Potevo andare prima

a me questa copertina piace molto, a voi? Bravi i grafici e gli editor di Chiarelettere.

Dopodomani, cioè il 29 giugno 2017, riesce una nuova edizione di “Adesso Basta” (Chiarelettere). A gennaio sono 10 anni dalla mia scelta e a ottobre saranno nove anni dall’uscita del saggio, long-seller con pochi precedenti nella saggistica italiana: 19 edizioni tra hard cover, tascabili, club del libro e ristampe. Quando ho cambiato la mia vita avevo pubblicato un libro di racconti, un romanzo, e pensavo a tutt’altro che a scrivere di ciò che stavo facendo. Ero già troppo impaurito per la mia vita, troppo intento a staccarmi dal mio mondo precedente, per pensare anche solo lontanamente a studiare e scrivere. Ma poi lo feci (da allora ne ho scritti 11 di libri… A fare le cose professionalmente, tutto il tempo, si produce seriamente qualcosa che poi valga la pena di essere considerato. Il dilettantismo è bello, ma è anche una grave piaga dell’epoca). E lo feci senza poter immaginare che questo libro sarebbe diventato il primo di un intero filone editoriale moderno e soprattutto un testo di ispirazione per centinaia di migliaia di persone. Ancor meno si poteva supporre che dopo nove anni fosse ancora vivo e ristampasse ancora (a questo punto chissà per quanto ancora….).

Cattiva notizia, da un lato: è ancora attuale. Come dire: il malato non è guarito, somministrare ancora il farmaco. Buona notizia da un altro: si continua a leggere una voce contraria alla vulgata imperante crescita-lavoro-soldi-felicità (#ilrestovienedopo). Chissà. Io so solo una cosa: potevo vincere le paure prima di quando l’ho fatto. Potevo “andare” prima. Potevo salvare più tempo prezioso, dunque fare prima ciò che amo fare e che è diventato integralmente la mia vita: scrivere, e poi navigare. Non c’era molto di cui preoccuparsi. Tutto ciò che temevo erano paure, cosa diversa dai rischi.

Ad ogni modo, piuttosto che mai, è meglio piuttosto, come dice un adagio popolare. E questi anni almeno li ho vissuti come ritenevo di volerlo e doverlo fare. E la storia di quella scelta, così come il libro seguente (“Avanti Tutta” Chiarelettere, cioè il manifesto su come stava andando e sui principi politici ed economici di base di una rivoluzione individuale), sono stati un utile impegno per fare il punto, confrontarmi con idee e azioni, mettere le basi per una nuova (assai antica, a dire il vero) teoria e prassi esistenziale, filosofica, e forse politica. Una cosa importante. Almeno per me.

Buona lettura.

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30 thoughts on “Potevo andare prima

  1. Ciao Simone, congratulazioni! Proprio questa domenica ero seduta ad un borgo marinaro, con una cara amica, intente a gustare il caffè, guardare il mare, le barche, gli uomini del luogo affaccendati ad occuparsene, a caricare cozze appena pescate o turisti cotti dal sole…parlavamo lentamente di letteratura, di scrittura e di vita piena vissuta e gustata, ti abbiamo nominato, da anni ti seguiamo, da quel giorno – davvero sono passati così tanti anni? – in cui ti ho scoperto in libreria, in un mio momento di profondo sconforto…”ADESSO BASTA!” è apparso chiamandomi ed esprimendo quello che sentivo dentro, per motivi diversi, in modo diverso, ma profondamente legato al senso pieno e al trascorrere del tempo. Ho espresso il desiderio di sapere come per te sono stati questi dieci anni, e come mi piacerebbe leggerti in una versione di “adesso basta, dieci anni dopo”. A me invece è proprio questo quello dei tre che piace di più, ed è bello che ognuno trovi il suo…Quello che preferisco è leggere dei tuoi momenti e vissuti più interiori ed esistenziali. Come è diventata la tua casa oggi? Come la abiti e vivi e ami? Cosa hai costruito ancora? e l’orto? Come organizzi le tue giornate di scrittura? Come stai quando sei li, sospeso nella vita vera e fuori dal mondo che gira a vuoto? Amo leggere i momenti in cui comunichi il tuo gustare appieno il mare, il sole il vento, gli scambi tra persone, in cui abiti pienamente te stesso e il tempo…E’ questo il mio più grosso tormento vedere come ci sia uno scollamento tra tempo e vita ed autenticità, la mia frustrazione ed impazienza quando mi viene “rubato” per tutto quello che mi sembra vuoto e futile, la mia ricerca costante e incessante, abitare il tempo e la mia esistenza totalmente, e sempre di più…ancora di più, conquistando maggiori spazi di allineamento tra quella che sono davvero e come il quotidiano si snoda… Concordo sul fatto che il lavoro di cambiamento più duro, più importante, che può richiedere più tempo, è quello interiore, spostare la prospettiva di un millimetro a volte per aprire l’orizzonte e respirare davvero pienamente… Un brindisi a te Simone e alla scelta di onorare il tempo vero dell’anima!

