Su AmbienteBio

ambientebio.it

Bella intervista. Un gruppo di persone che si impegnano per una visione Eco di ogni componente della nostra vita, dalla permacultura ai viaggi, dalla società ai rimedi naturali, al cibo.

Mi onora che da varie parti, negli anni, molti esponenti di questo mondo si sentano affini alla mia ricerca di un Nuovo Modello di vita. Non si deve aver bisogno di nessun segno, quando si va per la propria strada, ma qualche conferma a volte è utile per marcare la rotta. L’interesse dei ragazzi de IlCambiamento.it, o di questi qui, per “Rapsodia mediterranea” e i miei progetti, pur ognuno con le sue specificità, mi dà buoni segnali.

Buona lettura!

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È tutto lì. Per voi.

Il libro che segue “Adesso Basta“, dopo dieci anni, è “Rapsodia mediterranea“. Dieci anni dopo quel libro, oltre undici e mezzo dopo le scelte che l’avevano generato. Un traguardo importante, per me.

L’ho scritto per molti motivi, con molte entrate, ma anche, certamente, come tributo a tutti voi che avete letto “Adesso Basta” e vi siete incuriositi, appassionati ai temi del cambiamento. E soprattutto a tutti coloro che da quel libro, o a causa di quel libro o sotto lo stimolo potente di quel libro hanno effettivamente preso in mano le loro vite, hanno cominciato a lavorarci su, e poi un giorno mi hanno scritto (in quasi 400 mila…): “Dopo anni che… domani vado…”.

L’onore e la responsabilità sono stati quotidiani, in questi dieci anni, perché quel flusso di comunicazioni con lettori sconosciuti non è mai venuto meno. Tanto che a volte con qualcuno mi sono schermito, ho minimizzato. Eppure prevale sempre l’orgoglio di aver gettato un seme, di aver detto quella parola-chiave, di aver toccato un nervo scoperto autonomamente.
Per questo in “Rapsodia” racconto anche molto di quel che è stato della mia vita in questi anni di libertà. Sono morto di stenti? Sono riuscito a trovare soluzioni ai tanti problemi che pone il vivere diversamente? Come ho fatto coi soldi, con la famiglia… Ma soprattutto, una volta “libero di”… com’è andata? Tornerei indietro? Andrò avanti?

È tutto in quelle pagine. Che contengono molto di più, ma certamente anche tutto questo. Per voi. Buon viaggio.

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Su “Il Cambiamento”

«Io non faccio del male a nessuno. Non sono affatto un estremista. Cerco solo di darmi delle regole prima che me le dia qualcun altro. Io nel meccanismo del potere ci vivevo, e l’ho trovato scontato, ripetitivo, banale. Ho preferito perdere quel po’ di potere che avevo per vivere secondo regole mie. Questo non può essere definito estremismo, semmai consapevolezza»

Bella e lunga intervista a “Il Cambiamento” sulle mie scelte e sui miei progetti raccontati nel libro “Rapsodia mediterranea” (Mondadori). Il Cambiamento è una delle poche riviste online che insegnano, fanno riflettere, informano.

Grazie a Paolo Ermani.

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Alla ricerca del Nostro Mondo

Clicca sulla foto o sul link qui sotto per vedere il video

Storia di un grande amore (il mare) e di una ricerca lunga e importante: quella di un Nuovo Modello di Vita. Presentazione integrale di “Rapsodia mediterranea” (Mondadori) a “La Linea d’Ombra” splendido salotto letterario di Roma.

Buona visione.

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Rapsodia a Rai Radio 3

Ecco qui.
RAI RADIO 3, stamattina.
Conduce Valentina Lo Surdo.

Si parla a lungo di me e di “Rapsodia mediterranea“, ma si ascolta anche musica, si ascoltano brani, tutto sotto l’influenza della parola musicale del giorno, MEDITERRANEO.

