La Via

Un Podcast in quattro parti. Di Simone Perotti

Una via c’è…

La Via – Parte I
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La Via – Parte II
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La Via – Parte III
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La Via – Parte IV
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Qui sotto, se preferisci leggere, scarica il testo delle quattro parti, dunque il testo integrale, in formato PDF


Ho scritto questo testo durante i giorni più difficili della recente crisi sanitaria. L’ho scritto di getto, tra fine marzo e primi di aprile 2020, senza un programma, senza uno schema di lavoro, dunque in modo del tutto diverso da come sono abituato a lavorare. L’ho intitolato “La Via“.

In quei giorni duri e preoccupati mi era parso di comprendere qualcosa di epocale, e ho sentito la responsabilità forte, in un momento di globale disorientamento, di proporlo a tutti i lettori che mi seguono. Ne ho anche letto in streaming una prima versione, quando eravamo tutti bloccati a casa, e sono rimasto colpito delle migliaia di visualizzazioni e commenti. In tanti mi hanno scritto per chiedermi il testo completo: c’è dentro un mucchio di roba! Voglio poterci riflettere parola per parola!.

Allora mi sono fermato, e ho atteso. I testi hanno bisogno di tempo, devono sedimentare. E poi tutto si evolveva, dovevo vedere cosa accadeva dentro e fuori di ognuno di noi. Verso agosto ho ripreso a lavorarci, deciso a farne qualcosa, magari pubblicarlo davvero.

Tuttavia, quando l’ho proposto ad alcuni editori tramite il mio agente, ho ricevuto mugugni, alzate di spalle, birignao di natura sospetta. Il capo di una delle maggiori collane editoriali del Paese ha avuto da eccepire che: l’autore non fa citazioni, come se fosse solo il suo pensiero.
Questo mi ha fatto molto sorridere: e di chi dovrebbe essere, il pensiero, se sono io a scrivere? Chi legge dovrebbe forse scorrere un elenco di pensieri di altri, per convincersi della legittimità dei miei?
Mah… Un certo modo di pensare riesce ancora a sorprendermi nonostante l’età, l’esperienza e diciassette libri pubblicati.

Qualcosa di simile mi era capitato ai tempi di “Adesso Basta”.
Era il 2009, e la mia agente dell’epoca aveva rifiutato con decisione di lavorare su quel testo: Ma sei impazzito? Qui la gente perde il lavoro e tu vuoi invitare tutti a lasciare il proprio?. Naturalmente andai avanti da solo. E cambiai agente.
La similitudine con quel che avvenne undici anni fa mi è balzata agli occhi. E mi ha fatto capire che, forse, “La Via” aveva un senso ben preciso.

Del resto, ormai, ho imparato: ci sono dei “no” che servono molto, devo ascoltarli, perché indicano un errore. Quelli li prendo molto sul serio, e sono grato a chi me li oppone. Poi ci sono i “no” di un certo “professionismo”, i “no” dell’establishment, che invece vogliono dire tutt’altro. Quelli mi spronano. Se a loro non piace quel che dico o scrivo vuol dire che in quello che ho fatto c’è qualcosa di buono. Qualcosa di nuovo che non sanno ancora comprendere.

E allora, complice anche l’apprezzamento del mio agente (Mi piace molto “La Via”. È un testo del tutto coerente con quel che hai vissuto e scritto negli ultimi dodici anni. Se c’è un intellettuale che può parlare di questi temi sei tu) e dei tanti lettori che non hanno mai smesso di scrivermi per esortarmi a diffonderlo, ho deciso di fare quel che un autore ben inserito nel sistema editoriale non dovrebbe fare mai: pubblicare un testo saltando a piedi pari l’intero sistema editoriale.
Sono cose paragonabili a un affronto, in quel mondo. Non si fanno. Ma tant’è…

Naturalmente, c’è il solito piccolo problema…
Io sono uno dei pochi, pochissimi autori italiani, che vive di scrittura. Ogni mio studio, ogni mio pensiero e ogni lavoro che faccio, dovrebbe dunque tradursi in un pur minimo guadagno. Almeno se voglio sopravvivere… E va anche detto che sostengo con convinzione il professionismo in ambito culturale. Per scrivere occorre lavorare tanto, studiare, faticare, dunque è necessario che qualcuno sostenga chi fa questo mestiere. Non fosse altro che per consentirgli di continuare.

