I miei rispetti

Chissà dov’è la piccola Takaco, così timida e pudica. Si dava molto da fare, era l’assistente all’organizzazione del gruppo. Ci portavano in giro, di qua e di là, ragazzi di vent’anni di tanti paesi diversi. Non era facile starci dietro. Per loro, per Takaco, eravamo molto indisciplinati. Non seguivamo il programma alla lettera, gli orari erano tracce, non la Bibbia. Una sera, quando tutti erano andati a dormire, ci trovammo per la prima volta soli, nella hall dell’albergo. Avevamo un po’ bevuto. Takaco era stanca. Mi guardò per la prima volta senza sorridere. Uscimmo a bere qualcosa, passeggiando per le vie strette di Ibaraki, un sobborgo di Osaka, dove vissi per qualche settimana. Rientrammo tardi, e non andammo a dormire. Oggi Ibaraki non esiste più. Chissà dov’è lei.

Chissà dov’è Keiko Morita, la bella ragazza coi tacchi e un tailleur rosa antico, ricamato sulla giacca corta, con le spalle leggermente imbottite. Nel 1986 andava di moda così. Finì col suo nome e cognome in un racconto (“Giappone Addio”, in “Zenzero e Nuvole” Bompiani), e con le sue parole rimase in fondo all’anima. La mia. Mi disse “Resta, sono figlia di un imprenditore molto ricco. Non farai niente, lavorerò io per te”. Me lo disse mentre partivo, alle sei di mattina, all’aeroporto Narita di Tokio. Scoppiò a piangere mentre mi infilavo nel finger, in stato di completa confusione. Le avevo risposto che ci eravamo conosciuti la sera prima, appena. Ma lei obiettò che avevamo fatto insieme più di cento passi. Secondo una tradizione giapponese, se fai cento passi con un uomo gli stai dedicando la tua vita. Chissà dove passeggia adesso.

E chissà dov’è Tadashi, il ragazzo tutto smorfie e grugniti, con gli occhi quasi invisibili e una grande curiosità per noi occidentali. Prese la mia macchina fotografica, la rigirò tra le mani. Emise qualche suono gutturale, che a me parve di disapprovazione. Gli avevo chiesto se sapeva aprirla, che il rullino dentro si era bloccato e avevo paura di perdere le fotografie fatte a Koiasan, il cimitero monumentale all’ombra delle sequoie secolari. Dopo qualche istante d’immobilità Tadashi prese un sacchetto nero, quelli dell’immondizia. Mi chiese di infilarlo intorno alle sue mani e alla macchina, e di chiudere i bordi intorno alle sue braccia. Aveva inventato una camera oscura d’emergenza. Aprì, a tastoni, riavvolse il rullino, richiuse tutto. Quando me la restituì, perfettamente a posto, mi disse “Grazie”. Io lo guardai interdetto. “Mi hai dato l’opportunità di farmi venire un’idea. E un’idea è una cosa preziosa”. Chissà dov’è anche lui, dov’è la sua intelligenza veloce.

Chissà dov’è il comandante della nave carica di gente, inghiottita dalla prima onda anomala. Lo immagino sul ponte di comando, primo ad avvistare la massa nera che avanza. Il Comandante è quello che guarda sempre un po’ più in là, dove nessuno ancora volge lo sguardo. Mi pare di vederlo che tenta di manovrare, motori avanti tutta verso l’onda, e dare l’ordine “avanti piano”, per andarle incontro tenendola esattamente in prua. Già da un centianio di metri, per primo, lo vedo che cambia espressione, capisce che la massa d’acqua è troppo veloce, troppo alta, anche per la sua nave, che è solida e ne ha viste tante, ma che stavolta non ha speranze. Per la prima volta non potrà riportare in porto il ferro, e neppure l’equipaggio, che inizia a capire, o i passeggeri, che non sanno ancora niente. Mi alzo e guardo a levante, verso di lui, dovunque stia riposando ora. I miei rispetti Comandante.

Chissà dove sono le persone morte in Thailandia nel 2004. Morirono in 230.000, ma nessuno parlò della loro dignità. In queste ore sono tutti ammirati per quella dei giapponesi, come se le vittime di una tragedia non fossero tutte uguali, tutte da compatire, che siano giapponesi o thailandesi, o haitiane. Il terzo giorno dopo il terremoto di Port-Au-Prince la notizia era già scivolata al centro del telegiornale. Eppure i morti in Giappone sono 5-10mila, mentre lì furono 222.000. Ci sono uomini che muoiono di più e uomini che muoiono di meno. A volte dipende da quante telecamere ci sono in quel Paese, da quante riprese video possono rendere più accattivante un servizio nel TG. Anche la dignità è un fatto d’immagine.

