I Momenti Buoni

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Il mondo, visto dagli occhi del Tranquillo e del Pratico, due bambini cresciuti, quasi due ragazzini. Un inferno di paura e insensatezza tra la scuola, i Persecutori, la vita di quartiere, la droga, i fratelli più grandi, la criminalità. Per poi precipitare, a casa, tra le grinfie del Duende, nel caos di famiglie disfunzionali e violente. I due ragazzini non dovrebbero nemmeno parlarsi, secondo le regole selvagge delle loro tribù, nemiche per motivi che si perdono nel passato.

Eppure accade qualcosa, che potrebbe cambiare tutto. I due protagonisti sfuggono alla regola del clan, entrano in contatto, incrociano le proprie solitudini. Si raccontano e si ascoltano. Un passo verso una possibile consolazione. Basterà?

Deve esserci una via di fuga dall’orrore della Casa Diroccata, o di ciò che accade nella Reggia. Il  pericolo sono le botte del Principe e del PrimoCavaliere, le minacce del Sorcio, ma soprattutto il destino a cui li votano le famiglie. E mentre tentano di trovare riparo, bisognerà pensare anche a mettere in salvo TeneraSilvia, l’amata compagna di classe, e il Ronin, il genietto che non esce di casa da un anno. Il Vecchio, la Prugna, il Padre, il Marinaio, la Signora, i bizzarri maestri di strada, riusciranno ad aiutarli?

Una favola nera e amara, il nuovo romanzo di Simone Perotti, dove personaggi, luoghi, accadimenti sono, nello stesso tempo, metafora e cruda realtà. Una fiera delle vanità in chiave attuale, in cui l’autore riesce a tracciare un affresco vivido e straziante del nostro mondo esausto. Alla ricerca di una via di salvezza.

Tra  I turbamenti del Giovane Törless e David Foster Wallace, I momenti buoni è un libro tenero e violento, appassionante e struggente, che sorprende e spiazza il lettore, lo trasporta dentro le cose, oltre i limiti quotidiani e i sogni possibili. Nella carne della vita.

La copertina
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4 pensieri su “I Momenti Buoni

  1. Preordinato.
    Vediamo se intuisco la forza dirompente del libro, o se è solo una mia proiezione: il tema del trovare la propria rotta a partire dall’adolescenza, per imparare a dire “Adesso Basta” con sempre maggiore anticipo (e magari un giorno non dover più nemmeno essere portati a quel punto). Con una cero numero di figli di quell’età sento che sarà un bel regalo per loro.

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