Ma per come è nato questo testo, per il rilievo che ha oggi riflettere, insieme, in un momento così difficile, non me la sento di venderlo.
È un errore, lo so da me. Ma non ci posso fare niente. Un intellettuale deve contribuire in modo straordinario quando le epoche sono fuori dalla norma. E poi per me “liberi” vuol dire anche poter decidere di fare quello che ci si sente, anche se non è economico. I miei parenti genovesi mi scomunicheranno…

Ad ogni modo, ormai ho deciso, e dunque ecco “La Via”, che è anche il mio primo podcast + testo. Quattro parti, un totale di circa 1h e 40′ di ascolto. Ringrazio, con l’occasione, il grande Toni Concina per avermi consentito di usare una canzone scritta e interpretata da lui.
Pubblicherò i quattro file Mp3, in cui è diviso il podcast, a puntate, nel giro di qualche giorno. Poi, in ultimo, renderò l’intero testo scaricabile su pdf, per chi ad ascoltare preferisce leggere.

Dato che pubblico tutto senza protezioni, open source, aiutatemi a diffonderlo. Spero che in questo modo “La Via” possa far riflettere, far sorgere qualche domanda, possa essere accolto o rifiutato, non importa, ma serva a qualcosa. Dio sa se abbiamo bisogno di rimettere in ordine i pensieri…

Di sicuro, se un marziano arrivasse sulla terra tra trent’anni e qualcuno gli raccontasse quello che abbiamo vissuto, certamente chiederebbe: E gli intellettuali? Che hanno fatto loro in quel momento difficile? Cosa hanno proposto per affrontare il futuro e rendere migliore la vita di tutti su questo pianeta?.
Ecco, forse allora ho capito perché ho scritto questo testo. Per non fare brutta figura coi marziani.

Buona lettura.

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38 pensieri su “La Via

  1. Ciao Simone,
    ti seguo da tempo e La Via non ha tradito le mie aspettative. Effettivamente non avevo mai pensato al silenzio degli intellettuali: in periodo di pandemia si è sentita soltanto la voce di politici, virologi, opinionisti di varia estrazione e talvolta di dubbia reputazione, mentre ci sono arrivate ovattate o non sono arrivate per niente le parole degli uomini e delle donne di cultura, delle persone di spessore che credono nel valore delle idee, del libero pensiero e delle filosofia, cioè quella roba con cui “non ci si campa”.
    Ho ascoltato gli audio, ma mi riprometto di leggere attentamente il testo in pdf. Gli spunti sono tanti e meritano approfondimento.
    Mi limito ad un passaggio che vorrei sottoporre alla tua attenzione: “Il momento è adesso. O mai più!” (parte IV). Sono d’accordo. Il momento è adesso. Ma secondo me il processo di cambiamento sarà lungo, molto lungo. Non credo nelle rivoluzioni lampo, ma nei processi di trasformazione profondi, costanti e pazienti. E proprio perché necessitano di tempo per giungere al loro compimento possono anche essere impercettibili, come la foresta che cresce. E la storia ci insegna.
    Non mi dilungo oltre. Grazie Simone per questa tua nuova pubblicazione che hai messo a disposizione di tutti gratuitamente. La sto diffondendo a chi ritengo sia in grado di coglierne il valore.
    Buon vento!

    • Si dà troppo peso alla presunta velocità dei processi. Quelli veri e duraturi sono lunghi. Bisogna imboccare quei sentieri con fiducia e pazienza. Ciao!