44 minuti BELLISSIMI di programma tra musica e letture.
Mettetelo su, cliccate qui sotto, e rilassatevi, o ascoltate mentre fate qualcosa di bello.
Grazie Rai Radio 3, sempre insuperabile nella cultura.
Buon ascolto.

http://bancadati.datavideo.it/media/20191206/20191206-RADIO_TRE-QUI_COMINCIA_0600-081750547m.mp4

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Contemporaneamente

“In uno di quei test assai discutibili che le aziende impartiscono ai dipendenti nei corsi di formazione, venne fuori un giorno che io ero un “Jolly in opposizione”, cioè uno sostanzialmente biunivoco: bene da solo, bene con gli altri, ma anche male con gli altri e male da solo. E la mia sensibilità era artistica ma anche metodica, ero creativo ma anche organizzato. Mi parve un pessimo responso, ma la psicologa si stupì, pare che le fosse capitato di rado un profilo così. Si complimentò ma mi mise anche in guardia: «Essere due cose opposte è utile, offre due prospettive invece di una soltanto. Ma stia attento: a molti parrà contraddittorio. Dunque sospetteranno di lei». Mah!

Trovo che quel foglio prestampato, ordito da qualche genio di Chicago, non tenesse conto che il Mediterraneo è esattamente così, non solo io. Anzi, è così ogni cosa interessante. Qui non siamo a Londra, e nemmeno a Washington. Questa non è un’illusione pragmatica o un’esercitazione dei Marines, è la vita in tutte le sue articolazioni. Qui non ce la raccontiamo, la prendiamo per quello che è, ci governano la fascinazione e il tedio, l’ispirazione e la sconfitta, il riparo e la burrasca, la minuzia quotidiana e il mito imperituro. Il Mediterraneo è prigionia e libertà, ma ci conviviamo con sopportazione creativa, senza perdere alcun gusto della meraviglia. È relazione, per esempio, e al contempo brama di solitudine. Oscilliamo senza soluzione tra gli estremi: starcene per conto nostro, andarcene a pescare tranquilli nella caletta deserta di un’isola, e poi fare festa, avere intorno i nostri affetti, masticare per qualche ora il cibo saporito dell’ebrezza.

Il Mediterraneo è Milano e il Monte Athos, ma senza schizofrenia, concependo, desiderando e fuggendo entrambe le prospettive contemporaneamente.”

(da “Rapsodia mediterranea” – Mondadori)

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Le parole, gli occhi. I momenti della Rapsodia.

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Oggi

Esce oggi. Si intitola “Rapsodia mediterranea“, Mondadori.
Spero che questo libro navighi lontano, vada dove vuole, dove può, col suo vento, col suo passo, col suo stile.
Per me, già così, già adesso, si chiude un cerchio importante.
Per voi l’incipit.
Buona lettura a tutti.

“Milano, 11 novembre 2013. Mi sto sedendo al bancone di un ristorante con una giornalista. Ho nell’animo la spossata concentrazione di una qualunque giornata milanese di novembre. Fuori pioviggina, è brutto tempo da giorni in tutto il paese per il passaggio di una forte depressione atlantica. Saranno le tredici e trenta. Quando il telefono squilla e leggo il nome sullo schermo ho un tonfo al cuore. Faccio segno alla giornalista di scusarmi e mentre rispondo, di scatto mi alzo in piedi.«La stiamo perdendo, Simò…»Mi congedo, non ricordo più neppure se raccontando quel che sta accadendo o inventando una scusa più semplice. Pochi istanti dopo sto correndo sotto la pioggia per corso Garibaldi, verso il metrò, poi verso la biglietteria della Stazione Centrale. Quando salgo sul treno giacca e pantaloni di velluto verde sono già fradici, lo stesso per le scarpe. Si asciugheranno solo molti giorni dopo. Mi aspettano cinque o sei ore di treno per raggiungere il porto di San Benedetto del Tronto, dove la barca sta affondando.”
È l’incipit di “Rapsodia mediterranea” (Mondadori), che esce oggi in tutte le librerie italiane. Che il vento soffi bene sulle sue vele.Buona lettura.

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Stati Uniti del Mediterraneo

Vedersi da fuori. Leggersi. Quello che non hai visto, saputo, capito, anche se eri tu, anche se eri lì… solo un racconto te lo può mostrare. La parola, le immagini, la lunga rotta… e la loro rappresentazione. A questo serve la letteratura.

E per questo ho scritto “Rapsodia mediterranea“. Perché non so capire senza scrivere e senza leggere. Dunque per terminare il viaggio, almeno fin qui. Per comprendere questo decennio, dopo le scelte fatali. Per chiudere il cerchio che è, sempre, la folle rotta della vita.

Eccola nell’immagine qui sopra. Sull’inserto “La Lettura” del Corriere della sera. Oggi.

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