    • Vivo al meglio che riesco una quarta vita, e prima ne ho vissuta una terza, da dopo il grande cambio. Mille cose sono accadute, sarebbbe lungo da raccontare. Può darsi che io lo faccia prima o dopo. Certo, sono stati i migliori anni della mia vita. E questo,, anche se genericamente, molte cose le racconta. Grazie dell’assiduità nel seguire i miei lavori e del riconoscimento che mi attribuisci. Buon vento a te. Ciao!

      • Tanto si intravede nei tuoi post negli anni, ancora tanto nei tuoi romanzi…Il tema della paura è, e rimane, come ben dici anche tu, a mio avviso il vero ostacolo al cambiamento di qualsiasi tipo, e credo che ad esser sinceri ci sia sempre in qualche misura…per me è ancora quello il più grosso ostacolo a certe scelte ancora da fare…
        la paura di sbagliare sopra tutte…e mi fa tanta rabbia con me stessa
        …la paura di non fidarmi fino in fondo di me, delle mie scelte e della mia capacità di scegliere bene per me e portare la cosa fin dove deve andare…ecco la mia sfida attuale…ancora troppe voci apparentemente in sottofondo e antiche le sento vociare ed interferire in me, nutrendo le paure…
        sto anche rendendomi conto che è un percorso, una via, tu parli di tante vite…è così, ho già fatto diversi passaggi, non sempre visibili all’esterno…sto imparando a riconoscermeli ed apprezzarli…
        Grazie a te per la testimonianza di una strada possibile, la tua unica e individuale, che rimane come esempio ed ispirazione…ho appena iniziato, oltre ad uno dei tuoi libri (di cui pian piano ne ho letti tanti già) la biografia di Larsson, intorno al tema della libertà.

  2. Quale migliore occasione per parlare di AB se non questa.
    Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero direttamente a Simone ma mi fa piacere riportarlo anche in questa stanza.
    Il libro, il pensiero, le idee, le progettualità erano finalmente messe nero su bianco.
    Finalmente qualcuno aveva scritto, parlato di questioni che avevo fatte mie, e venivano riconosciute “ufficialmente” alcune modalità e scelte di vita necessarie a dare profondità e senso alla propria vita.
    Ho anche imparato a conoscere la parola downshifting che altro non era la scelta che da alcuni anni avevo fatto scegliendo un lavoro part-time in prospettiva dell’affrancamento definitivo da questo “legame”, ora realizzato.
    Quindi un grazie a Simone per aver affrontato una questione sostanziale e sempre trascurata in maniera dolosa dalle persone.
    Grazie Simone nel non avermi fatto sentire solo e aver dato voce alle idee di libertà che avevo elaborato e messo in pratica (e non ero e non sono sigle, ho anche un figlio, quindi niente alibi!)

    Buon vento, Giancarlo De Noia

  3. Mi ricordo che dopo aver letto il libro scriissi qualcosa sul tuo blog e con mia somma sorpresa rispondesti pure La mia stima per te è cresciuta sempre di più negli anni e oggi mi sento di parlarti alla pari visto che oramai sono 7 anni che sono uscito anch’io dallo status da dipendente. Finché non si fa il passo non ci si rende conto di quello che si perde. Buon vento comandante ❤️