  2. Trovo che La Via sia un’analisi della realtà sociale e dei comportamenti umani chiara condivisibile e comprensibile da tutti. Particolarmente utile mi sembra la parte riguardante le soluzioni concrete proposte, in quanto può aiutare concretamente le persone ad agire per il cambiamento. La sua storia personale porterebbe a pensare che per cambiare bisogna farlo in modo radicale che solo dei “supereroi” possono permettersi, mentre questo suo scritto fa capire chiaramente che è possibile per tutti e che quello che serve in questo momento è prendere coscienza che non si può andare più avanti così e che si deve necessariamente agire nella direzione indicata. Contrariamente a quanto si possa pensare, il cambiamento è alla portata di tutti , iniziando da azioni alla propria portata. Grata per l’impegno umano e civile e per l’esemplare generosità

    • Credo che in tanti, minoranza ma tanti, potremmo è dovremmo tentare. Per noi, per vivere meglio, e per aiutare chi ci sta accanto. Basta accettare tutto! Cambiamo paradigma. Ciao!

  3. Grazie Simone per questa riflessione…. ti seguo da tanti anni e ogni volta mi stupisco con quanta semplicità riesci a analizzare la
    follia di questa società che però la maggior parte delle persone da per scontata è immutabile.
    Davide da Asti

    • Proviamoci sempre. Che il pensiero che ci ispira sia tanto alto negli obiettivi, ma tanto immanente, logico, collegato ai fatti nella pratica. Semplici, diretti, consequenziali, senza alibi. Forza. Grazie di seguire i nostri ragionamenti.

  4. Ciao Simone, ti ho conosciuto per caso lo scorso anno, in un momento di grande cambiamento (ma và, chissà quante volte te lo senti dire 😉 ). Dirigente d’azienda, ho lasciato tutto dopo 12 anni per fermarmi e riflettere.
    Un anno dopo mi trovo più convinta che mai a studiare musica e aiutare amici artisti. E nel frattempo cambia la mia visione complessiva di quasi tutto. Dalla voglia di fare fatica fisica, alle relazioni (il famoso processo di “igiene relazionale” di cui parli), alla bellezza e necessità di stare soli. Tornano domande che mi facevo solo da piccola. E comincio a digerire con voracità Russel, Benasayag, Seneca, Eraclito, Deleuze, Sun Tzu e chi più ne ha più ne metta. Insomma solo per ringraziarti per i grandi contenuti che condividi e la responsabilità che senti e che dai. L’esempio è importante. E’ tanto che cerco una tua email per scriverti. Grazie ancora, Francesca

    • Grazie di avermi scritto Francesca. Mi sembri ben indirizzata perché hai potuto e soprattutto voluto darti tempo e assecondare/guidare il percorso. Siamo diversi fuori dalla scatola, bisogna scoprire come siamo. E poi, sapendo almeno qualcosa di quell’essere nuovo e mai visto prima, progettare. Bene così. Grazie ancora e complimenti. ciao!

  5. Grazie Simone,
    Avevo gia’ ascoltato a marzo queste tue riflessioni appena avevi scritto il testo!! E’ da leggere ed ascoltare piu’ volte perche’ sono tanti gli spunti da elaborare…!! Ma il bello e’ proprio questo e’ il percorso meditativo che ognuno di noi in questo momento storico dovra’ fare!! Io 5 anni fa ho lasciato un lavoro sicuro e non sono affatto pentita di questa scelta “mi sono caricata su di me la responsabilta’ delle mie azioni”! Oggi questo processo e’ ancora in atto…e’ lungo e faticoso…ma per me e’ un percorso Vero! Un cambiamento per un’altra Vita e’ possibile! Ciao, Sandra

    • Bene. Quella fase è decisiva. Comprendere davvero che il mondo poggia interamente sulle scelte di ognuno. La delega ad altro rispetto a sé è la chiave di tutto. Forza.