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113 pensieri su “I miei rispetti

  1. Non importa quanto tu possa essere meglio degli altri, ci sarà sempre qualcuno meglio di te. Se invece riuscirai ad essere meglio di te stesso, nessuno potrà rubarti il primo posto

  2. se ti va senti qua ..I ricordi sono in fila e non mi mollano..Ad uno ad uno salgono e mi tormentano..Sono in paranoia dura dolce tortura..Paura come quella sera..Indeciso sul baciarti o meno..A parlare sul divano ore..La prima volta che assaggiavo il tuo sapore..E gi? un altro posto dove andare..E un altra rima da inventare..E neanche so dove saranno i miei pensieri..Forse sarai solo una luce che illumina il mio ieri..Ma ancora rido se penso ai soprannomi che mi hai dato..Li sapesse anche un mio amico sarei rovinato non credi?..Sono ancora in piedi ?

  3. Ottimo commento LORENZA!
    Questi personaggi sono spesso in prima fila a predicare bene ed a razzolare male, come si dice in gergo: totale incoerenza.
    Spero ci sia un GIUDIZIO DIVINO.
    Si soprattutto per LORSIGNORI.
    SALUTI A TUTTI

  4. Emergenza migranti al valico di Ventimiglia,volontari sfamano 200 persone.Il vescovo dov’è? A Sanremo all’inaugurazione del nuovo punto vendita Coin !!!

  5. .ha detto…….Brava bravissima come sempre!Sono contenta che sia in pubblicazione una tua nuova opera dobbiamo trovarci e brindare!Un bacion con lo schiocco!Daniela…..

  6. Vedi,io non credo che ci siano morti di serie A e di serie B.
    Ai morti della Thailandia era stato dato uno spazio, esattamente come ai morti giapponesi. Sai qual è la vera differenza tra gli e gli altri? E fa tutta la differenza del mondo, credimi.
    E’ il problema del nucleare. Pensi proprio che se non ci fosse l’emergenza nube radioattiva ne starebbero ancora parlando? Tanto è vero che se leggi i quotidiani online negli ultimi giorni il Giappone è finito in fondo, persino sotto Ruby. Ecco, se i morti di un terremoto sono addirittura meno importanti di una escort penso che sia necessario farsi qualche domanda…

    Noi siamo stati in Giappone quest’estate, 3 settimane. E sto studiando il giapponese da autodidatta per avvicinarmi ancora di più a questo popolo così interessante e particolare.
    Le persone si stupiscono della loro dignità perchè siamo in un momento in cui la dignità, questa parola dalle mille sfumature, ormai è una cosa rara. Basta vedere in Italia… Basta vedere nel mondo.
    La loro compostezza, il loro contegno, la loro industriosità sono beni preziosi. Il loro rimboccarsi le maniche appena avvenuta la tragedia, non è da tutti. Avrebbero potuto restare annichiliti e piangersi addosso e invece no.
    Tu scrivi “Eppure i morti in Giappone sono 5-10mila, mentre lì furono 222.000. Ci sono uomini che muoiono di più e uomini che muoiono di meno. A volte dipende da quante telecamere ci sono in quel Paese, da quante riprese video possono rendere più accattivante un servizio nel TG. Anche la dignità è un fatto d’immagine.”
    No, la dignità non è un fatto d’immagine. Forse in Italia va così, ma la loro dignità è vera e palpabile.
    E siccome i morti hanno tutti lo stesso valore, non conta che qui ne siano morti “solo” (solo???) 5-10mila (purtroppo il bilancio è già salito) e lì 220mila.
    Concludo dicendo che si è dato così tanto spazio al Giappone che già ci si è dimenticati delle donazioni per aiutarli…

    Micaela

  7. per lavoro, soltanto in questo periodo (per fortuna) mi tocca leggere e selezionare curricula.
    E più leggo e più divento triste: come conciliare il mio bisogno/volontà di downshifting leggendo di questi cavalli di razza, formati, grintosi torelli pronti a trasferte, disposti a risolvere, abnegati alle scadenze?
    E’ una questione di punti di vista, lo so. E’ anche una questione di età, me ne rendo conto. Io non credo di essere mai stata una donna in carriera, ma di sicuro per un certo periodo della mia vita per me il lavoro significava responsabilità, abnegazione.
    Come per loro. Anzi loro di più.
    Solo che io mi permetto di essere triste, per loro, per gli anni che buttano via in alberghi, in scadenze, in meeting, in disumanità…
    nient’altro…

  8. @1light
    La mia esperienza personale di DS di coppia è un work in progress….aggiustiamo il tiro man mano.
    Personalmente penso che sia più importante essere coerenti con il proprio progetto di vita e poi, in seconda battuta, cercare di farlo coincidere o correre in binari vicini a quello di un eventuale compagno.
    Ora come ora io sono totalmente inserita nell’ingranaggio lavorando in banca full time mentre il mio compagno lavora stagionalmente nel settore nautico.Appena riusciremo a finire di pagare il mutuo (piccolo di una casa piccola)scendo dalla giostra e mi cerco anche io un lavoro stagionale al mare.Questo al momento comporta non pochi sacrifici tra cui il fatto di non vedersi per 6 mesi all’anno ma io sento il bisogno di avere un piccolo posto tutto mio e interamente pagato per poter serenamente cambiare modus vivendi quindi devo presiedere il posto.Scelta mia e casa mia.Dopodichè, salute permettendo, 6 mesi di duro lavoro (al mare=conditio sine qua non) e 6 mesi di vero, puro DS, in casa o zaino in spalla in giro, questo si vedrà man mano.Semplicisticamente parlando stiamo tentando di portare avanti 2 progetti di vita distinti in maniera che possano coincidere ed essere condivisi senza la penale in caso le cose si mettano male a livello sentimentale.NIente di geniale ma ti giuro tutto molto pensato!!!