  4. Mammamiaaaaa..ma come 10 anni Simone ??? Di già? …Come è veloce il tempo…e se non ci scegliamo come trascorrerlo, potrebbe non darci più tempo! Che dire? Quando lavoravo all’ente Regione, tu mi hai cambiato la vita. Ti trovai nel web in un giorno di disperazione, nel quale digitai “come essere felici” ed affidai all’etere il groppone che avevo nello stomaco. Sai quelle cose assurde che fai quando non sai più che fare? Ringrazio la disperazione di quel giorno, perchè mi ha portato te. I tuoi post (che controllo con costante curiosità), i tuoi libri e tutte le riflessioni che hai acceso e che accendi in me. Oramai il fienile dell’anima è un pò anche un luogo mio; i tuoi gatti, addomesticati a metà! La tua cucina, le scritte sui muri, il giardino. I piatti che prepari, il vino che bevi. Mediterranea. I viaggi, le tue paure, …e via dicendo. Sono molto, molto felice di averti incontrato lungo la mia via. Allora..un brindisi con te: ai prossimi 10 !!! Avanti tutta ! Grazie Simone. Raffaela.

    • Sei molto gentile e ti sono grato di quel che dici. Mi fa molto piacere. E lieto che tu trovi via, linguaggio, vita in alcune cose che faccio. Ciao!

  5. adesso basta è un bellissimo libro che ogni tanto rileggo volentieri. se però devo essere sincero, mi è piaciuto di piu “avanti tutta”; per lo meno lo ho trovato piu concreto e meno filosofico di adesso basta che, voglio ripeterlo, è un gran bel libro

  6. Leggi un libro… e cominci a pensare. Scambi parole sul web… e continui a pensare. La persona, Simone, che ha scritto il libro, che scambia parole con te sul web le scambia con molti altri. Una parola, una frase per ognuno… attento alle tue, di parole, ai tuoi dubbi gioie e dolori. Un giorno, addirittura, trova il tempo di scambiare in una calda Milano altre parole, misurate espressioni di grandi semplici idee. E questo suo tempo, preziosissimo per quanto so essere sempre per tutti noi il tempo, lo ha dedicato a me… e continua a farlo senza giudicare scelte fatte o forse colpevolmente non fatte. Simone, quanto tempo dedichi a tutti noi, tuoi amici prima di lettori. Forse neanche ti rendi conto pienamente di quanto affetto ti ritorna indietro senza neanche bisogno di scriverlo qui. Pensaci e goditelo, nella prossima meravigliosa, umida, ciondolante notte in una rada delle mie amate Ionie.
    Buon Vento e Buona Vita.
    Mario

  7. Che ci faccio io qui? 🙂 Correggo refusi …, no? 😉 E ne semino qua e là…
    Era il lontanissimo 2013 e mi accingevo a leggere un libro, colpita più dal sottotitolo che dal titolo stesso: “Dove sono gli uomini? – Perché le donne sono rimaste sole?- ” e dal fatto che lo aveva scritto un uomo (!). Ma che ne poteva sapere poi lui… e invece… Invece ho letto quasi tutti i libri di questo scrittore-marinaio, Simone Perotti. Lui, sguardo sornione, anarchico, visionario, nelle interviste, sui social, sul suo blog, parlava di cose di cui nessuno parlava mai… Cose diverse, cose “nuove”… Parlava di un progetto, di una barca, di un gruppo di persone, di un sogno, di Mediterranea… Si stentava a crederci che poi “quelle cose” diventassero fatti concreti, ripresi da una telecamera quel lontano giorno a San Benedetto del Tronto… Sono partiti! Eh sì, sono partiti….I miei amici mi guardavano sottecchi… Chi era costui? Chi si credeva di essere? Il solito radical-chic con tanti soldi che fa l’alternativo… Tse! Facile così! Poi li invitavo a leggere qualcosa, a informarsi, a venire con me alla presentazione di un suo libro…ma, chissà, non avevano mai tempo… Non avevano tempo di sentirsi sbattere in faccia che qualcuno ce l’aveva fatta! Mi guardavano con una specie di paternalismo. Poveraccia. Può darsi.
    Molto tempo è passato, sembra poco, così, solo 4 anni. E io non sono più quella persona. Non credo di essere “migliorata”, né tantomeno di aver trovato finalmente la mia strada. Non sono qui a giustificarmi. CI sono stati momenti di alibi, e ancora ci sono, ci sono stati momenti “è tutta colpa sua, è la società!”, e ci saranno ancora. Ma io procedo nella mia ricerca. Ho conosciuto altre persone che parlano e agiscono come Simone Perotti, lo citano spesso…. Un precursore, comunque, qualcuno che ha visto, in mezzo al caos, qualcosa…che ha lottato, che ha sofferto e poi goduto delle sue “vittorie”, o meglio dei suoi obiettivi raggiunti: vivere come desiderava, fare, ogni santo giorno, quello che sente giusto per sé, con buona pace dei detrattori, chiusi nei loro soliti, stolidi discorsi, gonfi di bile. L’orgoglio di sentirsi dire “grazie!”. Grazie a questo libro, grazie che qualcuno lo ha sognato, poi pensato, poi scritto e quindi donato.