  6. Favoloso Simone. Grazie per questo dono di te, che è inestimabile, perché tu vivi e verifichi sul serio ciò che dici e scrivi. Possa La Via essere uno strumento per ricordarci e insegnarci che abbiamo ancora l’opportunità di creare un mondo pieno di bellezza e pace… Se in qualche mese di blocco la natura è stata in grado di sorprenderci, chissà in un solo anno di cura e dedizione globale all’ambiente e alle relazioni cosa potremmo realizzare…

  7. È pazzesco! Tanti pensieri che abbiamo avuto tutti, ma ordinati ed espressi al meglio! Testo da metabolizzare e riflettere.
    È, un ultimo, diffondere. Grazie Simone

  8. be devo dire che la terza parte è un unicum..oggi tutti criticano e nessuno propone e se propone ci sono sono parole generiche. per esempio sostenibilità, ma quando e come nessuno lo dice..grazie sai vorrei condividere la parte tre ma non so come fare, ci riuscirò!! intanto grazie di essere andato oltre..oltre la critica!!

  9. A me piace molto il tuo tono perentorio nella lettura di questi brani, si sente che sono vissuti,sono parte di te e emanano in chi non conosce il tuo vissuto (non è il mio caso, visto che ti seguo da anni), la sensazione di autenticità . I contenuti poi sono lucidi,travolgenti e vivi. Insomma nulla di scollegato tra la tua vita e ciò che testimoni.
    Grazie
    Claudio

  10. Ti ho ascoltato oggi di nuovo, così come feci durante il lockdown, la prima volta in cui, incerto, ci proponevi sui social questa tua elucubrazione (nel senso non ironico del termine). A me risuonò subito, la condivisi con chi amo.
    Qualcuno dei cambiamenti, di cui parli, nelle nostre scelte di vita, Erreerre ed io, intuitivamente, li abbiamo fatti. Piccoli, pochi, non sufficienti, neanche per la nostra vita. Certamente.
    Forse quel che ci buggera è la fatica nel seminarli in terra di mezzo, laddove noi ci muoviamo…come spargere semi, tra zolle di plastica?
    No, non preoccuparti, non siamo pessimisti, è solo un gioco di parole, una incompleta metafora:
    “…come spargere semi tra zolle di plastica. Eppure, spuntan germogli”
    Tu però, continua a svirgolare così. Continua a condividere la tua visione. Ammorbarci. Tormentarci. Svegliaci.
    Crediamo nei marziani e vorremmo essere pronti quando ci incontreranno.

    • Grazie Lucilla. Perché anche con mille compromessi, anche solo parzialmente, state vivendo. Un insegnamento, anche per me. Con la scusa di poter fare solo qualcosa, si finisce col non fare niente. Mentre invece è proprio facendo qualcosa, almeno, quel che si può, che si finisce col fare tutto.
      Tutto, nelle faccende umane, viene spesso equivocato. Tutto non è tutto ciò che c’è da fare, ma tutto ciò che si può fare. Ed è tantissimo.
      Chiunque abbia cambiato il mondo, lo fatto facendo tutto ciò che poteva.

  11. Ciao Simone,
    ascolterò di sicuro questa tua opera che, ne sono certa, sarà arricchente per tutti.
    Vorrei poterla diffondere nelle scuole e mostrare ai giovani quanto lontani dalla realtà e dal buon senso sono spesso i loro professori, che si trincerano dietro a regole assurde per non permettere lezioni frontali anche quando esistono le condizioni per farlo. Tra l’altro, insegnando cos’ ad obbedire a qualunque imposizione, pur assurda, anzichè stimolare il senso critico e la difesa della libertà. L’ipocrisia e la ristrettezza mentale, quando regnano sovrane nelle classi degli insegnanti, sono pericolosissime.
    Credo fermamente che la legge universale per cui, per ogni cosa presa un’altra va data, vada sempre rispettata, quindi ti chiedo in quale modo possiamo contribuire alle spese che hai sostenuto per realizzare questa opera?
    Grazie.

    • Ahaha ma se mi dai qualcosa in cambio non è più gratis.
      Diverso è il concetto di riconoscenza. Se qualcuno vuole, il modo migliore per sostenere un autore (e consentirgli di continuare) è acquistare, regalare, diffondere i suoi libri.