  9. Ciao 1light!
    Il mio – anzi il nostro – andrà benissimo, ce la stiamo mettendo tutta x organizzare “the big step” e ce la metteremo tutta anche quando sarà ora di ballare.
    Sarà cucito attorno a noi, xchè lo stiamo plasmando noi, per noi.
    Perciò, sfera di cristallo no, ma audacia si!!
    E poi un pochino bisogna pur rischiare…no? Qui si parla di libertà!!

  10. @Marco:
    >Questa parola non la conoscevo..
    >bossing: mobbing esercitato ai danni di >manager o dirigenti di uffici e imprese >per spingerli a licenziarsi.

    .no: la differenza tra mobbing e bossing é
    che il primo implica una complicitá dei colleghi che emarginano la vittima(aggravandone la condizione) mentre nel secondo caso i comportamenti sono ¨solo¨ da parte del capo o delle figure apicali dell´azienda…
    .ció che accade tra dirigenti é semplice competizione, quando si ficcano il coltello tra le scapole non fanno altro che manifestare la loro pochezza…

  11. Ciao “la chefa”.. ciao a tutti.
    Ho letto il tuo “in questo momento ho grande bisogno di comunicare con cristina… ” e ti dico: CON IMMENSO PIACERE. Leggo dal tuo commento che conosi la mia “gente” e, quindi, l’isola. Naturalmente non sono molti i momenti di estasi in cui riesco a “masticare l’aria di mare”, ma quando provi quella sensazione si crea una certa dipendenza e diventa sempre più difficile reggere i problemi quotidiani. Sicuramente lo scalare marcia e il rafforzamento della semplicità ti aiuta a sopportare quella parte di Sistema con il quale devi ancora convivere (non per convenzione ma per necessità) come dire: riesci a vivere dentro il Sistema e a non far parte di esso, riesci a pensare.. io sono altro .. nè migliore nè peggiore: semplicemente altro!
    Siamo l’odore della legna, il maestrale che ci scompiglia i capelli e con la sabbia ci sferza le gambe.. Siamo altro rispetto a tutto quello che vogliono farci credere essere indispensabile.
    Ciao Cristina

  12. Chi mi racconta di com’è andato un progetto downshifting in due? Chi ce l’ha fatta in coppia, chi è rimasto solo e ce l’ha fatta, chi è rimasto solo e non ce l’ha fatta, chi è rimasto in coppia senza downshifting?
    Quale cappero di segnale ci deve essere nella vita per capire se è più importante un progetto individuale o un percorso senza progetto ma di coppia? Dai avete capito cosa intendo!
    Grazie, ciao

  13. I dont know if this’s ossible, but I’d like host some people from Japan here in Italy. Who know where ask for this?
    Thanks.
    Alex

  14. @ Exodus e Claudio:
    la vostra discussione è davvero molto interessante. La trovo civile nei toni, documentata e competente nei contenuti. Anche se Exodus non è un medico… ma i medici fanno spesso fatica a confrontarsi con i numeri (parola di ingegnere, sparate pure sul pianista!).

    Di certo l’enorme consumo di psicofarmaci è una risposta (corretta? errata? causata da malafede? da ignoranza? da impotenza?) ad un altrettanto enorme e diffuso malessere, che sta crescendo come una marea montante nelle nostre società del cosiddetto “benessere”.

    Anche l’esistenza di questo blog, il tempo che ciascuno di noi dedica a leggerlo e a scriverlo, il contenuto dei nostri stessi post sono un tentativo di formulare la stessa risposta.

    E a me, un pochino, aiutano a curare il malessere.

    Quindi, grazie. A tutti.

  15. …perdonate tutte e tutti, avrei -da taaaaanto tempo- un sacco di cose da dire, soprattutto su come provare a scalare marcia più o meno 3 volte al giorno (curando quello che mettiamo nei nostri piatti e nei nostri stomaci) ma non le dico… per adesso…
    in questo momento ho grande bisogno di comunicare con cristina… mi sono sciolta letteralmente immaginandoti ferma a “masticare l’aria di mare” e a guardare sa gente arrubia (i fenicotteri rosa)…

  16. Capperi ragazzi, che guazzabuglio ne è uscito! Si vede che è proprio un tema CALIENTE.
    Mai paura, sorridiamoci sopra e vediamo tutti noi impararne sempre più.
    GRAZIE A TUTTI

  17. Cos’è, diventato ‘sto blog, la versione moderna di Telefono amico? Io ho preso cinque chili: dieta spiccia? Grazie.

  18. exodus. sono patologie possibili, in gran parte, quelle che ti suggeriscono. Ma è roba da dott. House. La realtà nella sua media e interezza è un’altra: la sessualità è la prima sfera di relazione e salta quando gli uomini o le donne non sono in realzione con se stessi, cioé sono alienati. gente alienata, nel senso originario della parola, come fa ad avere una sessualità normale, sana, che aggiunge piacere? Le infezioni si curano facilmente. Le alienazioni meno… Anche perché per curarle occorre curare l’uomo, non “l’uccello”. Ma è una lunga storia. Passo e chiudo. ciao.

