocamento per tutti quelli che: “io vorrei fare il falegname”, cioè tutti coloro che vorrebbero svincolarsi dall’industria e dai servizi tornando alla vita dell’artigianato di base, dall’autoproduzione alimentare, ai mestieri.

– varare un grande progetto di accoglienza e regolarizzazione degli immigrati, con inserimento nei mestieri necessari al paese, dall’agricoltura all’industria, ma anche ai settori dove la crisi demografica ci fa dannare (tipo la sanità dove nei prossimi anni mancano decine di migliaia di medici).

– varare un progetto di potenziamento delle reti di comunicazione (in Italia a tre miglia dalla costa si perde il segnale, o basta una collina per non avere più il 4G, vergogna) per rendere l’Italia un posto finalmente collegato alla modernità.

– potenziare le reti tv/radio dando spazio al pensiero, alla riflessione sui temi complessi, alle opinioni di chi ha studiato, di chi pensa, di chi ha idee, soprattutto giovani.

– varare un grande progetto di riduzione degli sprechi a tutti i livelli, da quello del cibo (con un progetto di circolarità in modo che neanche un pezzo di pane vada sprecato) a quello energetico (one lamp, one room, one person), a quello dell’acqua e di qualunque risorsa primaria.

– potenziamento delle politiche di dialogo per e verso il Mediterraneo. Leadership nel percorso di creazione, in quindici anni, degli Stati Uniti del Mediterraneo. Roadmap concreta di avvicinamento a partire dalla stesura di una bozza di costituzione mediterranea.

– tetto ai mega stipendi, pubblici e privati, e innalzamento dello stipendio minimo, ma obbligo per tutti di frequentare corsi in tutto il Paese su come vivere senza sprechi. Un Piano Marshall per ricordare ai cittadini italiani come sono sempre vissuti senza buttare niente, e trovandosi così in tasca soldi che neppure sanno di avere perché li sprecano.

– ritiro della tessera elettorale per 10 anni a tutti i pregiudicati , per qualunque reato, di qualunque genere. Che il futuro del paese lo determini solo la gente onesta.

Non serve un genio per capire che queste cose cambierebbero il Paese, restituirebbero leadership all’Italia, costituirebbero una rivoluzione economica, ambientale, sociale, civile.

Non servono risorse immense per realizzare un piano come questo. Ma uomini determinati a realizzarla. Uomini coraggiosi, ambiziosi, determinati al cambiamento vero e profondo, destinati a passare alla storia.

Soprattutto non servono politici. Perché gran parte di questo possiamo farlo noi, adesso, individualmente, come se fosse già legge. Cambiando te, cambiando io, la società cambia. Dunque la politica cambia. Dunque cambia il mondo.

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Andare avanti

disegno di Davide Besana, amico e marinaio.

Le cose belle, quelle importanti, o finiscono quando vanno a conclusione naturale, oppure le rilanci, le aumenti, le amplifichi.
Questo è il caso di Progetto Mediterranea, che “secondo programma” dovrebbe concludersi il 12 ottobre 2019. Ma che non finirà quel giorno.

Anzi. Rilancia e Raddoppia, sia perché un grande amico e marinaio come Filippo Mennuni è entrato con me nella sala di comando del Progetto; sia perché Francesca Piro, nonostante mille impegni, progetti e sogni rimane dentro questo bel gruppo; sia perché abbiamo varato un’associazione (“Associazione Progetto Mediterranea“) che sarà strumento di azione territoriale, nazionale, internazionale per gli obiettivi che abbiamo.

Insomma, Progetto Mediterranea arriverà a Genova il 12 ottobre (Poseidon permettendo). Siete tutti invitati alla festa che faremo sul molo e a bordo. Seguite i social per capire quando, a che ora, dove. Quel giorno con tante persone che ci hanno seguito festeggeremo la fine di sei anni di spedizione. Ma il grande viaggio della #barcaparlante non si fermerà. Per almeno altri tre anni proseguirà a ideare, studiare, navigare, aggregare, dialogare… perché forse è vero quello che ormai dicono tutti: da PM #nonsisbarcamai.

Le ultime notizie, in merito, sull’Ansa:
clicca qui per leggere

#progettomediterranea
#mediterranea
#rottasugenova
#labarcaparlante

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Tanto mare

Gennaker a Castellamare. L’istante prima che…

In queste settimane, e prima da maggio, ho navigato in Atlantico e per per mezzo Mediterraneo. Portogallo, Spagna esterna, Mare di Alboran, Bacino Algerino-Provenzale, Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, Tirreno Meridionale. Mal contate, trecentocinquanta miglia in oceano e milleduecento dentro Gibilterra. Ho incontrato tanta gente, a bordo e sul molo. Sono vissuto nei porti, nelle rade solitarie, nei canali dove il vento accelera, dove si narrano storie che… Corto Maltese, Giasone, Ulisse, Attilio Regolo, Andrea Doria, Colombo, Caboto, Dragut Rais, Curtogoli, Occhialì, Nino Bixio, Garibaldi, Diaz, Magellano, Da Gama, Vespucci, Verrazzano, sempre nella mente, e con loro infiniti altri maestri del viaggio per mare. Ho navigato con l’umiltà di cui sono stato capace, e con il garbo che si deve a una vecchia e nobile barca, a un antico mare. Non ho preso rischi inutili, e quelli che ho assunto erano commisurati al motivo e ai mezzi che avevo per affrontarli. Ho dovuto risolvere problemi, qualche volta tenere duro per la stanchezza o il disagio. Ho riso tanto, parlato e ascoltato tanto, e mi pare che, come sempre, il mare mi abbia insegnato molto di più, senza neppure dire una parola. Tra noi il bilancio è sempre a mio debito.

Ho visto l’Africa, la Spagna andalusa, la Catalogna delle Baleari, la Sardegna genovese, la Genova tunisina, il Maghreb, la Sicilia occidentale del tonno e dei Cartaginesi. In molti tratti ho “visto”, e dovunque, come al solito, ho immaginato. Il mare è causa di visioni, prefigurazioni. In nessun luogo come sul mare si vede bene la terraferma e vengono a galla i progetti, si delineano a mente le soluzioni possibili. Soluzioni che hanno quasi sempre a che fare con ciò di cui ha bisogno l’anima per fare un passo ancora. Verso dove, non è dato saperlo. Direi là, o là, dove deve.

Ho vissuto l’ebbrezza, quella che ti fa trasalire, ti fa dire parole importanti. Pensare cose grosse. L’ho condivisa, l’ebbrezza, con gli “amici per un’ora” e gli “amici di sempre”, e a distanza anche con gli altri, quelli che vorrei sempre a bordo, e che invece non ci sono mai. Ho danzato in mare aperto, di notte, ho cucinato tanto, alcune cose buonissime, ho pescato, sfilettato, impanato, fritto, saltato. Da Lisbona a Palermo ho disegnato una linea spezzata a forma di onda, che scende, poi risale, poi scende, poi…

La #rottasugenova prosegue. Il tenace viaggio della #barcaparlante va avanti. Il mare ci aspetta, sempre, purché siamo in grado di attendere che apra le braccia. Il grande amore è lui. Quello che, finito tutto, sta sempre, ancora, ancora e ancora lì.
Resta da capire dove siamo noi…

#progettomediterranea
#mediterranea
#rottasugenova
#tuttalavitacosi

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