7 anni a vela. Il Docu-Film.

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Immaginate…

Anni per mare. Alla ricerca del Mediterraneo, apparentemente. Ma come i veri viaggi… alla ricerca di sé. Ognuno nel suo viaggio, dunque, ma anche insieme ad altri esseri che cercano sé stessi.
Quante cose non sapevo di me… e quanta paura avrei avuto a salpare, se avessi saputo cosa mi aspettava. Ma io avevo lottato per diventare libero proprio per poter salpare (attenzione, questa frase vale più di un manuale… la analizzo parola per parola qui sotto).

IO, dunque sapendo chi ero quanto potevo all’epoca, ma essendomi posto il problema di chi fosse l’uomo che voleva salpare. Da dove veniva, dove era arrivato…
AVEVO LOTTATO, cioè avevo accettato una sfida, mi ero dovuto impegnare, avevo sconfitto qualche demone, quello della cattività ad esempio, o la paura del cambiamento. Ero, dunque, già diventato un guerriero, con molte sconfitte, alcune vittorie, come ogni guerriero umano…
PER. Cioè con un obiettivo, con un motivo per combattere, per confrontarmi, per affrontare e affrontarmi. Non si combatte senza motivo. Quando si combatte senza un obiettivo si sta consumando soltanto. Quelli sono martiri non guerrieri.
DIVENTARE LIBERO, era ancora un’illusione. Libero del tutto non si diventa mai, ma si può costruire la “prevalenza della libertà”, cioè spostare i pesi, cambiare il mix. Senza raccontarsela né sul prevalere né sul soccombere.
POTER SALPARE, cioè la LIBERTÀ DI. Che ci fai con la libertà che ti è costata tanto, se non hai un motivo, se non vai verso una meta? Te la meriti quella libertà, che non userai? IO (tra le tante cose, soprattutto scrivere) volevo navigare. Ecco perché quello non era un viaggio verso, ma un viaggio DA, e un viaggio PER. E così sono andato.

Ecco il DOCU-FILM di quel viaggio.Realizzato grazie alla generosità di tanti, tantissimi. Che voglio ringraziare di cuore. Questo video è dedicato a loro. Oltre che a me e ai miei compagni di spedizione. Questo è anche il viaggio che avrei voluto fare al Tranquillo e al Pratico. A quelli “Nati nel posto sbagliato”. Per tentare di salvare le loro anime.

Il libro, invece, dove racconto questa spedizione, lo conoscete già: Rapsodia Mediterranea

Grazie a Barbara Zippo e Andrea Scopelli che ne hanno curato la realizzazione tecnica.

Per il docufilm, clicca qui: https://youtu.be/B4WZMeTZBqE

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Audiolibro in arrivo

Una buona notizia. In avvio le registrazioni per l’audiolibro de “I Momenti Buoni”. Ieri fatto casting voci. Avrei potuto leggerlo anche io, Mondadori me lo avrebbe consentito. Ma si sarebbe trattato di stare a milano settimane, e io sto scrivendo. Non posso.

E poi devo dire che la voce e il mestiere di un professionista, sono un’altra cosa.

Ma per voi, un assaggio mio del libro lo leggo volentieri.

Buon ascolto!

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Su RaiNews24. “I momenti buoni”


Buona intervista. Mi pare..
Qualcosa esce.
Nonostante le mascherine.
I Momenti Buoni

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Registra un audio e mandamelo. Lo pubblicherò.

* * *

Una lettrice registra un messaggio vocale e me lo manda. Io lo ascolto e trovo che la sua recensione del mio romanzo sia bellissima.
Le ho chiesto se potevo pubblicarla, ed eccola qui, a fine post.

E allora, se volete, mandatemi le vostre recensioni audio su “I Momenti Buoni”. Massimo 3 minuti.
Le pubblicherò come dei podcast. (Ditemi anche se posso citarvi per nome oppure no).

Bella questa cosa…

Vi aspetto!

Ecco qui sotto il podcast della mia lettrice su “I Momenti Buoni” (Mondadori)

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Bel dialogo su “I Momenti Buoni”

Bella diretta streaming su Instagram, pagina Libraccio_Negozi.
Cambia molto quando parli con qualcuno che sa ascoltare, che ha letto, che ha una sensibilità.

Grazie Carlotta Sanzogni.

