Documenti (chi viaggia vede)

Ecco il documento video della visita a bordo di nave Aquarius dell’equipaggio di Mediterranea durante lo svolgimento del nostro programma culturale a Marsiglia.

Un’occasione per capire, più unica che rara direi. Visite a bordo non ne organizzano, e sono sempre in zona SAR (Search and Recue). Quindi, doveroso farne almeno una sintesi e mostrarvi quel che abbiamo visto.

Molte informazioni sfuggono al video, naturalmente. Ecco perché qui sotto metto anche gli appunti grezzi presi sul telefono quel giorno, da leggere.

Buona visione.

***

“La mortalità nel Mediterraneo è tornata la più alta dai tempi di Mare Nostrum. Una persona ogni 7-10 (a seconda delle fonti).

A bordo marittimi, personale di SOS Mediterranee, personale di Medici senza Frontiere. Totale 35 persone.

Salvare, proteggere i naufraghi e testimoniare. Questi sono i nostri obiettivi.

Abbiamo avuto fino a 1072 persone soccorse a bordo sulla nave nello stesso momento.

Quando sentiamo che hanno odore di carburante adosso li facciamo lavare bene per evitare ustioni, poiché acqua di mare e gasolio provocano ustioni chimiche.

Portiamo a bordo i naufraghi esortandoli a salire da soli per la scaletta se possono, altrimenti abbiamo tre sistemi di paranchi a seconda delle condizioni delle persone.

Molti di loro sanno che il Mediterraneo è un fiume. “Ci hanno detto che in tre o quattro ore siamo in salvo”.

Noi non costiamo un euro all’Italia quando operiamo in zona SAR. Una nave della Guardia Costiera o della Marina costa tantissimo. Dovremmo essere cercati, non respinti.

Per quel che ne sappiamo noi, da Sea Watch a Open Arms, operiamo insieme, è tutta gente come noi, l’obiettivo è comune, uno solo, salvare vite, e ci coordiniamo per farlo.

Quando il soccorso riguarda un gommone normale senza particolari complessità, dura un paio d’ore. Altrimenti anche 36 ore.

In quel container rosso mettiamo le vittime. In sacchi mortuari. Un momento terribile per noi.

I gommoni su cui prendono il mare i migranti sono di un materiale fatto di niente, non ci mettereste sopra neanche un animale in un metro d’acqua. Sono omologati per 30 persone, li vendono su AliBabà come ‘gommoni da lago’ o direttamente come ‘gommoni per migranti’. Ormai sono un prodotto. Li fabbricano i cinesi. Dentro hanno solo pannelli di compensato o truciolato imbullonati con prigionieri a vista che fanno ferite dovunque. Dopo qualche ora, carichi fino a 110 persone, i gommoni implodono si stringono all’interno. La gente affoga all’interno del gommone. Si soffocano a vicenda. Troviamo segni di morsi sulla pelle…

Qui c’e’ l’ostetrica. Visita donne che nella maggioranza hanno subito violenza sessuale. Ma qui sono nati anche sette bambini, figli di Aquarius. I bambini nati in acque territoriali di un Paese che prevede lo ius soli sono di nazionalità di quel Paese. Altrimenti, se in acque internazionali, prendono la nazionalità della bandiera d’armamento. In questo caso Gibilterra.

Questo è il reparto. Qui possono stare i malati gravi o quelli con malattie infettive.

Questa nave e il suo equipaggio hanno salvato e assistito quasi 30.000 persone in difficoltà da febbraio 2016. Aquarius è l’unica nave che ha navigato ininterrottamente, salvo i momenti di bunkeraggio.

SOS Mediterranée vive con finanziamenti per il 90% provenienti da privati, la maggior parte dei quali persone singole. Il resto viene dal Comune di Parigi, da fondazioni bancarie e altri soggetti privati. Non abbiamo alcun finanziamento pubblico statale o sovranazionale.

