Oggi. Quel punto.

Elafonissos e Golfo di Neapolis visti da Citera


Sembra che il golpe sia rientrato. Il potere protervo e tirannico che aveva occupato le strade con le camionette, preso possesso “manu militari” dei media con i suoi proclami orwelliani “restate nelle vostre case”, ha sgomberato nella notte, all’improvviso.
Le libertà democratiche sono state ristabilite. Oggi è il nostro nuovo 25 aprile.

E con gli autoblindo, anche le urla dei dissidenti scompaiono. Gli appelli “La democrazia è sospesa!” “Stanno violando la nostra Costituzione!”, folli prima, inutili ormai, lasciano il posto a “Oddio, ma sono pazzi a farci uscire?!” “Moriremo tutti, proprio ora che ce l’avevamo fatta!”.
Potenza del principio di contraddizione (Ne ho fatto spesso esperienza a bordo. Se c’era mare bastava che dicessi all’equipaggio: “Salpiamo” per vederli terrorizzati. Poco prima però erano tutti delusi capendo che stavo decidendo di non salpare).
L’uomo è così. Se gli dici no, vorrebbe. Se gli dici “andiamo” ha paura. In mezzo, troppo spesso, non c’è niente.

Quel che conta adesso, però, è solo fare un bilancio, e darsi una risposta. La domanda è quella del 10 marzo (rileggetevelo quel mio post su Facebook…): “tutto questo passerà, prima e con minor danno se oggi restiamo a casa. Ma (…) se a far data da oggi, tra tre mesi appena, non staremo già ripensando tutto da capo, non staremo progettando e lavorando a come vivere diversamente, come rinsaldare le nostre esistenze troppo fragili, beh, allora non c’è alcuna speranza. Ed è bene raggiungere quel punto. Fa capire tutto“.

Mi sbagliavo per eccesso, non sono stati tre mesi, ma due virgola tre. Oggi, dunque, è quel punto. Abbiamo usato questo tempo? Abbiamo progettato? Siamo già in marcia per un’altra vita?
O stiamo solo uscendo di casa per ricominciare la stessa di prima?

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15 thoughts on “Oggi. Quel punto.

  1. Le restrizioni non sono affatto rientrate. Corre voce che lo “stato di emergenza” verrà prorogato sino a gennaio 2021, dato che con i primi starnuti di ottobre e novembre ricomincerà il dramma. Virologi e presunti “esperti” vivono una stagione di potere e visibilità a cui non rinunceranno facilmente. Basteranno 10 casi tra 95enni in una casa di riposo di Bergamo per far scattare di nuovo l’allarme.
    Allo stato attuale non si può uscire dalle regioni fino al 4 giugno; la Lombardia probabilmente resterà invalicabile sino a fine giugno anche se ci sono circa 150 casi e 30 decessi al giorno, abbastanza per terrorizzare gli sceriffi-governatori del meridione che finalmente possono saziare il loro antisettentrionalismo atavico.
    Si tace sulle colpe della Cina perchè le èlites globaliste hanno deciso di salvare la faccia al carrozzone cinese.
    Il virus cinese (già a febbraio scorso ribattezzato Covid per motivi di politicamente corretto) verrà fatto passare come un frutto generalizzato del danno ambientale attribuibile all’uomo bianco. In questo modo si taciteranno le vere colpe, ossia le abominevoli abitudini alimentari di sorella Cina.
    Gli ambientalisti nostrani sono d’altro canto troppo preoccupati della scomparsa del cardellino striato delle Alpi Apuane per alzare la voce contro il buon faccione di Mister Xi.
    Le èlites faranno in modo da riavviare la macchina delle migrazioni (e storicamente sono ESSE la causa delle epidemie).
    Gli imprenditorucci italiani che trafficano con la Cina ricominceranno a volare e farci recapitare merci scadenti che durano poco e danno l’illusione al consumatore di aver fatto un affare: il trapano da 19euro, l’ombrello pieghevole da 5euro, la camicetta da 3euro eccetera.
    I rampolli della globalizzazione riprenderanno a fare anni sabbatici in Cina sotto l’egida di programmi come “Intercultura” (cui apparteneva il famoso Niccolò bloccato a Wuhan e riportato in Italia con un costosissimo volo militare).
    A Milano riprenderanno pagliacciate con trombette e balli intitolate “Milano senza muri”.
    L’opera di demolizione di frontiere e identità in nome del Mondo Nuovo in cui “saremo tutti migranti” proseguirà con rinnovato vigore.

