L’Ospite ideale

“Si chiama “colonizzazione culturale”, peste della contemporaneità. Gli untori sono le major cinematografiche, mediatiche, pubblicitarie, ma con loro schiere di scrittori e sceneggiatori scellerati. Una malattia mortale, che genera perdita di orizzonte, estinzione dell’identità.

I suoi sintomi sono il capogiro, la scomparsa dell’equilibrio, l’alienazione psicologica. I suoi effetti sono la nausea e la rabbia prolungate nel tempo. La sua tendenza è la cronicizzazione.

Ma chi è il soggetto a rischio, il potenziale ammalato capace di contrarla? L’uomo spaesato, debole culturalmente, già preda di una spossatezza esistenziale che fa di lui un ospite ideale per il virus, capace di colonizzare chi non ha un suo saldo mondo d’ispirazione”.

(Una lettrice mi ha fatto notare su un social questo passo di “Raspodia mediterranea“. Curiosa assonanza (anche se il soggetto è altro) con le cronache odierne. Sincronia.)

#rapsodiamediterranea
#lultimathule


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20 thoughts on “L’Ospite ideale

  1. Mai come in questi giorni la nostra economia ha mostrato tutta la sua fragilità e le tue parole e i tuoi scritti si sono rivelati così profetici.. Ho l’impressione che tanti rifletteranno sul mondo che ci siamo costruiti, sulle false certezze e i falsi miti, sulle gabbie dorate che abbiamo tanto desiderato, ma che ci tolgono l’aria che respiriamo.. Ho riflettuto anche che se tutta la gente che in questi giorni è costretta a fare una vita ritirata per colpa del virus, lo facesse invece di propria volontà, scegliendo un modo di vita diverso, si potrebbe cambiare il mondo in poco tempo perché questa è un’economia fragile che collassa subito…

  2. Se scrivi tutt’altro io non ho compreso al 100% ma sappi che tu non riesci a farti comprendere da chi ti legge.
    Sorry…

      • Comunque sia, sarebbe interessante capire meglio cosa intendi per “ho scritto tutt’altro”, giusto per intenderci, a meno che sia una scorciatoia per tagliar corto.
        Grazie.

        • Ma no figurati. Parlo della colonizzazione culturale che abbiamo subito e che ci siamo fatti infliggere, soprattutto noi 35-65enni, che oggi non troviamo più modelli nostri, e facciamo i follow. Pasolini ci ammoniva di questo, giusto una cinquantina di anni fa, quando qualcuno che legge qui aveva magari una quindicina di anni, o nasceva. Oggi questa condizione è dura togliere di dosso. Ospiti troppo predisposti, abbiamo ora il virus…

          • Pasolini e’ ancor oggi maestro di vita, gran pensatore, lungimirante ed attuale più che mai.
            Si, concordo, followers è il termine ideale per classificare una buona fascia di individui di età intermedia.
            Come scrivevo ieri, spero di sbagliarmi ma temo che i più giovani paghino le conseguenze a cascata ed a caro prezzo.
            Grazie ancora del confronto.
            A presto
            Vale

  3. al cinema non ci vado piu da tanti anni, e alla tv guardo solo i documentari di focus. i giornali ogni tanto li compro ancora; forse non dovrei, ma leggere mi piace. comunque hai ragione, i virus veramente pericolosi sono altri, mica quello di cui parlano alla tv che, a ben vedere, è forse ancor meno pericoloso dell’influeza stagionale

  4. Un ragionamento molto vicino lo spiega tramite un articolo sul Corriere della Sera il giornalista Claudio Magris, ove definisce “Alzheimer culturale” la mediocrità attuale di molti, specie giovani.
    Concordo sul fatto che questa è la vera pandemia ed è l’ennesima conferma di considerazioni che si fanno ormai da anni.
    Ciao

    • Mi spiace sempre quando vengono attaccati i giovani.
      è improbabile che tutta una generazione sia nata male, inferiore a quella precedente.
      è solo diversa, come ogni volta nella storia.
      Stanno sulle nostre spalle, vedono comunque un po’ più lontano.
      Costruiranno un nuovo mondo, penso migliore, ho fiducia.
      Non vedo giovani in coda per le mascherine in questi giorni

      • L’ unica cosa certa per i giovinastri in genere è l’incertezza.
        Sta già accadendo che questi poveri ragazzi, nel tempo, eroderanno tutto ciò che hanno costruito genitori, zii e nonni anche per incompetenza, balordaggine, arroganza e presunzione.
        Completano il triste quadro, tutto italiano, una minoranza di giovani seri ed intraprendenti che vivono la vita con dignità e rispetto nei confronti di sé stessi e del mondo intero.
        Il nocciolo principale del problema sono le famiglie letteralmente sgangherate e non diamo per favore la colpa alla società in genere…
        Tutti siamo dispiaciuti e confidiamo in un mondo migliore, ma fino a quando i quotidiani più letti sono quelli sportivi, le riviste quelle di cronaca rosa ed i programmi TV trash fanno numeri sconvolgenti i risultati sono sotto i nostri occhi.

          • Ebbe’ è il fulcro del problema, il futuro e’ loro e non certo mio che vedo all’ orizzonte i sessant’anni.
            L’anello debole della catena esistenziale in questa fase non è certo degli over 50…
            Occorre lavorare sui giovani o sui pensionati?

      • Gio, cortesemente, mi interesserebbe capire chi paga il dazio più caro di questa peste contemporanea, visto che i giovani sono fuori tema come riporta il commento.
        Grazie

        • I giovani snobbano l’ emergenza: 6 su 10 continuano a frequentare la movida.
          Ed i coglioni che hanno preso d’assalto i treni per il sud?
          L’ ospite ideale si insedia facilmente tra ignoranza ed imbecillita’ innalzando pericolosamente la fragilità dei nosocomi e di tutti noi.
          Alla faccia dei giovani che non c’entrano…

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