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Al Lettore

(qui sotto, per voi, anticipazione della “Nota al Lettore” pubblicata in calce a “I Momenti Buoni”. Ci videoascoltiamo domani)

(domani, 2 febbraio, su Instagram)


Non so comporre lo stesso romanzo ogni volta.
Invidio chi ha un protagonista ricorrente per le sue storie, e anche chi ha trovato un proprio stile definitivo. Io non ci riesco.
Io conto il tempo che mi resta, ogni giorno, e mi chiedo: basterà? Riuscirò a sperimentare tutte le soluzioni per esprimere l’inesprimibile?
Le parole mi ossessionano. Le infinite possibilità di una frase. Per questo sono condannato a sperimentare, ogni volta.

Inoltrarmi in terre sconosciute, per i mari estremi della composizione. Devo farlo per me, per misurarmi, per capire cosa ho tra le mani, se oro, se aria. Se nulla.
Da anni penso di scrivere un romanzo di fantascienza, prima o dopo lo farò. Vorrei anche scrivere un romanzo d’amore, e un kolossal catastrofista. Non so se a un certo punto, finalmente, troverò il genere, il linguaggio.

Per me la scrittura è un sentiero, devo percorrerlo tutto. È uno strumento, non un fine. L’unico modo serio che conosco per comunicare. Per dirsi tutto.
Un romanzo come questo non lo avevo mai scritto. Volevo sperimentare il genere erotico, in partenza, perché il sesso è una delle grandi questioni, e nei romanzi finisce sempre col restare in disparte, come fosse un dettaglio. L’assenza del sesso da un numero enorme di storie letterarie somiglia a una rimozione culturale, forse dovrei dire sociale. Può, qualcosa di così enorme, l’istinto che ci conduce così spesso, e fortemente, restare fuori da un testo in cui si parla delle nostre vite? È giusto?

Ma mi sono accorto che non bastava. Il genere erotico ha regole troppo semplici e ripetitive.
Compie l’errore opposto, parla solo di qualcosa, tralasciando tutto il resto. E anche descriverlo, il sesso, è un campo minato. Si rischia troppo, oppure troppo poco, e la storia, nel suo insieme, sembra scritta col dito sulla sabbia, mentre io volevo costruire un castello. Intanto, le notizie mi davano colpi pesanti, la realtà mi batteva sulle tempie.

Sentivo che dovevo uscire dal mio mondo, almeno per un po’, lasciarmi sommergere dalla merda della vita invece che evitarla facendo l’enorme fatica del sorvolo. Volevo interrompere la fatica quotidiana per non essere tirato giù.
Allora ho ricominciato a leggere la cronaca, e montagne di resoconti giudiziari sulla criminalità, sulla condizione minorile, relazioni su droga, alcol, dipendenze, degrado, abusi. E senza accorgermene sono riemerse cose accadute a me, o a cui ho assistito.

Il mio lato oscuro s’è cibato di tutto questo fino a intossicarsi. Volevo anche smetterla con la poesia delle parole. Le parole non evocano soltanto, sono anche schegge di vetro. Hanno zampe ungulate, talvolta, e una pelle abrasiva. Grondano muco, masticano bava. Ho provato l’impellente attrazione di scrivere per una volta con un linguaggio meticcio, come si racconta ma anche come si parla, come ho letto nei verbali dei processi, con il tono di quei testimoni. Le voci di ragazzi spaventati, o di donne ferite, hanno un suono diverso. Volevo usare i termini in cui confluisce la realtà. Le parole della violenza e dello schifo. Ero pronto a scrivere male, se necessario. A fare errori.

Mi sono convinto che le parole non sbagliano mai. Ne è scaturita questa storia. E mi spiace se ho spiazzato qualcuno e l’ho costretto ad abbandonare qualcosa di amato. Non c’era alcun sadico obiettivo in questo. Solo, non potevo fare diversamente. Se sapessi che c’è qualcosa che non potrò mai raccontare, smetterei oggi stesso di scrivere. Credo sia la maggiore garanzia che posso offrire a un lettore.
Il punto è che una sola vita non basta. E nemmeno un romanzoNella foresta dei sentieri incrociati non posso far altro che prendere sempre in direzione dell’altrove. Il luogo che non ho ancora conosciuto, dove risiede un pezzo di me, di noi, con cui dobbiamo ancora fare i conti. Con cui, bello o brutto che sia, grato o ingrato, dobbiamo ricongiungerci, almeno se speriamo ancora in una riconciliazione con la vita.

Non è per posa, o per eccentricità, che mi dirigo sempre altrove. Non prendetevela con me.
Siamo noi, piuttosto, che siamo stati smembrati e sparsi dovunque. Io sto solo cercando di rimettere insieme i pezzi.