La nave è di una società armatrice tedesca e noi l’affittiamo. Farla navigare ci costa 11mila euro al giorno. Meno della norma, ma certamente molto denaro. Abbiamo costantemente bisogno di aiuto”.

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10 thoughts on “Documenti (chi viaggia vede)

  1. Ti lascio alle tue esperienze ed alle tue convinzioni a te non ho contestato proprio nulla, ho semplicemente espresso le mie opinioni ed i miei dubbi in assoluta buonafede, lungi da me offendere, diffamare od altro, sia chiaro.
    Le future evoluzioni ci porteranno ulteriori testimonianze, spero positive, per l’ umanità intera.
    Grazie per l’ attenzione.

    • Mah… questo aprire bocca sui “si dice…” sui “mmm… non mi fido…” e poi quando uno te lo fa notare non seppellirlo di prove che rendono legittimi i propri dubbi, e anzi, perseverare nel dar conto che fossero, appunto, solo mugugni senza alcuna sostanza… lo trovo davvero poco utile, anzi, assai dannoso. Ad ogni modo… Saluti.

  2. Carissimo, non contesto il tuo operato, ribadisco che esistono seri dubbi in merito alle ONG nessuna esclusa; Soros che è un pescecane nella finanza e nella vita è uno dei finanziatori di spicco, a che pro, secondo te?
    Salvare esseri umani in mare è un dovere morale e di legge, favorire indirettamente traffici illeciti di schiavi, disgraziati o malavitosi diventa discutibile.
    Le perplessità, come ben sai, non sono mie personali ma fatte da inchieste giornalistiche, della magistratura e di opinionisti che ci lavorano ormai da tempo.
    Rispetto le tue esperienze ma lasciami la libertà di opinioni complessivamente diverse, grazie.

    • A me risulta che l’unica volta che la magistratura si e’ occuata di ONG ha scagionato integralmente l’operato delle stesse. Nessuna condanna per favoreggiamento, che era la tesi dell’accusa. Quanto alle inchieste giornalistiche lasciamo perdere va… Mi pare che quel che tu dici sia grave perche è fuffa nel solco dell’opinione qualunquista che getta sospetti su gente e organizzazioni che svolgono un lavoro importante. Non bisognerebbe dire parole a giro così, soros non è in SOS Mediterranee, per fare un esempio pratico. E sostenere che le ONG favoriscano l’illegalità è un’accusa di favoreggiamento, reato penale, che dovresti dimostrare o non dire. Sono cose che infangano, spargono dubbi illegittimi.
      Le opinioni te le lascio ma ti faccio notare che sono calunnie generiche su cui non c’è alcunché, né tu hai visto o sai cose di tua mano. Così le tue opinioni servono a niente, solo a contribuire al cincischio e alla confusione. Se a te sembra una cosa buona, prego… A me sembrano parole gravi nel metodo e nel merito. Solo omologate al momento che stiamo vivendo. Le dicessi di me ti querelerei.
      Mi fermo qui. Ciao.

  3. Uno su tutti gli interessi criminali o di affaristi senza scrupoli, non è questione di non credere più a nulla ma di diffidare di finti buonisti che spesso si nascondono dietro traffici sporchi.
    Poco chiara è anche la posizione di Soros, il famigerato affarista faccendiere tristemente noto in tutto il mondo per essere uno speculatore che sembrerebbe avere pure interessi in alcune ONG, in forma apparentemente inspiegabile.
    In questi complicati meccanismi a farne le spese sono naturalmente i più deboli.
    Pieno rispetto naturalmente per chi ha opinioni differenti.
    Ciao

    • Si ma io sono andato di persona da SOS Mediterranee. Ho letto i bilanci, visitato la nave, parlato e registrato immagini e audio. Di questo ho dato contezza. Tu a questo non credi? Cosa c’entrano le organizzazioni criminali con SOS Mediterranee? Perché crei questo fumus? Partecipi al delirio di illazioni collettivo così. Io ho pubblicato una cosa specifica relativamente ad Aquarius? Hai obiezioni su questo? Hai informazioni diverse da quelle che ho riferito?

