I Momenti Buoni

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Il mondo, visto dagli occhi del Tranquillo e del Pratico, due bambini cresciuti, quasi due ragazzini. Un inferno di paura e insensatezza tra la scuola, i Persecutori, la vita di quartiere, la droga, i fratelli più grandi, la criminalità. Per poi precipitare, a casa, tra le grinfie del Duende, nel caos di famiglie disfunzionali e violente. I due ragazzini non dovrebbero nemmeno parlarsi, secondo le regole selvagge delle loro tribù, nemiche per motivi che si perdono nel passato.

Eppure accade qualcosa, che potrebbe cambiare tutto. I due protagonisti sfuggono alla regola del clan, entrano in contatto, incrociano le proprie solitudini. Si raccontano e si ascoltano. Un passo verso una possibile consolazione. Basterà?

Deve esserci una via di fuga dall’orrore della Casa Diroccata, o di ciò che accade nella Reggia. Il  pericolo sono le botte del Principe e del PrimoCavaliere, le minacce del Sorcio, ma soprattutto il destino a cui li votano le famiglie. E mentre tentano di trovare riparo, bisognerà pensare anche a mettere in salvo TeneraSilvia, l’amata compagna di classe, e il Ronin, il genietto che non esce di casa da un anno. Il Vecchio, la Prugna, il Padre, il Marinaio, la Signora, i bizzarri maestri di strada, riusciranno ad aiutarli?

Una favola nera e amara, il nuovo romanzo di Simone Perotti, dove personaggi, luoghi, accadimenti sono, nello stesso tempo, metafora e cruda realtà. Una fiera delle vanità in chiave attuale, in cui l’autore riesce a tracciare un affresco vivido e straziante del nostro mondo esausto. Alla ricerca di una via di salvezza.

Tra  I turbamenti del Giovane Törless e David Foster Wallace, I momenti buoni è un libro tenero e violento, appassionante e struggente, che sorprende e spiazza il lettore, lo trasporta dentro le cose, oltre i limiti quotidiani e i sogni possibili. Nella carne della vita.

La copertina
Su “La Lettura” del Corriere della Sera (31 gennaio)
Un brano letto da me. Per i lettori.
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8 pensieri su “I Momenti Buoni

  1. Ho letto questo libro in due giorni ed ho aspettato un po’ di tempo per pubblicare le mie considerazioni e riflessioni. Mentre leggevo ho provato diverse emozioni, ho iniziato scoprendo un testo completamente diverso da tutti i libri precedenti di Simone Perotti e per un attimo mi sono sentita quasi tradita mentre leggevo pezzi di testo che non mi aspettavo di trovare nel libro di un personaggio in cui non ho mai percepito l’esistenza di problemi ma che ha sempre mostrato soluzioni differenti per affrontare alcuni momenti della vita.
    Ero abituata all’ idea del cambiamento e della ricerca del proprio talento per vivere in armonia con se stesso.
    Mi sono trovata invece di fronte una realtà che non amo leggere e conoscerne l’esistenza ma, più leggevo e più capivo che la realtà è proprio come è descritta in queste pagine. Nella mente ho rivisto il volto dei miei studenti ed ho pensato che ascoltarli è un bene e che in futuro lo farò ancora di più!
    Questo libro ha un ritmo piacevole, mi sembra di leggere un thriller, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine per la curiosità di capire cosa poteva succedere andando avanti.
    I posti descritti mi hanno ricordato alcuni ambienti del sud dove sono nata e cresciuta e dove ho avuto la fortuna di non vivere come al Tranquillo, ma ho pensato a quanti “Tranquillo” ho conosciuto ma anche tanti “Pratico” che non hanno avuto il coraggio di scappare e salvarsi.
    Ho pensato a tante cose, ho pensato alla vita ed alla necessità di adattarsi alle situazioni studiando soluzioni e non accettando di restare dove ci troviamo per destino facendo diventare tutto una nostra scelta.
    Ho rivisto Simone in alcuni personaggi del libro che hanno rappresentato la salvezza del Tranquillo ed ho pensato che anche nella vita reale spesso è riuscito a raggiungermi con le sue parole e mi ha aiutato a prendere decisioni che mi hanno per certi versi “salvata”.
    Oggi è il mio compleanno e volevo farmi un regalo, così mi sono presa questo tempo per dedicare un pensiero a qualcosa che mi è piaciuto e che merita di essere condiviso.
    Consiglio a tutti di leggere questo romanzo e di diffondere i contenuti per ricordare soprattuto ai giovani che la vita è un’opportunità ed è tutto quello che abbiamo e dobbiamo cercare di viverla al meglio trovando le risposte intorno a noi anche negli estranei senza aver paura di cambiare, ma pensare che c’è sempre qualcosa di meglio rispetto al marcio che a volte viviamo!

    Grazie Simone!

    • Eh sì, spiazza chi mi conosce. Il che vuol dire che devo fare ancora molto per raccontarmi. Anche se quelle pagine sono le più letterarie che potessi scrivere. Cioè quelle in cui non descrivo (solo) me, ma il nostro mondo.
      Lisa hai scritto cose piene e belle. Devo davvero ringraziarti. E dici tanto, dovrò rileggere più volte. Grazie di cuore!

  2. Letto tutto d’un fiato, impossibile metterlo giù! E’ vero, è completamente diverso dagli altri tuoi libri, ma nonostante tutto le riflessioni, i dubbi, le domande senza risposta (immediata) e alcuni temi ci sono, sono in ogni dialogo, e sono la molla che fa fare, o meno, certe cose ai protagonisti, che fa prendere loro delle decisioni in un senso o nell’altro. Che li fa essere salvi, vittime o carnefici e vivere le conseguenze delle proprie (o non) scelte.
    Mi è piaciuto un sacco, peccato averlo finito 😉

  3. Preordinato.
    Vediamo se intuisco la forza dirompente del libro, o se è solo una mia proiezione: il tema del trovare la propria rotta a partire dall’adolescenza, per imparare a dire “Adesso Basta” con sempre maggiore anticipo (e magari un giorno non dover più nemmeno essere portati a quel punto). Con una cero numero di figli di quell’età sento che sarà un bel regalo per loro.

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