  19. @ LILY

    Sicuramente possiamo andare avanti a dismisura elencando cose a destra e manca..

    Non e’ questo il mio caso ne intenzione.

    Il mondo e’ pieno di donne e uomini o di uomini e donne se preferisci frustrati.

    Dopo c’e’ chi si lava oppure no, chi parla ad alta voce oppure no, maschi e femmine.

    Ciao

  20. # Claudio:

    “La ipotonicità del sistema neurovegetativo, dicesi stanchezza, mancanza di energia.”

    Sono certo che questo sia una causa o concausa, e dai dati risulta che la quantità di ore di sonno disponibile per persona negli anni è drasticamente diminuita. Dagli studi sul sonno (quasi sempre ignorati), risulta che la carenza o cattiva qualità sia la causa n° 1 di incidenti stradali, patologie cardiache, incidenti sul lavoro. A mio avviso l’uomo moederno si stressa di notte, più che di giorno, non riesce a rigenerarsi. Più che lo stress sociale, a mio avviso è da ricercare in uno stress fisico-organico, oppure in un sovraccarico volontario di ore di veglia. In Lombardia i polisonnogrammi hanno attese di sei mesi. Secondo me, per ridurre lo stress in generale, occorrerebbe studiare l’uomo di notte. Credo che anche l’impotenza e la disfunzione dovuti a “stanchezza” andrebbero esaminati in quest’ottica (medica, non sociologica).

    Se ti va di continuare in privato a scambiarci impressioni ti lascio la mia mail: exodus2010@katamail.com. Non sono un medico, ripeto, ma non mi tiro indietro quando posso imparare (o contestare).

    Ciao

  21. # Claudio:

    “Del resto è tutto così, campanili e chiese: se senti un chirurgo ti dice che il male va asportato, se senti un ricercatore ti parla di molecole per curare, se senti noi… ”

    Sono perfettamente d’accordo. E’ così.

    Per quanto riguarda la raccolta di dati e numeri è vero: non sono un medico ma li raccolgo. Li analizzo, li elaboro. Li restituisco. Quindi so cosa dicono i numeri su quel tipo di patologia. Sono “forzati”? Sicuramente. non esistono dati oggettivi, ognuno li interpreta e li reinterpreta. Cmq gli “uomini d’azienda” non sono tali, sono giovani ricercatori che si confidano e ti dicono le cose come stanno (a loro avviso), non sono lì per valutarli. Parlano sinceramente in quanto non sono il loro capo. a volte ciò che dicono, contrata con i dati che loro stesso forniscono. Ma io ho scritto di cose “sincere” non da presentare.

    Per esperienza diretta, e spero non me ne vorrai, mi fido più dei farmaci che degli psicologi. Però quando ho accompagnato persone dagli psicologi alla fine gli hanno dato i farmaci. Mia mamma l’hanno portato dallo psichiatra (parenti rompiballe) il medico (giovane) l’ha ascoltata e poi gli ha prescritto dei farmaci in quanto “Signora, qualcosa devo pur dargliela” le ha sussurrato. E così via…

    Cmq, visto che siamo in tema e hai esperienza diretta di disturbi erettili, ne approfitto per chiederti:

    nei punti che prima ho elencato, hai trovato qualche errore? Ovvero, anche se sei un psi e non un medico, pensi che quelle disfunzioni organiche possano portare a stadi di disfunzione erettile? Perchè i ricercatori di cui ti parlo, e sono in gamba, insistono molto su questo.

    Addirittura mi spiegano che basta una vescica con una certa conformazione che favorisce il ristagno di un po’ di urina per provocare una piccola infezione subcronica. Unico sintomo: qualche bruciore. Ma il bambino ha imparato a bere molta acqua, glielo hanno detto i medici da piccolo. Ma l’infezione è lì. Rimane per anni. Lui quando sente un po’ di bruciore beve e gli passa. Non bada ai sintomi. Un bel giorno la libido scende, ma non ci fa caso. Fino alla disfunzione da adulto. corre dal medico specialista, il quale lo cura e fa sparire l’infezione. Però nelle prostatiti si verifica il fenomeno che anche curate, i sintomi persistono, insomma non se ne va mai. E rimane con questo problema anche se l’infezione è stata curata. Mi dicono che è uin caso frequente e sottovalutato, di origine organica. Non sono un medico, ok, è vero quello che ho detto? Secondo te sono veri i punti che ho citato prima?