  4. Mah, ho la sensazione che dietro queste operazioni umanitarie vi siano interessi non troppo cristallini da parte di organizzazioni con scopi ben precisi.
    La tratta degli uomini è vecchia come il mondo, purtroppo, ed è una delle miserie più grandi in assoluto di non facile soluzione.
    Ho vissuto personalmente la storia di Kabobo nel mio quartiere a Milano e vi assicuro che di peggio non ho mai visto…

  5. Grazie per questo contributo, Simone. Sarebbe da mostrare a molti, sarebbe… perché – almeno stando alla mia esperienza qua nel profondo nordest – alla fine un contributo simile arriva ed è accolto solo a chi è già mediamente su questa lunghezza d’onda.
    Tu dirai: “ma io qui non interpreto, porto fatti e cifre”. Ed è questa la cosa terribile: nemmeno cifre e fatti sono una base condivisa per un ragionamento cocreto e privo di risentimento becero. Ripeto: per un ragionamento concreto, partendo anche da posizioni e interpretazioni distanti, ma che per tutti ha come unico e ultimo scopo trovare una soluzione concreta e moralmente accettabile. Se mi si dicesse “non me ne frega nulla degli altri, mi interessa solamente preservare il mio benessere, che ho già il terrore mi venga portato via” (perché di questo si tratta), sarei più tranquilla, almeno le posizione sarebbero chiare, la smetteremmo di manipolare e barare. Invece si gioca a rimpiattino e non se ne esce. Restiamo in un mutismo assordante, tutti.
    Se provo ad andare al bar del paese (cosa che tento ogni tanto di fare) e parlare proprio con chi queste realtà le smentisce mi sento dare della rossa (visto che chi non è con loro, è giocoforza comunista…nel 2018… bho… ma le parole che usiamo hanno ancora un senso di cui siamo consapevoli? temo di no, e già qui comincia il problema…). Se do la cifra dei morti negli ultimi 12 mesi, una cifra che ci condanna TUTTI senza appello, mi dicono che “è colpa dei migranti, ché potevano stare a casa loro” (Dio abbia pietà di noi….), oppure “è colpa proprio di queste ONG che fanno pubblicità e affari per portarli qui” oppure “è colpa dei governi precedenti e della UE, che hanno dato il messaggio sbagliato ossia che qui c’è bubbana aggratis per tutti”. Se faccio presente che questa gente scappa da guerre e carestie, mi dicono che non è vero (senza ovviamente poter citare una unica fonte oggettiva, ma se la Lega o il twitter di Napalm5*_1 lo dice, allora ci si crede), e che se c’è guerra o carestia “sempre colpa loro, degli africani, che non si sanno gestire”. Se faccio notare che il loro è un po’ un ragionamento razzista, mi dicono che loro i “neri” se lavorano e stanno alle regole non hanno nulla da dire (leggesi: se sono come gli omini delle lego che lavorano in nero o per poco e non rompono le palle son benvenuti), anzi, ce li hanno nelle loro aziende e nei loro campi ergo non sono razzisti, ma ne hanno a sufficienza quindi gli altri restino a casa loro (inciso: facessero qualche inchiesta sul caporalato al nord….). Se faccio notare che TUTTI saremmo felici se il problema non ci fosse, se queste persone potessero vivere a casa loro degnamente e muovesi regolarmente, ma che oggettivamente NON è così e quindi bisogna cercare una soluzione, attacca il pistolotto del confronto: “Noi anche, negli anni ’50,siamo emigrati, ma in regola!, e non avevamo nulla, questi invece hanno il cellulare, son vestiti da signorini e si fanno mantenere, mentre in Africa vivono con niente, ERGO possono restare in Africa ché qui non li possiamo avere e hanno già distrutto l’Italia!” (a questo punto di solito si ritorna alla base, come nel giro dell’oca, io capitolo e chiedo al buon Dio di fulminarci tutti!). Se uno con mezzo neurone funzionante e