    Ecco come sarà il “dopo”. Sarà come prima – sarà come da vent’anni a questa parte. Italia terra di tutti, con tanto di pestilenze d’ordinanza.

    • Mi sembri spaventato e confuso. Non condivido una parola di quello che scrivi. E tanto meno l’approccio alla vita che ne emerge. Ciao.

    • Si, la realta dei fatti è ben descritta, se poi vogliamo raccontarci prendendoci per il culo in chiave teatrale che non è vero, facciamolo pure.
      Un minimo di onestà intelletuale…

        • Che piaccia o meno è la realtà dei nostri tempi poi dipende se accettarla o disconoscerla: basta scegliere…
          Negare l’evidenza dei fatti penso sia molto riduttivo, non ho altro da aggiungere.

          • Ma figurati. È tutto infinitamente più complesso. Le visioni della vita risentono dell’individuo che guarda ad essa. Io grazie al cielo ho una visione radicalmente diversa. Baci.

          • Sei distante dal mondo, “l’isolamento sull’isola” in esilio forzato anche causa eventi in corso, ti ha aperto ad una quotidianità alternativa fatta di una visione particolare di ciò che accade.
            Scelta di vita, spero in piena consapevolezza, armonia e serenità per bene tuo e dei tuoi cari.
            Auguri

          • Non è mia consuetudine ricevere baci in forma ridicola da un uomo barbuto, (hai 55 anni eddai…), indirizzali pure ad altri, preferisco ampliamente quelli di una donna…
            Riparati pure dal solleone nelle ore centrali della giornata, prima di scrivere.

  2. io sto ricominciando la vita di prima simone. non è il massimo, lo so bene, ma è l’unica che conosco. e comunque, tutto sommato, la mia vita di sempre non mi dispiace, vorrei solo avere un pò piu di tempo libero, tutto qui

  3. Utopia è la parola che la maggioranza affibbia a ciò che una minoranza convinta e operosa sta già realizzando. Minoranze si muovono, come è sempre avvenuto. E a lungo andare il mondo cambia. Scena che si perpetua dall’alba dei tempi.

    • Verissimo ciò che scrivi, tanto di cappello, ci mancherebbe, le convinzioni vanno rispettate, sono sempre comunque i risultati che fanno la differenza.
      È altrettanto vero che è dalla notte dei tempi che uomini di buona volontà lavorano per un mondo migliore e ben conosciamo le conseguenze, nel bene e nel male.
      Io faccio la mia parte, magari in forma discutibile ed un fatto è indiscusso:
      posso permettermi il lusso di scegliere senza farmi suggestionare.
      Ciao

  4. Con questa simpatica ed articolata descrizione, vera più che mai, mi hai pure strappato un sorriso.
    Si, l’ uomo è veramente una discesa che va in salita, il principio di contraddizione emerge sempre e comunque senza senso logico dettato solo da impulso.
    Ieri il sindaco di Bergamo guardando i video con assembramenti di persone nelle strade principali della città ha affermato scoraggiato che a quanto pare non è bastato il disastro…
    Siamo realisti: l’italiota medio rispecchia pienamente la politica ed i suoi politicanti.
    Almeno per dignità personale, che non si lamentino…
    Mi interesserebbe capire, con uno scenario simile davanti, cosa pensi e dove intravedi scenari incoraggianti , al netto dell’ utopia e dell’ottimismo.
    Gustati un polpo grill alla salute del mondo accompagnato da una lacrima di buon bianco.
    Buona giornata

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