  12. Simone, ancora una volta, ti dico che sei un grande!
    Mi piace poi tanto che fai di testa tua, soprattutto le cose che non si dovrebbero fare, come questa! Bypassare il tuo editore, decidere di non guadagnare niente tu e non far guadagnare niente a lui!!! Rivoluzionario dentro sei!!! Apprezzo questa tua scelta che merita una standing ovation di pura gratitudine perché è un gesto di pura generosità. Gratuita e basta!
    La motivazione poi, è fantastica! Mi sembra di vitale importanza
    evitare una brutta figura con i marziani!
    Dopo 11 anni, per me, sei diventato un mito all’ennessima potenza!

    • Sul tema “di testa nostra” prima o dopo occorrerà fare qualche puntualizzazione. Un Po di approfondimento serve. Ma grazie mille di quel che mi scrivi. Davvero, vedo che seguì sempre, che sei sempre in “zona” quando tento qualcosa di nuovo… Grazie di cuore.

  13. Sarebbe meraviglioso se si potesse apprendere ed esercitarsi nell’arte del pensiero imparando da intellettuali come te, al pari di quanto avveniva in passato presso le antiche botteghe d’arte in cui gli artisti affinavano il loro mestiere fino alla completa formazione, dunque autonomia. Urge ad oggi, una condivisione che rimetta in navigazione il pensiero, individuale e collettivo. Urge, che spiriti come il tuo, giungano non solo a chi di competenza ma sopratutto a chi ha perduto la direzione nonostante abbia spremuto ogni sua forza. Urge che la tua logica riporti in senno la luce a chi il mondo lo può ancora salvare, a chi non ha avuto radici abbastanza forti da tener ancorati a terra i propri sogni. Percepisco il tuo ragionare come magistrale, nell’unire quei punti rilevanti che i più percepiscono come lontani tra loro. Ecco, tu riesci a tienerli tutti assieme, come se li disponessi su un unico piano per creare una visione chiara di quello che vi é e delle possibili relazioni esistenti. Credo che solo da questo punto di vista si possa creare una rotta comune, veritiera. Qualcosa di potente, che stravolga ogni falsità e inutilità. Forse un luogo in cui potersi finalmente riconoscere, e non ingabbiare. Dove il pensiero possa essere guidato e trasmutato secondo logica intrinseca, non con metodo serrato. Urge un rinascimento attraverso luoghi del pensiero e della creazione. Creazione dell’utile, non più solo del dilettevole. Io non ho le competenze per attuare tutto questo, ma lo sento come una grande possibilità. GRAZIE SIMONE!

    • Certo che ne hai le competenze. La prima, capire, cogliere, rendersi conto, l’hai appena manifestata. E poi tu come me come tutti “ne hai alcune” delle competenze ideali. Non tutte. Ma non importa, sicuramente, come tutti, stai usando al 25 per cento quel che hai e che sei, come più o meno ognuno fa oggi, distratto e strattonato dal rumore, la velocità, l’inessenziale. Partiamo da lì. Riduciamo il fastidio, tagliamo relazioni inutili. E facciamoci cose grande con le mani che abbiamo. Ciao!

