L’opposto

Chiunque sia veramente convinto di qualcosa, dopo poco, non può non ridere annuendo sul suo opposto. Altrimenti stava mentendo. E questa non è un’opinione.

Io la penso così. Ma non per relativismo spinto, semmai per convinzione. Si tratta di tante tante storie, non di una. Qui qualcuno potrebbe non capire, mi rendo conto. Però c’è quel bar a Macinaggio, al centro della marina, oppure il secondo bar sul primo carruggio di Calvi, o il baretto al centro del carruggio di Portovenere… Come a Sidi Bou Said, a Scauri (Pantelleria), nella seconda via del lato di sinistra della Valletta, o entrando a sinistra nella baia di Vathi a Sifnos. O a Rodi, lungo le vecchie mura. Insomma, locali, luoghi, dove ti trovi una sera, come al “Distributore” di Mestre, oggi. In tre, parlando di Pamuk e del Mar Nero. Con David, che cambierà il mondo, con Matilde, ascendente scorpione. Con l’ala della donna dal labbro leporino (vegana e dell’inter!) che Dio la stramaledica.

Ci sono cose che avvengono perché tu lo hai consentito. Una parola, una condizione. Quella volta che dovevi dire no, e non l’hai fatto, o sì, e non l’hai concesso. E allora scatta la saggezza del mare, quella del vivere. Chi ha ragione? La barca? La burrasca? La donna dal labbro leporino esiste? Forse sì… Chissà com’è davvero… Molto bene.

Eccoci. Interi come mai prima. Fatti solo dei nostri temporanei pensieri. Questa sera è vita? O era ieri? Parliamone. Vorrei sapere, chi non è d’accordo, cos’ha da dire, che alternativa ha da opporre. Soluzioni? Tutto tace… Che succede, non capite? Sarei io che non mi sto spiegando, suppongo…. Opportunista, egocentrico, paraculo. State tranquilli, il mondo ci giudicherà. Ma stasera, ah, stasera… siamo qui. Qui!

Saluti a Mestre, intelligente e bizzarra, che sa conciliare decrescita ed ebbrezza. Saluti a Mestre, che fa convergere idee e sorrisi. Bologna, attenta. Domani tocca a te.

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