    E dunque grazie! Grazie a nome di tutti quelli che ce l’hanno fatta, di quelli che ci stanno provando e di tutti quelli che, ne sono certa, ci proveranno.

    Grazie anche per avermi insegnato questo: Buon vento!!!!!!!!

    • Grazie a te Barbara. A me pare già tanto che siano sorte domande, che si siano affrontati confini inviolabili con l’intento di verificarne l’inviolabilità. A me basta, alla fine, che si sia interrotto, per alcuni di noi, almeno talvolta, il già troppo visto rituale delle solite cose note, per tentare qualcosa di nuovo. ciao.

  8. Personalmente ho seminato ed ho atteso il raccolto nel rispetto del tempi dovuti come in agricoltura.
    Potevo andare prima? Chi può dirlo…
    Ho soltanto ottimi ricordi, non rimpiango nulla se non la gioventù e guardo al futuro con speranza ed un briciolo di ottimismo.
    Ricordo ancora della scena descritta a a pag 19 di Adesso basta: indimenticabile!
    Buona estate
    Vale

  9. “Il dilettantismo è bello, ma è anche una grave piaga dell’epoca”.

    Simone, sento che da questa frase, e tu non scrivi mai nulla di casuale, presto potrebbe nascere un post: è così? E’ come se tu avessi individuato, appunto, una piaga, e su quella prima o poi agirai, e dirai qualcosa.

    • Ne riparlavamo stamattina a bordo. C’è molto da dire su quel tema. Anche se alcune cose sono molto raffinate, c’è da discuterne… e rima pensarci. Ciao!

  10. Ciao Simone, è bello vedere un libro trovare sempre nuove forme, soprattutto il tuo che ho letto e riletto, cercando di trovare il mio downshifting. Alla fine ce l’ho fatta con dei distinguo: l’importante che il lavoro o il “non lavoro” che fai ti piaccia. Il mio lo amo, è una parte di me

  11. Ciao, Simone
    questo libro, questo tuo libro, ha dato il via a tante ripartenze. Alla mia di sicuro. Ognuno con i suoi tempi e modi, abbiamo cominciato a deviare dalla rotta prestabilita, e ora eccoci qua, sulla cresta di un’altra vita, ispirati anche dalla tua pazzia. Nella mia, di vita, ci sono tappe che segnano un prima e un dopo.
    Oggi, mentre lavoro al mio giardino foresta – chi è di mare, chi di terra – e scrivo i miei libri, per me e come ghost, so che per questo stile di vita, sognato per anni, devo la mia gratitudine ad alcune persone. Fra cui me, ovvio. Ma fra cui te, cacchio. Oggi è un altro giorno libero, senza orari, solo tempo.

  12. Spero esca prima del 2019!
    La copertina mi piace molto e mi sa che dovrò ricomprarlo (per regalo)
    Un abbraccio sincero

  13. Ciao Simone, ho appena finito di leggere il tuo libro ADESSO BASTA. Nonostante la mia storia sia molto diversa dalla tua e il mio lavoro non molto stressante (segretaria amministrativa presso scuola statale) ho apprezzato molto le tue scelte. Io ho perseguito molto il “posto fisso” che poi fisso non è perché prendo incarichi annuali ; in attesa del ruolo mi godo il privilegio di avere liberi luglio e agosto e di “traslocare” da Roma a Pescara mia città natale in estate. Mi spaventa però l’idea di andare in pensione sempre più tardi e chissà che non trovi il modo di anticipare (sono del 1968 ). Comunque l’idea che mi è piaciuta di più del libro è quella della ” comune” per anziani. Hai letto ” Il terzo tempo” di Lidia Ravera? Offre molti spunti ed evidenzia anche i limiti del progetto. Comunque io proverei….Considerano dei vostri. A presto Paola
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