Simone Perotti.
Agosto 2020. Su un’isola del Mediterraneo

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Pre-sentire

Oggi per i miei lettori c’è la “sentazione“.
Anzi la “pre-sentazione“.
Chi è interessato al mio lavoro “pre-sentirà”, cioè “sentirà prima”. In effetti il romanzo uscirà martedì, dopodomani, e oggi è domenica, cioè prima.

Ma non si tratterà solo di “pre-ascolto”, perché altrimenti si tratterebbe di una “pre-ascoltazione“, un “preausculto”. Leggerò qualche brano, dunque si tratterà anche di ascoltare… ma il tema è “sentire”, per questo farò una “pre-sentazione”. Per tentare di far sentire.
Ci riuscirò? E chi lo sa… È difficile “de visu”, dove vedi che l’autore trema, si emoziona, suda, sorride, ha paura, cerca nell’aria… Su un video si può cercare la “sentazione”, la “sentanza”, il “sentimento”?

Per i latini medioevali la radice di “sentimento” era “sentire”, termine che loro collegavano strettamente ai sensi, in grado di “percepire“. Sente chi percepisce. Ma se le cose stanno così io non c’entro più niente… Posso dire o non dire quello che voglio, tanto chi è in grado di sentire sentirà, chi sa percepire coglierà.
Per Leonardo da Vinci i muscoli ricevevano il “sentimento” dai nervi. Eh…

In ogni caso… Oggi, cioè due giorni prima, saremo tutti parte della “sentanza“, saremo “pre-sentanti“, forse “rap-pre-sentanti“, cioè cantori sincopati e precedenti della sentanza… Urca…

Ma sentanza di che?
Forse dell’ultima speranza.
Quella di comunicare

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– Oggi pomeriggio
– h 18:30
– Presentazione di “I Momenti Buoni” [Libri Mondadori]
– Pagina facebook de “La Linea d’Ombra Lettori, sogni, autori Roma” (accessibile a tutti, anche se non si dispone di un profilo Facebook)
– Per iscriversi all’evento 👉🏼https://fb.me/e/1PmMEH2a0 (Chi si prenota riceve notifica)


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La Favola Nera (vi aspetto domani…)

La terribile storia della piccola bambina siciliana su Tik Tok sembra purtroppo un capitolo de “I Momenti Buoni“, il romanzo che uscirà il 26 gennaio, martedì prossimo.

Un affresco duro e impietoso della nostra società, visto dagli occhi di due bambini, o ragazzini, o come si chiamano a quell’età indefinibile. Ho sentito l’esigenza di descrivere il disfacimento e la follia come appaiono a loro, inadatti e impreparati, senza maestri, senza riferimenti o strumenti. Per loro, come per noi, ho cercato di capire se esiste una speranza, una via di fuga.

Come scrivo nella nota finale al lettore, “una storia così non l’avevo mai scritta”. Un viaggio violento, appassionato, commovente nelle passioni umane.
Una “favola nera”.

Ne parlo domani, alle 18.30, nella prima presentazione ufficiale, in anteprima assoluta, ospite de La Linea d’Ombra, il più importante Salotto letterario italiano.
Ecco il link all’evento in diretta streaming su Facebook: https://lnkd.in/dvVJSCy

Se volete, ecco il BookTrailer del romanzo:
https://lnkd.in/dEtDVKc

Vi aspetto. A domani.

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Si parte. Domenica 24.

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Il 24 gennaio, alle 18.30, farò la prima presentazione di “I Momenti Buoni” il mio nuovo romanzo. Sarà un’anteprima assoluta sull’uscita del libro, che nelle librerie lo troverete due giorni dopo, martedì 26.

Inizia un nuovo viaggio, unico. Lo è sempre l’arte, unica, la letteratura. Lo sono i lettori, lo è l’autore, così solo per quel libro, per quella storia, prima diverso, poi diverso…

Quando facevo tante presentazioni, dovunque in Italia, e all’estero, la cosa che mi piaceva di più era incontrare le persone. Per un motivo: la risonanza. Che è essa stessa unica. Un libro risuona di pagina in pagina, una alla volta, con quel lettore, in quel momento, non prima, non altri, non dopo. È come la vita, richiama, ricorda, cita, ma non è che un segmento irripetibile, ogni volta, ogni giorno. Così sono i nostri… momenti buoni.

Per questo, domenica 24, dedicherò molto spazio a rispondere alle vostre domande in diretta.

Vi aspetto!

Cliccate qui per partecipare all’evento

Qui per prenotare il libro.

Qui per vedere il booktrailer.

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