  14. Buongiorno Simone, credo di appartenere all’ élite della sensibilità con onore e fierezza e per questo volevo condividere con chi ” ci vuol provare a dire basta ” la mia esistenza e la mia approvazione. Mi chiamo Cristina sono ligure ma vivo a Ferrara. Amo il sole e il mare sopra ogni cosa ma non ho mai navigato! Sono mesi che condivido le sue interviste , i suoi libri, in ultima la Via ma soprattutto le sue idee, e mi ritrovo finalmente allineata con qualcosa di vero dopo tanto vagare in solitaria. Ho scelto da sempre di vivere libera dal sistema pur vivendoci in mezzo. Tanto per intenderci : non guardo la televisione, non ho Facebook non ho la lavastoviglie faccio una lavatrice la settimana e bevo l’ acqua del rubinetto per non consumare tonnellate di plastica. Lavoro quattro ore al giorno per scelta e quello che faccio lo devo fare con amore. Questo è solo l’ esteriore poi c’è tutta la parte interiore che è….magia!! Sono felice di aver scoperto che qualcun’ altro c’è…..sono felice di sapere che qualcuno stia provando in punta di piedi a proporre in cambiamento di un sistema mirato solo al consumismo e al capitalismo sfrenato, intrappolando nei suoi meccanismi la libertà di pensare, mi piace l’ idea di unire le forze sotto un’ unica bandiera per convincere i pochi “consapevoli” di potercela fare , che non è un’ utopia la possibilità di riportare un po’ di calma su un pianeta sconvolto dal caos! Complimenti per il coraggio di provare a smuovere gli animi di uomini intorpiditi dal progresso rendendo pubbliche le sue scelte di vita che sembrano azzardate ai più, ma dovrebbero essere solamente la normalità per ogni essere umano libero di vivere la propria vita. Cordiali saluti e…..Buon vento!!

    • Proprio oggi discorso su tutta questa grande attività militante che svolgo da anni. Periodicamente ricevo accuse di essere autoreferenziale, autoincensante… Mah… Dunque ti ringrazio di aver scritto “in punta di piedi” . Lo prendo come un feedback importante. Di cui ti ringrazio. Forza e coraggio. Siamo un avamposto. Che ci piaccia o no. Un’avanguardia.

  15. Ciao Simone, trovo questo testo illuminante. E trovo la scelta di percorrere la tua strada, di “pubblicarlo”, oltre che coraggiosa e coerente, la cosa più sensata da fare. Non tanto per essere “contro”, ma perché rispetta il senso e l’amore per la Vita. Aggiungo che, come un esempio, in tanti dovremmo disegnare la nostra traccia: vicino alla tua, un po’ più storta, più o meno fonda….ogni un la sua. Non sovrapposta alle altre, omologata e disegnata da altri…

    • eh sì. ognuno di noi dovrebbe. Per se stesso, per stare meglio, per vivere appieno. Ma anche per gli altri. Il mondo non va male in molte questioni per qualche motivo particolare, come molti credono. Va male perché ognuno, singolarmente (e dunque la società come sommatoria) non fa la sua parte verso di sé. C’è una corrispondenza diretta tra il rispetto verso la propria vita e il contributo che diamo alla società. Purtroppo questo, che il fondamento di qualunque nuovo ed eventuale prossimo Rinascimento (mediterraneo…) non è per nulla chiaro alla maggioranza di noi.

  16. Buongiorno,
    grato del regalo alla comunità, che apprezzo e di cui sono profondamente grato. La mia domanda è SE esistono altre ulteriori parti ed eventualmente come fare per scaricarle.

    Grazie.

    Alessandro

    • È scritto in questo post.

      Le parti sono 4.
      Domani uscirà la seconda.
      Nel giro di tre o quattro giorni tutte.

      Al termine l’intero pdf.

      Ciao.

  17. Ecco, il problema e’ tutto li’: le nostre menti hanno perso lucidita’. Formatasi per assicurare al corpo a cui appartiene la maggior durata possibile, la mente ha identificato questa durata con la migliore qualita’ della vita. Da qui e’ iniziata la competizione senza limiti per assicurarsi quanti piu’ beni ed utilita’ possibili, entrando in conflitto con ogni concorrente. Tutto questo, oltre a condannarci ad una vita terribile, ci sta portando all’autodistruzione. Saranno in grado le nostre menti di “vedere” il disastro che esse stesse hanno creato e fermarsi o la perdita di lucidita’ ci condanna all’autodistruzione? Il tempo sta per scadere.

    • io ho fiducia nel Sapiens, come va di moda chiamare oggi l’uomo. Con cattiveria, pervicacia, senza badare mai al costo intorno a sé, ha sempre elaborato delle scappatoie. Che sia anche questa la soluzione, stavolta. Almeno, io come esponente della razza, lavoro in questa direzione.

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