    Saluti

  22. Exodus, mi pare di capire che non sei un medico. Dunque “ti riferiscono” dei ricercatori, e chi lo fa è uomo d’azienda…. Se vuoi un consiglio parla di cose che conosci e non affidarti ai “sentito raccontare”. Quel che dici (non so se per esperienza diretta o anche qui per “sentito dire”) degli psicologi è un brutto commento, che prevede la cattiva coscienza o almeno la malafede. Un medico come me, specializzato in psicologia ormai alcuni anni fa, quando giurai su Ippocrate, non sosterrebbe mai che una patologia è vera per darsi un ruolo, ma solo perché c’è qualcuno che soffre e va curato. Del resto è tutto così, campanili e chiese: se senti un chirurgo ti dice che il male va asportato, se senti un ricercatore ti parla di molecole per curare, se senti noi…

    In ogni caso ho una casistica piuttosto lunga di gente che è stata curata per disturbi erettili con psicoterapie (e anche farmaci, ma neurologici…) ed è riuscita a venire a capo di molte cose, dalle paure alle simbologie impedenti fino a comprendere parte o tutto del proprio problema. Sai qual è causa maggiore delle disfunzioni erettili (articolo su Lancet di qualche tempo fa)? La ipotonicità del sistema neurovegetativo, dicesi stanchezza, mancanza di energia. La gente corre a vuoto, anzi rincorre tutto, e alla fine è spompata. Figuriamoci se ha voglia di fare l’amore. Fare l’amore è una conseguenza dell’energia, della vitalità, e gente vitale se ne vede sempre meno in giro almeno nelle grandi città. Le disfunzioni riconducibili a patologie curabili con farmaci sono poche credimi. Stai attento ai “farmaceutici”. Hanno dato ampia prova di non essere molto affidabili… Ciao.

  23. Mi sembra giusto ringraziare CLAUDIO, per il suo contributo da specialista in materia.
    Anch’ io ho avuto la conferma di cio che in parte sapevo.
    In temi delicati ed impegnati, è bene essere preparati, onde evitare di scrivere sciocchezze.
    Serenità e buon umore ci accompagnino!!!

  24. Questa parola non la conoscevo..
    bossing: mobbing esercitato ai danni di manager o dirigenti di uffici e imprese per spingerli a licenziarsi.

  25. Dimenticavo:

    secondo studi recenti, non ancora approvati dalla comunità scientifica, l’impotenza potrebbe addirittura essere il sintomo di altre patologie che potrebbero esplodere anni dopo, tra cui la cardiopatia. Sarebbe quindi un segnale che il corpo manda per far riposare il cuore, il primo avviso di un organo in difficoltà. In quest’ottica il ruolo del “problema” sarebbe addirittura positivo, potrebbe salvare l’intera macchina “uomo”. Il corpo la sa lunga.

  26. Amici, per chi non lo sapesse ancora, i farmaci più venduti nel mondo occidentale, ed anche da noi sono gli PSICOFARMACI.
    SALUTI A TUTTI

  27. # Claudio,

    posso dirti io, che lavoro con un altro tipo di medici “non psicologi”, ricercatori: non diciamo cose che non sono vere. Però non sarebbe utile perchè su questi temi non ci si mette mai d’accordo.

    Cmq mi dicono, ricercatori, che per loro:

    A) il problema principale è che mentre la ragazza va dal ginecologo a 12 anni l’uomo va dall’andrologo quando nasce il problema;

    B) i problemi di prostata e prostatite hanno un incidenza enorme. E anche curando la malattia i sintomi permangono;

    C) non è chiara l’incidenza del varicocele sulla disfunzionalità. Sicuramente causa infertilità, ma potrebbe portare anche alla mancata erezione (qui il discorso di fa complicato e neanch’io riesco a seguirlo);

    D) L’eiaculazione precoce non sembra trarre giovamente statistico dalle tecniche psicologiche;

    E) Gli studi in merito alla relazione tra disfunzionalità del sonno (organica) e problemi sessuali non vengono presi abbastanza sul serio dalla comunità scientifica;

    f) Lo stesso per le relazioni esistenti tra squilibrio mandibolare e impotenza (bruxismo notturno, stress notturno, etc…);

    G) Lo stress che si dice venga indotto da “problemi sociali”, spessissimo viene invece indotto da cause organiche: malattie, conclamate e subcroniche, anemie con conseguente stanchezza e disagio sociale, problemi di sonno, da alcune polisonnografie risulta che il paziente in realtà di notte non dorme ma combatte una battaglia, non perchè sia stressato dalla Società, ma perchè l’aria non circola bene all’interno della gola.

    Etc, etc, etc…perchè il sistema riproduttivo è un sistema che ha milioni di anni di complessità.

    Ribadisco quello che ho scrtitto prima, senza offesa: gli psicologi esagerano volutamente i problemi per difendere la loro professione. I problemi che ieri non erano tali, vengono considerati tali perchè, come la lobby del farmaco, esiste la lobby degli operatori della mente e sono interessi corporativistici.

    Per quanto riguarda l’abuso di droghe e farmaci non posso che essere d’accordo ma pensi che uno psicologo possa risolvere la situazione? Gli psicologi sono quelli che negli ambulatori dicono alle giovani “abortite” così risolvete il problema psicologico. La psicologia, a mio avviso, è utile dal punto di vista culturale, ma è un disastro per quanto riguarda la cura delle malattie. Ripeto, senza offesa, ognuno fa il suo lavoro, io accetto le critiche, spero che anche tu le accetti.