un centimetro di cuore ancora umano ammette che effettivamente scappano perché l’Africa è spolpata dagli interessi occidentali, mi risponde “ah, ma è colpa del capitalismo europeo, quello che ha fatto chiudere le stalle anche a noi in Padana, quindi ognuno deve lottare a casa sua, altrimenti facciamo il gioco delle multinazionali che voglio »sostituire il popolo italiano con i migranti« ERGO proprio per evitare che muoiano in mare, noi, che siamo molto più umani di voi rossi, proponiamo di rispedirli in Africa o concentrarli in Libia, ché è un paese sicuro alla faccia di tanta propaganda cattocomunista. Poi quando la Libia sarà piena e sarà chiaro che qui in Europa non c’è bubbana aggratis, da soli torneranno e resteranno a casa loro e lì rimetteranno in piedi l’Africa, se davvero lo vogliono”.
    Di solito a questo punto della “chiacchierata” mi son persa nella mia stessa frustrazione e tristezza. Resto in silenzio e, sapendo che la gente che ho davanti è gente “normale” non killer professionisti, onde evitare la vera, ma trita e ritrita formula della “banalità del male” della Arendt, mi chiedo, seriamente: quale intima soddisdazione ricava una persona che ha TUTTO e de facto non corre pericolo che gli portino via nulla, nel dar sfogo a cattiverie simili? che soddisfazione psicologica fornisce questa nuova religione del celodurismo ad oltranza? Questo autocompiacimento nella rozzezza, nella ignoranza, nel menefreghismo assoluto verso le altre letture del mondo unito alla forza di dire però “è così come dico io e si fa come voglio io”, li fa stare meglio? Me lo chiedo davvero…
    Me lo chiedo perché posso mostrare questo contributo a gente come i miei compaesani o chiamo uno pischiatra (per me ovviamente, lo psichiatra)? Lascio stare e aspetto l’implosione (e il crollo del ponte di Genova simbolizza quanto sta succedendo in questo paese) sentendomi però una codarda e quindi connivente? Mi ritiro più di quanto non sia ritirata, per poi essere additata perché “son strana”? Discuto e poi ci sto male per le cattiverie che mi tocca sentire e ricevere? Cosa si fa?
    “Pace in terra agli uomini di buona volontà” – dicono. Ma è questo il dramma e la sfida, almeno per me: parlare non solo e non tanto con chi è già d’accordo con me, ma proprio con chi non ha “buona volontà” di ascoltare, capirli e trovare un modo per comunicare con l’altro pezzo di Paese, senza assumere quell’odioso atteggiamento moralista su cui è (temo definitivamente) naufragata la sinistra e su cui beatamente navigano i pseudo-intellettuali che danno buoni consigli un tanto al chilo ai festival o sui blog o sui social.
    Allora io penso ha ragione Revelli (Marco): o si riesce a costruire una nuova narrazione collettiva, o si capisce e poi si integra anche questo pezzo di paese che di fronte ad un contributo come questo fa spallucce e anzi gode nel augurare ogni male a questi volontari, oppure abbiamo perso, tutti. Questi contributi devono arrivare anche e soprattutto a chi non è d’accordo e non vuole vedere questa realtà; e il come farli arrivare proprio a loro è la vera, immensa, gigantesca sfida.
    Mi scuso per la lungaggine, ma lo sconforto è tanto e qui temo non resti altro che ricercare assieme un’alternativa

    • Dichiarati fallita dopo cento fallimenti. prendine un po’ e falli sedere lì e faglielo vedere. Anche facessi venire il dubbio a uno, avremmo fatto, noi, io e te, un buon lavoro. Si chiama educazione, formazione, informazione, etc. Forza e coraggio. Io alcune attività le faccio facendo la stessa fatica. Mica mi pagano. Lavoro gratis. Ma perché credo che serva. Grazie del tuo contributo. ciao.

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