Un anno straordinario

Sarà uno splendido anno. Io certe cose le sento. Sarà che ci sto su con tutti i sensi, in continuo, percepire è un’ambizione, una specie di vocazione.

Circolano un bel po’ di lacrime, quelle che affiorano appena, che spingono da sotto gli occhi. Dolenze latenti, anchilosamenti, aderenze che intralciano i movimenti, stanno lavorando ai fianchi già da un po’.
Ma il sole sorge ogni giorno, cupo o luminoso, come sempre. E sorgerà ogni giorno per tutto l’anno a venire, da domani, ancora e ancora. Le dolenze, le lacrime impellenti, troveranno un canale dove scorrere. Lo fanno sempre. Non le puoi fermare.
Qualcuno si è molto depresso in questi tempi. Forse non si aspettava variazioni così importanti. Forse si è convinto che qualcosa sia cambiato definitivamente. Non era come pensava, non sarà come teme.
Il mondo viaggia per un’unica ragione: l’energia. Quella che non sappiamo, quella dei cuori, quelle delle menti. Cose che devono accadere perché sono fatali, inevitabilmente avverranno. Accadranno anche cose che non sarebbero accadute, perché l’energia trattenuta, come nel Tantra, poi rompe i blocchi e si sfoga. Finalmente, qualcuno ha preso coscienza della fine. Era così triste vedere come la ignorava. E anche del tempo. Era così preoccupante osservare come lo sprecava.
Non c’è niente di produttivo come la cognizione della morte, per la vita.
Sarà dura per molti, questo è inevitabile. Non si potrà dimenticare in un lampo ciò che è stato detto, ciò che è stato pensato, né come ha reagito. Parlo degli estremi, sapete cosa intendo.
E chi non ha sbordato si ritroverà punto di riferimento, che lo sapesse o no, che lo volesse o no. Una grande responsabilità, un’élite inconsapevole fino a ieri, diventata oggi ufficiale, a cui sono appese molte delle sorti planetarie.
In ogni caso, per tutti, sarà un anno di recuperi, di scelte, di opportunità, di bivi. Cioè di luoghi e momenti di velocizzazione del processo, di compimento del percorso, di nuovo inizio. Una circostanza benedetta, credetemi. A fine vita intere schiere darebbero ogni cosa per un momento come questo, che in molte sorti tarda a manifestarsi. Oggi invece lo vivremo tutti. Esistenzialmente, un dono.
E sarà a portata di mano, per tutti!
Basterà spingersi un millimetro oltre le inerzie, oltre le paure, oltre i vincoli che ieri sembravano insolvibili, e che ora possono finalmente essere sciolti. Un millimetro appena separa molti, moltissimi, da nuovi destini: nuovi incontri, nuovi luoghi, nuove albe affrescate di occasioni.
Un passo appena, il gesto di allungare un braccio, di dire la parola mai detta: “eccomi…” oppure “vado, ciao…”.
Anche gli inconsapevoli, i meccanicistici, i sempliciotti, i divertentisti, cioè tutti quelli che negano, o che non hanno familiarità con i confini invisibili… si troveranno a doverli (o volerli) attraversare.
Unica dotazione necessaria, da non dimenticare fuori dallo zaino: un briciolo di voglia di lasciarsi andare. L’arma più affilata, quella del minimo coraggio, che risiede nel nostro cuore.
Siamo a un piede appena di distanza dal gradino. L’occasione di quest’anno è tutta lì, in quella distanza minima, nella fessura della porta, nella fettina sottilissima di visuale che offre il lungo vicolo buio, ormai già quasi tutto percorso.
Sarà un grande anno. Fidatevi di me.
Avverranno un mucchio di cose sorprendenti. Mi aspetto di fare incontri straordinari, di condividere il sentiero con sconosciuti che mai avrei incontrato, per luoghi fino a ieri inaccessibili. L’energia, la grande madre della madre della madre della vita, agirà. In me. In noi tutti. La sua forza è straordinaria. Anche se non lo capite, anche se sareste pronti a dire il contrario, abbiate fede: è così.
Non c’è niente di meglio del limite, della prossimità del confine, del vaso pieno fino all’orlo, dello svuotamento improvviso. L’ordine immutabile non consente mai niente, cristallizza, mentre la burrasca favorisce, perché quando spiana, improvvisamente, tutte le barche salpano, i porti blindati si aprono, e sulla banchina c’è fermento, voci, materiali, uomini, cime che strappavano ora allascano, si sciolgono, filano in acqua a barca in lento movimento.
Forza e coraggio dunque. C’è un mucchio di roba da fare. C’è una vita non già “ancora possibile” ma “finalmente possibile”, piena di sfide, vergine di azione. Tutta da vivere. Adesso.
Buon ultimo giorno di un anno difficile, eppure splendido nella sua tragica potenza. C’è un nuovo giorno di un anno fuori dall’ordinario che tardava a venire, e invece ora è lì, ci aspetta. Domani.
(nella foto, PettiMosso. L’ho chiamato così perché non stava fermo un attimo, a un metro da me, mentre lavoravo)

 

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5 pensieri su “Un anno straordinario

  1. Buongiorno Simone. Buon proseguimento di viaggio… Grazie dal profondo del mio cuore. Mi trovo d’accordo e in sintonia. Mi trovo nel viaggio straordinario che è la vita, così come vivo la mia.

  2. Caro Simone, la tua visione mi riempie di speranza. Ti ammiro per l’ottimismo che traspare dalle tue riflessioni. Io, a guardarmi intorno non ci scommetterei ad occhi chiusi, perciò mi affido alla tua analisi, e continuerò a lavorare affinché l’energia, quella buona, malgrado tutto, possa espandersi e allontanare dubbi e perplessità da chi come me continua a sentirsi fuori dal coro.
    Felice Anno Simone a te, Federica e a tutti noi!!!

    • penso che non sia mal riposta questa tua fiducia. E non in me che “sento” e “fiuto”, ma in te, in noi tutti che manteniamo viva la voglia, la brama. Molti buoni pensieri, con un po’ d’impegno, determinano fatti. Ciao!

  3. È molto gradevole condividere ed apprezzare il tuo ultimo post, caro Perotti, i tuoi pensieri sono sempre lungimiranti, carichi di positività, speranza ed energia, indispensabile per affrontare l’ esistenza con tenacia coraggio e determinazione.
    Serenità e prosperità siano con tutti noi.

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