  28. Ciao Patrizia, ciao a tutti. Qui in Sardegna è bello vivere se stai bene dentro.. come in qualunque altro luogo.. la libertà interiore è ciò che ti fa essere cittadino del mondo e ovunque riuscirai a sostentarti ed a fare il tuo nido. Ieri ho avuto un momento di autentica gioia che vi voglio raccontare: mi muovevo in auto per andare in ufficio ma – senza fretta – libera dall’ansia di smaltire una montagna di cose non fatte; sono passata in una strada che attraversa uno stagno, posto trà Cagliari ed una cittadina limitrofa, ove abitano (speriamo per sempre) i fenicoteri rosa. C’era freddo ma l’aria era ferma, sono scesa dalla macchina e mi sono sentita bene a stare… Sempicemente stare! Bene nel masticare l’aria di mare, bene a non sentirmi costretta ad avere, bene a non sentirmi infastidita neanche dai clacson, bene a non aver paura dello squillo del cellulare… insomma bene perchè LIBERA.
    In questa stessa città ci vivo da molto tempo, e lo stagno con i suoi fenicoteri è sempre stato lì.. ma ero io ad essere altrove.
    Per Simone: Se è vero che ci specchiamo negli altri quando si incrocciano le nostre strade.. grazie per aver creato questa autostrada di semplicità, pensa che non ho mai “avuto il tempo” di scrivere in un blog.

  29. @ Luca
    se proprio vuoi parlare di metrò al mattino, perchè non parli di voi ometti refrattari alla doccia e amanti del cellulare da usare a squarciagola?

  30. Exodus non diciamo cose che non sono vere. Sono uno psicologo esperto di sessualità (il sessuologo è un’altra cosa) e lavoro da venticinque anni con chi ha questi problemi. Su questo argomento non bisogna dire cose a caso. Sono temi seri. Le cause dei problemi sessuali sono attribuite ormai ufficialmente a cause psicologiche e relazionali per una parte assai grande, parente dell’80%. E’ il contrario preciso di come dici, chi ha problemi fisici reali è una percentuale molto bassa. Per tutti gli altri il problema è duplice: da un lato stress, cattiva relazione con se stessi e gli altri, decentramento emotivo, proiezione deformata dell’identità, abuso di droghe e psicofarmaci, eccesso di lavoro… oppure nevrosi da prestazioni. Quest’ultima è tipica dell’epoca. Un uomo di cinquant’anni non deve avere erezioni come un ventenne. Ma questo è normale. Se invece inq uesta epoca si vuole avere un’età e dimostrarne un’altra…
    Però occhio a dire cose che non hanno fondamento. E’ quello che dicono le case farmaceutiche per vendere prodotti.

  31. # Valentino,

    lavoro in una farmaceutica, non credere che sia lo stress a creare problemi di impotenza e scarse prestazioni. Le cause sono soprattutto organiche, lo sono sempre state, ma adesso devi rendere conto alla donna. In passato ciò che provava lei non era molto importante, anzi se reclamava era una… peccatrice, malata, isterica, è giù con altri commenti ancora più duri.

    Ho voluto scrivere perchè è come se dicessi ad una persona ammalata: “povero stronzo sei ammalato”. In campo medico la verità è che quando non riescono a trovare una causa (o un rimedio efficace) danno subito la colpa alla psiche, capro espiatorio ideale. Se davvero tutti quei disturbi fossero psicosomatici li avrebbero già guariti. Il problema è che, ripeto, o non sanno da cosa derivino, o, semplicemente, non sono guaribili.

    Notare cmq che molti disturbi si manifestano in un’età in cui, in passato, eri già morto o stravecchio. Quello che in passato era “normale” oggi è “malattia”.

  32. @1light.
    La vostra potrebbe essere l’occasione per realizzare un sogno: impedire quello che tu stessa definisci lo scempio di quel che rimane del territorio, della vostra terra. Impedire di essere trattati da deficienti che accettano supinamente qualsiasi stupida scelta politica, probabilmente giustificata da interessi economici di alcuni, ed impedire di dover sempre, solo subire. Immagino che non sarà facile ma se la cosa crea indignazione nel “popolo” è già il primo passo. In bocca al lupo!

  33. … la notizia che ci invita a pensare di oggi riportata sui quotidiani, è che 1 cinquantenne su 3 causa stress e patologie varie, fa cilecca a letto.
    Ma quanti SFIGATI ci sono in giro!
    Solo a MILANO hanno venduto 1.500.000 confezioni di pillole blu.
    è la conferma di quanti frustrati incontri tutti i giorni; tanto è vero che l’ industria farmaceutica ha investito più sulle pillole blu, rispetto a farmci per la cura dell’ alzhaimer.
    Avremo in giro maschietti con il pisello duro, e non sapranno dove metterlo…
    La mia, per chi non l’ avesse appreso, è una provocazione, basata su dati reali, che fanno capire i mutamenti di questi tempi, ditemi voi se in meglio o peggio.

