So dov’è l’acqua nella foresta della libertà

Ipocrito violento potere, che non aspetta altro che l’occasione per muovere i birilli della polizia, piccolo coi grandi, forte con i deboli. Ed eccolo qui il popolo, che ogni giorno poteva scegliere e non l’ha fatto, e poi un giorno manifesta, facendo il gioco preferito dal potere, accontentandosi sempre di perdere e prendere le manganellate.

Ecco perché vi combatto, tutti e due, popolo e potere, ma sul mio terreno, non sul vostro. La mia guerriglia è esistenziale, psicologica, dei comportamenti, delle scelte, economica, filosofica. Nella foresta delle decisioni responsabili, dove si paga ogni giorno il prezzo della libertà, voi ci arrivate impreparati, siete disorientati, impotenti, ma io mi muovo come uno spettro, gatto invisibile, scoiattolo imprendibile, dissemino di trappole il vostro percorso, sono dietro di voi quando sgranate gli occhi spauriti, sono la corteccia dell’albero dietro il quale pensate di nascondervi quando calano le tenebre. Io conosco i sentieri duri di quella foresta incantata che voi chiamate caos, anarchia, e io libertà, dignità… casa.

Vivo su queste montagne impervie, le pago ogni giorno. Dunque quando mi cercate, quando provate a braccarmi coi vostri lacrimogeni, i vostri slogan, le vostre camionette, le vostre manifestazioni di piazza, le vostre mimetiche e i vostri gilet gialli (tutto arredamento dello stesso grande palazzo del potere dove coabitate), io sono allenato, corro in salita con uno zaino leggero, ho il respiro pesante di sempre quando voi ansimate, l’arsura di sempre quando avete sete, il freddo di sempre quando congelate. Io so dov’è l’acqua, nella foresta della libertà, so dove ho nascosto il cibo, ho nascondigli dove ripararmi quando piove, so come si accende il fuoco della solitudine per scaldarsi.

Voi siete forti solo su una piazza dove manifestano schiavi che domani si domeranno da soli sulla tangenziale, nei supermercati. Ma siete deboli qui, dove vi ho costretti a misurarvi, non siete allenati ad avere un antagonista libero. Potete tutto contro tutti, ma niente contro uno.

Quando dovrete ritirarvi, esausti, senza avermi trovato, senza avermi potuto combattere con le vostre armi o ammanettare con i vostri bisogni, quando non sarete riusciti per l’ennesima volta a vendermi le perline o gli specchietti come fece Cook con gli indigeni delle isole remote, io vi starò guardando da un’altura, nel mimetismo invisibile del pensiero diverso, e tornerò padrone dei sentieri impervi, continuerò volontariamente ad ansimare un giorno di più mentre voi vi riposerete, allenandomi già oggi, nel giorno in cui dovrei festeggiare la resistenza, per il prossimo scontro.

La prossima volta risparmiate soldi, tempo, fatica. Non provateci neanche a venirmi a prendere. E soprattutto, ricordatevelo: a me, in ginocchio… non mi ci metterete mai. Perché mi ci sono messo già da solo. Io in ginocchio ci vivo, spontaneamente, volontariamente, genuflesso all’unico potere che riconosco. La mia unica, libera, responsabile Umanità.

 

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14 thoughts on “So dov’è l’acqua nella foresta della libertà

  1. E’ un bellissimo post.
    Il cambiamento parte da noi stessi, da dentro di noi.
    E’ un cambiamento generale che ci porterà ad una semplice e ricca decrescita.
    Un altro modo di vivere è possibile.

    Buon vento.

    Gio’

  2. questo è uno dei post piu belli che hai scritto simone!! concordo pienamente con te queste manifestazioni sono totalmente inutili, almeno per noi: servono solo al sistema. vivere in modo diverso serve piu di un milione di gilet gialli, di girotondi o di chissà cos’altro

  3. Trovo che il messaggio che sta uscendo da questo post sia di una potenza e lucidità che raramente trovo nella società…anche negli interventi dei tuoi interlocutori, Simone. Ne viene fuori uno spaccato della società che da un lato è triste, devastante, angosciante…dall’altro lato ci mette sotto gli occhi che IL RE E’ NUDO, se soltanto noi avessimo il CORAGGIO di farlo fuori. Ecco, il coraggio di andare oltre le nostre paure, è l’unica cosa che mi sento di aggiungere, per il resto credo che chi ti segue abbia già dentro di se abbastanza cose su cui riflettere (per poi agire, accidenti!!!).
    Un abbraccio. Sandro

    • Credo di sì Sandro. Anche se dopo anni di messaggi tesi a definire, ognuno, una particella dell’unico grande tema della libertà-sotto-la-nostra-responsabilità, mi accorgo che è un messaggio difficile da comprendere, che spesso viene rifiutato già nella fase della sua assunzione, nonostante io mi sforzi di produrre metafore sempre più evidenti, creando una “narrativa” che faciliti. Evidentemente questo è uno scoglio durissimo, quello della comprensione. Poi, figuriamoci, c’è quello dell’azione…
      Ciao! Grazie.

