Sapere

Ancient Constructions

Marzamemi: mura gialle, un passato, il sud. Tutti gli ingredienti per il fascino. Siamo di qui, anche di qui. E infatti ci sentiamo a casa.

Il locale si chiama Suruq, si danza, si beve qualcosa di buono. Il Dj al microfono saluta i Nomadi a Vela, ci dà il benvenuto. La notte pare regalare rose, come il giovane maghrebino che gira tra i tavoli. “Sono placide le ore che noi perdiamo se nel perderle, come in un vaso, mettiamo fiori“. Penso a questa bella frase di Saramago. Poi ballo.

Risalire la costa siciliana non è bello: è un onore. Siamo marinai fortunati. Il mare che solchiamo ha il profumo del tonno, della bottarga, del pesce spada. La schiuma della nostra scia non scompare, genera ricordi. Chi mi ha fatto innervosire ieri? Cosa aveva detto? Non me ne ricordo più. La scia l’ha coperto, cancellato. Il mare della memoria genera anche oblio.

Mille miglia già percorse in quasi quattro settimane. Di fronte più di 600 ancora. Il viaggio prosegue, si compie. Ho comprato le acciughe e i pomodori di Pachino. Li produce Campisi, che vorrei vedere cavaliere del lavoro, anche se non lo conosco, solo per quello che fa. Ho acquistato questi prodotti siciliani perché d’inverno voglio risentire questi sapori. Non per ricordare. Per sapere meglio.

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8 thoughts on “Sapere

  1. Ciao Simone, mio suocero alla notizia che vogliamo vendere il nostro bel tricamere in centro (con annesso mutuo e spese condominiali piuttosto esose) per mettere a posto una casa vecchia ha esordito così: “La regressione la vedo molto male”. Noi la chiamiamo “decrescita”. Con la vendita dell’appartamento chiudiamo il mutuo, ci paghiamo le spese di ristrutturazione (il rudere era di mia nonna e ci togliamo le spese condominiali annuali), ci rimane un bel po’ da parte e in più abbiamo un bel pezzo di orto.

  2. In questo momento siete di nuovo in partenza…ho cantato e ballato con tutti voi, ieri, l’altro ieri, oggi…
    Non vorrei lasciarvi, non vorrei stare in banchina e guardare le tre barche salpare…
    vorrei restare in mezzo a voi, per l’energia, la carica che mi avete dato in una settimana di navigazione. Avete conosciuto me, le mie debolezze, la mia paura di non farcela a combattere quel fastidiosissimo mal di mare. Ma tu Simone, me lo dicevi…domani starai bene, stanotte dormirai e tutto passerà…e così è stato.

    • grande giada… che bello… navigare insieme ci unisce più di ogni altra cosa…

  3. Molto bello questo tuo post, Simone. Lo sento particolarmente mio forse perchè sono nato e cresciuto in quelle zone, nell’estremo lembo sudorientale della Sicilia, in quel mare blu e in quella luce accecante che porto sempre dentro di me, anche se ormai da diciotto anni vivo al nord.
    Mi è piaciuta particolarmente la frase finale sui prodotti alimentari che hai acquistato per gustarli in inverno: “Non per ricordare. Per sapere meglio.”

    Salvo

  4. Stasera c’è una barca a vela in rada sotto casa mia, è piena di luci, sembra un albero di Natale e mette allegria. Potreste essere voi Nomadi, se non ci fossero così tanti chilometri fra di noi. Ma non voglio pensare alla distanza. Penso alla vicinanza. E sento le vostre voci.

  5. Ti seguo in questo viaggio, grazie per i tuoi racconti, credo faccia sentire un po tutti lì con te, parte della tua esperienza di vita.

  6. se penso che oggi ho lavorato le solite 10 ore di fila, viene voglia anche a me di darmi al downshifthing. e forse presto lo farò davvero. credo di essere quasi pronto per il grande salto

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