  34. Ciao a tutti,
    ieri sera sono stata ad un’assemblea comunale a Romano d’Ezzelino in cui veniva presentata la costruzione di una superstrada a pagamento. E’ un comune forte e popolato, alle porte di Bassano del Grappa.
    Non sono avvezza alla politica ma quello che ho visto è stato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle persone. La signora sindaco parlava in italiano con gli altri politicanti e portavoce della società di costruzioni, mentre dava del tu e parlava in dialetto con noi popolo come se tutti fossimo degli ignoranti e alla fine ha anche proposto di andare a berci su.
    Non sto ora a raccontarvi i personaggi del teatrino, i politici assenti, lo scempio che sta per essere commesso fin sotto le prealpi venete e che porterà alla provincia di Vicenza ancora cemento, zone industriali, centri commerciali.
    Mi soffermo solo sul fatto che quando pochissimi di noi hanno reagito alla farsa sono stati zittiti dalla mamma sindaco e come se nulla fosse tutti mestamente se ne sono andati a casa senza osare chiedere spiegazioni.
    Cos’è questa paura del potere?
    Cosa lasceremo dietro di noi? Non abbiamo più dignità.

  35. Secondo me in giro si trova tanta gente che dice “non si puo'” perche’ magari nn credono al cambiamento, o stanno bene cosi’ oppure nn hanno voglia e coraggio di mettersi in gioco.

    Fino a qui per carita’..ognuno fa’ cio’ che vuole !

    Quello che da’ fastidio a me personalmente, ma penso anche in generale, e’ sentire gente lamentarsi in continuazione, inveire contro “il nemico” ma essere alla fine dei conti immobili. Agire e’ essere !
    Le parole sono effimere..

  36. Che bello Lilly, che bello Cristina quando ci raccontate le vostre esperienze, le vostre “soluzioni”…sono spunti formidabili !Tra l’altro son più di 2 anni che stò cercando di trasferirmi in Sardegna ma non riesco a trovare il modo di sostentarmi…per ora !
    Bello comunque pensare alle infinite vie per raggiungere la stessa meta

  37. @ Lorenzo Bramanti
    Bella la tua definizione di sogno, rende bene l’idea e forse tanto per usare un luogo comune (che detesto quindi mi scuso a priori), i sogni stan negli occhi dei bambini.
    E giocando sul parallelo, si ha tutta la vita per crescere e per realizzare i propri sogni.
    Detto ciò, forse, per sognare davvero – e per realizzare anche i nostri sogni – conviene restare bimbi.
    Un mondo adulto che agisce da adulto ma pensa e sente come un bambino l’urgenza della realizzazione del sogno.
    E come dici tu, all’adulto l’arduo compiti di sostenere ed alimentare il sogno.
    un abbraccio

  38. non so bene perchè ma è da qualche giorno che desidero scrivere qui, in questa sede, quello che sta avvenendo nella mia vita, quali cambiamenti sto mettendo in atto.
    Dunque, è bene dire che lavoro da circa 30 anni (maternità a parte) sempre come segretaria.
    Negli ultimi 5 anni ho lavorato per un datore di lavoro infido e massacrante quindi l’anno scorso, con grande timore di tutti i miei familiari, mi sono dimessa.
    Per qualche mese mi sono dedicata alla famiglia, ai miei interessi, poi per forza di cose ho dovuto riprendere a lavorare.
    Ecco, il primo cambiamento è avvenuto proprio qui. Ho accettato un posto di lavoro sempre d’ufficio ma, ho abbassato le mie pretese, quelle rivolte verso me stessa, e mi sono “accontentata” di fare un lavoro con meno responsabilità, con tanto tempo libero. Ho chiesto così una riduzione di orario, che mi è stata accordata e ora lavoro part-time.
    Non contenta ho affittato un rustico nell’entroterra ligure (grazie Simone per la dritta sui siti di affittasi) e ora, appena posso, già dal venerdì, scappo e quasi senza fare autostrada arrivo a quella che io ho chiamato “la casetta”.
    Lo scorso w-e ci sono andata insieme ai miei figli e al mio compagno… che avventura!!!
    La prima notte ho avuto una crisi di pianto perchè la corrente continuava a saltare e faceva un freddo cane, perchè dormivamo in un letto piccolissimo e il mio compagno è un omone e quindi… Insomma se non fosse stato per lui io avrei preso la macchina, caricato i figli e il cane e pure l’omone e me ne sarei tornata al calduccio del mio lettone milanese.
    Ma poi è arrivato il giorno, e con il giorno la luce, e pian piano abbiamo sistemato la casetta, abbiamo girato i mobili, tolto un sacco di cose inutili, ci siamo messi al sole ad asciugarci le ossa, il mio compagno ha sperimentato la sua vena (insospettata!!!)d’archittetto e ha sistemato la nostra cameretta inserendo un piccolo letto…dormiremo separati ma dormiremo! e per le coccole non serve molto spazio… 🙂
    Questo per dire che i cambiamenti possono avvenire, anche senza grandi stravolgimenti nella propria vita. Che possono avvenire per gradi (come sto facendo io) e che di sicuro avverranno con qualche insidia.
    Non è facile cambiare stile di vita, quindi il consiglio che mi sento di dare, perchè vissuto sulla mia pelle, è quello di sperimentare molto e di fare le cose SEMPRE con estrema calma e determinazione, domandandosi sempre se quello che sta avvenendo è esattamente quello che desideravamo.
    Infine, grazie alla lettura del libro di Simone (AT), sto imparando a risparmiare, a cambiare il pensiero primario del lavoro quindi spendo quindi lavoro… e così coinvolgendo un amico ho trovato pure un divano a pochissimo su ebay per la casetta. Il prossimo w-e si dormirà alla grande. O no?!!!
    Vi abbraccio
    Lilly