  4. Come il tuo Gregorio, non possiamo illuderci di poter cambiare le regole del gioco, dobbiamo proprio cambiare gioco. Una rivolta micidiale fatta ogni giorno ai banchi del supermercato, cruenta come non mai, facendo a pezzi questa malsana società dei consumi, sferrando devastanti colpi a suon di acquisti sensati, riuso, sobrietà. Senza tornare al baratto ma solamente usando un po’ di buonsenso. Insalata in busta? Pubblicità tanto ridicole da essere imbarazzanti? Black Friday? Buttar via cose nuove per comprarne di nuovissime? Politiche economiche volte ad accrescere il PIL del mondo?!?! Per non parlare poi dei mestieri assurdi che compaiono ovunque, biglietti da visita con descrizioni incomprensibili, quasi scritte apposta per nascondere l’inutilità (o l’opacità) di certe figure. L’uomo libero ride guardando le “offerte” che quotidianamente tentano di raggiungerlo. L’uomo libero per prendere decisioni non si affida ai consigli di un consulente ma solo alla logica e al buonsenso, pensa in proprio (magari anche sbagliando ma facendo tesoro degli errori). L’uomo libero vota ogni giorno nel più efficace dei modi, con le sue piccole azioni quotidiane.
    Ps. Ma me lo spiegate che cavolo di senso ha il concetto di PIL del mondo?

  5. This is water. This is water.

    Chissà. Chissà se questi giovani studenti sanno chi è David Foster Wallace? Se hanno avuto la fortuna di avere un prof illuminato che, rischiando grosso, è andato oltre al suo programma ministeriale… Non lo sappiamo con certezza. Ma credo che sarebbe utile. Molto utile. A loro e ai loro genitori. La realtà è sempre più difficile da decodificare. Una realtà che, in buona sostanza, ti vuole incazzato e frustrato tutto il tempo. Non sono solo la lunga fila al supermercato, le orrende luci al neon e le odiose musichette di sottofondo… È tutto il contesto che (non) funziona così. E sta peggiorando questol contesto.
    Possedere la consapevolezza di dover vivere di piccoli gesti ‘unsexy’ (come dice letteralmente Wallace) reiterati nel tempo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, lavorando con massimo sforzo e quotidiana disciplina, non è facile. Non lo è. Però potrebbe essere l’unico modo per provare a salvarsi. Salvarsi dal dio denaro, dal dio bellezza a tutti i costi, potere a tutti i costi… perché il rischio è sempre un ‘escalation’… Non ne avrai mai, mai abbastanza. Ne vorrai sempre di più.
    Ciò non toglie che se le ingiustizie sociali superano il limite consentito anche da chi riesce a vivere ‘sapendo dove e come è l’acqua’, sarebbe doveroso intervenire.
    È vero che i cittadini stessi hanno una gran parte di corresponsabilità in questa situazione. Ciò detto non si può tollerare l’arroganza di chi predica il bene del popolo e poi lo piglia per i fondelli. Già successo. È vero. Ma ora siamo al paradosso… Cioè Di Maio supera se stesso e il tutor da affiancare al disoccupato ora si chiama: Mississipi Navigator! Perché stanno collaborando con l’università del Mississippi… è chiaro, no! Per non parlare di Salvini, papà, Belzebù, e bucatini al ragù Star… Cioè voglio dire che il limite è stato di gran lunga superato. Limite di decenza. Poi oh. C’è uno stato, ci sarebbe una costituzione, c’è gente che qualcuno elegge e va al governo a ‘legiferare’ comunque….e il decreto Pillon poi impatterà con la vita di milioni di persone e in negativo! Se ti separi e hai figli. Certo. Se no, magri puoi anche fregartene… Ma ciò non toglie che vivi pure tu immerso in questo ‘clima’ e puoi sottrarti e finché vuoi ma non credo che potrai rimanere indifferente… Non potrai e infatti non ci riesci. Vedi stop nave Aquarius… E tante altre quotidiane ‘amenita”… come questo video. Sono ragazzi. Sono giovani. Avranno pregi e difetti, come tutti noi. Gli consegnamo un mondo e gli diciamo: tiè, solo 12 anni e poi la catastrofe. Mo’ vedi tu! Noi sappiamo che vi vogliono molti anni per cercare di raggiungere ‘questa consapevolezza’, sappiamo che abbiamo anche avuto il tempo per sbagliare e riprovare. Loro, questi ragazzi, non pare possano di fatto avere le stesse nostre possibilità, le stesse nostre ‘chances’. Ed è questo che mi fa più male. Vederli anche messi in ginocchio da coloro i quali sono i massimi responsabili di ciò che sta accadendo, con il loro sfrontato e arrogante potere finanziario, con la loro Europa che di fatto non esiste, con la creazione di bolle finanziarie, di sub prime, di speculazioni, di creazioni di ‘crisi’ ad hoc, solo per arricchirsi sempre più schiavizzando milioni di persone e rendendole assolutamente prive di qualsiasi tipo di dignità, quella che ti permette di rimanere in piedi e di non crollare per la fatica e lo stomaco vuoto, quella che ti consente di ribellarti mentre cerchi l’acqua, l’ oro blu, quello che hanno privatizzato fottendose delle firme e dei referendum…

  6. Continua a combattere, moderno Don Chisciotte, sono certo che tu vincerai la tua battaglia. La guerra ti vedrà vincitore solo quando molti , anzi moltissimi si uniranno a te.

    • in questi quasi undici anni è già accaduto. tante persone non si sono unite a me, ma si sono riunite con se stesse. forza e coraggio. ciao caro.

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