  39. Approfittando di quello che scriveva qualcuno forse in questo post, e cioè che abbiamo un blog nel quale il titolare a differenza di altri spazi in rete (es. B. Grillo)è presente e interagisce, oltre al fatto nonn secondario che è anche uno scrittore, vorrei chiedergli una dritta sul “mestiere”. Quand’è che uno scrittore è pronto a scrivere? Non dico per il saggino o l’articoletto, ma l’Opera Immortale. E’ una questione troppo soggettiva? A me viene in continuazione da leggere, ho quasi un blocco a scrivere prima di aver imparato il più possibile; non so se è un’impressione condivisa. E poi la fatica che faccio per partorire qualcosa che voglio sia definitivo. E il timore di aumentare l’entropia e la cacografia scrivendo troppo e in maniera poco significativa…

    • Marco che vuoi che ti dica. Autori diversi sono arrivati a scrivere in modo diversi. Talmente diversi da non rendere possibile alcuna norma. C’era chi studiava moltissimo, sapeva tutto, era colto e profondo nei fondamentali (da Calvino a Eco), e poi c’era chi non si era mai mosso dalle langhe o dalla toscana e addirittura scriveva in inlgese traducendo poi in italiano (da Fenoglio a Bianciardi). Io credo che un autore debba scrivere molto, debba lavorare professionalmente, ogni giorno, e poi sottoporre i suoi lavori all’editoria (spingendo quando si fa fatica a entrare) e al pubblico (resistendo quando i riconoscimenti non vengono). Anche in questo caso, non ho mai visto uno scrittore convinto, concentrato, assiduo, monacale nel suo approccio… non riuscire a scrivere qualcosa, a farsi leggere da qualcuno. Il che non vuol dire che si debba avere tutti successo. Ma il successo non è il parametro migliore per uno scrittore. Il mio miglior libro è il romanzo “Stojan Decu” edito da Bompiani, che ha venduto 6000 copie.

  40. Simone,
    toglimi una curiosita’.

    Perche’ gia’ cosi’ tante apparizioni a Milano e niente a Roma o cmq centro-sud Italia ?

    C’e’ piu’ interesse al Nord oppure e’ solo una questione di tempo, oppure al Nord sono piu’ veloci nell’organizzare ?

    Ciao

    • Ciao Luca. Allora: nle sud non mi hanno ancora invitato. Sono stato in campania, puglia, sicilia, sardegna (mai in calabria) per Adesso Basta e Uomini Senza Vento. Su Avanti Tutta mi ignorano. Si vede che non gli piace. A Roma stiamo faticando a trovare una data perché abbiamo detto sì a un importante organizzatore di presentazioni che però poi non “quaglia”. Però verrò. Tieni anche conto che il 65% dei libri in Italia si vende tra Piemonte, Lombardia e Emilia Romagna. Poi vengono Toscana e Veneto. Dunque in parte è normale così…

  41. Beh direi che un sogno non è che una volta realizzato svanisce. Non è che quando si realizza un sogno si dice: “fatto” e si passa al prossimo sogno…il sogno si realizza, si mantiene, si coltiva..e si può anche migliorare, migliorarlo in alcuni aspetti, goderselo, ma soprattutto mantenerlo e rendersi conto che è stato realizzato. La realizzazione di un sogno non è un punto di arrivo ma piuttosto un punto di partenza.. soprattutto il sogno di vivere una vita che ti assomiglia…per definizione può durare una vita intera..ma va mantenuto giorno dopo giorno. Quando sposi la donna che ami che fai? passi ad un’altra perchè quella l’hai sposata ed è fatta? No te la tieni per tutta la vita se ci riesci. Realizzare i sogni non è facile ma una volta realizzati inizia il lavoro duro….

    • Esatto Lorenzo. Un sogno che una volta realizzato ti spinge immediatamente a un altro sogno è una nevrosi. Un sogno tanto sperato, tanto agognato, poi va goduto.

  42. Mmmm… quante definizioni….

    Spero caldamente, e non perché sia infreddolita, che non sia riferita a me, questa affermazione.

  43. Per quello in cerca di esperienze, uno a caso, che ce l’ha coi bar (io ce l’ho coi bari sporchi, non coi bar sport).

    Se aspetti le mie, di esperienze, stai fresco: ho cominciato a usare un anti-concezionale “sperimentale” per avere rapporti protetti su Internet; si chiama “Tengolaboccachiusaanzicucitaetievitocomelapestebubbonicachémiconviene”.

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